<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210</id><updated>2012-02-08T14:40:56.280-08:00</updated><category term='50Km San Benedetto del Tronto (14 02 2010)'/><title type='text'>Non corro x scappare ma x andare incontro...</title><subtitle type='html'>I miei allenamenti,le mie corse...I MIEI PENSIERI</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>40</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-5888743845471566181</id><published>2012-01-21T04:32:00.000-08:00</published><updated>2012-01-21T04:36:13.084-08:00</updated><title type='text'>4^ Maratona della Pace sul Lamone : Il sapore di una giornata uggiosa...</title><content type='html'>&lt;div class="kasocialplugin"&gt; &lt;/div&gt;&lt;!-- KA Social Sharing End--&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Nel 1980 due geni  del panorama musicale italiano, Mogol e Battisti, scrissero in un testo: “...ma  che sapore ha una giornata uggiosa...”. Io, più di trent’anni dopo, non ho la  pretesa di ergermi a grande compositore, ma in veste di semplice scribacchino mi  piacerebbe trasmettervi le emozioni che ho provato correndo con una giornata  uggiosa, appunto, la 4^ edizione della Maratona della Pace sul Lamone. Una corsa  che per la sua natura di trail non è propriamente la mia, in quanto abituato a  “zampettare”sull’asfalto, ma che, in fatto di eccitazione, me ne procura  tantissima.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Tutto si svolge  sull’argine di un fiume, il Lamone, che attraversa la minuscola frazione di  Traversara, nel piccolo comune di Bagnacavallo, nella non grande provincia  ravennate, in quella bella terra della&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt; Romagna dal grande cuore, che accoglie  tutti con allegria, simpatia e modi ruspanti. Con l’edizione di quest’anno sono  giunte a tre (su quattro) le mie partecipazioni, ogni volta e a ogni passo che  ho mosso su quell’erba sono stato attraversato da piacevoli sensazioni. Come  sempre, qualcuno si chiederà: “Cosa può provare quello lì a correre intorno ad  un piccolo rio? E’ sempre pronto a magnificare le corse alle quale partecipa?” &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Posso solo  rispondere che ognuno vive la corsa, come la vita, a modo proprio; che ogni  istante, anche se partecipi ad una manifestazione più volte, non è mai lo  stesso, non sarà mai uguale a quello che lo ha preceduto nè tantomeno a quello  che gli succederà, perché precisi non sono gli stati d’animo e identici neanche  i colori che ci avvolgono. Tutto è il frutto di una particolare alchimia che ce  lo fa assaporare, dalla quale traggono linfa vitale le nostre sensazioni e i  nostri umori, per questo amo correre, amo vivere e amo scrivere.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Ho visto crescere  questa manifestazione organizzata dal valente Enrico Vedilei, ho visto lottare  il Vichingo contro chi lo criticava, sicuramente a ragione, ma con  cattiveria,malafede e acredine, accusandolo di pressappochismo. E’ stato bravo a  saper far tesoro dei giudizi di tutti, a capire dove fossero le criticità e a  ripartire da lì per migliorare. Vale la pena ricordare che nella seconda  edizione parecchi atleti sbagliarono strada, le docce non si trovavano ed erano  lontane dall’arrivo. L’anno scorso, il ristoro finale e il pasta party erano un  po’ ridotti ai minimi termini...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Quest’anno,  invece, il percorso come l’anno scorso non potevi sbagliarlo neanche se  t’impegnavi, è stato spostato solo il traguardo di una quarantina di metri,  deviandolo dall’argine e posto ai piedi di una piccola scalinata che ti  riportava su. Lì c’era anche un ristoro che, messo in quella posizione,  intelligentemente aveva una duplice funzione: toglierlo dalla sponda del fiume,  evitando così la solita scia di bicchieri per terra, e poi quasi obbligava gli  atleti a fermarsi per rifocillarsi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Un’altra miglioria  è stato il pasta party finale, un pranzo completo e al caldo. Le docce e gli  spogliatoi, anche se piccoli e non proprio comodissimi, erano vicinissimi al  traguardo, alla zona dove si mangiava e al parcheggio. Nel pacco gara, poi,  c’erano un paio di calze a compressione molto utili. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Una giornata per  me iniziata prestissimo con partenza alle sei da casa. Insieme al mio amico  Andrea siamo partiti che il termometro “diceva” -6, un freddo che ti penetrava  nelle ossa, sembrava che andassimo a fare la campagna di Russia. Con buona lena  c’indirizziamo verso sud, passiamo a prendere un’altra amica, Alina, a Massa  Lombarda e poi per stradine interne ci dirigiamo a Traversara. Giunti a  destinazione, ormai i soliti noti sempre presenti e felici d’esserlo anche  stavolta ci accolgono e ci salutano con calore. Siamo proprio una bella  famiglia. Il bar oltre a servirci la colazione funge anche da spogliatoio, di  fronte il ritiro del pettorale è veloce e i volontari ci danno le informazioni  che chiediamo. Tra loro anche la presenza di Andrea Accorsi e Monica Barchetti,  reduci dall’organizzazione della loro maratona di appena una settimana prima e  sempre in prima linea quando c’è da dare una mano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Alle nove e dieci  si parte ed è subito festa. Faccio i primi chilometri in compagnia di Monica, si  chiacchiera tranquillamente, ma dopo un po’ mi trovo da solo. E’ tutto surreale,  l’erba bianca dal gelo che a ogni passo scricchiola, l’odore del fumo dei  camini. Passa il tempo e s’iniziano a respirare anche gli aromi e gli odori dei  manicaretti che le famiglie al caldo delle loro case stanno preparando. Qualche  uccello nel cielo volteggia emettendo dei suoni, chissà forse ci stava  salutando. Io sogno, mi piace vedermi come un’anima leggera con le sue passioni,  penso a tante cose... Ogni tanto mi sveglio dal sogno e mi accorgo che sto  correndo, saluto gli atleti che raggiungo, mi fermo ai ristori ringraziando come  sempre gli amici volontari e poi ritorno in balia dell’irrealtà, in un mondo non  mondo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Verso metà gara,  come m’accade sempre, inizio ad allungare il passo fino ad avere una bella  progressione. Alla fine ho avuto un solo rammarico, di non essere stato doppiato  dal vincitore solo per una cinquantina di metri. Se me ne fossi accorto, avrei  rallentato e nel mio piccolo gli avrei tributato i meritati onori. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;All’arrivo, ad  aspettarci il sorriso di Monica che cingeva il collo degli atleti con una  particolare medaglia di legno e la moglie di Enrico, Maria Luisa, che applaudiva  tutti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Quando ho  oltrepassato il traguardo, la prima cosa che ho urlato è stata: “Grazie a  tutti”. Si, grazie per averci regalato un’altra bella domenica e sono sicuro che  l’anno prossimo tanti altri ancora si uniranno a noi. Il numero dei finisher di  quest’anno ha premiato il lavoro degli organizzatori e di ciò sono felicissimo  perché lo meritano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Un grazie  particolare anche a Denise sempre pronta con la sua macchina fotografica ad  immortalarci sfidando il freddo e le nostre battute. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Per concludere una  sola cosa non mi è andata giù, e lo devo dire a tutti: “Enrico, ti avevo chiesto  le calze bianche e me le hai date arancioni... "Ahahahaha……" , finiamo con una  bella risata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-5888743845471566181?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/5888743845471566181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2012/01/4-maratona-della-pace-sul-lamone-il.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5888743845471566181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5888743845471566181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2012/01/4-maratona-della-pace-sul-lamone-il.html' title='4^ Maratona della Pace sul Lamone : Il sapore di una giornata uggiosa...'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-908539009679883472</id><published>2012-01-10T08:14:00.000-08:00</published><updated>2012-01-10T08:16:22.547-08:00</updated><title type='text'>1^ Maratona di Crevalcore: Tutti protagonisti !</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Matteo: 20-1 16,  parabola dei lavoratori della vigna. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Crevalcore (Bo),  ore 15.24. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Da Porta Bologna  spunta lo yemenita Salem Mohamed. La macchina dell’organizzazione lo segue, gli  spettatori ne applaudono “la corsa” e, nell’aria, la voce dello speaker che lo  acclama gli tributa i meritatissimi onori. Taglia il traguardo felice e  sorridente, sul suo viso si legge tutta la stanchezza che solo una maratona sa  regalare ai propri “figli”. Autografa il manifesto celebrativo della  manifestazione e gli scattano qualche foto. “Avrà vinto”, si sarà chiesto  qualche ignaro passante. “Sì, ha trionfato”. E’ arrivato al traguardo della  regina delle corse su strada, che poi sia stato l’ultimo è solo un piccolissimo  ed insignificante dettaglio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Questo amici miei  è stato lo spirito che ha caratterizzato e ammantato la 1^ Maratona della Befana  di Crevalcore, “Memorial 7 gennaio 2005”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Un sogno che  avevano in due: Andrea Accorsi e Monica Barchetti, persone straordinarie e allo  stesso tempo forti atleti di gare sulle lunghissime distanze. Questo loro  desiderio ha iniziato a prendere forma quando dal calendario delle maratone fu  cancellata quella del Brembo (bravi gli organizzatori orobici, meglio allestire  un ottima half marathon che una maratona, dove, per mancanza di fondi adeguati,  non avrebbe potuto offrire degli standard qualitativi di alto livello come da  anni ci avevano abituato). La loro fantasia è diventata realtà il 6 gennaio  2012. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Non è stato facile  coordinare una manifestazione podistica che prevedeva tante (forse troppe?) gare  ma, loro, Andrea e Monica, volevano dare a tutti la possibilità di essere  presenti e ci sono riusciti: bene o male, poi dipende da quale chiave di lettura  si voglia dare alla giornata; allo stesso tempo hanno anche voluto omaggiare il  paese dove vivono. Nel giorno della Befana, poi, data la sensibilità che li  contraddistingue, non hanno dimenticato i bambini regalandogli le luci della  ribalta con delle gare a loro riservate. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Da soli non  potevano fare tutto ciò, così si sono avvalsi della collaborazione di Gozzi che  è l’organizzatore della “collaudata” Maratona di San Silvestro, il quale,  mettendo a disposizione il suo “know how”, ha aiutato e cogestito la  preparazione dell’evento. Un gioco di squadra perfetto tra Amministrazione  comunale, negozianti e cittadinanza ha fatto il resto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Il fulcro della  kermesse è stato la piazza principale di Crevalcore dov’era posta anche la linea  della partenza e del traguardo. Nel raggio di circa trecento metri gli atleti  hanno potuto disporre di tutti i servizi: ritiro pettorali, ritiro pacco gara  con consegna del chip, palestra, docce e deposito borse. Anche la pizzeria per  il pasta party era in prossimità del centro, un posto caldo dove a scelta si  poteva avere una lasagna o una pizza con bibita e caffè. Tutto molto comodo e  veloce. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Sono arrivato  nella località emiliano-romagnola domenica mattina presto, com’è mia abitudine;  molti atleti già erano presenti sul posto e l’istrionico speaker, Roberto  Brighenti, animava come ben gli riesce il paese che lentamente si stava  svegliando. Le facce un po’ tirate del duo Accorsi-Barchetti, che forse  sentivano più di tutti l’evento, stridevano con l’aria di festa che c’era. Non è  facile convivere con la spada di Damocle sulla testa, il giudizio di tanti  atleti pesa molto quando organizzi una manifestazione e loro tenevano a fare  bella figura. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Alle nove e trenta  è partita la maratona, gara alla quale ho partecipato. Dopo un piccolo giro in  centro (forse un po’ troppo scomodo farci passare sulla stretta pista pedonale),  la strada ci ha portato verso la periferia. Un percorso abbastanza scorrevole  con un cavalcavia ed un ritmo lento mi faceva correre - come sempre - in  tranquillità ed allegria. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Ad un certo punto,  la corsa, giustamente, è stata fatta passare all’interno del castello dei  Ronchi, in realtà un palazzo del 1500 appartenuto ai conti Caprara ed  attualmente di proprietà del Comune dal 1985. Questo modo di portare la gara a  visitare e a valorizzare le bellezze locali lo trovo molto bello ed educativo.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Il percorso non  era completamente chiuso al traffico, però, grazie alla collaborazione tra  Carabinieri, Polizia Municipale e Protezione civile, non ho mai avuto la  sensazione di pericolo. Di spettatori lungo il tragitto neanche a parlarne,  però, ad un certo punto, correre nella solitudine è stato fantastico.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Il circuito da  ripetere due volte verso la fine del secondo giro è stato flagellato da un vento  freddo fortissimo che ha infastidito e tagliato le gambe a moltissimi atleti. Ho  notato dopo la prima tornata che i ristori, sempre abbondanti e ricchi, non  erano posizionati in modo rigoroso ogni cinque chilometri, ma, preferendo la  praticità alla rigida e magari poco funzionale cadenza sancita dal regolamento,  avevano una leggera differenza di distanza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Lungo il percorso  c’era anche lo spugnaggio caldo, cosa che sta prendendo piede in questi ultimi  anni e sempre gradita agli atleti specialmente in una giornata fredda Da  rivedere secondo me è la fine del primo giro, quando una segnaletica non  perfetta poteva indurre allo sbaglio facendo confluire i maratoneti nella corsia  di quelli che correvano la mezza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Alla fine,  quando anche l’ultimo atleta è arrivato, le facce degli organizzatori erano più  distese. Mi sono congratulato con loro e gli ho chiesto il perché non avessero  messo dei bagni chimici per le donne. La risposta mi ha lasciato basito: “Caro  Cirinho, in queste piccole manifestazioni, noleggiando i bagni chimici, si  rischia di non fare la gara, costano tantissimo!” Perché, allora, invece dei  pacchi gara, non forniamo questo servizio agli atleti? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Una cosa bella che  ho notato è stata la scarsità di bicchieri di plastica gettati sull’asfalto,  bravi amici maratoneti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Un’idea geniale è  stata quella di unire tre manifestazioni: Maratona di San Silvestro, Maratona di  Crevalcore e Maratona della Pace sul Lamone in un trittico con premiazioni  annesse, il passo in avanti sarebbe se l’anno prossimo facessero anche uno  sconto sull’iscrizione a chi partecipa a tutte e tre gare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-908539009679883472?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/908539009679883472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2012/01/1-maratona-di-crevalcore-tutti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/908539009679883472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/908539009679883472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2012/01/1-maratona-di-crevalcore-tutti.html' title='1^ Maratona di Crevalcore: Tutti protagonisti !'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-6260912645955794301</id><published>2012-01-04T13:48:00.000-08:00</published><updated>2012-01-04T13:54:04.412-08:00</updated><title type='text'>L'accoglienza di Calderara ha chiuso il mio 2011.</title><content type='html'>&lt;h2 class="art-postheader"&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Col sorriso e la  consegna della medaglia di finisher della Maratona di San Silvestro si è chiuso  il mio 2011 agonistico. E’ proprio quel viso gioviale e quella onorificenza che  premia chi si è sobbarcato i 42,195km di corsa che voglio restino impressi nella  mia memoria, tali da poter scacciare i fantasmi di un’annata che sportivamente  parlando, non posso che definire fallimentare...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Calderara di Reno,  una località della periferia bolognese, vede come ogni dicembre lo svolgersi di  una manifestazione podistica che attira numerosi atleti da ogni latitudine  italica. Una cosa normale, si potrebbe pensare, non tanto però se vediamo in  quale giorno vede la luce questa kermesse e cioè il 31 dicembre. Così come nel  43 a.C., Ottaviano Augusto, Marco Emilio Lepido e Marco Antonio, s’incontrarono  per stabilire la divisione dei territori appartenenti all’Impero romano, così  ogni anno qualche centinaio di podisti o forse più, si riuniscono per spartirsi  i circa 3.5km del circuito intorno al centro sportivo Pederzini, dove ha anche  sede la Podistica Lippo Calderara, società organizzatrice l’evento.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Un percorso  tutt’altro che bello, una gara dove “fare il tempo” è difficile visto il  “traffico” di atleti, le strade alcune strette e altre con cambi di direzione  secchi. Aggiungendo a tutto ciò anche la collocazione nel calendario annuale in  un giorno particolare come San Silvestro, una persona si potrebbe chiedere: “Ma  cosa ci vado a fare a Calderara, meglio starmene a casa con la famiglia a  festeggiare!”. E’ proprio qui, invece, il bello. Guardando bene gli atleti, le  loro facce sorridenti e la voglia di stare in compagnia,viene proprio da pensare  che quello è proprio il “cuore pulsante del circuito maratonistico”: infatti,  conoscendo poi quasi tutti, sono pochi quelli che vengono per la prima volta,  mentre moltissimi sono i ritorni. Un’allegria che si sente nell’aria, si prende  come scusa la gara, ma il motivo vero è il ritrovarsi, scambiarsi gli auguri e  magari qualche regalo. Un’atmosfera familiare creata da Gozzi che veramente  aiuta tutti a trascorrere una bella giornata. Tutto ciò che dico è confermato  dal numero degli iscritti che premia chi si dà da fare per allestire la  manifestazione.Qui non hai il Colosseo da ammirare, non hai Piazza del  Plebiscito da guardare, non c’è Piazza San Marco da contemplare, ma c’è chi ti  accoglie, ti coccola e ti fa stare bene, cose semplici e fatte col cuore.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Due cose sono  cambiate rispetto all’anno scorso. La prima, la partenza è stata arretrata di  qualche centinaio di metri ma il traguardo è rimasto dov’era e i giri son  rimasti sempre gli stessi. A questo punto qualche domanda ai più è sorta: “Era  l’anno scorso più corta o quest’anno più lunga? Chi certifica il percorso?” A  questi quesiti gradirei che l’Organizzazione rispondesse, magari emettendo un  comunicato per chiarire. L’altra diversità è stato il ristoro posto qualche  decina di metri prima del traguardo e qui si è compiuto il miracolo... Non ho  visto bottigliette o bicchieri per quaranta metri ed ho pensato: “Stiamo  migliorando”. L’illusione però è durata poco, perché, subito dopo l’area del  cambio delle staffette, la sede stradale era come sempre ricoperta da un manto  di plastica. Cari amici perché, come fate sempre ai ristori, non avete buttato a  terre le vostre bottigliette sotto il gonfiabile quando potevate fare bella  mostra della vostra inciviltà davanti ai giudici, allo speaker e ai numerosi  spettatori? Avete avuto paura dei rimproveri? Allora sapete anche che non si fa  e quindi siete dei meschini.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;La gara è iniziata  in orario, una splendida giornata ha accompagnato l’evento ed il morale di tutti  era alto; correndo a circuito ho avuto modo di doppiare e magari anche  triplicare qualche amico (così come anche a me è successo), ma i ripetuti  incontri, invece di essere tristi perché si subiva “l’onta” del sorpasso, erano  sempre fonte di battute, barzellette, foto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Come sempre, ho  svolto un buon allenamento lento, mi sono fermato a tutti i ristori non  dimenticando mai di ringraziare i volontari per la loro cortesia. Siparietti  simpatici quasi ad ogni passaggio dal via con lo speaker Fabio Rossi che aveva  una battuta pronta per me, come per tutti . In giro sul percorso come due falchi  s’aggiravano i fotografi Antonio e Denise, sempre pronti a fissare con uno  scatto i nostri atteggiamenti più strampalati.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Alla fine una  bella doccia calda all’interno del palazzetto, un buon pasta-party, a proposito,  buona l’idea di far dare minimo un euro che andava in beneficenza, però avrei  gradito sapere chi andava a beneficiare di questa raccolta, spero anche qui  vivamente che l’Organizzatore rendi nota la cifra raccolta e il soggetto  beneficiato. Un buon capo tecnico nel pacco gara (ed anche della mia taglia) era  l’ultima sorpresa di questa bella e tranquilla giornata bolognese.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Per concludere,  voglio ringraziare gli amici che ho incontrato a Calderara, veramente tanti, chi  m’incitava lungo il percorso e chi, avvicinandomi, mi diceva: “Sai, leggo sempre  ciò che scrivi,complimenti.” Grazie a Tutti.&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2 class="art-postheader"&gt;&lt;span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt; "&gt;Ps. Se è possibile  lungo il percorso mettete dei bagni chimici in modo che anche le atlete in caso  di bisogno...&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-6260912645955794301?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/6260912645955794301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2012/01/laccoglienza-di-calderara-ha-chiuso-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6260912645955794301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6260912645955794301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2012/01/laccoglienza-di-calderara-ha-chiuso-il.html' title='L&apos;accoglienza di Calderara ha chiuso il mio 2011.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-6850124906284068009</id><published>2011-12-15T02:02:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T02:03:26.552-08:00</updated><title type='text'>Tanti elogi e piccole critiche alla 16^ Maratona di Reggio Emilia.</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Domenica 11  dicembre, ore 15.00, chiude il sipario sulla 16^ Maratona di Reggio Emilia  “Citta del Tricolore”. Un’edizione record che con i suoi numeri ha premiato  l’organizzazione presieduta dall’amico Paolo Manelli. Una maratona, quella  reggiana, che, cresciuta costantemente negli anni, è diventata un punto di  riferimento per tutti gli atleti, vista la qualità dei servizi offerti e la  bellezza del percorso. Un buon motivo anche per i loro accompagnatori per  trascorrere un bel fine settimana in una bella città come Reggio Emilia.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Un plauso  particolare va a chi pensò, tempo fa, d’inserire nel programma maratona delle  visite guidate alla città che fu del primo Tricolore , col triplice intento di  mostrarne le bellezze, allietare il soggiorno ed arricchire culturalmente i  partecipanti, non dimenticando che tutto questo è offerto gratis. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Parlare bene della  Maratona di Reggio Emilia è come parlare dell’ovvio, si sfonda una porta aperta,  insomma è bella e basta! Proprio perché si è arrivati a questo punto, però, si  devono fare alcune considerazioni e delle critiche costruttive affinché l’evento  con l’andare del tempo diventi veramente una perla unica nel fantastico, ma mal  gestito, mondo delle maratone in Italia. La mia non vuole essere una voce  stonata nel coro, ma solo una nota che si fa sentire in una melodia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Ormai credo sia  giunta l’ora di chiudere le iscrizioni ad un certo numero di partecipanti,  magari 2800, dico questo perché con l’attuale percorso, che prevede nei primi  chilometri due giri nel centro, anche giusti perché la corsa deve anche  omaggiare la città che la ospita, ci sono degli enormi problemi dovuti ai cambi  di direzione secchi che provocano, vista la marea dei partecipanti e la sede  stradale stretta e umida, delle cadute anche serie da parte degli atleti. Penso  che se dopo la partenza da corso Garibaldi, una volta imboccata la via Emilia e  Viale Monte Grappa si andasse direttamente fuori, verso la collina, sarebbe  meglio. Il fiume di atleti potrebbe esondare così nelle strade più larghe e  comode della periferia e poi, una volta esaurita la sua foga, essere incanalato  nel centro cittadino. Ci sarebbero così meno possibilità d’incidenti e più  tranquillità per godersi il salotto bello di Reggio Emilia. Sicuramente ci  sarebbe da lottare con i commercianti, con i permessi in Comune, però bisogna  far capire a queste persone che questo evento è anche un’occasione per loro. Un  altro particolare da migliorare è sicuramente il flusso di persone che entrano  ed escono dal palazzetto dello sport al sabato sera e alla domenica mattina. Il  palaBigi, ottima location per deposito borse, docce, stand e vicinanza dal punto  di partenza/arrivo gara mostra delle crepe dal punto di vista dello scorrimento  delle persone al suo interno. Perché allora non sfruttare un’altra uscita della  struttura convogliando il “traffico umano” in varie direzioni? Ancora altri due  piccolissimi dettagli da migliorare legati al fine gara sono: un atleta che  taglia il traguardo dopo cinque ore e mezzo-sei non può non trovare la medaglia  (anche se questa arriverà a casa sicuramente quanto prima e su questo sono  pronto a mettere la mano sul fuoco) e non può arrivare trovando intorno a lui  gli operai che stanno già smontando le transenne ed i banchi dove sono  appoggiati i teli già messi uno sull’altro pronti per essere portati via… Tutto  ciò non è elegante e sembra come se si dicesse: “Dai aspettiamo te per chiudere,  fai presto”, ciò non mi piace. Tutti, dal primo all’ultimo dei finisher, devono  avere un degno arrivo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Certo, queste  piccole lacune che ho citato sono delle gocce che si perdono in un oceano dove  ci sono: la gentilezza di Paolo Manelli quando mi sono iscritto, il sorriso di  Cinzia quando ho preso il pacco gara, il ritiro velocissimo del pettorale, il  caloroso incoraggiamento che abbiamo avuto ai fornitissimi e favolosi ristori  gestiti dalle società podistiche, la simpatia dei volontari, il percorso  completamente chiuso al traffico, il pantagruelico ristoro del dopogara, i bagni  chimici lungo il percorso, le facce, le emozioni, le espressioni, i pianti, i  sorrisi dei maratoneti che arrivavano, i loro commenti entusiasti nell’immediato  dopogara, gli speaker Michele Marescalchi e Roberto Brighenti. Una parola  d’elogio allo stoico Roby, sempre li sul palco dalle prime ore del mattino fino  a quando anche l’ultimo degli atleti è arrivato a tagliare il traguardo, sempre  pronto con la sua verve a tributare a tutti gli onori che gli spettavano.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Non voglio parlare  della mia gara perché dovendo fare solo un allenamento lento, l’ho interpretata  in quanto tale. Mi son fermato a tutti i ristori complimentandomi con i  volontari, ho salutato i tantissimi amici e conoscenti sparsi lungo il percorso  di gara, ho chiacchierato con altri atleti, insomma ho svolto un  bell’allenamento in compagnia, cercando solo di restare nei limiti di tempo che  mi ero prefissato e cioè 3h10’/3h15’. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Per concludere, il  mio grazie come al solito va agli organizzatori e ai volontari che tanto si sono  adoperati per noi; però, mai come questa volta, vorrei estenderlo anche ai  fotografi non professionisti che lungo il percorso immortalano le nostre gesta  mettendo poi a disposizione e gratis i loro scatti sui siti podistici. Non posso  però non ricordare, ringraziandoli, tutti gli atleti, tutti gli amici che sono  venuti a Reggio Emilia in questo week-end di fine autunno e che hanno colorato  simpaticamente la città rendendola più viva e calda. Credo, infine, una cosa: in  altre città dove si va a correre, lo si fa per aggiungere una gara al nostro  curriculum sportivo; a Reggio Emilia, invece, lo facciamo perché la corsa ce la  fanno sentire nostra. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Tra i tanti amici  che ho avuto il piacere d’incontrare ne vorrei menzionare uno su tutti: Simone  Leo, non è un top runner, ma un Campione nella vita di tutti i giorni. Con  l’Associazione “Dico no alla droga” combatte contro la disinformazione, la  confusione e le leggende metropolitane che ci sono a riguardo dell’uso di certe  sostanze e lo fa attraverso la prevenzione, parlando ai giovani e non solo. Mi  piaceva ricordarlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-6850124906284068009?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/6850124906284068009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/12/tanti-elogi-e-piccole-critiche-alla-16.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6850124906284068009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6850124906284068009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/12/tanti-elogi-e-piccole-critiche-alla-16.html' title='Tanti elogi e piccole critiche alla 16^ Maratona di Reggio Emilia.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-2026906750343114458</id><published>2011-11-18T01:32:00.000-08:00</published><updated>2011-11-18T01:33:05.705-08:00</updated><title type='text'>25^ Turin Maraton: Bella ma con dettagli da migliorare.</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Un successo con  alcuni dettagli da migliorare: non ho altre parole per descrivere la  venticinquesima Turin Marathon. Un’edizione che ha visto una partecipazione  record ed un numero di finisher superiore rispetto all’anno precedente di ben  582 atleti. Di tutto ciò si deve ringraziare il dott. Chiabrera che, avvalendosi  della collaborazione di persone competenti, ha costituito un’efficiente ed  eccellente macchina organizzativa la quale, lavorando in modo certosino ed  indefesso, ha allestito un’ottima manifestazione. Torino, già dal giorno  precedente la gara, è stata invasa da podisti di tutte le età e di tutte le  ”velocità”; infatti, non solo la maratona, ma anche la StraTorino e la Junior  marathon prendevano il via dal centro dalla città piemontese. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;L’ex capitale  d’Italia, nella sua veste austera ha mostrato le proprie bellezze e si è  ripresa, almeno per un fine settimana, il vecchio scettro ponendosi  meritatamente al centro dell’attenzione. Musica, tanta allegria e cordialità,  insieme alla conferma che Torino è una città molto sottovalutata dai più, hanno  reso questo week-end fantastico. Sono giunto, infatti, nel capoluogo sabaudo  nella giornata di sabato, ho fatto un giro in città sotto i portici medioevali e  poi mi son recato al centro maratona in piazza Castello, luogo che vedrà anche  la partenza ed il traguardo della gara l’indomani mattina. Tutto molto veloce e  tranquillo, il ritiro del pacco gara (molto bello lo zainetto) e la visita agli  stand. La cordialità degli addetti e la simpatia degli atleti che arrivavano  rendevano il pomeriggio ancora più piacevole. All’imbrunire, il pasta party,  allietato dalla musica, allestito in piazza San Carlo, forse visto l’orario ed  il periodo poteva essere gestito logisticamente in modo diverso. La sera del  sabato l’ho trascorsa in allegria col gruppo dei pacer, al quale va un plauso  particolare perché il plotone “pilotato” da Mauro Firmani ha colorato  allegramente ed in modo simpatico la città svolgendo alla grande il suo dovere;  ben 29 dei 30 pacer, infatti, sono arrivati in perfetto orario al traguardo tra  i ringraziamenti dei tanti atleti che grazie ai ”palloncini” hanno visto  premiati i loro sforzi e coronati i loro sogni. A cena, in albergo, si è unito a  noi anche quel campione di Giorgio Calcaterra, sempre pronto a dare un parola  d’incoraggiamento a tutti coloro che ne avevano bisogno e mai stanco di fermarsi  con chi gli chiedeva una foto o quant’altro. Lui, prima di tutto una brava  persona e poi un grandissimo atleta, insieme a Ivan Cudin, altro fulgido esempio  di lealtà e semplicità ,sono gli esempi da seguire in uno sport sempre meno  vissuto sul “campo”, mal proposto in tv, sottovalutato dalla carta stampata e  urlato su alcuni siti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Domenica mattina,  un cielo azzurro ed clima frizzante hanno avvolto gli atleti, mentre le note  dell’inno nazionale cantato da Arianna Bergamaschi echeggiavano e volteggiavano  nell’aria, caricando ancora di più tutti quanti. L’assenza, però, delle  “griglie” alla partenza ha scontentato più di qualche partecipante, sono  convinto che gli amici di Torino sapranno porre rimedio anche a questo neo. Alle  nove e trenta, la gara è partita e il fiume di persone ha inondato le strade ed  i viali della città. Io mi divertivo a salutare gli amici che mi passavano ed  intanto procedevo con tranquillità assoluta con i pacer delle tre ore e trenta  ai quali avevo promesso di dare una mano. Tutto bello fino al quattordicesimo  chilometro, quando all’angolo di via Stupinigi, l’amico Paolo, coperto da altri  atleti, non ha visto, una ringhiera che separava la sede stradale dal tratto  pedonale e l’ha urtata violentemente procurandosi un grosso ematoma all’altezza  del torace stramazzando a terra con problemi di respirazione. Il prossimo anno  spero che provvedano a segnalare in modo vistoso questo ostacolo, perché la gara  in quel punto è ancora all’inizio, il plotone è compatto e la scena potrebbe  ripetersi. Vedendo l’accaduto non ho esitato a fermarmi e a prestare soccorso.  Le persone che avevano assistito alla scena dai balconi delle loro case ci hanno  aiutato tantissimo dandoci una coperta, del ghiaccio e proponendosi di  accompagnare l’infortunato in ospedale, un grazie di cuore. Intanto la corsa  passava disinteressandosi di quello che accadeva, solo un altro atleta si  fermava a prestare soccorso… Il tempo passava e dopo quasi sette minuti è  arrivata una volontaria della Croce Rossa che si è presa cura dell’incidentato  dicendomi che potevo andare. A questo punto, però, avevo accumulato un discreto  ritardo rispetto ai “palloncini” con i quali dovevo collaborare; un rapido  conteggio dei tempi e calcolo che correndo mediamente a 4’15” al km li avrei  raggiunti in 11km. Così tra lo stupore di tutti, correvano a 6’00” al km, e le  urla di scherno: “Ma dove vai, così al traguardo non arrivi…”, “Se sei così  veloce, come mai sei così indietro, rallenta e ascolta i consigli”, iniziavo la  rimonta; li ascoltavo e dentro di me ridevo come un pazzo. &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Un po’ prima del  venticinquesimo km vedevo coronato il mio tranquillo inseguimento. Tutti mi  chiedevano dell’accaduto: “Cavolo, credevo fosse passato inosservato!..”.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Da lì in poi, fino  al traguardo, è stato tutto molto divertente, procedevamo ad un ritmo costante,  io spronavo un po’ tutti quelli che ci seguivano e tutti quelli che, ormai  sfiniti, “raccoglievamo” per strada. Prima dei ristori, allungavo il passo e  prendevo quattro, cinque bottigliette d’acqua per distribuirle al gruppo in modo  che non rallentasse il suo incedere. Anche sui ristori ci sarebbe da dire  qualcosa, questa volta però agli atleti. Il solito mare di plastica  sull’asfalto, il solito menefreghismo di tanti, molti, partecipanti. Ma è così  difficile essere educati e dotarsi di senso civico? Tantissimi avevano anche il  pettorale col quale partecipavano alla campagna del correre pulito, del correre  verde. Ipocriti! Andrebbero squalificati senza appello, che pena mi fanno! Ho  notato un grandissimo spreco d’acqua, sicuramente le bottigliette sono meglio  dei bicchieri che si rovesciano sul tavolo ma, gran parte del loro contenuto va  perso inutilmente, allora in commercio ci sono dei bicchieri con acqua sigillati  e sono un po’ più grandi di quelli che normalmente si vedono sui tavoli ai  ristori, contengono una quantità di liquido che è la via di mezzo tra le  soluzioni che generalmente si adottano e sono pure comodi da tenere in mano.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Ritornando alla  gara, dopo il lunghissimo corso Francia. si arriva in città, ormai i giochi sono  fatti, incito ancora di più gli amici, il traguardo è lì, distante trecento  cinquanta metri, ormai hanno le ali ai piedi, il mio bandierone nerazzurro già  sventola da qualche chilometro su Torino e non vi dico i commenti. Arriviamo al  traguardo in perfetto orario: tre ore, ventinove minuti e quarantadue secondi.  Un bacio alla gentile signora che mi mette al collo la medaglia e, subito dopo,  un ristoro spartano dove comunque c’era l’indispensabile e senza sprechi di  cibo. Molto veloce la raccolta borse e poi una bella doccia calda. Molto  indovinata la location del fine gara, la piazza adiacente al palazzo Reale si è  mostrata perfetta per i servizi che doveva fornire. Una bella maratona, una  giornata fantastica e qualcosa da migliorare. Forza Turin Marathon, sono  convinto che l’anno prossimo saprai fare ancora meglio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: verdana,geneva; FONT-SIZE: 10pt"&gt;Ho iniziato  facendo i complimenti al dott. Chiabrera, vertice dell’organizzazione. ma non  dimentico di ringraziare e congratularmi con Marco Ronco, gli amici della  cascina della Marchesa (sede Turin Marathon): Simone, Irene, Alessandra, Chiara,  Alessandro, ancora poi un plauso a Mauro Firmani che ha gestito i pacer e gli  ambasciatori della Turin Marathon, un grazie va pure a tutti i volontari, che  con la loro preziosissima opera hanno fatto in modo che tutto si svolgesse in  modo fluido. Se ho dimenticato qualcuno chiedo scusa. Volete sapere chi sono, se  il nome non vi dice niente? Sono quello che corre con la bandiera  dell’Inter…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-2026906750343114458?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/2026906750343114458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/11/25-turin-maraton-bella-ma-con-dettagli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2026906750343114458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2026906750343114458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/11/25-turin-maraton-bella-ma-con-dettagli.html' title='25^ Turin Maraton: Bella ma con dettagli da migliorare.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-2328407767498283032</id><published>2011-10-13T13:58:00.000-07:00</published><updated>2011-10-16T08:33:37.397-07:00</updated><title type='text'>Campionato Italiano Fidal 24 ore Fano : ...una bella esperienza.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 10pt;"&gt;Il fine settimana  scorso ha visto correre, nella bella cittadina marchigiana di Fano, il  campionato italiano Fidal della 24 ore. Un evento da me preparato  scrupolosamente curando oltre che l’aspetto fisico e mentale, anche particolari  come l’alimentazione, i ristori, i cambi vestiario e tutto quello che una gara  del genere prevede. Tutto fatto con molta cura essendo, questa manifestazione,  uno dei miei tre obiettivi stagionali, dopo la 100km di Seregno e la Nove colli  running. A questa gara, però, tenevo particolarmente per vari motivi. Il primo è  perché l’avevo voluta correre fortissimamente e da qui poi doveva nascere la  stagione agonistica prossima, che prevedeva “l’attacco” ad una convocazione  nella nazionale della 24h, oppure ottenere come risultato minimo un  chilometraggio tale da permettermi almeno la domanda di partecipazione alla  Badwater ultramarathon (come da accordi presi con gli organizzatori americani).  L’altro motivo era il non voler deludere il mio allenatore, la mia società,  l’equipe che mi assiste e tutti gli amici che mi seguono con ricambiata simpatia  e affetto. Ciò non è accaduto e di questo mi è dispiaciuto fortemente appena  conclusa la corsa. Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questa cronaca  perché a mente lucida si riesce sempre a ragionare meglio, valutando ciò che a  caldo, altri fattori come la tristezza, lo sconforto e la stanchezza, non ti  fanno vedere. Appena tagliato il traguardo agli amici ho detto che era stata una  debacle clamorosa, una Caporetto in terra marchigiana, insomma una disfatta eccezionale. Tantissimi messaggi e telefonate di stima, insieme a qualche giorno  di riposo, mi hanno aiutato a fare chiarezza su tutto. Ciò che però mi ha  permesso di vedere il classico “bicchiere mezzo pieno” - e per questo lo  ringrazio -, è stata una lunga chiacchierata con Andrea Accorsi, uno dei pochi  che veramente capisce il mio modo di vedere e di vivere le corse. Una persona ”profonda” che va oltre le apparenze, oltre la superficie delle cose, vede in me  atleta quello che veramente sono e non quella immagine che purtroppo appare a  tanti, cioè quella di un fanatico all’eccesso. Dopo aver parlato con lui sono  molto più carico e pronto a ripartire con nuovi stimoli, proiettato già a  progettare una 24h da correre in primavera sicuramente all’estero e poi, siccome  il mondiale dovrebbe essere a settembre, … I giorni che hanno preceduto il  viaggio per Fano mi hanno visto molto attento a quelle che potevano essere le  condizioni meteo durante la gara, in modo da non trovarmi impreparato di fronte  a niente. Tutto sembrava ok, solo sabato mattina era prevista un po’ di pioggia  e davano una bassissima percentuale di precipitazione durante la notte: non è  stato propriamente così alla luce dei fatti. Una giornata fantastica alla  partenza, ma durante la notte una tempesta di acqua e grandine si è abbattuta  sul circuito Enzo Marconi di Fano facendo saltare i piani di tutti gli atleti,  ma con questo non voglio dire che per lo specifico sia stato un risultato  falsato, chi ha vinto lo ha fatto con merito, chi mi è arrivato avanti è stato  più bravo di me e chi comunque ha visto la fine -ma anche chi si è fermato - è  stato un grande e a tutti vanno i miei complimenti e la mia stretta di mano.  Potrei aver da ridire su alcuni altri particolari, ma se i giudici non hanno  visto oppure hanno ritenuto regolari certi comportamenti, non sarò certamente io  a polemizzare ma sarà la coscienza degli stessi atleti che ogni tanto si farà  sentire ed una “vocina” ricorderà loro che certe cose non andavano fatte e ciò  sarà molto più duro da mandare giù rispetto ad un giudice di gara che ti  sanziona. Venerdì 07, vigilia della gara, un’ acquazzone si abbatte su Reggio  Emilia facendo cambiare i piani per la partenza, non più in treno ma in macchina  col mio amico Andrea, il quale aveva pure prenotato una camera doppia in albergo  facendomi desistere dal mio intento di dormire sulle brande messe a disposizione  dagli organizzatori. La pioggia ci accompagna per tutto il viaggio ed una volta  arrivati, sistemati in albergo, andiamo a ritirare i pettorali. Ho subito una  buona impressione di tutto, del circuito tutto chiuso, transennato ed asfaltato  in un bel parco, dell’organizzazione e dell’accoglienza riservataci. I fratelli  Aiudi, con il loro staff, si prodigano affinché tutto vada per il verso giusto  mentre un’atmosfera familiare regna all’interno dell’area. Mi viene indicato  dove sono posti i ristori lungo il percorso e quanti ne sono presenti; sono due  nelle ore che portano all’imbrunire, mediamente ogni chilometro e cento metri  circa, diventeranno uno quando calerà la sera e purtroppo non ce ne saranno  quando il nubifragio si accanirà su Fano, fermo restando che si poteva  utilizzare (l’ho saputo dopo) il ristoro posto vicino alla tenda dove si  potevano fare i massaggi, al quale però si doveva giungere da un percorso  obbligato e non da altre parti del circuito pena la squalifica. Mi indicano dove  saranno ubicati i ristori personali, dove poter fare i massaggi, dove  eventualmente riposare, i vari punti del percorso dove si può uscire e tante  altri particolari. La sera, un bel pasta party anche abbondante, e la presenza  di tanti amici con i quali si scherza e ci si diverte, faranno da viatico alla  notte che precederà la gara. Il sabato mattina ha un cielo sereno ed una  temperatura piacevole a dispetto delle previsioni. Arriviamo al parco dove tutta  l’organizzazione si sta mettendo di nuovo in moto, i giudici controllano i loro  dettagli e noi atleti prepariamo la nostra postazione personale nell’area lungo  i cento metri che precedono il traguardo che ci servirà lungo le ventiquattro  ore di gara. Dispongo così i miei ristori, i miei cambi e poi piazzo lì anche il  bandierone dell’Inter in modo che da lontano io possa vedere subito a quale  distanza sia il mio posto senza sbagliare. Siamo tutti all’opera e tutti ignari  della sorpresa che Dio Pluvio ha in serbo per noi tra una dozzina d’ore. Il  tempo trascorre, per quello che mi riguarda, come al solito nella più totale  tranquillità, conscio delle mie possibilità di far bella figura e di raggiungere  uno dei risultati che mi ero preposto alla vigilia che derivavano dal sapere il  modo col quale mi ero allenato e dal modo d’approcciare alla gara. Mi tiene  compagnia il mio i-pod con la megacuffia che mi isola da tutti. Mancano circa  quindici minuti e i giudici iniziano a fare la spunta dei partecipanti. Ormai,  ci siamo. Andiamo in una parte del percorso dove è prevista la partenza e che  permetterà agli atleti che correranno la cento chilometri di avere il loro fine  gara proprio al passaggio sul traguardo, si, perché oltre alla ventiquattrore si  correrà la corsa testé citata, la sei ore e la dodici ore; io la definirei una  festa dell’ultrarunning, ma si vede che Dio Pluvio non era tanto d’accordo,  oppure non era stato messo al corrente. Ore 10.00: parte la kermesse. Lungo la  pista si vede subito e chiaramente quale atleta partecipa ad una gara ben  precisa. Le velocità sono diverse e diminuiscono man mano che la gara  d’appartenenza s’allunga. Vedo due treni che mi doppiano ogni tanto e sono Marco  Boffo e Francesca Marin, anche se poi lei nel finale avrà un piccolo  rallentamento. Io e tanti altri facciamo corsa tranquilla visto il numero di ore  che abbiamo da correre. Il mio ritmo al giro è abbastanza regolare, 12’ alti e  13’ bassi con giri di 14’ ogni ora quando mi fermo per prendere il gel ed il  piccolo pezzo di pane con bresaola oppure con olio al ristoro personale, questo  fino al quarantesimo giro (oltre 88km, circa 08h 45’). In queste ore mi sono  divertito come un matto senza accusare la benché minima fatica. Correre con  Angela Gargano, Giuliana, Paola, Adele, Marinella e tantissimi altri amici, era  sempre uno spunto per una battuta, per un incitamento e per una risata, tutto  fantastico così come il pomeriggio sotto un pallido sole con tutti gli  accompagnatori che facevano il tifo e prendevano la tintarella. Corro il  quarantunesimo giro un po’ più lentamente per dare un po’ di conforto ad un  amico, prima che atleta, che era in difficoltà, sempre però come prevede il  regolamento affiancandolo per qualche metro e poi tenendomi a debita distanza, e  poi continuo così fino alla quarantacinquesima tornata (circa 100km in 10 ore).  Un particolare, però, mi balza agli occhi, poi confermato anche da altri  partecipanti, il Garmin segna 3 km in più...mah?! Seguono due giri mediamente  intorno ai 15’ e decido di fermarmi per un massaggio. La sosta mi fa percorrere  il quarantottesimo giro in 29’, però non ci sono problemi, continuo ad essere  nel gruppo di testa di una gara che vede al comando il reggiano Stefano Verona.  Proseguo tranquillamente a girare tra i 13’ alti e 15’ bassi, questo dovuto al  fatto che mi fermo ad entrambi i ristori che intanto già avevano fornito pasta a  chi ne voleva. Il cinquantasettesimo e il cinquantottesimo giro sono lenti  perché mi distraggo a studiare le condizioni del cielo che, dall’esperienza che  mi deriva dall’essere un ex navigante, mi sembra non promettere niente di buono.  Anche col buio riesco chiaramente a vedere dei nuvoloni carichi di pioggia e  così, come nei migliori gran premi di Formula Uno, dove anche la tattica e la  strategia la si adegua a volte agli imprevisti e va studiata al momento, cerco  d’anticipare tutti gli altri e mi preparo alla pioggia, consapevole che sul  breve avrei perso qualcosa, ma che alla lunga questa scelta m’avrebbe premiato.  Ancora qualche giro ed ecco giungere la pioggia che nel volgere di qualche  decina di minuti si tramuta prima in un acquazzone poi in violenta grandinata.  Non c’è più il ristoro, non ho la possibilità di bere qualcosa di caldo e a  questo punto decido di fermarmi perché temo per la mia incolumità fisica. Pochi  temerari restano fuori, qualcuno pagherà dazio dopo, altri invece vedranno  premiata la loro caparbietà e si piazzeranno nelle prime posizioni in classifica  finale. Anche chi era in testa alla gara, Stefano Verona, si ritira e da quel  momento Tallarita prende la testa della gara, ma poi anche lui alzerà  bandiera bianca dopo il temporale, rientrando in gara all’alba quando i giochi  saranno ormai fatti ma comunque in tempo per vincere un bell’argento master. La  mia sosta dura circa un’ora e dieci, ho il tempo d’asciugarmi, mettermi degli  indumenti asciutti e di mangiare un po’ di pane con bresaola. Intanto, fuori un  forte vento gelido spazza via tutto facendo tabula rasa. Riparto compiendo altri  cinque giri, di cui due un po’ lenti, ma ormai la gara è compromessa, il freddo  si è impossessato del mio corpo, il fisico cerca di combattere, la mente lucida  invece mi consiglia di rientrare ancora cercando di riscaldarmi e di  riprendermi. Altra sosta di un’ora steso sulla panca dei massaggi con una  coperta addosso. Mi ridesto e parto ancora, compio un altro giro ma camminando  ad passo lentissimo quasi 30’ per percorrere un po’ più di due chilometri. Sono  una nave alla deriva, ho freddo. Angela Gargano, vedendomi, mi chiede se ho  bisogno di una felpa, di guanti o di quant’altro, purtroppo le dico che ormai è  andata così e che sto cercando un motivo per uscire da questa crisi e mi rifermo  ancora. Sosta di un’ora e mezza questa volta senza stendermi e senza coperta,  solo sotto la tenda seduto. Ad un certo punto, una voce mi dice: “Dai Ciro,  forza proviamo!”. Questa non è la voce della coscienza, ma è Adele Di Lorenzo,  un’altra atleta che fino al patatrac si stava giocando la vittoria della gara.  Prendo un busta dell’immondizia e la metto sotto il k-way cercando di “sigillarmi” sempre di più e vado convinto di camminare fino allo scadere della  ventiquattresima ora. Questo mio camminare mi dà la conferma di un dato che già  era in mio possesso e che aveva solo bisogno di essere avvalorato: purtroppo,  quando cammino, sono molto più lento rispetto agli altri che fanno la mia stessa  cosa. Questo aspetto sarà da migliorare nei prossimi mesi con allenamenti  specifici. Ancora una volta fuori e, dopo questa ulteriore sosta, ancora un giro  a camminare, poi all’improvviso s’accende la luce: forse il pensiero che qualche  amico ha percorso un po’ di chilometri per venire a fare il tifo per me e che  qualcun altro ancora mi ha promesso la sua presenza verso la fine della gara mi  mette le ali ai piedi . Compio il settantatreesimo giro in 11’46’’, molto veloce  rispetto agli altri e rispetto al mio inizio gara. Ormai il treno è partito. Mi  rifermo, però adesso per spogliarmi della roba che avevo addosso, mi metto a  correre in canottiera e pantaloncino corto, credo di essere stato l’unico ad  essere vestito così. La settantaquattresima tornata (ultima sosta) sarà l’ultima  di 18’. Sono le sette e mezza del mattino mancano due ore e trenta alla fine ed  i miei giri successivi saranno : 75 – 10’41’’ ; 76 – 11’08’’ ; 77 – 10’42’’ ; 78 – 10’16’’ ; 79 - 10’48’’ ; 80 – 10’42’’ ; 81 – 10’53’’. Ormai senza cronometro,  lasciato nel borsone e senza riferimento sui giri compiuti corro libero da ogni  pensiero, sono leggero e felice. Vedo gli amici soffrire di una sofferenza che  non m’appartiene più, stringono i denti ed i loro fisici sono molto provati.  Guardo il cronometro solo al passaggio sul traguardo, il monitor che era li il  giorno prima non era stato più in grado di funzionare dopo la bufera notturna.  In questa mia folle corsa riesco a recuperare tre giri all’atleta che è in testa  alla gara, recupero su tutti e alla grande, al punto che chi mi è davanti,  quando lo passo mi chiede, forse temendomi, che giro io stia correndo. Una cosa  che mi ha fatto piacere è stato vedere un atleta come Fatatis, fresco vincitore  della 6 ore di Seregno, anche lui nuovo a questo tipo di gara e ritiratosi, fare  il tifo per me e farmi i complimenti ogni volta che passavo vicino a lui. A  questo punto un giudice di gara mi dice che sono sesto, non ho possibilità di  prendere il quinto che è Vito Intini, anche lui corre ad un buon ritmo anche se  più lento di me, perché alla ricerca del podio e che il settimo uomo è dietro di  me di una dozzina di chilometri. Così gli ultimi tre giri saranno un po’ più  lenti : 82 – 11’28’’; 83 - 12’06’’; 84 - 14’09’’. Controllando le ultime due ore  e mezza di gara credo di essere stato in assoluto il più veloce. Prima di  concludere l'ultimo giro, mi fermo ancora alla tenda per prendere una maglietta  che avevo preparato in onore di un mio amico, Efisio, anche lui giovane  maratoneta, prematuramente scomparso poco tempo fa. Dopo la gara,una bella  doccia e un ricco pasta party. Resto lì anche per le premiazioni in modo da  onorare e dare il giusto e meritato tributo a chi è stato più bravo di me. A  mente fredda mi resta dentro la felicità d’aver vissuto una fantastica  esperienza, dopo di tutto era la mia prima prova in una 24 ore su un circuito,  la consapevolezza d’aver dato spettacolo verso il finire della gara e di aver  regalato delle emozioni a chi era li a guardare questo ometto che, dopo 23h30’ di corsa, correva come un ossesso. Domenica scorsa ho detto: “E’ tutto da  buttare”. Dopo la telefonata con Accorsi dico: “Da qui si parte e sicuramente ne  vedremo delle belle”. Adesso un po’ di vacanza a casa mia a Rio de Janeiro, poi  si ricomincerà con la testa bassa a macinare dei chilometri, riprendendo la  rotta verso quel sogno che sicuramente non è li per non essere raggiunto. Sono  sicuro, ce la farò! Ah dimenticavo,alla fino ho finito al sesto posto percorrendo 193,623 km.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-2328407767498283032?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/2328407767498283032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/10/campionato-italiano-fidal-24-ore-fano.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2328407767498283032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2328407767498283032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/10/campionato-italiano-fidal-24-ore-fano.html' title='Campionato Italiano Fidal 24 ore Fano : ...una bella esperienza.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-5246802069996789483</id><published>2011-09-27T13:28:00.000-07:00</published><updated>2011-09-27T13:30:01.771-07:00</updated><title type='text'>6 Ore di Seregno 2011</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;La gara di Seregno è stata l’ultimo allenamento lungo e lento in vista della ventiquattr’ore di Fano che si correrà nella cittadina marchigiana nel secondo fine settimana di ottobre. Dalla gara brianzola cercavo delle risposte dal fisico e dalla “testa”, puntualmente avute,che sto,elaborando insieme ad altri dati. Volevo correre, in modo tranquillo, circa settanta chilometri ad andature crescenti ogni due ore e nonostante qualche inconveniente mi sono avvicinato molto a tutti e due gli obiettivi … I chilometri alla fine sono stati 69,355 e le andature sono andate in crescendo ma non nella proporzione e nella facilità che speravo, colpa di due grossi problemi che ho avuto, uno, proprio, dovuto alla sfortuna. Partiamo dall’inizio…Non è un sabato festivo per me, la sveglia suona &lt;span&gt; &lt;/span&gt;alle tre e mezza ricordandomi che devo &lt;span&gt; &lt;/span&gt;andare a lavorare. Verso le undici, il mio amico Andrea viene a prendermi e partiamo alla volta di Seregno. Durante il viaggio verso la Brianza tutto fila per il verso giusto fin quando non arriviamo alla barriera di Milano Melegnano, dove c’è la solita lunga e lenta coda. Perdiamo tanto tempo, poi, quando crediamo di aver lasciato alla spalle i rallentamenti, ecco tutta una serie di lavori in corso che ci fanno giungere nel luogo della partenza gara solo venti minuti prima dello start e dovendo ancora ritirare i pettorali, non è che avessimo tanto margine. Giunti&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;al parco “2 giugno” alla Porada&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;vediamo tanti gazebi, alcuni ospitano i ristori ed altri le società che partecipano alla prova a squadre, tutto il percorso è segnato per bene, metri e metri di nastro lo delimitano . Posso sicuramente affermare che l’organizzazione ha lavorato abbastanza bene e che solo nel finale della gara hanno trovato conferma alcuni dubbi che m’erano venuti subito. Tutto ciò, però, non influisce sul giudizio più che buono che esprimo sulla gestione dell’evento, anzi mi fa piacere ricordare che gli stessi organizzano una bella 100km che si tiene in primavera e il prossimo hanno saranno i padroni di casa del campionato mondiale della medesima distanza. Tanti atleti presenti, diciamo i “soliti” che chiacchierano un po’ di tutto spensieratamente &lt;span&gt; &lt;/span&gt;e noi, che in fretta e furia ritiriamo il pettorale, iniziamo la vestizione vicino alla macchina. Ormai mancano cinque minuti e ci si porta alla partenza…Ore 14.00,pronti via. Un pomeriggio da circa trenta gradi ed un’afa opprimente ci accolgono all’interno di questo polmone verde in terra lombarda ;l’andatura molto cauta (5’10’’km) fa in modo che mi rilassi e chiacchieri con altri atleti. Terminato il primo giro e vedendo che in alcuni punti si restringe capisco già che li, verso la metà della gara, potrebbero sorgere delle difficoltà dovute alle diverse andature dei partecipanti. Il tempo trascorre, i giri si susseguono ed anche le espressioni sui volti degli atleti cambiano diventando sempre più tese e affaticate così come si appesantiscono anche le loro andature. Sul percorso incontro tantissime persone che conosco e sono li a fare il tifo vivendo anche una bella giornata di sport. E’ presente sul percorso anche Monica Casiraghi, stavolta però non come runner, la pluridecorata atleta della nazionale aiuta i suoi amici con i ristori personalizzati e non fa mai mancare a tutti noi una parola d’incoraggiamento. Contemporaneamente alla nostra gara si svolge anche quella a squadre la quale però ha un altro percorso che s’incrocia col nostro per una cinquantina di metri quando si&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;transita dal traguardo, questa particolarità mi permette di salutare tantissimi altri amici e trovo perfino il tempo di fermarmi, con piacere, quando incrocio Alessandra con la quale scatto una foto con bacio annesso. Per me questa gara è solo un allenamento e la prendo allegramente rispettando però sempre quello che devono essere i passaggi chilometrici. Trascorse due ore però, causa acqua un po’ più fredda del solito presa &lt;span&gt; &lt;/span&gt;al ristoro inizio ad avere problemi di stomaco e diarrea. Mi fermo diverse volte per andare al bagno perdendo molti liquidi che però reintegro in parte ai ristori successivi. In una di queste soste al bagno chimico perdo anche una lente a contatto e questo per me è un dramma.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Resto li qualche minuto a cercarla per terra e fortunatamente la ritrovo, naturalmente non posso rimetterla, così faccio un giro completo di percorso con la lentina &lt;span&gt; &lt;/span&gt;in mano cercando anche di non danneggiarla per poi riporla nel marsupio al ristoro. Da quel momento, per me, inizia una gara un po’ diversa da quello che avevo prospettato, perché &lt;span&gt; &lt;/span&gt;correre vedendo pochissimo da un occhio mi provoca un forte&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;mal di testa e questo un pò m’innervosisce. Da lontano iniziano a manifestarsi i primi fulmini e da li a poco su Seregno si abbatterà un temporale che unito ad un vento forte e freddo saranno &lt;span&gt; &lt;/span&gt;nostri compagni di gara fino al traguardo. Intanto risolto il problema intestinale che m’aveva anche fatto rallentare ma mai camminare, provo a fare un giro&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;allungando il passo, facendo in modo che i muscoli si riprendano da quel torpore nel quale si erano adagiati. Primo mezzo giro un po’ “duro di gamba” poi dopo tutto con estrema facilità. Lungo il percorso, durante una sosta precedente m’ha doppiato Valerio Fatatis, che poi sarà il vincitore, ma non me ne sono accorto. Ormai manca circa un’ora e un quarto alla fine e decido di allungare ancora un po’ e vedo che tengo bene. Sul circuito nessuno corre più e mi chiedo allora in quale posizione io mi possa trovare, all’improvviso mi passa Lucas che ha un bel passo, un saluto al volo e va… Verso la fine delle sei ore dal percorso iniziale ci fanno andare sul giro più corto per permettere poi la misurazione dei chilometri, la strada è stretta e moltissimi atleti camminano &lt;span&gt; &lt;/span&gt;chiacchierando come se facessero una passeggiata impedendo a noi di correre bene, è tutto un zig zag, tutto un toccarsi… Alla fine in classifica sono settimo e vincerò la mia categoria, però dal podio non è che sarò tanto distante. Concludendo, quattro chiacchiere con gli amici al ristoro sotto la pioggia ed il recupero del marsupio con la lente a contatto. Sudato e bagnato, dal freddo, batto i denti e solo una bella doccia calda in uno spogliatoio confortevole mi rimette in sesto. Vado alla premiazione, ritiro il mio premio e ringrazio Molteni&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;che è tra gli organizzatori di questa bella kermesse e ritorniamo a casa. Quando poi il giorno dopo leggo la classifica relativa ai giri percorsi con annessi i tempi, scopro che gli ultimi miei chilometri oltre ad essere stati corsi in progressione, sono stati i più veloci di tutti, è questo è indice sicuramente di una buona condizione.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-5246802069996789483?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/5246802069996789483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/09/6-ore-di-seregno-2011.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5246802069996789483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5246802069996789483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/09/6-ore-di-seregno-2011.html' title='6 Ore di Seregno 2011'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-1011837182368702100</id><published>2011-08-19T02:38:00.000-07:00</published><updated>2011-08-19T02:39:30.387-07:00</updated><title type='text'>4^ Ecomaratona della Valdarda: Come perdersi e divertirsi.</title><content type='html'>“Ahahahahahahahahah”. Permettetemi d’iniziare così l’articolo sulla 4^ edizione dell’Ecomaratona della Valdarda, perché è proprio così, con una fragorosissima risata che l’ho terminata. Dopo sei ore e qualche minuto di corsa è stata la prima cosa che ho fatto, istintivamente, appena tagliato il traguardo e non smettevo più a tal punto che sembravo morso da una tarantola. Negli ultimi settanta metri di gara, sulla leggera salita che ci portava alla finish line, mi è venuto in mente un libro che avevo letto qualche anno fa sotto l’ombrellone e, chiedendo scusa fin d’adesso a qualche fine cultore dell’italica letteratura che potrebbe storcere il naso o a qualche lettore di libri “impegnati” per la leggerezza di alcune affermazioni, mi va di raccontare. Oggi mi spingo in questa direzione perché credo che ogni tanto un po’ d’ilarità non possa che far divertire e regalare qualche momento simpatico. Il libro in questione è “La legge di Murphy”, nel quale c’erano anche altre “leggi” che “regolano” la vita quotidiana. Posso affermare, senza alcun dubbio, che questa gara sia stata l’elogio alla prima legge di Scott (“Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente tutta l’aria d’andare benissimo”), l’esaltazione della legge di Murphy (“Se qualcosa può andar male, lo farà”) e l’apoteosi della seconda legge di Sodd (“Prima o poi la peggiore combinazione possibile di circostanze è destinata a prodursi”). A questa manifestazione non dovevo prendere parte, poi, una serie di circostanze favorevoli sul lavoro mi hanno permesso di essere presente alla partenza di Morfasso nel giorno di ferragosto; fortuna poi ha voluto che, rispetto all’anno scorso, quando delle piogge flagellarono questa parte di penisola, ci fosse il percorso senza grosse pozzanghere e quindi più godibile e più facile tecnicamente; poi è andata a finire che mi sono perso, ma questo non chiedetelo a me ma a Scott, di cui prima ho accennato.&lt;br /&gt;Sono giunto nella località piacentina molto presto in compagnia del mio amico Andrea, come sempre prezioso. Il paesino dorme ancora, qualcuno è al bar nel piccolo centro e vede arrivare un po’ alla volta delle persone “colorate”, dagli accenti più disparati che prendono possesso del loro spazio: è divertente notare come questo flusso umano aumenti sempre di più col passare dei minuti. Dopo un caffè macchiato, una brioche e qualche consiglio chiesto a Stefano sulla Badwater Ultramarathon che ha corso brillantemente e magnificamente (Complimenti!) il mese scorso, si va a ritirare il pettorale e il pacco gara nella palestra di una scuola che ha la sua sede a poche decine di metri da noi. Tutto molto veloce, ordinato, come sempre a questa latitudine. Nel pacco gara poche cose, tra cui una bella maglia tecnica della misura richiesta da noi (non capita sempre) e per me va già benissimo così. Manca ancora un po’ alla partenza, si aspettano quelli che (già si sa) arriveranno in ritardo (Vero dott. Paolo B.? La prossima volta ti mando un elicottero a casa, così poi vediamo); il colorito e colorato gruppo dei super maratoneti sempre numerosi in ogni dove fa sentire la sua presenza simpatica e poi anche gli amici dei Runners di Bergamo contribuiscono a rendere piacevole l’atmosfera della vigilia. Le solite, tante foto che poi andranno ad inondare blog e social network vengono scattate, le medesime chiacchiere pre-gara, insomma ci sono tutti i presupposti per una bella giornata (vero Scott?).&lt;br /&gt;Sotto il gonfiabile della partenza, a qualche minuto dal via, lo speaker ci dà le utilissime indicazioni sul percorso e sulla giornata, poi siamo pronti per la “corrida”. Noto, però, con dispiacere, spero che i numeri mi smentiscano, che, rispetto all’anno scorso, i partenti siano calati e ciò questa kermesse non lo merita,anzi. La mia è una partenza molto tranquilla, voglio godermi la giornata, sono munito di macchina fotografica per immortalare i fantastici paesaggi che già so allieteranno i miei occhi, ho una borraccia perché devo provare degli integratori che userò nella gara che sto preparando e poi perché, trattandosi di una corsa su un percorso misto, ma prevalentemente sterrato e roccia, non voglio farmi male. Vado su bello tranquillo, in compagnia di Rosario; il percorso è segnato benissimo, i ristori sono buoni, insomma è un godimento. Intanto Murphy e Sodd, secondo me dormono ancora… (ricordate l’inizio del pezzo?). Ad un certo punto del percorso, nella boscaglia, sento un urlo, aspetto un po’ e vedo arrivare un atleta che mi dice di essere caduto, gli chiedo se abbia bisogno di un aiuto, ma rispondendomi: “Tutto ok!”, mi fa riprendere la corsa. Nel bel mezzo però di uno dei tratti più difficili e più belli del tracciato è come se venissi morso da un cane al muscolo della coscia destra, è un attimo, all’improvviso mi si spegne la luce, ma sono lì attaccato alla parete, non posso permettermi il lusso di non essere in me, riprendo subito il controllo della situazione e guadagno la cima del monte da dove scatterò delle fantastiche foto, era un inizio di crampo però subito domato. Naturalmente la colpa di questo fastidio non posso darla che a Rosario, il quale, parlandomi del suo problema alla coscia, me l’avrà passato per induzione. Si corre su lungo il crinale, si scende aggrappati alla corda che è fissata alla roccia e si va giù con qualche brivido con l’adrenalina a mille.&lt;br /&gt;La prima parte di gara è trascorsa,tratti d’asfalto mi fanno respirare e recupero un bel po’ di posizioni perse, ho un altro passo e sono più a mio agio su questa lingua di percorso nera. A questo punto, si vede che qualcuno è andato a svegliare il signor Murphy, che inizia a fare colazione e perde un po’ di tempo perché, dopo aver imboccato lo sterrato e fattomi ritornare in cima, al trentaduesimo chilometro circa inizia la sua opera. Imbocco una discesa che, comunque segnalata da un cartello, non ricordo aver fatto l’anno scorso. Naturalmente, come insegna la legge di Murphy: “Se qualcosa può andar male lo farà”, sbaglio strada. Corro per circa 750 metri ma non vedo segnalazioni. “Cavolo, non può essere, ma è l’unica strada che c’era”, mi ripeto. Non sono convinto e rifaccio la strada nella direzione opposta tornando sui miei passi, fischiando, cercando di attirare l’attenzione di qualcuno, ma niente. Intanto anche la sveglia del signor Sodd suona e lui inizia subito la sua opera. All’improvviso, quando ormai scherzando con me stesso, mi vedevo già figlio della montagna, abbandonato al mio destino come novello Robinson Crusoe sull’isola dopo il naufragio, spunta un atleta che viene giù sparato, gli dico che andando avanti non ci sono segnalazioni, si ferma un po’ titubante e mi dice:”Sei sicuro?”. Gli rispondo che non avrei fatto un chilometro e mezzo in più per essere in quel posto, se non avessi avuto la certezza di quello che dicevo. Aspettiamo un po’ e vediamo arrivare altri due, i quali alla nostra avvertenza rispondono allo stesso modo precedente e con lo stesso tono. Adesso però siamo in quattro e si va tutt’insieme, indovinate in quale direzione? Quella sbagliata naturalmente. Arriviamo più giù e ci rendiamo conto che la situazione ci è sfuggita di mano. Siamo lì, ci guardiamo intorno, quando all’improvviso, lungo un sentiero parallelo al nostro, nascosto alla nostra vista, vediamo una striscia di plastica biancorossa che pende. “Bene, eccolo lì il percorso”, è la nostra affermazione gioiosa. Due dei miei compagni di sventura si fiondano giù a tutto spiano, mentre io e Paolo procediamo molto cautamente .Vediamo i segni bianco e rossi sugli alberi e proseguiamo in quella direzione, ma adesso anche il signor Sodd è nel pieno del suo lavoro (“Prima o poi la peggiore combinazione possibile di circostanze è destinata a prodursi”, ricordate?). Finisce il bosco, arriviamo ad un incrocio sull’asfalto dove non troviamo nessuna segnalazione. Scorgiamo quello che potrebbe essere un segnale, continuiamo la nostra avventura però abbiamo qualche dubbio (Murphy non ascoltarci!). Proseguiamo, ancora un altro bivio ci si para davanti: una strada è “sbarrata” da un cane e l’altra e libera,secondo voi dove andiamo? Nella direzione del quadrupede domestico, allontanandoci sempre di più dal traguardo.”Dove c’è un cane con un collare, ci sarà un padrone a cui noi chiederemo un’informazione”, ripete Paolo. Andiamo avanti un po’ e scorgiamo due ragazzini che mi sembrano abbastanza vispi, non mi fido, però sono le uniche persone che incontriamo. “Ciao ragazzi, ci siamo persi, sapete indicarci la direzione per Casali?” A questo punto Sodd gongola, i ragazzini ci indicano la direzione opposta a quella reale e noi fiduciosi andiamo. La strada dopo un po’ inizia a salire e questo non può essere possibile, incrociamo un giovane al quale formuliamo la stessa domanda posta ai ragazzini e questi, con un’aria un poco meravigliata e con un tono che vuole nello stesso tempo rassicurarci, ci dice: “Casali? Ma è da tutt’altra parte rispetto a dove siamo adesso, dovete ritornare da dove state venendo e poi…”, ci spiega tutto e ci rimettiamo in marcia, il tempo continua a scorrere e son passate cinque e un quarto da quando siamo partiti. Lungo la strada sentiamo delle voci, c’è un pranzo tra amici su un terrazzino, richiediamo l’informazione, ormai diventata un refrain, con la stessa incredulità del ragazzo di prima ci confermano la direzione dandoci anche dei punti di riferimento. Paolo è un po’ in difficoltà, ha finito l’acqua, è molto lento ed inizia ad innervosirsi un po’, gli faccio coraggio e lo incito. Io, invece, sono preoccupato per gli amici che non vedendomi arrivare al traguardo inizieranno a porsi degli interrogativi. Ci portiamo su una discesa dove alla fine dovremmo trovare una pizzeria e poi… E poi, naturalmente, un altro incrocio… “Dove si va?”, mi chiede il lombardo, gli rispondo che non mi sarei mosso da lì finché non fosse passato qualcuno a cui chiedere un’informazione e che brancolare nel buio era inutile, lui insiste chiedendomi di fare duecento metri per vedere dove arrivasse quella strada. All’improvviso però la fortuna si ricorda di noi, passa una macchina dell’organizzazione che ci dice che anche altri si sono persi e che la direzione che avevamo - anche stavolta – preso, era opposta a quella reale. “Proseguite sempre dritto ed arriverete, tranquilli ragazzi, tranquilli…” Ringalluzziti da questo incontro, ormai siamo lanciati verso Casali, lungo la nostra strada c’è una ragazza che prova a correre ma non è una podista, le chiediamo quanto disti la nostra meta e ci risponde che al massimo sarà un chilometro e mezzo, un po’ strano, perché il paesino lo scorgiamo da lontano. Scopriremo poi che la donzella ha uno strano concetto dei metri e delle distanze, in quanto più del doppio sono, in realtà, i chilometri che ci separano dal traguardo. Ancora una macchina dell’organizzazione lungo la via c’incita e poi, finalmente, anche le frecce sull’asfalto ci “dicono”eco maratona e si sente lo speaker parlare. Giriamo a destra, gli ultimi settanta metri sono da correre. Inizio a ridere, in lontananza - come in un sogno - tutto si sfuoca e vedo solo tre sagome che ci aspettano. Taglio il traguardo di questo sogno/incubo e trovo a premiarci il signor Scott che mi ricorda che: “Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l’aria di andare benissimo” e, vedendo come era iniziata, con la fortuna al lavoro ed il bel tempo, e come è finita la gara con la scomparsa dal percorso,non posso che dargli ragione. A passarmi l’acqua al ristoro c’è il signor Sodd che mi ricorda che: “Prima o poi la peggiore combinazione possibile di circostanze è destinata a prodursi” e, visto dove siamo andati a finire dopo tutta una serie di eventi, l’abbraccio. L’unico che applaude soddisfatto di tutto e ride di gusto è il buon Murphy che, tanto per suggellare il tutto, mi ricorda che: “Se qualcosa può andar male, lo farà”; ricordando quando ho avuto il primo dubbio sul percorso,ho dovuto stringergli la mano. All’improvviso, però, mi risveglio ed una gentile e carina ragazza mi mette al collo una bella medaglia, tutt’intorno a me gli amici mi chiedono i motivi per l’innaturale ritardo. Dopo la mia spiegazione, arrivano gli sfottò che accetto di buon grado, anzi sono il primo a ridere di me e dell’accaduto.&lt;br /&gt;Dopo la doccia e un buon pasta- party siamo ritornati a casa. E’ stata come sempre una buona corsa come negli anni scorsi e, come sempre dico, poco e male pubblicizzata, perché merita veramente una partecipazione maggiore. Un solo neo ha reso non perfetto il tutto. Se avessi sbagliato solo io il percorso avrei dato la colpa alla mia poca attenzione, così come in primis avevo fatto, però, siccome ci siamo trovati in tantissimi in quella situazione ed era un unico lagnarsi mentre mangiavamo, posso anche immaginare che ci sia stato qualcosa che non abbia funzionato a dovere. Nel ritornare a casa ho visto un autovelox, secondo me ero “giusto” con la velocità, però non ditelo a Murphy, altrimenti tra qualche settimana...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-1011837182368702100?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/1011837182368702100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/08/4-ecomaratona-della-valdarda-come.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1011837182368702100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1011837182368702100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/08/4-ecomaratona-della-valdarda-come.html' title='4^ Ecomaratona della Valdarda: Come perdersi e divertirsi.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-6272661496113918081</id><published>2011-08-03T05:33:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T11:02:55.631-07:00</updated><title type='text'>48 km Rimini Extreme 2011</title><content type='html'>&lt;div&gt;Quest'anno, memore della delusione del 2010, non volevo andare a correre a Rimini, poi un po’ perché avevo voglia d’allenarmi su un bel percorso abbastanza duro insieme agli amici, un po’ perché volevo vedere se qualche miglioria fosse stata apportata, ho deciso, qualche giorno prima della chiusura, d’iscrivermi alla manifestazione. Alla fine, nonostante ci siano stati alcuni cambiamenti in senso positivo, son rimasto con qualche dubbio. Sono partito alla volta di Rimini nel primo pomeriggio di sabato ed alla stazione ho incontrato con piacere l’amico Bien Sen Du, anche lui partecipante alla gara romagnola. Persona simpatica questo atleta vietnamita ormai reggiano d’adozione, il suo parlare entusiasta delle corse ha fatto scorrere il tempo più velocemente di una gara di Bolt sui cento metri, così in un attimo ci siamo ritrovati in Riviera. Quattro passi in città ed arriviamo alla nuova darsena per il ritiro del pettorale, la pratica la sbrighiamo in modo molto veloce. La banchina del molo inizia ad animarsi, gli amici sono quelli di sempre ormai, poche le facce nuove, ma sempre benvenute perché non si esaurisca mai il fiume di persone che corre, si diverte e sta bene nel corpo e nell’anima. Arriva il momento del pasta party, in orario e secondo me meglio organizzato dello scorso anno, quando si mangiò “maluccio”ed in ritardo, creando non pochi problemi a parecchi atleti. In giro, però, già sento qualcuno che si lamenta del pacco gara che, se fosse per me, eliminerei ma non tutti la pensano come il sottoscritto. “Non si possono pagare cinquanta euro per un’iscrizione e poi avere un paio di calzini (che tutti i rivenditori di scarpe regalano) ed una maglietta di cotone con neanche il logo della manifestazione, ci sentiamo presi in giro”, era questa la voce che aleggiava, effettivamente la t-shirt dell’anno prima almeno rievocava l’evento, questa invece aveva solo il logo della società che ha organizzato la kermesse (che fossero fondi di magazzino da smaltire? Qualche dubbio può venire ed è lecito). Con Denise che scatta foto a più non posso e noi che inganniamo il tempo divertendoci e raccontandoci delle impressioni sulle gare, arriva l’orario dell’adunata. Inno nazionale e poi c’incamminiamo tutt’insieme verso la partenza vera e propria. Attraversiamo il centro storico di Rimini, il ponte di Tiberio, piazza Cavour fino all’Arco d’Augusto che vedrà lo start della manifestazione alle ore 22.00. Da lì in poi, un bel nutrito gruppo di ultramaratoneti, circa centosettanta che rappresentano tantissime nazioni, affronterà un percorso molto impegnativo che toccherà una decina di comuni e si svilupperà tra l’Emilia Romagna e le Marche. Inizio ad andatura molto ma molto tranquilla, sono insieme a podisti che devono correre la cento chilometri, quindi il ritmo è basso. Si chiacchiera tanto e si cerca di dare consigli a chi deve coprire per la prima volta la distanza e la teme. Il tempo trascorre, il percorso un po’ brutto almeno inizialmente comincia a diventare bello e più difficile tecnicamente man mano che si va verso l’entroterra, quando s’affronteranno delle discrete salite. In gruppo con noi ci sono Antonio Tallarita e Daniele Cesconetto, reduci dalle loro ultime strabilianti e faticose gare, questi due atleti che sono tra i maggiori esponenti dell’ultramaratona in Italia non faranno mai mancare il loro incitamento verso tutti noi, la voce di Antonio farà poi da scia al nostro passaggio per tantissimi chilometri. Ai ristori gente cordiale ci accoglie, c’incita e  ci fa sentire il proprio supporto. Arrivato ad un certo punto, però, sento il bisogno di aumentare l’andatura, stacco gli altri e m’avvio da solo, consapevole che delle difficoltà potessero sorgere, più che altro per la non sufficiente e a volte poco chiara segnaletica sul tracciato di gara, perché fisicamente ero conscio della mia preparazione. Attraverso una zona industriale con asfalto mal messo e poi ritorno a salire. Il cielo, prima illuminato dal chiarore della luna, inizia a diventare sempre più cupo. Da lontano, fulmini che non promettono niente di buono cominciano ad essere il faro in una notte buia, mentre all’orizzonte si stagliano le luci dei tanti paesini che popolano queste zone. Un vento forte e freddo inizia ad alzarsi ed il tempo si prepara al brutto. Inizio ad avere un po’ di paura perché la forza delle folate tende a spostarmi e comincia a venir giù anche qualche goccia di pioggia, mi rendo conto di essere in balia del vento come una nave senza timone che va alla deriva. Decido così ancora di “accelerare”, tanti atleti che sopravanzo si meravigliano del mio incedere, ma ormai voglio solo il traguardo e non punto che a quello. Transito al quarantaduesimo chilometro, c’è un buon ristoro, l’anno scorso invece era previsto l’arrivo della maratona. Un posto anonimo, buio, senza docce e con il luogo del cambio indumenti angusto e freddo, al solo pensiero mi sale ancora la rabbia. Quest’anno, portando il traguardo al 48km, l’arrivo è stato spostato a Villagrande di Montecopiolo, punto più alto del percorso posto a circa 1000m s.l.m., hanno sicuramente apportato una miglioria. C’erano le docce e uno spogliatoio che ci hanno permesso di rimetterci in sesto subito e questo l’abbiamo veramente molto gradito. Una cosa invece assurda è stata aspettare le 6 del mattino per essere ricondotti a Rimini. Con condizioni meteo normali, i disagi sarebbero stati pochi, ma alle tre di notte, con freddo e vento, l’attesa è stata snervante. Il problema grosso l’hanno patito gli atleti della cento chilometri che purtroppo si erano ritirati e non avevano niente per cambiarsi in quel punto. Hanno dovuto aspettare sotto le intemperie, sudati, stanchi e con qualche problema (altrimenti non si sarebbero ritirati), rischiando anche un accidente. Anche noi, che dopo la doccia eravamo più “freschi”, abbiamo patito nell’attesa. Rivedo ancora la “povera” Monica tutta avvolta in un telo termico, rannicchiata sul marciapiede che cercava di far passare il tempo chiacchierando, però si leggeva sul suo volto la sofferenza. Devo dire che la simpatia delle persone che erano lì al ristoro ci ha aiutato tantissimo, abbiamo trascorso circa due ore e mezza e ci hanno offerto di tutto: caffè, panini , biscotti , frutta; gli dico ancora grazie,i loro modi così affabili e gentili hanno lenito le nostre traversie e reso la nostra attesa meno drammatica. Il pullman è arrivato poco dopo le quattro del mattino. “Si partirà”, ripetevamo tutti, invece no, abbiamo dovuto aspettare che anche l’ultimo atleta arrivasse, naturalmente dopo oltre un paio d’ore. Giustissimo e sacrosanto, allora perché non organizzare due pullman più piccoli in modo che con due partenze sarebbero stati tutti più contenti? Mistero! Un altro piccolo particolare mi ha colpito: ho dato cinque euro, come da programma, per il passaggio giù in città ma nessuno si è degnato di controllare l’effettivo pagamento una volta in corriera: e se non lo avessi fatto? Mentre la città si svegliava sotto un cielo plumbeo e piovoso, noi arrivavamo a Rimini e da lì a poco gli amici della cento chilometri avrebbero iniziato a tagliare il traguardo accolti sì da un clima autunnale, ma anche dal calore di tutti noi che leggevamo sui loro volti l’immensa soddisfazione che si prova quando si porta a compimento una gara resa ancora più difficile da un meteo poco amico. Col passare del tempo mi sono accorto che anche alcuni atleti “top” si lamentavano. Stavolta l’oggetto del malcontento erano le premiazioni,troppo il tempo che hanno dovuto aspettare, anche secondo me. Posso capire quando si devono stilare le classifiche per i premi di categoria che talvolta vedono qualche loro protagonista arrivare verso la fine, ma gli assoluti che hanno finito le loro gare - chi alle due di notte (48km), chi all’alba (100km) - non possono essere tenuti lì ed essere premiati nel pomeriggio. Verso mezzogiorno è iniziato un altro pasta party anch’esso abbondante e soddisfacente, così mentre si preparavano le premiazioni e la pioggia scendeva copiosa, calava anche il sipario su questa manifestazione. Si mormora che questa potrebbe essere stata l’ultima edizione del raduno riminese, sarebbe un vero peccato perché, ripeto, se mettono a posto alcuni dettagli è veramente molto bella. Speriamo bene…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-6272661496113918081?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/6272661496113918081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/08/48-km-rimini-extreme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6272661496113918081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6272661496113918081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/08/48-km-rimini-extreme.html' title='48 km Rimini Extreme 2011'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-7094591920411943447</id><published>2011-07-25T05:51:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T10:58:39.328-07:00</updated><title type='text'>1a Ecomaratona della Solidarietà della Fonte di Pietramarina.</title><content type='html'>Sarebbe troppo facile e riduttivo,dopo questa corsa, dire:” Ci sono più aspetti negativi che positivi, la prossima volta non ci vado “. Io,invece,lavoro permettendo, l’anno venturo sarò ancora  presente alla partenza. Qualcuno potrebbe esclamare: “Ma sei impazzito? ”. No,non ho perso il lume della ragione improvvisamente, ho la consapevolezza che si possa far meglio e la certezza che così sarà. Ho avuto il piacere di conoscere Samuel, l’organizzatore, una brava persona,un runner come noi;ho visto la sua volontà,la sua grande passione nel preparare la manifestazione e quindi a me basta ciò per avvalorare la mia tesi. Sono convinto,infatti, che con i giusti accorgimenti e qualche modifica questa gara possa migliorare fino a diventare, in un prossimo futuro, una tappa fissa nel panorama podistico nostrano.La bellezza di questa kermesse sta nella sua location,la collina di Montalbano,nei pressi di Prato,dalla quale si può godere di un bel panorama che con lo scorrere lento delle ore varia nei colori diventando sempre diverso e sempre più magico. Vedere Firenze da lontano mentre il sole tramonta con le prime luci della sera che iniziano ad ammantarla è veramente particolare e diventa bellissima quando un cielo stellato l’avvolge per intera. Tutto ebbe inizio qualche mese fa quando mi arrivò un messaggio molto semplice:”Organizzo un’ecomaratona,vieni ? Ti divertirai…”  Samuel Bellin. ”.Gli risposi che, non potendogli garantire la certezza nell’immediato,ci saremmo sentiti a luglio. Intanto,sulla mia scrivania saltuariamente faceva capolino il volantino che avevo preso non mi ricordo in quale gara. Passato un pò di tempo però, mi ero quasi dimenticato di questa manifestazione,fin quando ancora un altro sms:”Che fai vieni? Samuel. “. Non ci penso due volte e la risposta che gli do è affermativa,chiedendo solo la cortesia che qualcuno mi attenda in stazione a Prato vista la distanza dalla località della partenza. “Non ti preoccupare Ciro,verrà un ragazzo a prendere te ed altri amici che arriveranno in treno”. Una volta giunto in Toscana, dopo un viaggio avventuroso ed in ritardo grazie a Trenitalia,trovo ad aspettarmi Vito (supermaratoneta da oltre  seicento gare tra 42,195km e ultra nel suo curriculum),François (anche lui buon runner) e poi il “ragazzo” al secolo Fedele Lepore (un podista che si sta facendo… nel senso che ha tanta voglia di correre e che  sta preparandosi a nuove sfide).Ci rechiamo in località Il Pinone,zona di partenza della gara. Il ritiro del pettorale e del pacco gara è veloce,c’è tanto spazio e ci si muove bene.Man mano che passa il tempo arrivano alla spicciolata tanti atleti,alcuni già miei amici e che rivedo sempre volentieri,altri che ho il piacere di conoscere al momento. Manca ancora qualche ora al via,inganniamo il tempo mangiando un pò di biscotti,chiacchierando e scattando foto;l’allegria e la spensieratezza riempiono l’aria e tutto scorre tranquillamente. Finalmente le 17.25.Samuel,illustrandoci il percorso e le sue particolarità,ci mette in guardia su alcuni dettagli relativi all’organizzazione post gara. Ore 17.30,via. Primo mezzo giro ad andatura tranquilla fino ad  arrivare su al ristoro che allo stesso tempo sarà anche il traguardo della corsa,da li in poi seguiranno altri otto giri completi. Un circuito pieno di incognite e mai noioso. Ogni passaggio ha saputo regalarci delle emozioni sempre diverse perché,in continuazione, dei particolari nuovi venivano scoperti e catturati nell’attimo in cui passavi,veramente bello. Anche il clima mutava poco a poco, andando incontro alla sera la temperatura calava e nei punti scoperti c’era veramente freddo. Fantastici giochi d’ombre,grazie al sole in fase calante,erano riflessi a terra,insomma ogni volta uno scenario diverso e suggestivo da vivere intensamente in quel momento. Il percorso fatto di sterrato,pietre,rocce,strade strette,rami che sbucavano all’improvviso,radici di piante e di alberi che ci tendevano degli agguati,salite discese non è mai stato monotono anche perché sempre alta doveva essere la concentrazione per non farsi male. Ogni conclusione di giro (5 km) era una festa,un buon ristoro,ricco di pasta,salumi,marmellata,liquidi vari,frutta e tanto ancora,permetteva di fare il pieno di energia per affrontare un altro periplo. Il mio incedere era abbastanza costante,intorno ai trentuno minuti al giro,fin quando però non è calato il buio,da li in poi le cose son cambiate. Nonostante la luce frontale e la torcia non ero sicuro di me,avevo paura di farmi male e così ho deciso che l’ultimo giro e mezzo l’avrei camminato. Ho perso diverse posizioni ma era solo un allenamento e non valeva la pena infortunarsi. Così la parte finale l’ho “passeggiata” insieme a Paolo,Massimiliano e Cristina,in questo modo dopo cinque ore e ventisei minuti ho tagliato il traguardo. L’arrivo,come sempre col bandierone dell’Inter,ha visto Samuel venirmi incontro e mettermi al collo una bella medaglia di legno. Quella, che nella vulgata  si assegna a quelli che restano ai piedi del podio,qui,ha un altro sapore e cioè quello della vittoria,si,proprio della vittoria perché i soldi che abbiamo pagato per l’iscrizione, al netto delle spese, verranno dati in beneficenza alla lega italiana fibrosi cistica e poi cosa c’è di più simpatico ed ecologico di una bella medaglia di legno? Il ristoro finale è stato abbondante e squisito. Ho finito le mie fatiche verso le ventitré ma son rimasto li al rifugio fino alle due di notte. In tutto questo tempo ho avuto modo di vedere tanti atleti arrivare e ringraziare l’organizzatore, tutti stanchi ma contenti e questo mi ha fatto molto piacere. Abbiamo anche festeggiato le trecentoventi maratone di Massimiliano aprendo delle bottiglie di spumante da lui portate (si vede che le avevano in offerta al supermercato…ahahahahah). Tutto molto simpatico. Quando, verso l’una e mezza, anche l’ultimo dei partecipanti è arrivato e tutto è stato messo in ordine,Samuel mi ha riaccompagnato in stazione. Un gesto che ho apprezzato tantissimo dopo una giornata molto lunga e faticosa anche per lui. Nel periodo che ho aspettato dopo il mio arrivo, non  ho sentito voci critiche levarsi,però alcuni rilievi bisogna che si facciano,perché proprio qui alla fine secondo me ci sono delle cose da cambiare. La mancanza delle docce,il tragitto impervio ed infido da fare per ritornare al parcheggio delle macchine,sono degli aspetti da migliorare. Secondo me invertendo il punto di partenza con quello d’arrivo si arriverebbe alla soluzione. Un’altra cosa che a me non è piaciuta è stata,andare incontro alla notte,verso il buio. Su un percorso del genere, pieno d’insidie e pericoloso,è molto facile cadere e farsi del male com’è successo a qualcuno; non vale la pena rovinare un bel pomeriggio in questo modo. Il mio consiglio è di partire in mattinata,il percorso è abbastanza coperto e quindi problemi di sole e caldo non dovrebbero presentarsi in modo eclatante. Una cosa utile potrebbe essere anche l’aggiunta di un ristoro,magari di soli liquidi,quando si passa,con l’attuale conformazione del percorso,dalla partenza. Concludo ringraziando l’organizzatore,ed i suoi aiutanti ( i genitori e la moglie) che tanto si sono prodigati per regalarci una bella manifestazione. Come inizio non c’è male,miglioriamola e saremo sempre di più ai nastri di partenza nei prossimi anni. FORZA  E CORAGGIO.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-7094591920411943447?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/7094591920411943447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/07/1a-ecomaratona-della-solidarieta-della.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7094591920411943447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7094591920411943447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/07/1a-ecomaratona-della-solidarieta-della.html' title='1a Ecomaratona della Solidarietà della Fonte di Pietramarina.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-6984217248134813176</id><published>2011-05-27T23:11:00.000-07:00</published><updated>2011-05-27T23:13:19.451-07:00</updated><title type='text'>Nove Colli Running 2011 : Una vittoria per tre...Ciro,Paolo e Andrea.</title><content type='html'>…Eccolo,da lontano,prende forma LUI,il grattacielo di Cesenatico. La stanchezza fisica ormai è solo un vago ricordo,le sofferenze patite durante la notte sono svanite velocemente come i fulmini prima dei roboanti tuoni durante quei bei temporali di primavera che rinfrescano l’aria. Con tenacia e forza di volontà ferrea andiamo avanti. All’orizzonte quel mostro di cemento sembra aspettare gli atleti con le fauci aperte… La scritta arrivo. Ormai è solo gioia,felicità e allegria. La strada fatta non  la ricordiamo più,solo quattrocento metri del lungomare Carducci ci dividono dalla gloria. La gente applaude,due ali di folla impazzite accompagnano il nostro incedere,il bandierone dell’Inter sventola alto sulle nostre teste, salutiamo tutti,piangiamo di commozione,abbracciamo idealmente il mondo intero,vorremmo che in questo momento,come per incanto,si fermasse il tempo,ci piacerebbe scolpire nella roccia,se si potesse,questa nostra felicità e lasciarla ad imperitura memoria. Questa è felicità allo stato puro. I metri passano anche abbastanza velocemente,vogliamo godere di questi attimi come un assetato quando trova una fontanina lungo il suo percorso e sa che non ce ne saranno più. Vediamo Ivan,Monica,Andrea,credo Enrico che sono felici come noi. Il traguardo,Mario che ci viene incontro,ci siamo,pochi metri e poi l’urlo liberatorio:”Paolo ce l’abbiamo fatta”!...&lt;br /&gt;A casa mia, da ragazzo, ci sono state delle imprese sportive che, nel mio immaginario, hanno avuto da sempre un sapore di storia con un alone di leggenda che le avvolgeva: l’Italia Campione del Mondo nel 1982 con le bandiere appese ai balconi e l’allegria della gente italica che si riversava nelle strade;l’Olimpiade di mio fratello Enzo ad Atlanta nel 1996 con la sua presenza alla cerimonia inaugurale col mondo intero che lo guardava e con la commozione nostra che avevamo lì un pezzo di cuore; poi ce n’era una,la Nove Colli che il mio papà aveva corso in bici con la fatica dei ciclisti che ancora traspariva dai suoi racconti e con l’emozione ancora tangibile che scaturiva dalle sue parole. Queste le cime che il mio bravo genitore snocciolava a memoria:Il Polenta,Pieve di Rivoschio,il Ciola,il Tiffi,il Perticara,il Putignano,il passo delle Siepi,il Garolo. Lo so,ne manca una ed è quella che anche Lui metteva in fondo: il MITICO BARBOTTO, col suo ultimo tratto al 18% di pendenza,dove alcuni ciclisti venivano su mestamente a piedi sopraffatti da quel muro che per alcuni di loro era invalicabile in sella ad una bici. Un bel giorno dell’anno scorso chiamo mio padre e gli dico:”Correrò la Nove Colli a piedi ”.Pronta la risposta:”Guagliò,tu sì pazz !!!” Si,forse un pò lo sono...Dopo la delusione della Cento chilometri di Seregno,primo obiettivo stagionale,non era facile rimettere insieme i cocci di un sogno andato in frantumi,resettare la mente e ripartire per questa avventura. Io l’ho fatto e sono orgoglioso di me stesso. La delusione post gara lombarda era tanta ma la voglia di guardare avanti e di costruire un’impresa sulle ceneri della sconfitta prese il sopravvento e così con sudore,allenamenti e abnegazione ho costruito,nel tempo,quella che è stata una gara che ho riassunto in un ossimoro: DI DEVASTANTE E ALLUCINANTE BELLEZZA. Si proprio così,una competizione dura,durissima che mette alla prova il fisico e la mente,dove muori e rinasci tante volte,dove cadi e ti rialzi,dove il sole insegue la luna,dove il giorno fa lo stesso gioco con la notte,dove un attimo prima tutto è bianco e dopo può essere tutto nero,dove farsi prendere da pensieri negativi che poi ti stritolano,amplificati dalla stanchezza può essere letale,dove nel tagliare il traguardo sai di scrivere il tuo nome nella storia dell’ultramaratona e sei al settimo cielo. Il tutto però dentro uno scenario di assoluta bellezza fatto di vallate dove regna un silenzio che allieta i sensi,di colori che durante il giorno infondono serenità e che durante la notte provocano brividi,di odori che soddisfano l’olfatto e di sapori che sollazzano il palato. Di questo bel film noi atleti,con i nostri accompagnatori siamo gli attori principali, i volontari e le società sportive,che con la loro opera ci aiutano lungo il percorso non lesinando mai parole d’incoraggiamento,fungono da aiuto registi e con quella grande persona di Mario Castagnoli che è il regista di tutto,il burattinaio,quello che regge i fili e muove tutto,:”GRAZIE MARIO NON MOLLARE”. Regalaci anche l’anno prossimo questa perla,lo so che è difficile e le spese sono tante ma vedrai che con l’aiuto di tutti riuscirai,riusciremo se vuoi, ancora nell’impresa. La Nove Colli running con i suoi 202,4km ed i 3220 m di dislivello positivo,insieme alla Spartathlon 246km e alla Badwater ultramarathon (attraversamento della Valle della morte negli Stati Uniti) di 217km e 3962m di dislivello positivo è una delle tre corse in linea più dure al mondo e sarebbe un peccato mortale perderla. Come si prepara un avvenimento così? Una domanda da un milione di euro. Ognuno di noi ha il suo modo di farlo e non è detto che sia migliore di quello di un altro. Per quello che mi riguarda tranne un giorno settimanale che ho sempre di riposo non ho saltato un allenamento da novembre dell’anno scorso; ci sono stati momenti belli e momenti brutti,uno in particolare (bruttissimo) ad aprile condizionerà in positivo però la prestazione. Io sono uno che cura molto i particolari quindi ho scaricato gli scritti di altri amici che avevano già calcato le stesse strade,ho visto filmati (anche quelli relativi alla corsa di bici),ho sentito un pò di pareri in giro e sono giunto alla conclusione che per portare alla fine bene questa gara avevo bisogno di una macchina d’appoggio con una persona che capisse le dinamiche della corsa,senza essere invadente,insomma un martire che si dedicasse alla causa. Una settimana prima della partenza per Cesenatico mi chiama Andrea,amico di tante corse, domandandomi:”Hai qualcuno che ti segue lungo il percorso? Ti offendi se ti chiedo di farlo io in macchina? Insieme a quella di Marco per Seregno, mai richiesta è stata più ben accetta. Ci vediamo qualche giorno prima della partenza per programmare il tutto,a casa sua sembriamo due generali che stanno preparando lo sbarco per la conquista di quel lembo di terra tra Romagna e Marche:cartine stampate,ingrandimenti dell’altimetria,strade da percorrere,indumenti per i cambi,le bibite,l’acqua,il frigorifero,le modalità d’intervento,i ristori,le parole da dire e non dire in caso di difficoltà (abolizione della parola ritiro). Una cosa importantissima è la decisione del cambio d’alimentazione durante la gara rispetto alla Spartathlon,decidiamo di mangiare fin da subito cibi solidi e di portare con me sempre una bottiglietta d’acqua. Rispetto alla corsa ellenica un cambiamento radicale, lì la nutrizione fu tutta a base di gel e liquidi e la bottiglia d’acqua la presi dopo ottanta chilometri.Due ore di riunione a casa di Andrea.Tutto programmato nei minimi dettagli,non potevamo sbagliare e così è stato. Come dico sempre,solo una rottura fisica ed il relativo stop del medico ci poteva fermare,fortunatamente ciò non è avvenuto anche se avevo un leggero timore perché avevo sofferto per un infortunio al bicipite ed al tricipite femorale destro fino a qualche ora prima dello start. Tutto pronto quindi,non ci resta che partire carichi di belle speranze alla volta di Cesenatico dove all’hotel Anthos ci aspettano altri atleti e Mario,l’organizzatore, che poi consegnerà i pettorali. Il pomeriggio trascorre tranquillo,l’atmosfera è di quelle giuste,si ride e si scherza cercando di .non pensare all’imminente gara .Faccio la conoscenza di altri pazzi ma più pazzi di me che pure sono uno da legare,quindi provate solo ad immaginare l’ambientino,noto con piacere che ci sono tante persone che son venute dall’estero segno questo dell’importanza e dell’ottimo livello raggiunto dalla manifestazione,tanti italiani,molti dei quali già compagni di tante battaglie sulle strade di tutt’Europa. In tarda serata il meritato riposo e poi un attimo dopo, come se qualcuno si fosse divertito a spostare in avanti manualmente le lancette dell’orologio volendo godere delle nostre sofferenze, è già l’alba con quell’odore del mare che a me uomo del sud da una carica inesauribile ed una calma inenarrabile. Nel frattempo arriva l’altro generale,Andrea, che sarà con noi e ci seguirà per tutta la campagna della Nove Colli,si mettono a posto le ultimissime cose e si parte alla volta del centro di Cesenatico,verso il porto canale che ospita un presepe di barche d’epoca che è veramente una visione magnifica e molto particolare. La banchina pullula di persone,di atleti,di giornalisti e di fotografi;il sole è già bello alto ed il caldo già fa presagire a un pomeriggio torrido. Verso le undici inizia il discorso del Castagnoli a tutti noi. Ci ragguaglia su alcune cose che potrebbero accadere,ci mette al corrente della pericolosità in alcuni tratti di strada vista la concomitanza della corsa di bici del giorno dopo ed infine ci da anche dei buoni consigli per superare dei momenti di crisi. In alcuni tratti della parlata,Mario,s’emoziona e a dir a verità per induzione trasmette anche a noi questa sensazione,questo brivido freddo e glaciale. Sa che potrebbe essere l’ultima edizione di questa magnifica kermesse e come un papà che vede il figlio allontanarsi per sempre cerca in tutti i modi di tenerlo a se aggrappandosi alle sue vesti che inesorabilmente si sfilacciano ma fino a quando non ci sarà lo strappo lui non mollerà e noi non molleremo. FORZA MARIO. Verso le undici e quaranta siamo tutti fuori,ci sono le foto di gruppo da fare,l’appello e poi la benedizione del parroco. Troviamo un bagno per bagnarci il cappellino in modo  che la nostra testa rimanga sempre fresca,facciamo quattro chiacchiere con i fratelli Aiudi che hanno la loro mission nel portare al traguardo la loro amica Paola,ridiamo e scherziamo come mio solito. In cuor mio anche io ho un compito d’assolvere ed è quello di portare al traguardo un amico,un amico che non c’è più fisicamente ma che è vivo nei ricordi di tutti noi,quel Paolo Zucca che al traguardo della sua prima maratona,nella sua città Milano,ha deciso di andarsene. “Paolo hai portato a compimento la tua prima maratona e con me porterai alla fine anche la tua prima ultra,te lo prometto”,questo mi dicevo e mi ripromettevo negli ultimi due mesi, quando mi allenavo stoicamente ed avevo la sensazione che fossimo in due. Eccovi spiegato il motivo per il quale ho parlato e parlerò sempre al plurale e mai in prima persona. 10,9,8,7,6,5,4,3,2,1...è mezzogiorno. VIAAAAAAAA,si parte. I primi ventuno chilometri sono ad andatura controllata,forse il tratto più brutto. Siamo tutti in gruppo perché da regolamento bisogna arrivare a Settecrociari tutt’insieme e poi alle 14 parte la gara in solitaria. Questo pezzo di strada fa in modo che ci si diverta,ci si riscaldi o surriscaldi vista la temperatura non proprio fresca. Il buon umore non manca,giunti in località Borella qualcuno esclama :”Ecco,potava mai mancare Santo ? (Grande persona dei Runners Bergamo)”. Nel gruppo la parte dell’istrione la fa quel Luca Zava anche lui finisher di questa e di altre manifestazione analoghe. Con la sua verve,il suo modo di fare tiene alto il morale. Corre in costume il grande Luca e sarà un validissimo aiuto per tutti noi lungo l’intero arco dei 202,4km. Insieme ai suoi amici,in macchina seguono la corsa,li vedi sbucare all’improvviso,sempre il sorriso stampato sulle loro facce,sempre una parola d’incoraggiamento per tutti,quando vedevamo la Zava’s car  o i Luca’s friends era per noi un momento felice perché sapevamo che potevamo contare su di loro,anche solo per un attimo anche solo per un sorriso o magari anche per una birra. C’è anche Ivan Cudin in gruppo con noi,non può scappare l’ingegnere friulano,almeno fino alle 14. Parliamo un pò e sentiamo che può fare una gran gara. Molte fontanine lungo il percorso aiutano a rifocillarci,i ristori buoni,pieni di frutta e bevande, sono ben accetti da tutti noi. L’unica nota stonata è un pò di traffico e qualche incrocio pericoloso ma sarà niente se poi lo inseriamo nel paesaggio dentro il quale andremo a correre. Una goccia di petrolio in un mare azzurrissimo ed incontaminato pieno di pesci multicolori,insomma sarebbe meglio se non si fosse,però va bene lo stesso. Verso le 13.50 arriviamo al primo ristoro grande,da dove poi ognuno alle 14 partirà per la sua avventura. Chiediamo ad Andrea il primo cambio di calzini ed un pò d’integratori,detto fatto,con una rapidità degna di superflash m’appare il grande Enrico Vedilei con quello che avevo chiesto. Mangiamo un pò di pasta con grana e questa volta si parte sul serio.  Si attacca subito il primo colle,è tutto ok e come da copione siamo molto lenti,quasi camminiamo. Siamo molto tranquilli perché basiamo la nostra forza su due cose: questa corsa l’hanno già fatta altri e possiamo farla anche noi e poi che il tempo non si ferma e la domenica pomeriggio arriverà portandoci  in dono il momento in cui attraverseremo il traguardo.Il caldo è ormai opprimente e la presenza di Andrea è già molto importante. Verso 15 scolliniamo dal Polenta intorno alla trentesima posizione. Dopo un pò raggiungiamo Stefano ed Antonio,si proprio Antonio Mammoli,colui che insieme a pochi altri ha scritto la storia della Nove Colli partecipando a tutte l’edizioni talvolta vedendolo anche vincitore. Antonio,persona di cuore e di una bontà fuori dal comune,sta accompagnando il suo amico al traguardo,entrambi sono seguiti da una macchina d’appoggio e da Alessandro Papi,anche lui un grandissimo delle lunghissime distanze. Come due poli che s’attraggono ci uniamo e decidiamo di fare un pò di strada insieme,sarà così per una quarantina di chilometri. Quando ormai sono le cinque del pomeriggio,inizia la salita del secondo colle e siamo giunti al quarantasettesimo chilometro e mezzo. Il nostro incedere è prudente,ci fermiamo alle fontanine disseminate lungo il tragitto abbeverandoci di quel liquido trasparente e meraviglioso che è l’acqua. Purtroppo Stefano inizia ad avere i primi crampi,soffre il toscano ma stringe i denti,decidiamo di farlo stare un pò da solo in modo che la nostra presenza non lo opprima,lo facciamo andare avanti,si riprende. Talvolta compare Alessandro col quale si scambiano quattro chiacchiere sul Brasile ed intanto il tempo ed i chilometri trascorrono. Il mio amico Andrea col suo lavoro di supporto man mano che passano le ore diventa sempre più importante,ci fa da ristoro volante,prende le telefonate degli amici che vogliono sapere,ci indica il percorso che da li a poco andremo ad intraprendere,alla fine sarà FONDAMENTALE per la riuscita della gara. L’orologio ormai ci dice che sono quasi le 18,la vetta del secondo colle s’avvicina,è tutto ok ed il sole ormai in fase calante ci regala delle ombre,dei colori e dei giochi di luce degni dei migliori quadri. Stiamo per superare il cancello di Pieve di Rivoschio,lo faremo poi in 6h 34’ .Attacchiamo il terzo colle,il Ciola. Lungo il percorso si vedono ogni tanto con il loro camper Andrea e Monica,due grandissimi amici prima e fantastici atleti. C’incoraggiano,si fermano offrendoci delle fragole e ci prendono pure in giro. Tutto bello,forse anche troppo. Dopo una settantina di chilometri sul Ciola,stiamo ancora bene,l’aria incomincia ad essere più fresca. Vedo però che rispetto ad Antonio e Stefano,noi perdiamo in salita per le mie leve corte così dopo un pò ci separiamo,ma ciò non significherà perdersi,anzi,resteremo sempre in contatto grazie ai nostri amici che ci seguono. Siamo giunti al settantasettesimo chilometro la discesa del terzo colle è finita la temperatura è scesa intorno ai 18 gradi. Non abbiamo freddo però cambiamo maglietta mettendone una fosforescente,ci armiamo di fasce catarifrangenti,di luce e prendiamo il telefono. Ci chiamano gli amici cari,ci aiutano a far trascorrere i chilometri;saranno loro la nostra stella cometa lungo la notte,il nostro faro sul molo che non ci farà infrangere sugli scogli nella navigazione notturna dentro una tempesta di sensazioni,in un turbinio di emozioni. La  notte ha ormai vestito di blu le vallate,del giorno,ormai,ci restano solo le eco di un caldo asfissiante. Con tutta calma iniziamo la salita del quarto colle,il Barbotto,col suo ultimo tratto al 18% di pendenza. Mi viene in mente una battuta che mio padre faceva sempre: “ Il Barbotto? Si al Barbotto faccio la barba e vado via...” Ore 22.10,sorridenti,sereni e tranquilli,anticipati da suoni di campanacci,applausi e grandi incitamenti arriviamo in cima intorno alla ventiseiesima posizione. Ci presentiamo a quello che è un fantastico ristoro,dove c’è di tutto e dove veramente puoi fermarti per rifocillarti e fare il pieno di energie. Sono li proprio tutti gli amici: Monica,Ilaria,Andrea,Enrico e tantissimi altri,l’allegria regna sovrana,sembra una festa di paese ma,in questo punto del percorso per noi gioioso perché ancora freschi e pieni di vita, ci saranno tanti atleti che scriveranno la parola fine alla loro competizione,vuoi perché già deciso in precedenza e vuoi perché sopraffatti dalla fatica e dalla stanchezza. Noi ci permettiamo il lusso di farci dei massaggi con gli addetti che ci dicono che abbiamo le gambe senza indurimenti e belle sciolte. Mangiamo un piatto di pasta e poi ci rimettiamo in marcia non prima però d’aver indossato una maglietta a maniche lunghe. La notte è ancora lunga e tantissime sorprese avrà ancora in serbo per noi. Iniziamo la discesa,l’aria sempre più frizzante porta con se i sapori dell’oscurità,le tenebre ci avvolgono in un abbraccio,ci stritolano fino a farci mancare il respiro. Viviamo nell’irrealtà,in un mondo non mondo,in un’altra dimensione,sembriamo tante entità vaganti che cercano un qualcosa,un qualcuno che le aiuti a passare dall’altra parte,dalla notte al giorno,dall’incubo al sogno. Siamo delle anime che cercano il proprio Caronte che, con la sua barca,nel nostro immaginario,ci aiuterà ad oltrepassare il fiume Acheronte. A dir la verità noi il nostro Caronte ce l’abbiamo ed è Andrea che così come noi sta trascorrendo la notte senza dormire,anzi fa ancora di più perché anticipandoci sul percorso ci mette in guardia dalle sue insidie. PREZIOSISSIMO. Quando ormai il sabato sta per morire arriviamo a Ponte Uso,centouno chilometri corsi e siamo intorno alla ventiquattresima posizione. Attacchiamo il quinto colle,anche lui non male con un tratto di pendenza al 16%. Ora sentiamo la stanchezza dovuta alla mancanza di riposo nei giorni precedenti. Con il giorno nuovo sorto ormai da un’ora e mezza che ci accompagnerà a Cesenatico fino al traguardo,ne siamo sicuri, anche il monte Tiffi è conquistato, più della metà dei colli è stata “asfaltata”. La temperatura è intorno ai dodici gradi,iniziamo ad avere i brividi,abbiamo freddo e strani pensieri potrebbero far capolino ma siamo duri,non ci facciamo intimorire,chiamiamo a noi il fido Andrea e ci facciamo dare un pile smanicato,i guanti,uno scalda collo ed il cappello...altro che mese di maggio sembra d’essere alla maratona del Brembo che avevo corso a gennaio. Di ciò ce ne freghiamo,quest’abbigliamento ci servirà per andare avanti,lo indossiamo incuranti di tutto e di tutti,d’altronde l’avevamo previsto e va bene così. A questo punto della corsa però c’è una delle ascese più lunghe,sesto colle,il Perticara. Con i suoi nove chilometri di salita è un mostro,so che impiegheremo un paio d’ore per scalarlo ed è qui che la stanchezza diventerà prima sofferenza e poi atrocità. Momenti difficilissimi accompagneranno la nostra salita,i passi sono cortissimi,spostiamo il baricentro molto avanti quasi a toccare l’asfalto col viso cercando di andare avanti aiutandoci col peso del corpo, i riflessi sono molto annebbiati ormai solo un barlume di lucidità ci resta ma è quello che ci farà arrivare su. Lungo la strada vediamo Andrea da lontano,è fermo sul ciglio della strada, ci sembra di avere le allucinazioni perché scorgiamo una persona in macchina.”Ma non era da solo Andrea ? Cavolo se vediamo un’altra testa allora non siamo tanto lucidi come crediamo”. Lo raggiungiamo e con piacere vediamo che non siamo del tutto cotti,c’è realmente un altro atleta col nostro amico. Un ragazzo ormai spossato dalla stanchezza che si era messo al caldo perché vinto dalla corsa e chiedeva di essere portato su al ristoro per ritirarsi. Andrea ci chiede se può lasciarci da soli per una ventina di minuti in modo da soccorrere il nostro sventurato compagno di gara. Noi feriti ma non morti,dispersi nell’oceano in tempesta aggrappati ad un pezzo di legno, consapevoli che ci fosse una persona che aveva più bisogno di noi, gli diciamo di andare tranquillo. Il nostro grande amico parte,lo vediamo andar via,si allontana sempre di più e lo perdiamo inghiottito dalla notte. Ora siamo soli,senza assistenza,ci chiediamo se abbiamo fatto bene a privarci della sua presenza,la risposta un attimo dopo è stata :”SI”. C’era una persona d’aiutare ,aveva bisogno ed era stato giusto così,d’altronde noi eravamo comunque in due. Continuiamo la nostra ascesa,la nostra lenta ascesa pensiamo alle tante cose accadute durante gli allenamenti,tanti particolari vengono a galla nel mare della nostra mente come i resti di un’imbarcazione naufragata portati a riva dalla risacca,tanti frammenti di ricordi,schegge di vetri in frantumi invadono la nostra testa,tante cose fantastiche che si trasformano in terrificanti ;tutto ciò è come una cascata di acqua fredda che ci bagna e ci rigenera,abbiamo bisogno di cibarci di questo per andare avanti e per non mollare. Questa è la vita e lo sport non è altro che la sua trasposizione,può piacere oppure no. Alle 03.37 arriviamo in cima,abbiamo perso tantissime posizioni,siamo quarantaseiesimi. Decidiamo di fare una sosta un pò più lunga dato che c’è un altro grande ristoro. Ci facciamo fare dei massaggi,adesso i muscoli sono un pò più duri ma niente di cui preoccuparsi,fisicamente siamo preparati non temiamo niente e nessuno. Mentre siamo sul lettino che ci facciamo manipolare entra la Valentina,la compagna di un nostro amico col quale dividemmo una lunghissima notte avvolti da  una tempesta d’acqua alla Spartathlon l’anno scorso. Le chiediamo di Paolo,della sua gara e delle sue condizioni,mentre sta per rispondere arriva lui,stò toscanaccio che non s’allena quasi mai per i suoi impegni di lavoro ma che ha un cuore enorme e finisce sempre le gare. Scambiamo qualche battuta ironica e poi gli lasciamo il lettino per i suoi muscoli. Andiamo fuori,chiediamo cortesemente un piatto di pasta ed intanto mangiamo un panino bevendo anche della coca cola. Arriva anche la simpaticissima Ilaria che segue in macchina alcuni amici ed anche con lei si chiacchiera un pò. Vediamo a questo punto una bella panchina che sembra chiamarci,come una bella donna ci ammalia e noi cediamo. Abbiamo ancora un pò di tempo e così diciamo ad Andrea che ci addormentiamo un quarto d’ora. Passato questo brevissimo lasso di tempo urliamo ai giudici che ripartiamo. Abbiamo freddo perché non ci siamo coperti quando dormivamo,ci facciamo dare il k-way in modo da non disperdere&lt;br /&gt;il preziosissimo calore corporeo. Sembra che la lunga sosta ci abbia giovato. Siamo più freschi,la corsa è più sciolta e sembriamo rigodere del nostro cammino. Una scia di lucciole ci tiene compagnia facendo da contraltare alle stelle che brillano nel cielo, è tutto un’accendersi e spegnersi,è meraviglioso. Lungo la notte tanti atleti ci hanno passato ma noi abbiamo sempre guardato avanti senza mai avvilirci anzi abbiamo avuto la forza anche di incoraggiare chi fosse più in difficoltà di noi,come quando abbiamo incontrato Marco,che ci ripeteva:”Mi ritiro,adesso mi ritiro”,son bastate alcune parole,qualche urlo affinchè l’amico veneto si riprendesse alla grande per poi ripassarci più avanti ed essere ripreso a qualche chilometro dall’arrivo. Intanto ore e chilometri si susseguono come i passi di un battaglione che marcia,inesorabili, anche il buio sta per lasciare il passo alle prime luci dell’alba e nell’aria si sente  solo il rumore dei nostri passi e l’ansimare dei nostri respiri. Chiamiamo la nostra solerte ammiraglia per rifocillarci un tantino ed iniziamo a svestirci un pò degli indumenti pesanti che indossiamo. Ancora un poco su e giù per i colli e s’avvicina Andrea che ci dice che Ivan ha vinto la gara in 18h e mezza circa,una sola parola ci rimbalza nella testa.” MOSTRUOSO”. Ormai è l’alba siamo al km 137,ci ricambiamo gli “abiti” da corsa per essere pronti al caldo della giornata. Lungo il tragitto tante cose rapiscono la nostra attenzione: casolari,piante,animali ma, la vista della Rocca di San Leo è uno spettacolo da togliere il fiato per la posizione,per la bellezza e perché sappiamo che è intrisa di storia. Si narra che il mago Cagliostro, riuscito ad evadere da tutte le prigioni che l’avevano visto detenuto in precedenza, fosse  morto lì non riuscendo nell’impresa di fuggire anche da queste mura. Verso le otto siamo in pieno recupero ed intorno al km148 transitiamo in ventisettesima posizione,adesso è l’ora d’attaccare l’ottavo e penultimo colle. La luce ormai ha sopraffatto il buio,anche la temperatura pian piano inizia ad alzarsi. Verso le 09.25 abbiamo superato il passo delle Siepi e siamo al km 158,un pò stanchi procediamo,sempre,però, molto fiduciosi perché ormai abbiamo da correre circa una maratona e c’è tantissimo margine ancora;nello stesso tempo sempre consapevoli del fatto che in gare del genere l’imprevisto lo puoi trovare un attimo dopo. Gestiamo l’energie in vista dell’ultimo colle,così anche in discesa cerchiamo d’essere più controllati nel nostro incedere. Già da qualche ora s’incontrano dei ciclisti per strada,ci facciamo coraggio gli uni con gli altri,è molto bello questo modo d’incitarsi,questo scambio d’emozioni,roba d’altri tempi,un sapore di eroico. Manca un’ora a mezzogiorno ed iniziamo l’ascesa al Garolo,nono ed ultimo colle che per regalo ci dona una salita di cinque chilometri con un ultimo strappo al 17% di pendenza la quale, dopo circa164 km nelle gambe e 23 ore di corsa, non può propriamente dirsi una passeggiata. Molti spettatori sono seduti all’ombra ai bordi della strada, aspettano i ciclisti,un pò d’invidia c’assale ma, alla nostra vista si congratulano,c’incitano e ci chiedono come facciamo a correre da così tanto tempo; nascono dei simpatici siparietti che ci permettono d’alleviare le nostre fatiche. Ormai delle campane si odono i rintocchi,è mezzogiorno e siamo in cima all’ultima asperità. Con tranquillità assoluta ci sediamo,mangiamo e riposiamo un attimo. Accanto a noi sdraiato su una sedia c’è un altro atleta che posa le sue membra su una sedia,i volontari ci dicono che è lì da un pò di tempo e dorme alla grande. Andrea è lì con noi e non ci fa mancare mai il suo incoraggiamento,continua col suo incessante lavoro a fare in modo che la nostra corsa abbia un esito positivo,i sincronismi tra di noi sono perfetti,basta un cenno da lontano e lui capisce che abbiamo bisogno d’acqua,un’occhiata in un certo modo ed è coca cola,un’andatura particolare ed è a correre con noi per diverse centinaia di metri con lo spruzzino in mano a bagnarci testa e corpo ( simpatica questa trovata,l’abbiamo mutuata da un filmato sulla Badwater ultramarathon,quando si dice la cura dei particolari...). Durante la notte parcheggiava la macchina e faceva un pò di strada con noi,c’indicava le caratteristiche del percorso con le sue discese non discese,infatti come m’aveva detto Marco,a guardare l’altimetria sembrava quella bella maratona che da Barchi si porta fino a Fano,dove ci sono discese sulla carta che poi nella realtà vai a vedere sono una serie continua di saliscendi che ti distruggono. Nel venir giù dal Garolo è ormai anche gara per i ciclisti,la pericolosità aumenta in maniera esponenziale per noi,per loro e per Andrea in macchina. Attimi di vero panico si verificano lunghe le stradine piene di curve,brividi lungo la schiena di tutti in alcuni tratti di discesa ed è così che arriviamo al km 186 e l’orologio ci avverte che sono le ore 14. Siamo circa verso Savignano e come novelli Cesare attraversiamo il Rubicone,la sola differenza e che noi muoveremo in direzione riviera romagnola e lui in direzione Roma. Da lontano,prende forma LUI,il grattacielo di Cesenatico. La stanchezza fisica ormai è solo un vago ricordo,le sofferenze patite durante la notte sono svanite velocemente come i fulmini prima dei roboanti tuoni durante quei bei temporali di primavera che rinfrescano l’aria.Con tenacia e forza di volontà ferrea andiamo avanti. All’orizzonte quel mostro di cemento sembra aspettare gli atleti con le fauci aperte,non è così per noi. Vediamo in lui una tenero papà che non vede l’ora d’accogliere il proprio figlio a braccia aperte,di accarezzarlo e di coccolarlo una volta che è tornato a casa con la canottiera ancora sudata dopo averlo visto orgoglioso correre per la prima volta sulla pista del piccolo paese. Un cartello stradale indica Gatteo mare, nella nostra mente pensiamo:”E’ fatta “ Le strade sono deserte non ci sono persone,solo noi,i ciclisti ed i volontari,ormai ci siamo ce lo sentiamo. Un cenno ad Andrea,tiriamo fuori la bandiera dell’Inter e la canottiera della società per l’arrivo e la mettiamo da parte,beviamo uno degli ultimi sorsi d’acqua e mentre facciamo tutto ciò ci mette a conoscenza delle telefonate che arrivano da parte dei familiari,dell’allenatore e degli amici. Lui sta rassicurando tutti,ora anche a casa sono abbastanza tranquilli. I chilometri al termine sono ormai dodici,raggiungiamo Luciano,cammina,lo sproniamo un pò. Non abbiamo voglia di camminare ma solo di correre,di sprigionare allegria e felicità anche se galleggiamo sulle vesciche dovute ad un cattivo appoggio del piede figlio di un infortunio assorbitosi poche ore prima della partenza ma che inconsciamente ci faceva correre in una posizione non corretta. Ci ricordiamo,nonostante ciò, che gli ultimi chilometri potrebbero essere chiusi alle macchine allora ci riavviciniamo alla nostra macchina,prendiamo la bandiera,svestiamo la maglia mettendo la canotta societaria ed iniziamo a volare. Qui Andrea ci racconta un aneddoto,mio fratello lo ha chiamato per chiedergli come stava andando la corsa,alla sua risposta che conteneva tra l’altro la storia che avevo già sistemato la bandiera dell’Inter,lui ha esclamato :”A questo punto mio fratello è ok,se è così, non ci sono dubbi,arriva sicuramente! “ Ripartiamo,la nostra auto ci precede e ci indica la strada anche perché nonostante sia magnificamente tracciata e segnalata ci sono tante rotonde che potrebbero indurre all’errore dopo tanti chilometri e tante ore di gara. Tutti gli atleti che incontriamo e superiamo camminano forse per stanchezza,forse comunque perché convinti d’aver portato a compimento un’impresa. Ripassiamo il grande Marco che voleva ritirarsi durante la notte,grande forza la sua; ritroviamo Stefano con ancora i suoi crampi che gli fanno compagnia,grande caparbietà...a questo punto però la domanda sorge spontanea:” Ma il Mammoli dov’è ?” Il buon Antonio era qualche chilometro più avanti,credo che lo possa scrivere non me ne vorrà male,aveva lasciato un pò  Stefano da solo per non opprimerlo con la sua presenza come avevamo fatto il giorno prima quando eravamo tutti insieme e  adesso era lì all’ombra insieme ad Alessandro che lo aspettavano, che cuore questi due campioni. Noi passiamo di corsa,gli urliamo qualcosa,lui con un sorriso enorme ci saluta ed in quell’istante è come se sentissimo il suo abbraccio poderoso,la sua stretta forte.  :”Porca miseria Antonio,così ci fai piangere”,iniziamo ad emozionarci e a correre sempre più velocemente. Sono le 15.00,mancano soli sette chilometri all’agognato traguardo. Sulla nostra strada,c’è la Giancarla,corre ancora anche lei la piemontese,sarà poi la seconda donna al traguardo,le grido che è finita e la passo in scioltezza. Stenta a credere ai suoi occhi,non  riesce a capacitarsi della nostra esuberanza,:”Ma come fai,ma come fai “,mi urla non sapendo che siamo in due,non lo può sapere che anche Paolo è con me. Ormai siamo in estasi,ci portiamo le mani alla testa,singhiozziamo,credo che anche Andrea in questo momento in macchina stia vivendo lo stesso stato d’animo. Ultimo cavalcavia,curva a sinistra,si scende,un volontario comunica il numero al traguardo. Gli addetti al traffico ci battono il cinque,duecento metri e poi ultima curva a sinistra,ci prepariamo prendiamo il bandierone. La scritta arrivo. Ormai è solo gioia,felicità e allegria. La strada fatta non la ricordiamo più,solo quattrocento metri del lungomare Carducci ci dividono dalla gloria. La gente applaude,due ali di folla impazzite accompagnano il nostro incedere,il bandierone dell’Inter sventola alto sulle nostre teste,salutiamo tutti,piangiamo di commozione,abbracciamo idealmente il mondo intero,vorremmo che in questo momento,come per incanto,si fermasse il tempo,ci piacerebbe scolpire nella roccia,se si potesse,questa nostra felicità e lasciarla ad imperitura memoria. Questa è felicità allo stato puro. I metri passano anche abbastanza velocemente,vogliamo godere di questi attimi come un assetato quando trova una fontanina lungo il suo percorso e sa che non ce ne saranno più. Vediamo Ivan,Monica,Andrea,credo Enrico che sono felici come noi. Il traguardo,Mario che ci viene incontro,ci siamo,pochi metri e poi l’urlo liberatorio:”Paolo ce l’abbiamo fatta”! Abbraccio  lo speaker e poi Mario,ci indicano dove andare a ritirare il diploma e dove ristorarci. Consegnano la medaglia a me,ma io non ho corso da solo,Paolo è stato con me,merita anche lui il riconoscimento. Vado dal Castagnoli gli parlo della mia corsa,della nostra corsa e lui da quel gran signore che è me ne da subito un’altra emozionandosi anche. Adesso io quella medaglia la porterò ai familiari del nostro amico Paolo Zucca,voglio fargli capire che il loro caro resterà sempre vivo nelle nostre menti,ed io ogni qual volta correrò qualche gara particolare lo farò sempre portandolo con me perché una persona muore veramente quando non c’è neanche più il ricordo. Dopo il ristoro e qualche foto arrivano anche i due amici toscani che s’abbracciano,sono felicissimo del loro arrivo,gli vado incontro e mi complimento con loro. Intanto Andrea,parcheggiata la macchina e scavalcato qualche transenna arriva come una saetta in zona arrivo,mangia meritatamente e giustamente poi dopo qualche magia con la macchina ritorniamo in albergo. Doccia un leggero e breve riposo,poi la cena con premiazione finale. Niente a che vedere con i fasti della Spartathlon ma comunque bella e godibilissima perché fatta da gente semplice e spontanea che ci ha accolto a braccia aperte e ci ha regalato dei giorni che come ho detto all’inizio sono stati di DEVASTANTE E ALLUCINANTE BELLEZZA. Adesso sono giunto proprio alla fine e come ogni buon finale che si rispetti ci sono le dediche ed i ringraziamenti,sperando di non dimenticare nessuno pena ricorrerla l’anno prossimo. Questo mio viaggio lo dedico all’amico Paolo Zucca che ha corso con me anche la sua prima ultra maratona. Voglio ringraziare Andrea,come non potrei ? Senza di lui ci sarebbero state molte più difficoltà, non oso immaginare come poteva essere la gara senza la sua presenza. Un grazie va anche al mio allenatore Vincenzino Esposito che mi ha preparato in modo perfetto e senza sbavature. Alla mia società Reggio Event’s che,anche non essendo io un top runner,mi mette a durante il giorno si è informato delle nostre condizioni telefonando ad Andrea e a chi ha continuato a farlo anche durante la notte tenendoci compagnia, parlando direttamente con noi durante disposizione tutto quello che chiedo neanche fossi Usain Bolt. Un sentitissimo e caloroso grazie a chi le salite. Un grazie alla mia famiglia che fa degli enormi sacrifici a starmi dietro con gli orari per allenamenti, per i pranzi e per le cene. Grazie anche al sito di Marathon truppen che ha seguito ora dopo ora la corsa nostra e quella degli amici Aiudi. Un grazie va anche alla Turin Marathon con la quale ho una partnership. Grazie al sito che in questo momento mi fa il piacere di pubblicare questo mio articolo. Grazie a tutti i miei amici di face book che mi seguono con simpatia ed affetto non facendomi mai mancare il loro incitamento. Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere questo articolo e chiedo scusa se vi ho annoiato. Ho dimenticato qualcuno ? Mannaggia mi toccherà ricorrerla l’anno prossimo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-6984217248134813176?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/6984217248134813176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/05/nove-colli-running-2011-una-vittoria.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6984217248134813176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6984217248134813176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/05/nove-colli-running-2011-una-vittoria.html' title='Nove Colli Running 2011 : Una vittoria per tre...Ciro,Paolo e Andrea.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-892810343440477874</id><published>2011-05-06T04:57:00.000-07:00</published><updated>2011-05-06T13:56:00.211-07:00</updated><title type='text'>Vercelli :  Maratona del riso 2011</title><content type='html'>Si può essere contenti dopo aver corso una maratona col peggior riscontro cronometrico mai fatto registrare? Clamorosamente la risposta è SI !!! No,non sono pazzo nell’affermare ciò che ho testè scritto,venivo da un leggero infortunio muscolare al bicipite ed al tricipite femorale destro e dovendo correre tra tre settimane la Nove colli (202km),foschi pensieri,come nuvoloni neri carichi di pioggia,si addensavano all’orizzonte. La gara vercellese doveva confermare alla mia testa che un raggio di sole stava spuntando dalla coltre plumbea che si stagliava ai confini della mente e sperare poi che nell’immediato futuro il tempo sarebbe stato capace di farla sparire pian piano e del tutto come la neve quando è esposta ai raggi caldi del sole. Dalla maratona del riso ho avuto questo riscontro e ne sono stato felice. Il week-end in terra piemontese è stato veramente piacevole e mi ha arricchito anche culturalmente grazie alle visite ai musei e ai luoghi artistici che mi regalo sempre nelle città dove corro. Esservi ritornato dopo qualche anno d’assenza non ha fatto altro che confermare quello che di bello già pensavo della città delle terre d’acqua,inserita giustamente nell’elenco dei più bei luoghi d’arte della penisola. Vorrei,dopo questo preambolo,ringraziare il comitato organizzatore che mi ha fatto omaggio del pettorale e scrivere che per quello che mi ha riguardato,tranne qualche piccolo dettaglio,tutto è filato per il verso giusto. I piccoli nei riscontrati sono stati la mancanza di bagni chimici lungo il percorso (costa così tanto noleggiarli?),la mancanza di cartoni dove poter buttare via le spugne ed i bicchieri subito dopo i ristori (è un iter così lungo farne richiesta all’ente preposto alla raccolta dei rifiuti?) ed infine il primo ristoro, un pochino troppo piccolo il tavolo e dato in gestione ad una sola signora che si è vista arrivare addosso uno tsunami formato da atleti che,specialmente nei primi chilometri,nelle retrovie, viaggia ancora molto compatto e che non pochi problemi ha creato. A questo punto però voglio e devo dar voce anche a quella nutrita schiera di atleti che al traguardo,prima e al pasta party,poi, si lamentava del ristoro finale in cui l’acqua era scarsissima,che al ritiro della medaglia gli avevano risposto che le avevano finite ed infine che nel pacco gara non avevano trovato la maglietta della loro taglia. Tralasciando quest’ultimo dettaglio (io abolirei il pacco gara a fronte di servizi buoni),credo sia grave e pericolosa la penuria d’acqua alla fine e poco delicato e rispettoso non dare la medaglia a chi arriva dopo aver sudato per quarantaduemilacentonovantacinque metri,anche se poi,spero anzi ne sono sicuro,verrà spedita a casa. Gli organizzatori potranno dire che sicuramente il numero d’iscritti sia stato superiore alle attese ma ciò non è una scusa plausibile e valida. Se non chiudi prima le iscrizioni e dai la possibilità (giustamente!) di farle fino all’immediata vigilia della manifestazione,devi mettere in preventivo che le adesioni possano essere più numerose del previsto. Infine, come avviene nella maggior parte delle gare,perché non mettere due volontari a consegnare le medaglie subito dopo l’arrivo? E’ li che l’atleta deve essere premiato perché la medaglia non è una “cosa”da dare in modo freddo a trecento metri di distanza e peggio ancora non farla proprio trovare. Questo simbolo o meglio la consegna dello stesso è il coronamento alla prestazione,il premio alla fatica,la consacrazione della gioia e questo vale per il primo arrivato fino all’ultimo che taglia il traguardo magari camminando e forse rantolando ma che nel cuore ha solo quel trofeo che gli viene consegnato e che conserverà a lungo nei suoi ricordi. Ognuno fa della corsa che corre in quel momento il suo mondo,ne scrive la storia da protagonista ed è giusto che sia importante alla stessa maniera dei top runners. Queste parole le dovevo agli amici che mi hanno incontrato e che mi hanno pregato di dargli voce. In tutta onestà non ho alcun dubbio sulla veridicità di quello che mi è stato raccontato anche se realmente e di persona non l’ho potuto verificare subito ma ne ho avuto un riscontro indiretto dopo un po’. A questo punto però con la stessa solerzia con la quale ho fatto da cassa di risonanza agli sfoghi dei miei amici podisti così mi arrogo,simpaticamente, il diritto di fare una tiratina d’orecchie ai pochi? Ai tanti? Io dico ai moltissimi pedestri (adesso m’attirerò le ire di qualcuno) che ieri erano a Vercelli e che in generale popolano le gare domenicali. D’accordo,non tanto,(ma in mancanza di contenitori…) di buttare a terra i bicchieri di plastica e le spugne  ma lanciarli nelle risaie al di la della sede stradale mi è sembrato,oltre che un gesto di poca creanza anche un esempio di cattiva educazione che, purtroppo ormai, è insita in  noi e che non c’accorgiamo di avere. Mi è sembrato di rivedere le orde di barbari,Visigoti prima e Unni poi, che imperversarono nella zona nei secoli passati. Al ristoro del trentacinquesimo,come faccio SEMPRE,mi son fermato,ho bevuto ed ho cercato la busta dove poter riporre il mio piccolo rifiuto (io la gara non la devo vincere o cercare il miglior tempo,mi devo solo allenare per le corse più lunghe,mi devo divertire e poi se pure lottassi per vincere a cosa mi servirebbe non mostrare senso civico,sarei più veloce?),la gentile signora che era addetta al tavolo mi ha detto:”Grazie,sei stato l’unico…”.Nell’andar via,ringraziandola,non sono stato molto contento. Deluso e molto amareggiato dalle sue belle parole, vi ho letto un’amara constatazione di inciviltà latente in ognuno di noi di cui la donna aveva preso coscienza facendomene partecipe. Dai amici miglioriamo un pò,si può e si deve !!! Qualcuno dirà che io scriva sempre le stesse cose però, se questi fatti si ripetono,vuol dire che non sono in tanti che leggono ed io continuerò la mia battaglia. Ancora un’altra tiratina d’orecchie a noi corridori la devo fare e questo dopo aver ascoltato i volontari che sedevano accanto a me a pranzo,questa è stata la conferma che ho avuto dei problemi di cui prima facevo mensione. Che senso ha inveire ed innervosirsi contro le persone che prestano la loro opera ai gazebo dei ristori finali e con quelle al ritiro medaglie ??? D’accordo che alla fine si è stanchi ,si è vinti dalla spossatezza,si è poco lucidi e che avete,abbiamo pienamente ragione per quello che ho accennato prima ma ricordiamo che quei signori sono lì per noi e ci stanno dedicando il loro tempo,sottraendolo alle loro famiglie ai loro affetti. Noi facciamo dei sacrifici spostandoci di centinaia di chilometri per raggiungere la varie sedi delle manifestazioni,lo facciamo con cuore con passione e lo stesso cuore e la stessa passione muove questa brava gente che va rispettata così come noi il rispetto lo esigiamo e giustamente. Se abbiamo,avete,qualcosa da dire,da recriminare bastano due righe all’Organizzazione che non è , non sarà mai, sorda ai nostri reclami,oppure bastano degli articoli da far pubblicare sui vari e seguitissimi siti che si occupano del nostro sport,del nostro mondo,così come faccio sempre io. In fondo se c’è confronto abbiamo da guadagnarci tutti,però ricordiamoci sempre l’educazione ed il rispetto per le persone e le cose. Dobbiamo anche imparare a recitare il mea culpa quando sbagliamo e poi anche mettere in risalto quando un cambiamento positivo c’è stato…lo dobbiamo fare perché siamo la parte sana del mondo dello sport. Voglio raccontarvi un piccolo aneddoto relativo alla maratona di Vercelli di qualche anno fa quando vinsi una piccola somma di denaro perché secondo di categoria. Passavano i mesi e non mi veniva recapitata,un giorno però leggendo un articolo su un sito e guardando la pubblicità che si faceva la maratona,scrissi che stavo aspettando ancora i soldi dell’anno precedente e fui anche abbastanza duro. Con tranquillità e gentilezza mi risposero illustrandomi le loro ragioni anche se non le condividevo per niente. Dopo un pò mi arrivò il premio ed io attraverso una mail ed un articolo li ringraziai,capendo che, in fondo, anche loro non volevano fare brutta figura. Finito li. Sono arrivato a Vercelli sabato nel pomeriggio,ritiro pettorale velocissimo e poi mi sono recato alla conferenza stampa ad ascoltare il dibattito tra gli organizzatori di alcune tra le più importanti maratone italiane ed esponenti politici. Soliti discorsi,aria fritta da entrambe le parti. Parlare di diritti televisivi, audience e sponsor quando manca una guida forte (nonostante Maratone italiane) capace di vedere avanti e non far finta di farlo guardando solo nel proprio giardino,è inutile Se si sono ridotti a che la visione delle maratone vada su un canale che c’è o non c’è,se fanno vedere solo la corsa dei primi dieci,se non creano gli eventi…ma di cosa si lamentano? Sanno solo dire:”Vabbè, però a New York e a Londra si paga tanto”,allora mi spieghino perché la gente si mette in lista per andare lì.???. Alla conferenza erano presenti anche tanti amici del gruppo dei Supermaratoneti,con i quali si potrà essere d’accordo oppure no nel correre una o più maratone a settimana ma sono tutti delle persone squisite per umanità e modi di fare. E’ sempre un piacere incontrarli in giro per l’Italia. Qualcuno li definisce pazzi,io non di sicuro. Il mondo della maratona è come un diamante,ha tante facce:chi corre per vincere,chi per collezionarle,chi per allenarsi,chi per stare insieme agli altri,chi per turismo…Tutti vanno applauditi in uguale misura ed allo stesso modo. La domenica mattina arriva in un battibaleno e dopo una buona colazione in compagnia di simpatici amici toscani ci dirigiamo verso il centro. Corso Garibaldi, già affollato di atleti dalle prime luci del mattino, sembra un’entità a parte rispetto alla città che è ancora lontana dallo svegliarsi completamente. Ci s’incontra,si scherza e c’è poi una costante che in questi ultimi anni sta confermando la sua presenza sono le centinaia di macchine fotografiche digitali ed il rumore dei loro scatti che ormai fa da sottofondo a quella che prima era la solo musica della vigilia delle corse e cioè lo scalpitare delle scarpe sull’asfalto quando ci si riscaldava. Quegli scatti che poi andranno a popolare  centinaia di blog e social network…ormai la rete la fa da padrona ed ha spazzato via tutti i confini che prima ci comprimevano e ci opprimevano. Ore 09.00. Pronti via. Una città che ancora dorme sente il passaggio degli atleti lungo le proprie strade,poche persone affacciate ai balconi seguono con lo sguardo l’andare di questo sciame umano che col suo carico di buonumore ed allegria saluta e da il buongiorno a tutti con qualche timido applauso che ci fa da scia. Primi chilometri un pò bruttini per la verità però niente di mostruoso anche perché in coda al gruppo si pensa più a ridere e a scherzare che ad altre cose. Si chiacchiera con i compagni di sempre,il mitico Sir marathon,al secolo Fausto, dei runners di Bergamo,il gruppo dei toscanacci,come li chiamo io,capeggiato da Alessio,insomma sembra una gita fuori porta,manca solo il cestino con i panini e le bibite ma dubito che qualcuno non abbia ancora pensato a ciò. Intanto si va verso l’esterno del centro abitato. S’iniziano a lambire le risaie,lunghi rettilinei sono i nostri compagni di viaggio,qui la mia mente rievoca le Guerre d’Indipendenza contro l’Austria e tutte le traversie che lungo i secoli questo pezzo di terra e i vercellesi hanno dovuto vivere. Ogni tanto si passa qualche centro abitato o meglio disabitato e poi di nuovo risaie,quelle risaie che caratterizzano l’intera zona. Dico la verità a me il paesaggio che mi si staglia davanti piace e mi rende tranquillo,ho modo di far volare la fantasia al di la di ogni limite. Sono in compagnia di Bruno col quale faccio l’elastico perché,essendo io molto più veloce, ogni tanto mi avvantaggio per poi farmi riprendere dopo qualche sosta fisiologica. Già che ci siamo mi chiede qualche consiglio sulle corse in generale e poi sulla cento chilometri del Passatore che correrà per la prima volta a fine maggio.:”In bocca al lupo!” Intanto i chilometri ed il tempo passano per me veloci e per Bruno un pò più lentamente. Questo fino al venticinquesimo chilometro quando mi metto su un passo per lui insostenibile e lo stacco purtroppo definitivamente. Gli atleti che supero lungo il tragitto mi dicono che ho un bel passo,una bella andatura. Certo è facile,specialmente per chi non ti conosce affermare ciò nel momento in cui ti trovi nella parte del gruppo in cui tutti vanno ai 5’00”/10” al km e tu a 4’15” che è poco più veloce di un lento per me. Tutto procede bene,il fastidio alla coscia non lo avverto e ciò mi rende entusiasta. Lungo gli ultimi cinque chilometri vedo molti atleti con problemi di crampi fermi ai bordi della strada. Mi son sempre fermato a chiedergli se avessero bisogno d’aiuto e sono andato via solo quando mi dicevano che potevano fare da soli. Non ho mancato mai d’ incitare tutti quelli che avevano “finito la benzina” e proseguivano camminando. Poi ecco il vialone del traguardo,prendo il mio bandierone dell’Inter ed inizio a sventolarlo come ormai da scena collaudata. A cinquanta metri dal traguardo incito quello che mi è davanti a non mollare perché sto arrivando molto più veloce di lui e rallento perché non ha senso passarlo a quindici metri dalla linea d’arrivo. Alla fine sulla finish line il solito passo di samba e poi il ristoro finale. Passano dieci minuti e decido di ritornare al cartello del quarantaduesimo chilometro dove so che tra poco dovrebbe arrivare il mio compagno di corsa anche lui interista ed ex presidente dell’Inter club di Pergine Valsugana;lo vedo da lontano,è un pò stanco,gli vado incontro lo incito:”Vai Bruno,prendi la bandiera e vola al traguardo”. Lui contentissimo e con un sorriso smagliante riapre la falcata,corro con lui,lo seguo dal margine della strada. Sembra volare il geometra trentino,felicissimo taglia il traguardo e c’abbracciamo;io molto felice d’avergli regalato un’emozione,lui consapevole del fatto di essersi emozionato. L’emozione…il gusto vero della corsa e dell’amicizia !!! Dopo che anche lui ha lenito il suo sforzo al ristoro finale andiamo a ritirare le borse e ci mettiamo al sole a chiacchierare un pò. Intanto arrivano gli amici che protestano e mi chiedono di scrivere dei loro disagi a cui ho dato voce all’inizio. Dopo un pò col pullmino messo a disposizione dall’organizzazione vado a fare una bella doccia calda in un bel campo sportivo (10 e lode!). Rientro in centro dove ho modo di pranzare e di fare un’altra bella conoscenza. Paolo,un atleta proprio di Vercelli col quale m’intrattengo a parlare volentieri di sport a tutto tondo,mi porta a fare un giro in città dove ha modo di farmi apprezzare piazza Cavour,una delle più belle d’Europa dalla quale,secondo me delittuosamente non fanno passare la corsa,basterebbe un corridoio transennato per far godere della bella visione a tutti,rompendo la bruttezza dell’immediata periferia della città,quella Vercelli che Tacito nel primo libro delle Storie definì fiorentissima nel primo secolo dopo Cristo e che è anche un’importante tappa della via Francigena dove non poche persone si fermano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-892810343440477874?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/892810343440477874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/05/maratona-di-vercelli.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/892810343440477874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/892810343440477874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/05/maratona-di-vercelli.html' title='Vercelli :  Maratona del riso 2011'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-7713861811230393958</id><published>2011-04-10T03:59:00.000-07:00</published><updated>2011-04-10T04:21:07.111-07:00</updated><title type='text'>100 km della Brianza 2011...FERITO MA NON MORTO !!!</title><content type='html'>Prima d’iniziare a leggere questo articolo gradirei che gli amici podisti non mi giudicassero male. Mi spiacerebbe pensassero che io sia un esaltato che pensi solo al risultato legato al tempo o un atleta che non conosca quale sia lo spirito della partecipazione a certi eventi che, per noi amatori, è legato più al sano divertimento ed allo stare bene. Sono conscio del significato della parola sport però per sollazzarmi ancora di più e per dare un po’ di brio al mio modo d’essere,ogni anno,mi propongo dei traguardi da raggiungere,a volte anche molto sfidanti però,non impossibili da agguantare e lavoro anche duramente affinché possa farli miei. Il primo obiettivo di quest’anno era correre la 100km di Seregno in meno di otto ore,dopo che l’anno scorso avevo fatto fermare il display a otto ore e sette minuti. Bersaglio difficile da cogliere e per farlo dovevo essere al 100% fisicamente,avere un po’ di fortuna e …correre. Poi se ci fossi riuscito avrei raccontato di belle sensazioni,mi sarei esaltato,avrei ”inondato” di parole i siti podistici ed il mio blog, se,poi com’è successo,ho fallito lo faccio lo stesso ma in toni molto critici con me stesso. Prima di scrivere questa cronaca ho aspettato qualche giorno,l’ho fatto per metabolizzare quella che per me,cronometro alla mano e facendo parlare i soli freddi numeri, è stata una sonora ed umiliante sconfitta…La 100km di Seregno.  In questi tre mesi di preparazione ho sempre narrato di maratone e di ultra corse in scioltezza,senza problemi e con sensazioni positive,perché tale erano gli stati d’animo,le risposte del fisico e della testa. Adesso non è così,dopo la gara in Brianza,raccolgo i cocci di una scialba prestazione,li metto insieme e ne faccio tesoro per il futuro. C’è il detto:”Chi vince festeggia ed esulta e chi perde spiega”,potrei farlo mio per giustificare ciò che ho fatto o, meglio,quello che non sono riuscito a fare ma io, sono o bianco o nero ,nel raggiungere l’obiettivo, o vinco o perdo. Grigio non lo sarò mai,perciò parlo di cocente sconfitta senza attenuanti. Nel mio animo e nella mia testa ,poi,ho analizzato i particolari e scoperto le cause ma questi non saranno mai degli alibi,assolutamente! Tanti amici podisti invece,nei giorni che hanno succeduto la corsa, mi hanno fatto capire che a volte bisogna prendere atto che esistono delle tonalità intermedie tra i colori,ci sono le sfumature così come nelle gare ci possono essere delle cause che vanno al di la della volontà dell’atleta e ne possono condizionare la prestazione.Sono stati fantastici nel dirmi che il mio 8h34’53” sia stato un buon risultato perché comunque figlio di enormi sofferenze in gara e alla vigilia. Volendo scherzare un pò posso dire che con un buon avvocato ,con queste attenuanti e la buona condotta potrei anche essere assolto, ma non mi basta. Onestamente sento più mia la frase :”Quello che non t’ uccide,ti fortifica”,nel senso che nonostante i vari problemi che ho avuto e quando sarebbe stato più facile ritirarmi,non l’ho fatto,ho lottato,ho resistito,non ho mollato ed ho tirato avanti e questo mi servirà per il futuro in gare ancora più lunghe e massacranti. Fatto questo lungo preambolo,inizio a raccontare la gara partendo dal sabato quando partito da Reggio Emilia con gli amici Gabriele ed Andrea abbiamo raggiunto Seregno nel tardo pomeriggio. Siamo andati a ritirare i pettorali ed i pacchi gara incontrando e fermandoci a chiacchierare con i tanti atleti che arrivavano un pò alla spicciolata da tutte le regioni d’Italia. Nel frattempo il parco della Porada si preparava alla festa del giorno dopo,si metteva il suo vestito più bello come si faceva una volta e vedeva il lavoro di molti addetti che faticavano alacremente per fare in modo ,come poi è successo,che tutto si svolgesse in modo perfetto e tranquillo all’indomani mattina. Il pomeriggio lucente, trascorre lento e sereno. In serata insieme a Marco andiamo a vedere il derby che avrà un esito per me nefasto. La mattina arriva quasi subito,la solita colazione pre-gara fatta di te,fette biscottate miele ed integratori ed ecco Willy che mi passa a prendere. Fuori è ancora buio, le luci dei lampioni ci fanno ancora compagnia,la notte però sta ormai  passando la mano all’alba. Arriviamo in zona partenza corsa e ci rechiamo nel palazzetto per il rito della vestizione, noto come sempre che ognuno di noi ha i suoi gesti scaramantici,i suoi tic pre-gara,tutti siamo  alla ricerca della migliore concentrazione. Mancano dieci minuti al via, mi reco alla start line. Son quasi davanti e come sempre si scherza su tutto e specialmente sull’Inter dato che ormai sono il bersaglio di tutti gli amici del circo podistico correndo con una canottiera che ha nella parte posteriore una bandiera dello squadrone nerazzurro campione del mondo. Ore sette. Parte l’avventura,la mattina è fresca,si sta bene,si corre in tranquillità e scioltezza. Dopo qualche chilometro però avverto un qualcosa di strano,mi dico:”Non è possibile, non posso andare al bagno già adesso” ed invece si…,queste soste diventeranno mie compagne di viaggio lungo tutto l’arco della gara. Per ben dieci volte di cui solo otto nei primi cinquanta chilometri di corsa. Questo,insieme al caldo che poi avvolgerà la giornata ammantandola in un’afa opprimente,faranno si che io mi disidrati molto velocemente. Sapendo ciò, cerco di correre ai ripari prevenendo questa situazione e corro con una bottiglietta d’acqua,bevendo spesso non aspettando i ristori ogni cinque chilometri. Nonostante questo handicap la mia corsa è fluida,lungo il percorso scherzo con l’Ilaria che non fa altro che prendermi in giro, Enrico,il grande Vedilei,mi fa i complimenti perché mi vede correre bene. Chiacchiero con Marco che mi segue in scooter e col quale scambio delle impressioni sulla gara. Tutto sembra andar bene, passiamo i vari centri abitati qualche salita ,dei falsipiani e giungiamo al parco di Monza,polmone verde della zona. Il morale è a mille l’andatura è costante,tutto è perfetto. Da lontano vedo una ragazza che dalla sagoma e dal modo di correre mi sembra di conoscere,dopo qualche chilometro l’aggancio e le chiedo se l’anno scorso avesse partecipato alla Spartathlon,cosa che mi confermerà,ci scambiamo dei complimenti sempre in inglese perché è straniera e dopo un po’ la stacco  perché abbiamo un passo diverso. Ritorniamo verso Seregno, il primo giro è concluso ed io mi regalo un’altra bella sosta al bagno chimico. Ormai mancano solo cinquanta chilometri,però il sole è già bello alto e fa capire bene quali siano le sue intenzioni per la giornata,ci vuole massacrare,prendendosi la rivincita rispetto all’anno scorso quando non si fece proprio vedere e ci regalò una giornata perfetta per correre. Mieterà molte vittime,basti pensare che nel 2010 nelle prime dieci ore di corsa arrivarono al traguardo circa settantuno atleti,quest’anno quarantotto.Verso il sessantesimo chilometro raggiungo Claudio che ha qualche difficoltà,se ne vedono i segni sul suo volto ma il guerriero di Brugherio non molla. Una signora con la sua auto invade la nostra corsia non tenendo conto dell’alt intimatole dai volontari,solo la mia prontezza di riflessi mi salva dall’essere investito,a questo punto urlando mi permetto di mandarle qualche piccolo accidente. Dopo qualche chilometro inizio a calare di qualche secondo ma la cosa che più mi fa pensare è che la corsa non è più fluida come vorrei,all’improvviso inizio ad avere dei problemi,le gambe si appesantiscono,rallento un pò,ho dei conati di vomito,mi sto rendendo conto che la manifestazione sta prendendo una direzione che non voglio. Sono sempre lucido, rallento volutamente molto in modo da far passare la crisi. In questo momento capisco che la prestazione cronometrica è andata,ho tanta rabbia in corpo che corro piangendo ripensando a tutte le ore d’allenamento fatte per preparare questa 100km. Marco, che mi segue,resta un pò più lontano, rispetta questo mio momento di difficoltà. Cerco di camuffare le lacrime con l’acqua che copiosamente mi verso in testa,spaccherei il mondo! Ad un certo punto faccio avvicinare il mio fido amico e gli dico quello che sto provando in quei drammatici momenti continuando a frignare sulla sua spalla. Come un papà col figlioletto,cerca d’incoraggiarmi,di tirarmi su,mi consiglia di camminare un po’,così farò. Nel frattempo più di qualche atleta mi passa e m’incita. Arriva, col suo passo cadenzato, Corrado,rallenta fa qualche metro con me,gli faccio i complimenti perché è alla sua prima gara del genere,sono molto felice per lui perché lo vedo molto bene. Gli ricordo di rimanere tranquillo che la gara inizia dall’ottantesimo in poi..Ad un certo punto mi raggiunge Andrea,mi dice:”Dai Ciro,andiamo,accodati che facciamo qualche chilometro insieme”. Corriamo per qualche migliaio di metri o poco più spalla a spalla,mi sembro rinato. Il mio compagno di viaggio mi chiede di lasciarlo solo perché ho un altro ritmo rispetto a lui che inizia ad avere dei problemi,lo incito,lo aspetto,gli urlo di non mollare. Con un cenno della mano m’indica d’andare,non ho il coraggio di lasciarlo solo,non è giusto,se lo facessi non sarei io. Lui insiste. Chiamo a me Marco e gli dico di fare assistenza a lui lasciando stare me che ormai avevo recuperato. Niente da fare il romagnolo vuole rimanere da solo…Rispetterò il suo volere. Adesso sto bene,urlo:” Li vado a prendere tutti !”.Nella mia mente adesso solo grida di battaglia,mi carico e riparto lancia in resta come un cavaliere medioevale. Inizio la mia rimonta in quattro chilometri. Facendo fuoco e fiamme e ritornando a correre di nuovo sotto i 4’30”al chilometro un bel numero di atleti vedrò scorrere dietro di me. Tranne l’Ilaria e l’atleta straniera con la quale avevo parlato prima saranno tutti raggiunti. Di nuovo il parco di Monza col suo fresco ma,dura poco,rispetto al giro precedente,il cambiamento di percorso di quest’anno ci fa quasi uscire subito da quest’oasi .I chilometri passano,il mio ritmo si riabbassa perché decido di far andare le gambe senza forzare. Corro,bevo e canto ripassiamo dal centro di Seregno che se al primo giro vedeva poca gente,adesso è praticamente vuoto,una cattedrale nel deserto,è spettrale. Arrivo al novantesimo chilometro circa,all’ingresso del parco ,vedo da lontano una persona che mi saluta e mi chiama. E’ Carmine,un mio contatto di facebook che si materializza. Come m’aveva detto in settimana è lì ad aspettarmi e come promesso vuole fare alcuni chilometri con me,dopo che in mattinata aveva già corso una mezza maratona pure abbastanza dura. M’affianca ed iniziamo a chiacchierare,corriamo ,scattiamo foto insieme,ormai non è più una corsa contro il tempo ma una gita tra amici anche se devo dire la verità stiamo andando con un discreto passo. Affrontiamo la parte nuova del percorso uscendo dal parco,dopo qualche chilometro siamo di nuovo dentro tra l’indifferenza della gente che a dir la verità guarda pure un po’ infastidita perché chiedo di lasciare la strada libera agli atleti;invece di essere incoraggiato non ricevo altro che occhiatacce e qualche cattiva parola. Questa sarà la scia al mio passaggio. Pochi applaudono ed incitano ma sono molto pochi. A tre,quattrocento metri dal traguardo,Carmine mi lascia come d’accordo per andare incontro ad altri atleti. Verso di me corre Andrea,l’amico reggiano,che purtroppo si è ritirato dopo quasi due terzi di gara,mi urla,m’incita,mi fa i complimenti perché ha saputo dei miei problemi durante la corsa.Lo ringrazio esprimendogli però tutta la mia delusione. Srotolo il mio bandierone del Brasile e corro verso il traguardo tra le persone che sono li che applaudono e sono divertite dal fuori programma che sempre mi piace offrire agli spettatori per regalargli un sorriso. Taglio il traguardo in 8h34’53”,un passo di samba come sempre e dico :"Il leone è ferito ma non è morto" ! Corro verso Marco e l’abbraccio,faccio lo stesso con Carmine e poi mi concedo ai fotografi per le foto di rito. Con molto piacere al traguardo c’è la Letizia,moglie di Marco, Mauro ed Alessia con la loro piccola figlia Aurora e nonostante la spossatezza mi fermo a parlare molto volentieri con loro per un bel po’ di tempo. Controllo le classifiche e noto che anche quest’anno se non ci fosse stato un errore nel mio tesseramento alla Fidal avrei vinto la mia categoria migliorando il secondo posto dello scorso anno,annullato dallo stesso inconveniente. Vabbè ,fa niente,solo due coppe in meno. M’incammino verso la doccia incontro Ivan e gli faccio i complimenti per la sua prestazione. Scherzosamente mi fa una battuta sul derby della sera prima,io gli sorrido dicendogli:”Ivan,da te non me l’aspettavo”,forse,scherzosamente&lt;br /&gt;il grande Cudin m’avrà fatto  pagare le fotografie col bandierone dell’Inter che all’arrivo della Spartathlon gli feci fare. Ahahahah. Dopo la doccia,un breve ristoro e poi in macchina  verso Reggio Emilia. Iniziano ad arrivare molte telefonate ed sms,sono attestati di stima che ricevo da parte di tante persone,ciò mi consolerà ma non lenirà il dolore delle mie ferite. Voglio fare i complimenti a tutti gli atleti che hanno partecipato alle manifestazioni podistiche che erano programmate in questa giornata a Seregno.Voglio ringraziare chi mi ha seguito lungo tutto il percorso, chi ha corso gli ultimi dieci chilometri con me,chi è venuto da casa  solo per essere lì al traguardo per incitarmi. Un bravo agli organizzatori, ai volontari agli incroci e quelli ai ristori. Vorrei dare,infine, una medaglia d’oro agli amici Gabriele ed Andrea che in macchina sia all’andata che al ritorno m’hanno sopportato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-7713861811230393958?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/7713861811230393958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/04/100-km-della-brianza-2011ferito-ma-non.html#comment-form' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7713861811230393958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7713861811230393958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/04/100-km-della-brianza-2011ferito-ma-non.html' title='100 km della Brianza 2011...FERITO MA NON MORTO !!!'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-1434412125209478279</id><published>2011-03-13T12:11:00.000-07:00</published><updated>2011-03-14T04:25:19.243-07:00</updated><title type='text'>10^ Edizione Strasimeno ultramaratona nel parco del Trasimeno: Lo splendido periplo del lago.</title><content type='html'>La mia presenza alla decima edizione della Strasimeno affonda le sue radici in terra ellenica,nel bel mezzo di una fredda e tempestosa notte d’inizio autunno dell’anno scorso, quando un gruppetto d’italiani cercava,poi riuscendovi,di completare il percorso che da Atene conduce a Sparta lungo i duecentoquarantasei chilometri della Spartathlon. Fu in quell’atmosfera da tregenda dove quei prodi atleti si facevano coraggio gli uni con gli altri cercando in questo modo d’alleviare la fatica dei tanti chilometri corsi,con il loro fiato e le loro parole che s’impastavano con sudore e pioggia,che il mitico Popov mi parlò di questa gara che prevedeva il periplo del lago di Perugia. Me ne decantò le lodi con un tono così entusiasta che il giorno dopo, all’ombra della statua di Re Leonida,in quel di Sparta, gli confermai la mia presenza in terra umbra da li a qualche mese.Trascorsero stancamente i mesi ed intanto avevo inserito nel mio programma d’allenamento questa ultramaratona;sul foglio del calendario l’inchiostro mi diceva :”febbraio”,i giorni si accavallavano velocemente fin quando un pomeriggio mi arrivò una telefonata. :”Uè fratè,ti ho iscritto,ricordi?” Chi poteva essere se non lui,l’amico umbro,Filippo Poponesi che, facendosi forte della mia promessa, aveva proceduto all’iscrizione. Trovato ben presto un albergo che mi ospitasse non mi restava che rimanere in attesa del giorno della partenza. Ancora però una sorpresa mi aspettava,venerdì un messaggio fa capolino sul mio telefonino.:”Pirla,vai giù per la Strasimeno? Se vuoi passo a prenderti e facciamo il viaggio insieme”. Da quel “Pirla” capisco, senza neanche vedere chi ne fosse l’autore, che quel testo non poteva che essere stato scritto da uno dei più forti tri-atleti italiani,al secolo Amedeo Bonfanti,il lecchese che ha sempre ben figurato in giro per l’Europa nelle gare di triathlon.Accordo subito trovato e sabato in tarda mattinata partiamo alla volta del centro Italia. L’allegria nell’abitacolo regna sovrana,la catena appenninica innevata ci tiene compagnia insieme ad un cielo grigio sempre più cupo. Fuori c’è freddo. Dopo qualche ora di viaggio e non prima d’aver pranzato arriviamo in macchina a Castiglione del lago,cosa che secoli fa sarebbe stata impossibile da farsi in quanto questa località era un’isola lacustre che poi avrebbe assunto l’attuale conformazione dopo una siccità che colpì la zona. La strada mia e di Amedeo si divide li per poi ricongiungersi all’indomani pomeriggio dopo la corsa. Vado a ritirare il pettorale,incontro l’amico Filippo che fa parte dell’organizzazione e mi intrattengo con lui per l’intero pomeriggio. Iniziano ad arrivare da tutte le parti d’Italia gli amici runners,foto,scambi di battute,saluti fanno da corollario al tempo che trascorre abbastanza tranquillamente ed in armonia,allietato anche dal caffè che il Comitato strasimeno ci offre a fiumi. Intanto all’esterno i piccoli scrosci di pioggia del pomeriggio con l’avvicinarsi della sera,quando una volta di un blu scurissimo e minaccioso sta facendo un sol boccone di quel cielo plumbeo, diventano un concerto stonato di note cantato da un temporale impazzito che si abbatte sull’asfalto del borgo. Tutto ciò mi fa dubitare delle previsioni meteo che all’indomani mattina prevedono un pallido sole e circa tredici,quattordici gradi. Un rapido giro al pasta party dove riesco a mangiare un buon piatto di pasta e poi di corsa in albergo a Passignano sul Trasimeno che il giorno dopo vedrà l’arrivo della mezza maratona. Un mal di testa mi assale rubandomi tutti i buoni propositi per il giorno dopo,cerco di reagire ma mi addormento stancamente rapito da un sonno profondo. La sveglia suona alle sei. Colazione come solito pre-gara e poi il titolare dell’albergo m’accompagna alla partenza del pullman che mi porterà alla partenza. Con mia piacevolissima sorpresa non piove. In attesa del bus mi siedo su una panchina fissando lo specchio d’acqua che mi offre questo spicchio d’Italia. Davanti a me uno spettacolo di colori fantastico,il grigio perla dell’acqua che viene baciato in lontananza dal rosso del sole che nasce e che man mano sfuma nel rosa,diventando miracolosamente azzurro regalandone la tonalità anche all’acqua lacustre. La temperatura leggermente sale e di ciò ne trae giovamento anche il mio umore. Quella leggera tensione della sera precedente sta allentando la sua morsa e pian piano che l’astro lucente continua la sua corsa verso lo zenit mi abbandona completamente. Dopo il piccolo spostamento in torpedone sono a Castiglione del Lago, qui un nutrito gruppo di persone e di atleti gironzola ai piedi del borgo antico. Mancano cinque minuti alla partenza qualcuno mi prende in giro perché non vede la bandiera dell’Inter alla mia canottiera ma scherzosamente gli faccio notare che oggi sono,io,tutto vestito di nerazzurro a fare da vessillo,così dopo le solite avvertenze dello speaker ecco che echeggia nell’aria,prendendone giustamente possesso,il nostro Inno nazionale ,suonato per onorare la memoria di un altro figlio della Patria caduto nell’espletamento dei suoi compiti cioè facendo la guerra (nonostante si dica diversamente). Sono le 09.15 e sul lungolago “La decima Strasimeno ultramaratona nel parco del Trasimeno” ha inizio. Il colpo d’occhio è suggestivo,un’edizione da record confermeranno poi i numeri anche se i partenti saranno leggermente minori agli iscritti visto che qualcuno si è fatto intimidire e non poco dal meteo che nei giorni precedenti non è stato proprio nostro alleato. Dovendo fare solo un allenamento parto nella pancia del plotone,lì, dove si vive la corsa,dove si assaggia il sapore vero di questa bella passione e dove c’è il cuore che pulsa di emozioni che è poi l’essenza del nostro sport. I primi chilometri sono ad andatura lentissima poi mi regolo intorno ai 4’20” - 4’30” al chilometro e senza sforzo procedo. Lungo la via trovo il modo di chiacchierare,di salutare tanti amici e questo mi fa star bene e mi mette in armonia con l’atmosfera di festa che mi circonda. Un po’ prima del passaggio da Tuoro raggiungo Corrado che sarà mio compagno d’avventura fino a sette,otto chilometri dal traguardo. Corriamo molto in scioltezza ed abbiamo modo di scambiarci opinioni sulla gara. Con il passaggio a Tuoro sul Trasimeno la mia mente non può che riportarmi ai libri di storia i quali ci narrano che in questo territorio fu combattuta la più importante battaglia della seconda guerra Punica tra i romani ed i cartaginesi di Annibale. Dopo Tuoro proseguiamo verso il traguardo della mezza maratona a Passignano sul Trasimeno,con la sua rocca che ci guarda dall’alto. Accompagnati sempre dalla nostra preziosa ed instancabile Sabina che ci segue in bici ci portiamo verso la sponda orientale del lago,verso Magione dove,verso la metà del millennio scorso, fu ordita una congiura,poi finita nel sangue,ai danni di Cesare Borgia. Fin qui un percorso molto bello ma croce e delizia per gli atleti, fantastico per il piacere degli occhi ma un pò meno per le gambe con un paio di belle salite che rompono il passo. Belle e lussureggianti le colline che ci circondano,gli uliveti tutti in fila come soldati che marciano,tante piante in fiore sono il preludio della bella stagione che è alle porte,il lago che accarezza la costa e il sole che bacia le nostre teste è un paesaggio che sembra essere uscito da una cartolina o da una quadro. Intanto io e l’atleta dei runners di Bergamo continuiamo a scalare posizioni rimanendo però sempre con un passo costante. Ormai il traguardo della maratona è li a due passi in viale Cefalonia a Santarcangelo,decidiamo di passarlo insieme fianco a fianco. Subito un ristoro,un piccolo tratto non asfaltato e una sosta fisiologica così riprendiamo la via verso il traguardo finale. La giornata è primaverile c’è un bel tepore nell’aria,la temperatura è alta tranne quando passiamo all’ombra di piante o abitazioni dove un bel freschino sembra essere un’oasi nella quale rifocillarsi. Dopo circa tre ore e venti di corsa nel bel mezzo di una salita presa,forse,un pò allegramente,come un fulmine a ciel sereno,vado in leggera difficoltà. Mi viene in soccorso Corrado che raggiungendomi al ristoro in cima alla strada mi porge un suo gel,così dopo una ventina di minuti inizio a stare meglio e riprendo sicuro il mio incedere. Ormai Castiglione del lago si vede in lontananza e sembra un miraggio,il problema di prima è svanito ma questa volta è il buon Pasotto che mi fa sapere tramite la Sabina che sta perdendo colpi e sta accusando una flessione. Molto tranquillamente,in modo lucido e giusto dico alla nostra indefessa musa accompagnatrice di dargli il mio ultimo gel. Inevitabilmente i cinquanta metri che avevo di vantaggio iniziano a dilatarsi. Comincio a fare corsa da solo,raggiungo e supero tanti fortissimi atleti che accusano problemi. Quella chimera del traguardo che s’intravedeva lontana adesso inizia a materializzarsi. Un venticello contrario che mi ha accompagnato lungo tutto il percorso sembra aumentare. Questa brezza che vola leggiadra sulle lacustri acque,leggenda narra che sia il lamento della ninfa Agilla alla ricerca del suo principe,appunto Trasimeno,figlio del Dio Tirreno,annegato in queste acque perché sedotto da lei. Ormai sono ai piedi del borgo medioevale,nella parte moderna di Castiglione,ancora un’ultima e lunga salita. Stringo i denti accorcio il passo come si conviene in questi casi e m’inerpico su questa erta. Imbocco la porta che mi spalanca il centro storico. Adesso un lungo e dritto violone m’accompagnerà fino al traguardo. C’è tanta gente che m’incoraggia e applaude la mia corsa,piazza Gramsci è lì,ancora centocinquanta metri  e poi il passaggio sotto il traguardo con lo speaker che annuncia il mio arrivo in quindicesima posizione in quattro ore e ventisette minuti ed i fotografi che immortalano in un fotogramma quel mio attimo di felicità. Aspetto Corrado che arriva qualche minuto dopo di me e facendogli i complimenti lo abbraccio, avvolgo tra le mie braccia,ringraziandola,anche la solerte Sabina che con tanta pazienza e dedizione ci ha accompagnato lungo il percorso rivelandosi veramente preziosa con la sua simpatia ed il suo modo di fare. Il ristoro li a due passi  mi aspetta,ritiro velocemente il borsone a pochi metri e poi col pullmino messoci a disposizione dall’organizzazione vado subito a fare la doccia. Dopo mezz’ora ritorno in piazza ad applaudire gli arrivi di altri atleti ed intanto mi stendo al sole che reclama il suo spazio sul mio viso già abbronzato. Scopro,leggendo attentamente la classifica, di essere arrivato secondo della mia categoria e vado a ritirare un bel premio. Incontro Amedeo ,facciamo un salto in gelateria dove un mega gelato al gusto di limone e fragola rallegrerà il mio palato e con l’Inter che sta avendo la meglio sul Genoa sto vivendo un momento magico. Subito dopo, però, via di corsa verso casa…La giornata non è ancora finita mi aspettano tre ore  e mezza di viaggio in macchina ed una notte lunga da lavorare. Voglio ringraziare gli organizzatori che da anni ci offrono con tanti sacrifici questa bella corsa tenendo anche conto dello sforzo organizzativo della gestione di cinque arrivi lungo il percorso figli di altrettante gare in modo da poter dare a tutti la possibilità di correre in riva al lago. Un grazie particolare però va all’amico Popov che in una lontana notte piovosa in Grecia mi fece innamorare di questa corsa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-1434412125209478279?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/1434412125209478279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/03/decima-edizione-strasimeno.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1434412125209478279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1434412125209478279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/03/decima-edizione-strasimeno.html' title='10^ Edizione Strasimeno ultramaratona nel parco del Trasimeno: Lo splendido periplo del lago.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-3635162581979356618</id><published>2011-03-08T14:17:00.000-08:00</published><updated>2011-03-09T02:47:18.549-08:00</updated><title type='text'>XIV Maratona delle Terre Verdiane: Tranquilla e fredda.</title><content type='html'>In una fredda domenica d’inverno nelle terre che furono di Giuseppe Verdi si è corsa la XIV edizione della Maratona delle Terre Verdiane,un evento podistico che da anni è una meta  fissa di tutto il movimento dell’Emilia che corre e non solo. Confermando le previsioni meteo la giornata si  presenta già all’alba con tutta la sua voglia di farci capire in quale stagione dell’anno siamo. Onestamente non mi scoraggio per niente ed insieme all’amico Andrea ci rechiamo nella ridente località termale di Salsomaggiore dove uno stuolo di volontari già dalle prime luci del mattino sta preparando via Matteotti la quale da li a poco vedrà la partenza di un nutrito gruppo di corridori che con il proprio incedere sveglierà la piccola cittadina ducale dal suo torpore. L’approdo su questo versante di pianura padana e l’incontro con tanti amici è il preludio ad una bella anche se gelida giornata di corsa .Al ritiro dei pettorali nel palazzo dei Congressi ci accoglie una simpatica e solerte ragazza che non trova i nostri nomi nelle iscrizioni,le spiego che ne siamo stati omaggiati da parte dell’organizzazione, così ricontrollando dopo neanche qualche minuto e quasi scusandosi ci da le buste con dentro tutto quello che serve per correre. Il freddo così come le persone che arrivano va aumentando,il centro maratona diventa una babele di dialetti ed il tempo che pare scorra lento, quasi sembra volerci preservare dalle avverse condizioni climatiche ma purtroppo è solo una pia illusione,le lancette dell’orologio vanno avanti inesorabilmente ed ormai mancano quindici minuti alla partenza. Andiamo a consegnare le borse ai vari camion e ci portiamo sotto il gonfiabile. Qui un gruppo di persone molto più compatto del solito quasi come a voler fare fronte comune contro il nemico generale inverno attende con ansia lo start .Pronti,via. Il torpedone multicolore inizia a prendere movimento prima lentamente e poi sempre più veloce lungo il violone del centro parmigiano. I primi dieci chilometri di leggera discesa illudono i meno esperti che aiutati dal declivio della strada credono in un miracolo cronometrico tranne poi esserne traditi quando il percorso diventa più regolare. Tante sono le voci :”Stamattina sono in forma…”,:”Sento le gambe che vanno da sole…”,:”Mi sembra di volare,faccio il personale…”,li ascolto e dentro di me quando mi passano sorrido pensando che stanno commettendo un piccolo errore di calcolo ma nello stesso tempo sono felice per loro perché stanno vivendo appieno il loro sogno così come lo hanno immaginato nella speranza però che non restino delusi lungo il tragitto. Una pioggia mista neve mi fa compagnia il mio passo da 4’27”/30”al km mi preserva da strane sorprese,un ritmo da allenamento lento, come è tale per me questa corsa, può andar bene. Dopo una decina di chilometri giungiamo al Fidenza Village dove non tantissime persone,purtroppo, guardano al nostro passaggio. Mi fermo a tutti i ristori com’è mia abitudine e dopo un po’ raggiungo uno dei miti dell’ultramaratona italiana,Livio Tretto,un atleta che tanto ha dato in termini di chilometri all’intero circus podistico italiano. Facciamo un po’ l’elastico nel senso che essendo io un po’ più veloce lo stacco ma poi complice la temperatura bassa e il mio ritmo vacanziero mi fermo qualche volta in più per qualche “sosta tecnica”così  mi raggiunge e mi prende in giro. I chilometri passano via come i rintocchi delle campane che si odono lungo il nostro passaggio nei vari borghi che si alternano. Sulla strada,in compagnia della sua fidata macchina fotografica, uno stoico e immarcescibile Stefano Morselli immortala la nostra corsa regalando ai posteri le nostre facce vinte chi più chi meno dalle podistiche fatiche. I vari traguardi intermedi si susseguono,il passaggio dal castello di Fontanellato,poi il centro di Soragna,di seguito la casa del sommo Verdi sono il bel ricordo dell’Italia che fu ed è  tutto molto caratteristico e particolare. Adesso c’è solo l’arrivo a Busseto,il percorso,che l’anno scorso fu triste e povero per la scarsità di corridori,quest’anno complice la brillante l’idea di far partire la 30km dal Fidenza Village,è molto più vivo. Sfruttare l’enorme spazio dell’outlet,utilizzare questa corsa fondendola con la  maratona regalando a tutti un unico arrivo,in quel di Busseto  è  stata una scelta azzeccata ed intelligente vista anche l’ampiezza della sede stradale che non comprometteva ne l’incolumità ne il risultato di alcuno. Lungo la via melodie Verdiane accompagnano i nostri passi sull’asfalto,mi sembra di essere a teatro tanta è la suggestione. Inizio a sentire freddo alle mani e così decido di finire in progressione. Mancano dieci chilometri,mi metto alla media di 4’00”al km,le gambe girano meravigliosamente,mi sento molto bene e nessun problema mi affligge. All’arrivo nella piazza centrale di Busseto con Verdi che mi guarda le spalle ,la voce dello speaker Roberto Brighenti rimbomba nell’aria in modo fragoroso ed incoraggia tutti gli atleti come solo lui sa fare, chiudo tranquillamente il mio allenamento un po’ sopra le tre ore e sei minuti. Riprendo il borsone in modo molto rapido,mangio velocemente un piatto di pasta e mi metto alla ricerca dell’organizzatore Giancarlo Chittolini,lo ringrazio per avermi dato la possibilità di correre gratis e poi felicemente torno verso Reggio Emilia,dove mi aspetta una domenica pomeriggio di lavoro. Per concludere faccio i miei complimenti al C.O. perché non è facile gestire tante manifestazioni all’interno di un’unica kermesse e se lo ha fatto significa che è  proprio bravo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-3635162581979356618?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/3635162581979356618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/03/xiv-maratona-delle-terre-verdiane.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/3635162581979356618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/3635162581979356618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/03/xiv-maratona-delle-terre-verdiane.html' title='XIV Maratona delle Terre Verdiane: Tranquilla e fredda.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-7091636564451048484</id><published>2011-02-24T23:18:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T23:19:34.727-08:00</updated><title type='text'>10^ Verona Marathon: Un passo indietro,purtroppo.</title><content type='html'>Verona è una città elegante,bella ed avvolta da un’atmosfera magica; merita per questo una grande maratona. Nell’ultimo decennio a costo di tanti ed enormi sacrifici, che l’hanno premiata con un numero sempre maggiore d’iscritti, è diventata una delle manifestazioni podistiche più partecipate dell’italica penisola. E’ stata capace di ritagliarsi uno spazio tutto suo riuscendo a ridurre di un bel pò la distanza che la divideva dalla storica Padova e dall’emergente Treviso, se poi consideriamo che nella regione Veneto è presente anche Venezia allora si possono ben capire i miracoli che sono stati fatti. In questi anni di crisi,mentre le altre rallentavano e segnavano un pò il passo,Verona,prepotentemente ma con la grazia che le appartiene è sbocciata in tutto il suo splendore. Tutto ciò non vuol dire che la decima maratona di Verona da poco andata in archivio sia stata scevra da imperfezioni,anzi. Quest’anno erano due le differenze sostanziali rispetto alla passata edizione. Il cambio di percorso e la partenza differita tra le due gare principali della kermesse. Sulla carta e nell’intento degli organizzatori dovevano essere due migliorie apportate,alla luce dei fatti si è potuto constatare,almeno nel secondo caso, che la  realtà è stata ben altra. Il cambio di percorso non mi ha entusiasmato tantissimo ma essendo questa una valutazione prettamente personale la si può condividere oppure no ed è comunque sempre opinabile. A molti atleti ciò è piaciuto,quindi posso anche dire che questa metamorfosi sia stata positiva. Il particolare che però ha scontentato tutti e per questo reputo “negativissimo” è stato far confluire su di un unico percorso le manifestazioni verso il trentesimo chilometro della maratona dopo una partenza sfasata E’ stato il caos totale. Non credo che questa decisione sia stata presa con leggerezza ma non mi spiego il perché non siano stati più attenti a valutarne le conseguenze e credetemi non parlo così perché sono stato rallentato nel mio incedere,questo è un particolare che non m’appartiene. Adesso attirerò gli strali di qualcuno, finire una maratona in 2h59’59” o finirla in 3h 00’ 01” non è importante,quello che m’interessa è l’incolumità e la tranquillità di tutti. Top runners,buoni maratoneti,tapascioni, camminatori ed atleti diversamente abili ( non in ordine d’importanza ma solo di velocità),tutti devono avere la possibilità ed il diritto di correre in sicurezza e con i propri tempi,ognuno vivendo la manifestazione come vuole e cullando il proprio sogno. Questo sogno però non si deve  trasformare in incubo. E’ stato come far correre all’autodromo di Monza ,nell’ambito della stessa gara,bolidi di formula 1,macchine sportive e utilitarie facendogli fare il pit stop non ai box ma in pista. ASSURDO. Spero che per l’anno prossimo riescano a trovare una soluzione migliore,oppure facciano un passo indietro ed adottino la quella della passata edizione,secondo me la migliore, vista la particolarità del percorso nella parte finale. La mia gara e’ iniziata sabato,quando un regolamento assurdo mi ha obbligato a ritirare il giorno prima il pettorale, altrimenti se lo avessi voluto a casa oltre ai cinquanta euro dell’iscrizione ne chiedevano altri venti  per il corriere (mi sono iscritto l’ultimo giorno utile)…ASSURDO. Non si può prevedere per chi arriva da fuori regione il ritiro la domenica mattina? Oppure chi viene a Verona deve rimanervi per forza due giorni??? Da poco si son spente le luci della notte e col nascere dell’alba arrivo  nella città scaligera,piazza Bra già pullula d’atleti e brulica di visitatori. Il rumore del calpestio della strada da parte di tante scarpette è melodia per noi amanti della corsa. Il palazzo della Gran Guardia,sede dell’expò, respira d’intensa passione e vive pienamente della corsa. Tantissimi amici sono li al caldo ad aspettare lo start. Verso le otto e cinquanta mi reco alla partenza dove le “gabbie” sono ben divise e tutto funziona bene. Ore nove…Pronti via. Un cielo grigio ci guarda minaccioso dall’alto ma la temperatura è ottima per correre. Complice la scelta felice di partire da corso Porta Nuova tutto si svolge molto tranquillamente, senza spintoni e calci. Fin dai primi metri mi trovo a correre col mio amico Corrado,decidiamo di fare un po’ di chilometri insieme finchè le forze non ci separeranno. Un vero piacere,riusciamo a goderci la corsa chiacchierando tranquillamente,capaci  perfino d’emozionarci quando parliamo di certi ricordi e di alcune sensazioni. Ci fermiamo a tutti i ristori poi ad un certo punto mi dice di andare perché è giusto che sia così. Lo lascio a malincuore “combattere la sua battaglia”. Intanto la strada mi porta verso la periferia,gli incroci sempre presidiati dai militari e dai volontari ed una domenica ecologica sigillano il percorso.in modo perfetto. Qualche spettatore applaude,molti  invece restano indifferenti. Arrivo su una parte del percorso dove incrocio atleti che sono più avanti,molti di loro soffrono e sono in difficoltà, un venticello freddo contrario gli fa compagnia. Arrivo alla mezza maratona e vedo che ho un tempo di 1h32’06”, ridendo con me stesso mi dico:”Ma si,Cirinho vatti a prendere queste tre ore in maratona tranquillamente” Abbasso il mio tempo di circa diciotto,venti secondi al chilometro ed inizio la rimonta. Costeggio l’Adige contenuto da enormi muraglioni che gli fanno la guardia dall’alluvione del 1882 e che preservano la città da altre piene,la temperatura un pò più bassa rispetto alla partenza punge un pò. In modo sciolto e nel totale controllo del mio passo dopo qualche chilometro raggiungo Diego,uno dei “palloncini”delle tre ore,gli chiedo se fosse in orario o se avesse qualche problema dato che gli altri due pacers erano molto più avanti. Guardando il mio cronometro mi accorgo però che è in perfetto orario e lui,con un sorriso amaro, mi da la conferma di ciò. Ci mettiamo a scambiare delle battute e comunque continua ad essere preciso con la sua tabella di marcia mentre gli altri due stanno portando allo sbaraglio,annientandoli, un bel numero di atleti,peccato. Diego si dispiace e perchè stanno vanificando  il suo ottimo lavoro e per la sorte di quei temerari che seguendo la chimera di essere in vantaggio sul tempo scordano che poi la possano pagare cara. Ci divertiamo molto ed io mi riposo un po’. Incrociamo sua moglie ed i suoi figli che ci scattano delle foto, mi sembra di partecipare veramente ad una festa. Ormai siamo in città e l’allegria svanisce come in un incubo…tantissimi podisti occupano la sede stradale con un passo molto più lento del nostro,vola anche qualche parola di troppo purtroppo è tutto uno zig zagare,un urtarsi ed un mandarsi a quel paese. La tensione in alcuni casi è palpabile. Diego mi dice di andare perché ho un passo più veloce della media che dovrebbe avere,lo saluto e vado per la mia strada in questi ultimi chilometri che mi separano dal traguardo. Molti turisti guardano incuriositi il nostro passaggio,qualcuno batte le mani,altri c’incitano e tanti mostrano non curanza. Se non fosse per il nervosismo di alcuni atleti ci potremmo veramente godere il passaggio in questo salotto bello dell’Italia che è la città che fu governata dalla famiglia Scala per più di un secolo e che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità. Da lontano l’Arena rapisce il mio sguardo,dopo un attimo vedo il mio amico Andrea,gli urlo qualcosa, mi passa il bandierone dell’Inter,un tappeto verde mi accoglie all’interno dell’anfiteatro romano situato in pieno centro,uscito dal quale, a duecento metri, ecco il traguardo. In 2 ore 58’ metto fine al mio buon allenamento,aspetto Diego e lo abbraccio. Ha portato a compimento il suo compito in modo egregio e gli vanno i miei complimenti. Ci scattiamo altre foto e prendiamo il sacchetto del ristoro finale,un po’ scarsino a dir la verità,l’anno scorso il rifocillamento di fine gara fu  a dir poco pantagruelico. Ritiro il borsone in modo veloce ed ordinato e vado al  pasta party all’interno del palazzo dove ha sede l’expò,questa si una miglioria rispetto alla scorsa edizione,quando si mangiò all’aperto. Per concludere dico che bisogna rivedere la trovata geniale della doppia partenza con ingorgo finale,migliorare il ristoro di fine gara e poi dar la possibilità di ritirare il pettorale la domenica mattina. Dai Verona ce la puoi fare perché meriti una grande maratona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-7091636564451048484?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/7091636564451048484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/02/10-verona-marathon-un-passo.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7091636564451048484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7091636564451048484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/02/10-verona-marathon-un-passo.html' title='10^ Verona Marathon: Un passo indietro,purtroppo.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-1003109725275473231</id><published>2011-02-18T15:10:00.000-08:00</published><updated>2011-03-08T14:26:27.730-08:00</updated><title type='text'>2^ 50 km sulla sabbia di San Benedetto del Tronto.</title><content type='html'>Bravo Francè e grazie ancora di tutto!!! Francesco Capecci è un atleta facilmente riconoscibile dal suo copricapo particolare, dal baffo e dall’andatura un po’ caracollante ma sempre fiera ;lo incontri tutte le domeniche in qualche maratona in giro per l’Italia.  La sua simpatia,i suoi modi gentili e la particolare parlata picena lo rendono  uno dei personaggi più originali del panorama podistico nostrano. Questo signore riesce ad organizzare un evento podistico che attira  tanti atleti e camminatori da svariate parti d’Italia;lo fa con passione,dedizione e cura avendo a disposizione  un budget non proprio ricco anzi, direi proprio ridotto all’osso. Non avendo l’aiuto di grandissimi sponsors e la collaborazione di un’organizzazione mastodontica, lavora alacremente tutto l’anno affinchè la sua “creatura” possa  vedere la luce ogni anno, verso la metà di febbraio, sulla Riviera delle Palme. Sto parlando della manifestazione che ha in se due anime : la maratona e la 50km sulla sabbia di San Benedetto del Tronto. L’avevo scoperta per caso l’anno scorso e vi avevo preso parte più per curiosità che per altro; quest’anno,invece, son tornato di proposito e volentieri perché in questo arco temporale ne ho fatto mio lo spirito ed ho avuto modo di conoscere meglio Francesco. Sapevo di non sbagliare e così è stato. Leggendo qua e la su qualche blogs è spuntato pure qualche giudizio negativo sulla manifestazione, opinioni rispettabilissime ma che non condivido assolutamente se non forse per l’assenza dei bagni chimici lungo il percorso ma Francesco, da persona seria ed intelligente,saprà fare sua questa critica e trasformarla in suggerimento prezioso migliorando così la qualità dell’evento. Quando leggo :”Ho pagato trenta euro e poi non c’erano le docce,il ristoro a fine gara era scarso,il ritiro dei pettorali era in un posto stretto,ho dovuto pagare sette euro per il pasta party…sicuramente una manifestazione da non fare più”,resto dispiaciuto perché secondo me queste persone pur rispettandone,ripeto, l’opinione hanno girato poco. Allora, è meglio pagare quaranta ,cinquanta euro e poi arrivare al traguardo sentendosi dire ,dopo un acquazzone allucinante,:”Vai avanti,vai avanti,muoviti che arrivano gli altri…” . Avere il deposito borse lontano due chilometri e poi magari trovare il bagaglio semiaperto o rotto perchè buttato li alla rinfusa e per concludere trovare solo pochi biscotti come ristoro finale!!! NO,MI SPIACE,NON CI STO!!! IO VOGLIO oltrepassare la finish line e trovare  Francesco, l’organizzatore,che m’abbraccia ed è più felice di me. VOGLIO trovare il borsone integro dove l’ho lasciato. VOGLIO  arrivare al sabato a ritirare il pettorale e trovare il Capecci che m’accoglie ringraziandomi,con le lacrime agli occhi, solo per il fatto di essere li, felice d’avermi a casa sua dopo che m’aveva iscritto senza fax ,senza alcun bonifico e dandogli la conferma solo il giorno prima della mia presenza. VOGLIO andare a ritirare il premio del decimo arrivato della 50km e sentirmi dire:”Ciro,questa è una taglia L,troppo grande per te,aspetta un attimo che provvedo subito a cambiarti il premio. VOGLIO trovare nel pacco gara una maglietta tecnica ed uno scalda collo che all’occorrenza diventa anche copricapo (un grazie va anche allo sponsor tecnico Joker).VOGLIO pagare sette euro per il pasta party e stare in compagnia di un’allegra brigada che si diverte come se fosse  una famiglia invece di avere un misero piatto di pasta, magari scotta, come purtroppo accade spesso. Se poi alla fine non c’è la doccia, “chissenefrega” ,attraverso la strada vado in albergo e la faccio li,dove ho pagato trentacinque euro per una camera singola e non cinquanta,sessanta o settanta come è accaduto in altre città e dove non ho neanche avuto questa possibilità nonostante fossero convenzionati. Questi sono i motivi per i quali,impegni lavorativi permettendo,tornerò sempre a San Benedetto del Tronto. Come faccio sempre sono arrivato sabato pomeriggio nella ridente località balneare marchigiana però dal mattino ho dentro di me una strana sensazione,come se mi mancasse qualcosa o qualcuno,non lo so,non me lo so spiegare. Strano non mi succede mai,mi dicevo… E’ il primo pomeriggio,m’incammino verso l’albergo dove riposerò un po’;dopo qualche ora ed una passeggiata a piedi nudi sulla spiaggia vado a ritirare il pettorale,quattro chiacchiere col responsabile dello sponsor tecnico e poi una camminata in centro,un modo come un altro per far trascorrere il tempo e visitare la città. Al mio ritorno ormai le luci del giorno stanno sfumando nelle tonalità più calde del tramonto che a loro volta mutano dopo un po’ in quelle più fredde della sera, da li a poco solo una volta di un colore blu scurissimo avvolgerà tutti noi ed allora sarà notte. Incontro l’amico Filippo ed insieme ci rechiamo al ristorante per il pasta party  dove ad attenderci c’è una miriade d’amici che,come sempre,è un piacere rivedere. Ci siamo quasi tutti e c’è aria di festa. Qualcosa però sempre mi manca,quella strana sensazione del mattino è sempre lì,la sua presenza sarà mia compagna indesiderata per l’intera serata ma cerco di non darle importanza. In giro c’è Denise che saluta tutti e, con la sua macchina fotografica,come un’ape di fiore in fiore salta, da un tavolo all’altro ci punzecchia con i suoi scatti. Con piacere rivedo anche Maurizio Crispi che era tanto tempo che non incontravo e col quale mi metto a parlare dei miei progetti per l’anno che si è spalancato davanti a noi. Sono le venti e l’allegra brigada si sposta dall’altra parte per la cena;la festa ha  inizio. Ho modo di conoscere nuove persone,ognuno a modo suo attore protagonista del film della sua passione sportiva e con tante storie diverse da raccontare. Tutti però con la stessa gioia da condividere…LA CORSA. Nonostante l’aria di festa,dopo cena, torno subito in albergo sperando che dopo una bella dormita avrei smesso quel velo di tristezza che m’ammantava. E’ domenica mattina,è presto ed il cielo plumbeo ci guarda dall’alto minaccioso quanto mai,in strada già tanti atleti colorano la città ancora un po’ sonnecchiante. Mi reco alla partenza della gara,manca ancora mezz’ora e allora vado a sedermi in riva al mare,l’aria è serena e prelude ad una bella giornata. Pieno d’energia e carico ritorno in gruppo dove c’è ancora tempo per parlare e scherzare un po’ con gli amici come al solito. Mancano cinque minuti,ci portiamo sotto il gonfiabile dello start, la musica dagli altoparlanti esce alta ,attraversa i nostri timpani e si perde nell’atmosfera. Ormai ci siamo…VIA !!! Il serpentone inizia a muoversi, sull’arenile prende vita la corsa. La sabbia più soffice e meno compatta rispetto all’anno scorso,quando l’intero litorale fu vittima di mareggiate e cattivo tempo,sembra come rapire i nostri passi . Si notano fin dai primi chilometri i diversi tipi di atleti che popolano la gara : c’è chi è li per fare la corsa e lottare per la vittoria ponendosi subito alla testa del gruppone ; c’è chi provvisto di camel back  sta provando l’assetto per la cento chilometri del Sahara che si terrà tra poco; c’è chi come me è li per effettuare un buon allenamento e c’è infine  chi è presente per fare una semplice e salutare passeggiata. Una delle cose belle di questa corsa è che essendo un circuito da ripetersi più volte hai la possibilità d’incrociarti con gli altri atleti,all’inizio tutti felici e sorridenti poi man mano che passano i chilometri quella felicità degrada fino ad assumere connotati di fatica con contorni sempre più marcati di sofferenza pura. Le mie gambe vanno benissimo,giro con tempi costanti ed il mio incedere è tranquillo,mi diverto a giocare col mare,lo sfido,lo irrido. Lui cerca di bagnarmi ed io lo schivo allora per vendicarsi di questo mio affronto,come un bimbo capriccioso che vuole sempre averla vinta, cancella le tracce del mio passaggio rendendo invisibile la mia presenza. Si va avanti, batto il cinque con tanti amici,alcuni sono in netta difficoltà e li incito,altri mi guardano con aria stravolta facendomi solo un cenno col capo. tanti mi ringraziano…tutti però stringono i denti e vanno avanti indomiti.  Sono talmente contento di come stia andando la mia corsa che proprio mi sembra di vivere in un’altra dimensione,catapultato  li quasi per caso e solo per dar man forte a tutti. Verso la metà o poco più del tragitto doppio l’amica Angela,nel passarla mi urla:”Mi hai fatto piangere quando ho letto il tuo articolo sulla maratona di Napoliiiii”,resto un attimo stupefatto,piacevolmente colpito,mi volto,la guardo e cambio la direzione della mia corsa .La raggiungo,l’abbraccio,la ringrazio del bel complimento che mi ha fatto e le chiedo di fare qualche chilometro insieme. Lei da grande atleta qual è mi urla,quasi rimbrottandomi, d’andare,consapevole della differenza di passo che c’è tra noi. Mi allontano riprendendo il mio ritmo però devo essere sincero quell’attestato di stima mi ha colto piacevolmente di sorpresa. Stavolta sono stato io ad essere emozionato. Vado avanti leggero ed in beata solitudine,la mente viaggia libera ed i pensieri fondendosi con la risacca del mare si perdono all’orizzonte e sempre più lontani da me,un leggero venticello freddo che spira da sud m’accarezza,m’inebria e risveglia i sensi. I miei occhi ad un certo punto vengono rapiti dall’immagine due uccellini  che sono li per i fatti loro sulla spiaggia. Uno mi vede arrivare e si sposta un po’,l’altro mi viene incontro e mi segue  come se volesse dirmi qualcosa,noto qualcosa di particolare sulla testa di quel simpatico pennuto,è una leggerissima imperfezione che lo rende però molto originale. All’improvviso però vola via e se ne va in compagnia dell’altro portandosi via quella sensazione di solitudine che avvertivo e che mi opprimeva. Ormai manca un giro e mezzo alla fine, dal traguardo ormai disto dodici chilometri, ho ancora da correre meno di un’ora…bene. Mancano cinquecento metri,il  gonfiabile e’ ben visibile,tiro fuori il mio bandierone dell’Inter e sventolandolo lo oltrepasso mettendo la parola fine alla mia corsa. Una gentile signora mi consegna la medaglia e poi il solito show ad uso e consumo dei fotografi e per il mio divertimento. Ecco che ancora una volta rivedo quei due uccellini e la scena di prima si ripete come se fossi andato indietro col nastro pigiando il tasto del rewind. Il volatile col neo mi viene incontro e mi segue fino a dove ho lasciato il borsone poi, come se volesse salutarmi resta immobile,mi guarda e dopo qualche attimo prende a volteggiare nel cielo e vola  verso chissà quali lidi e quali avventure. Quell’istantanea mi resterà nitida  nella mente ed il verso di quel simpatico animaletto,come le parole dolci che solo una mamma o una donna innamorata sanno proferire, riecheggerà come una soave melodia nelle mie orecchie fino al ritorno a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-1003109725275473231?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/1003109725275473231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/02/2-50-km-sulla-sabbia-di-san-benedetto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1003109725275473231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1003109725275473231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/02/2-50-km-sulla-sabbia-di-san-benedetto.html' title='2^ 50 km sulla sabbia di San Benedetto del Tronto.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-1593775687075359885</id><published>2011-02-04T12:46:00.000-08:00</published><updated>2011-02-05T21:30:05.927-08:00</updated><title type='text'>XIII Neapolis New Marathon: Ricordi ed emozioni nella mia città.</title><content type='html'>Non ci sono riuscito !!! Volevo correre la maratona di Napoli senza farmi prendere da nessuna emozione particolare ma poi ricordi e stati d’animo son venuti a galla fondendosi,creando un vortice incontrollato di sensazioni e forse scrivere di questa gara è solo il pretesto per ringraziare la mia città,la mia gente e sicuramente il mio passato. Tempo fa vedendo che la principale manifestazione podistica del capoluogo campano aveva cambiato la data di svolgimento,andandosi a collocare nell’ultima domenica del mese di gennaio e quindi rientrante nelle mie date d’allenamento,mi son detto:”Hai corso le principali maratone d’Italia,hai fatto qualche apparizione all’estero e allora perchè non vai anche a Napoli che è la tua terra?” Detto fatto. Cercando proprio di non farmi"attraversare" da strane sensazioni ho fatto quello che faccio sempre e cioè: viaggio in treno ed arrivo nella città della gara al sabato mattina,l’unica differenza è stata che invece d’andare in albergo sono andato a casa mia. Una leggera corsetta,la doccia ed il pranzo, poi a Piazza del Plebiscito al centro maratona per il ritiro del pettorale. Come sempre accade  ho incontrato un po’ d’amici, quattro chiacchiere,due risate e via, il pomeriggio trascorre piacevolmente e sfuma negli echi dei dialetti che si rincorrono leggiadri all’interno della tensostruttura formando quasi una soave melodia che aleggiando nell’ambiente abbraccia tutti gli atleti.Una cosa devo dire subito,la gentilezza e la disponibilità degli organizzatori è stata fantastica,sono stato loro ospite (ho avuto il pettorale gratis),mi hanno fatto sentire ancora di più a casa di quanto non lo fossi già. Ero andato a Napoli,la mia città,con un po’ di diffidenza o forse col timore che non fosse una maratona all’altezza delle altre.:”Ma dove vai a Napoli? Non c’è neanche l’acqua ai ristori,c’è gente in macchina che invade le corsie, persone che vi prendono in giro e poi l’immondizia…Resta a casa che è meglio…” .Erano queste le cose più carine che mi son sentito dire alla vigilia della partenza per la città che fu la capitale del Regno delle due Sicilie. In cuor mio speravo che non fosse così e sapevo che non poteva essere così nonostante tutti i problemi che avvolgono e affliggono la vecchia Partenope e che chi parlava in questi termini lo faceva solo perché “drogato” da un’informazione deformata che fa leva sull’ignoranza di certe persone e che viene sfruttata a fini propagandistici. La mattina dopo posso solo dire GRAZIE NAPOLI !!! Per me la giornata di domenica inizia molto presto,voglio recarmi all’ex Foro Regio ,teatro della partenza quando non c’è nessuno,VOGLIO GODERMI LA MIA CITTA’ DA SOLO. Quella piazza che anni fa non era altro che un parcheggio confuso di macchine e che poi dopo moltissimo tempo è stata restituita all’urbe,ai suoi abitanti  ed anche ai suoi turisti facendola diventare uno dei salotti cittadini,tra poco si animera’ e diventerà il cuore pulsante della kermesse partenopea. E’ l'alba quasi, le statue degli ex Re che dal 1888 per volere di Umberto I occupano i loculi fuori al Palazzo Reale vigilano sulla piazza, sembrano aspettare gli atleti e vegliare sull’intero”carrozzone”della maratona. Non c’è ancora nessuno,piove a dirotto, l’atmosfera è surreale  ma è troppo bella. Mi giro verso il mare scendo via Console e mi porto sul lungomare. E’ buio ancora e diluvia. Sento i battiti del mio cuore che aumentano sensibilmente e credetemi non per la tensione della corsa ma perché sono lì in quel posto ed  in quel momento. Sento un dolce vento soffiare,una brezza dal mare sale ed accarezza il mio viso,in quel momento ,come per incanto,vivendo un sogno,ritorno indietro negli anni rivedendo quel ragazzino che ero che correva felice su queste strade,figlio purtroppo di una Napoli che forse non esiste più in certi suoi valori. :”Napoli sarei rimasto li a guardarti all'infinito,avrei voluto fermare quell’istante e godere ancora una volta di Te”. La gara parte presto, la vista sul golfo è fantastica,la città si sta svegliando, sento nell’aria,forse sarà solo suggestione, l’odore del caffè e del ragù che dalle case  dei napoletani si espande regalandomi il sapore delle domeniche mattina di tanti anni fa. Su quella linea di partenza dove pur nella diversità di colori delle canottiere, dei luoghi d’origine,dei ceti sociali,siamo tutti uguali,uniti dalla voglia di divertirci e di correre. Uniti anche nel  raccontare diversamente la storia della corsa stessa perché come è giusto che sia ognuno la scrive vedendola e filtrandola attraverso la propria esperienza,miscelandola col suo passato. Ormai ci siamo…Tutto pronto,le foto,la tv che riprende l’evento, la banda militare che suona…ore 08.00:VIA !!! Si parte e ci si dirige sul lungomare,mi raggiunge Roberto,amico e compagno in tante maratone,mi fa capire di voler correre insieme a me se teniamo un ritmo intorno ai 4’30”al km,gli faccio segno che per me non ci sono problemi. Sarà così per tutta la gara,fino a cinquecento  metri dal traguardo,quando gli chiederò di arrivare  da solo per gustarmi quell’attimo sul traguardo della maratona della mia città che non voglio dividere con nessuno perchè egoisticamente dovrà essere solo il mio. Si costeggia il mare,si giunge a piazza Sannazzaro e si attraversa il tunnel Laziale,usciti dal quale si va dritti verso la mostra d’Oltremare che a dir la verità non ricordavo così suggestiva,sarà forse perché vi mancavo da oltre vent’anni. I chilometri passano e mi accorgo che qualche cartello che li segna manca,poco male,anche se è una pecca ,i chilometri sono segnati a terra. Il tempo trascorre tranquillamente ed io son tutto preso dai miei ricordi nonostante la pioggia che ci accompagna che ha per me il pregio di nascondere qualche lacrima di commozione quando attraverso certi posti particolari che hanno segnato la mia vita. Siamo un bel gruppo di atleti,si chiacchiera e ci si scambia battute serenamente poi però io e Roby aumentiamo un po’,gli altri  calano e quindi inesorabilmente ci dividiamo. Ai ristori,forniti come da regolamento, gente simpatica e sempre pronta alla battuta ci fa compagnia piacevolmente,qui però un altro piccolo difetto e cioè che mancano i cestini per buttare dentro le bottigliette d’acqua vuote,questa mancanza può essere stata l'alibi per tanti atleti che hanno inquinato la strada con un mare di plastica che faceva orrore. Un consiglio agli organizzatori,provvedete per il prossimo anno,perché noi siamo già maleducati di nostro poi se ci fornite anche la scusa ,è la fine!!! Ripercorriamo ancora il tunnel però nell’altro senso di marcia e c’immettiamo di nuovo sul lungomare,si fa rotta verso gli chalet e poi si ritorna verso il punto di partenza dove solerti giudici ci indicano  dove transitare.Tagliamo piazza Trieste e Trento dove ha sede uno dei caffe più “in” ed antichi della città,costeggiamo la galleria Umberto I ed il teatro San Carlo col suo stile neoclassico per sbucare a piazza Municipio,dove l’imponente e maestoso Maschio Angioino, castello che da secoli fa la guardia alla città e che ha avuto tra i suoi ospiti oltre ai tanti Re anche i vari Boccaccio,Giotto e Petrarca,sembra assistere pacioso e tranquillo al nostro passaggio.Ci dirigiamo a questo punto verso piazza della Ferrovia trovando anche un po’ di scomodi lavori in corso. Incontro un mio carissimo amico,complice di tanti chilometri corsi proprio su queste strade, mi sta aspettando sotto una pioggia battente,è emozionato,non lo vedo da tempo,mi fermo ,lo abbraccio e riparto molto più contento di prima. Si ritorna, passando da via Medina, verso l’ex Largo di Palazzo dov’è ubicata la basilica di S.Francesco di Paola che posta al centro di un colonnato e per la sua forma circolare tanto somiglia al Pantheon di Roma; rifaremo questo giro altre due volte. Un percorso tecnicamente non facile,fatto di continui saliscendi e cambi di pavimentazione stradale: asfalto,sanpietrini e basoli si alternano e sono resi scivolosi dall’acqua che viene giù,facendo diventare tutto più difficile e pericoloso. Non mi sono mai annoiato lungo il circuito anche se è stato più volte ripetuto,anzi ad ogni giro vivevo un’emozione diversa perché Napoli è un caleidoscopio di colori,una fucina di sensazioni. Quando transitavo per via Caracciolo con lo sfondo di Castel Dell’Ovo oppure di Mergellina dall’altra parte,l’odore del mare mi calmava  dalla rabbia che provavo per chi in questi anni ha sfruttato questa città che ha fatto da mamma a tanti figli alcuni dei quali anche ingrati che appena cresciuti un po’,l’hanno abbandonata al suo destino. Nel passaggio accanto alla villa comunale sentivo ancora le voci dei bimbi e dei loro genitori che venivano fuori da un passato ormai troppo lontano ma sempre vivo nei ricordi del cuore.Intanto i passi si susseguono ma io non me ne accorgo,lungo il percorso parecchi atleti mi riconoscono e mi salutano,io ricambio con simpatia e avanti così… Donato,Francesco,Daniela,Angela,Michele poi un urlo d’incitamento alla Monica Carlin che stava andando a vincere l’ennesima maratona ed intanto Dio pluvio si scatenava. Sono arrivato intanto agli ultimi cinquecento metri,stacco il mio amico Roberto come d’accordo e raggiungo la Monica Casiraghi,un rapido saluto ed un arrivederci a Seregno per la cento chilometri e mi avvio da solo verso l’ultima salita,quella di via Console.Il traguardo della XIII Neapolis Marathon giganteggia. Entro nella piazza,le due enormi statue equestri che raffigurano Carlo III di Borbone  e Ferdinando I,sembrano fare il tifo per me;guardo i miei  genitori che m'aspettano lì con mia mamma che vedendomi per la prima volta all’arrivo di una corsa si emoziona,qualche lacrima le solca un viso ormai con qualche ruga di troppo. Il tempo si ferma, quell’attimo dura un’eternità ,sono in un’altra realtà,vedo quello  che ho sempre voluto vedere e quello che ho sempre fantasticato potesse avverarsi : ci sono tutti ad  attendermi Totò,i De Filippo,Caruso,Di Giacomo,Massimo Troisi,mi guardano ,mi applaudono siamo tutti fratelli,tutti figli di questa città che ci ha dato tanto .Taglio il traguardo ed il sogno svanisce,tutto ritorna alla realtà,una splendida ragazza mi mette al collo una bella medaglia,forse però un po’ triste perché raffigura un’Italia sulla quale due atleti corrono ma dove però manca ancora un pezzo per essere completa. Forse è proprio vero che a questa nazione manca qualcosa dopo centocinquant’anni,forse la sua componente principale…gli Italiani,facendo mio quello che disse Massimo D’Azeglio.Il ristoro del dopo corsa può sicuramente essere migliorato mentre ottimo e rapido il servizio di deposito borse. Non ho capito,infine, se ci fossero le docce, cartelli che le indicavano non ce n’erano,ho chiesto ma nessuno mi ha dato risposta e così io non le ho trovate. Alla fine di questa maratona e di questo  viaggio retrospettivo chiedo scusa un po’ a tutti se ho usato con coraggio la corsa come espediente cercando di raccontarvi e di trasmettervi l’amore che nutro verso la mia città.:”Napoli,io posso offrirti solo questo mio scritto in segno di gratitudine,arrivederci all’anno prossimo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-1593775687075359885?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/1593775687075359885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/02/xiii-neapolis-new-marathon-42195km.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1593775687075359885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1593775687075359885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/02/xiii-neapolis-new-marathon-42195km.html' title='XIII Neapolis New Marathon: Ricordi ed emozioni nella mia città.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-8686447965775686331</id><published>2011-01-20T11:19:00.000-08:00</published><updated>2011-01-27T05:45:31.417-08:00</updated><title type='text'>3^ Maratona della Pace sulle sponde del fiume Lamone: Una giornata tra amici...</title><content type='html'>Partendo dall'assioma "Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace",posso affermare senza essere smentito da alcuno che la Maratona della Pace sulle sponde del fiume Lamone è veramente una bella gara.Ci sono delle persone alle quali non puoi dire di no e per il vincolo d'amicizia che ti lega e perchè sai che alle loro gare troverai un bell'ambiente ad aspettarti e tanta gente simpatica.Due di queste sono Enrico Vedilei e Francesco Capecci che con le loro manifestazioni appunto la Maratona della Pace e la 50km sulla sabbia di San Benedetto del Tronto offrono ai tanti podisti e accompagnatori tutto il loro essere "AMICI" dimostrando una disponibilità assoluta facendo in modo che tutti alla fine possano essere contenti e soddisfatti.Domenica scorsa si è corso,nella piccola frazione di Traversara di Bgnacavallo (Ravenna),la 3^ Maratona della Pace sul Lamone un trail su un circuito da ripetere ben cinque volte sull'argine dell'omonimo fiume che bagna questa parte della Romagna.La buona riuscita della corsa,secondo me ancora migliorabile in qualche dettaglio,ha radici che affondano nell'istante in cui l'ultimo atleta della passata edizione tagliò il traguardo, è da quel momento che il buon Enrico e la Sua organizzazione hanno iniziato a lavorare per questa edizione ascoltando e facendo tesoro dei consigli che gli furono dati,prendendo atto che ci furono delle cose che dovevano essere migliorate.Quest'anno non c'è stata la contemporaneità con la maratona classica,il percorso non lo potevi sbagliare perchè era un anello unico e non con giri corti e lunghi a seconda delle distanze della gara,le docce erano vicinissime...insomma quelli che erano stati i problemi dello scorso anno adesso non c'erano più. Un consiglio però mi sento di poterlo dare all'amico Vichingo,:"Perchè non mettere lungo il percorso dei bagni chimici che avrebbero favorito tanti atleti? Lo spazio c'era e si poteva fare secondo me...vale per il prossimo anno.In una giornata invernale con l'umidità che ti penetrava fino alle ossa e con un paesaggio con leggera nebbiolina degno di un quadro,poco più di cento amici ci siamo riuniti in questa landa della Romagna rispondendo all'invito dell'amico Vedilei dando vita ad una bella corsa.C'erano tutti,dagli atleti famosi ai piccoli camminatori,dai nazionali dell'ultramaratona agli amatori,dai finisher di grandi classiche a quelli che per la prima volta correvano una distanza più lunga della maratona (un nome su tutti l'amico Corrado Pasotto, a proposito benvenuto tra i "pazzi");tutti uniti dal vincolo dell'amicizia e della fratellanza...emblematico è stato l'arrivo della gara dove Francesco Caroni e Gianluca Trincheri sono arrivati insieme proprio come a rafforzare quello che ho testè detto.Prima della partenza è stato tutto un susseguirsi di saluti e foto,tutto senza stress ed in allegria.Tra di noi podisti si agitava con la Sua macchina fotografica la simpatica Denise,sempre pronta ad immortalare le nostre gesta e guarda caso sempre nelle pose più strane.I ristori buoni ed abbastanza ben nutriti ci hanno accompagnato per tutta la durata della manifestazione e lungo il percorso solo un gel aperto e qualche bicchiere (pochissimi a dir la verità ma sempre troppi) a terra erano il segno del nostro passaggio,"Dai ragazzi,impegnamoci a non lasciare tracce del nostro passaggio"!!! Alla fine della gara una simpatica medaglia che s'ìilluminava è stato il nostro premio.Dopo la corsa tutt'insieme ad aspettare le premiazioni all'interno dell'associazione sportiva che ci ha ospitato ingannando il tempo d'attesa con un discreto e "casareccio" ristoro.Concludo ringraziando Enrico dell'invito  e ribadendogli la fiducia,gli dico che sono convinto che l'anno prossimo sarà ancora meglio ed io ci sarò !!! La mia gara? Un buon allenamento finito in progressione senza mai essere in difficoltà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-8686447965775686331?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/8686447965775686331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/01/3-maratona-della-pace-sulle-sponde-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/8686447965775686331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/8686447965775686331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/01/3-maratona-della-pace-sulle-sponde-del.html' title='3^ Maratona della Pace sulle sponde del fiume Lamone: Una giornata tra amici...'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-4199300516672348045</id><published>2011-01-11T22:15:00.000-08:00</published><updated>2011-01-12T05:51:12.779-08:00</updated><title type='text'>Maratona sul Brembo...Una conferma e una Vittoria !!!</title><content type='html'>Era da tempo che questa maratona,che si corre nel giorno della Befana e prima 42,195 km dell'anno sul suolo italico,m'attirava. Non so il perché ,forse la locandina accattivante,qualche foto particolare del parco Callioni innevato che immortala alcuni atleti che sfidano il clima oppure incuriosito dal commento di tanti  amici che dicevano scherzando :"La maratona sul Brembo ,quella dove vai a fare il criceto?";sta di fatto che quest'anno complice il giorno di riposo lavorativo e grazie all'ospitalità dell'amico Claudio sono andato anch'io a provare questa sensazione da animaletto in gabbia e posso dire con assoluta certezza che mi sono pure divertito tanto. Appena arrivato in questa piccola frazione del bergamasco dove si trovava il cuore pulsante della manifestazione sono stato colpito da tutto in modo favorevole e nonostante le previsioni meteo "dicessero"neve molti amici podisti e tanti accompagnatori riempivano il parco, tutti molto entusiasti e divertiti. Si vede subito quando le cose son fatte bene e quando c'è stato l'impegno massimo da parte degli organizzatori,nei giardini c’erano nell’arco di cento metri: deposito borse, spogliatoi, docce e ristoro; d'altronde non lo scopro certamente io che quando s’impegnano in qualcosa i Runners di Bergamo lo fanno veramente in modo scrupoloso e bene, come non ricordare il mondiale della 24 ore di qualche tempo fa quando con una cura quasi maniacale di tutto ne hanno fatto uno dei mondiali migliori se non proprio il migliore in assoluto!!! Avevo notato già all'atto dell'iscrizione la loro voglia di farci partecipare all'evento e fare in modo d'averci alla loro corsa; mi spiegarono il percorso nei particolari, parlammo dei servizi e poi ad una mia domanda su come arrivare  col treno sul posto mi dissero:"Non ci sono problemi,tu arriva a Bergamo la mattina che passiamo noi a prenderti in stazione". Certo altre maratone già  offrono questo tipo di servizio però, siccome qui non era esplicitato  sul depliant, diciamo che era una cortesia che mi avrebbero fatto. Prima della partenza,distante circa cinquecento metri dal parco,i soliti riti:riscaldamento,abbracci,saluti e foto...diciamo che l'allegria regnava sovrana e quest'aria di festa insieme ad una temperatura per me ideale per correre mi accompagneranno lungo tutti i 42,195km del percorso. I primi chilometri servono un pò come riscaldamento poi però comunque continuerò ad  un'andatura tranquilla dovendo fare solo un allenamento. Percorriamo i primi 21km toccando varie frazioni di un percorso ben chiuso al traffico e ben assistito: Dalmine, Osio sopra, Osio sotto per poi ritornare al parco di Roncola di Treviglio; da li in poi dieci giri con altrettanti passaggi sul traguardo,anticipati da un gran bel ristoro dove mi  fermerò ben cinque volte scambiando anche delle battute con i volontari e non dimenticando mai di ringraziarli. Ogni attraversamento dello striscione d’arrivo è una scena divertente,un duetto comico con l’amico Fabio,lo speaker della manifestazione,che conoscendo la mia fede calcistica mi punzecchia dando vita così a dei simpatici siparietti … anche questo fa parte del folklore e rende tutto più simpatico e leggero. Unica nota stonata di tutta questa bella giornata di sport e di amicizia sono stati i giudici sul traguardo. Qui spero mi venga in aiuto chi conosce bene il regolamento:”Chi deve tenere il conto dei giri effettuati dagli atleti?”; :” Chi li deve avvertire quando stanno per intraprendere l’ultimo giro?”. Dico ciò perché non avendo tenuto il conteggio di quante volte avessi fatto il periplo del parco mi sono aiutato col Garmin e sul traguardo quando alla fine sono arrivato ed il giudice mi ha detto:”Vai,vai” ,gli ho risposto :”Cosa,vai vai,io mi fermo poi sarà il chip a stabilire la verità”…e così è stato. A questo punto però mi chiedo,chi non aveva il supporto tecnologico,chi era poco lucido oppure chi come me si divertiva e basta,potrebbe anche aver fatto un giro in più,fermo restando che poi il chip avrebbe detto la verità sul tempo finale,però…!!!Forse sbaglierò e magari ripeto qualcuno mi verrà in soccorso ,ma dovrebbero essere i giudici di gara a farsi carico di tutto ciò,anche perché vengono profumatamente pagati per il servizio. Alla fine dopo aver ringraziato alcuni componenti dei Runners di Bergamo (Santo e Rosario) per l’ospitalità,gli ho esposto il problema,ne abbiamo discusso a lungo e mi hanno detto che  sono a conoscenza di ciò ma che poco o niente possono fare. Mi son proprio divertito nel giorno della Befana a questa maratona,nel parco così come lungo il percorso cittadino di 21 km è stato un continuo scambio di battute e d’incoraggiamenti. Mi ricordo che al ristoro del ventesimo chilometro che era posto in discesa ho lasciato basita la signora che mi porgeva il bicchiere…:” Sali ?” Io l’ho guardata con finta aria stupita e le ho risposto :”No signora,io scendo”, facendole notare la pendenza della strada…un attimo di smarrimento e poi una fragorosa  risata. E’ stato un ottimo allenamento corso in tutta tranquillità a 4’32” al km e senza problema alcuno,doveva essere un “lungo lento” e così l’ho interpretato. Il fatto poi di correre gli ultimi  21 km in circuito non mi ha dato in alcun modo fastidio,anzi per me che mi alleno su una strada lunga 5 km che a volte percorro pure dieci volte per un totale di cinquanta chilometri, è stato puro divertimento. Concludendo mi piace ricordare due cose, la prima, tutti gli amici che mi conoscono, personalmente o attraverso facebook oppure tramite i miei articoli che mi hanno incitato e simpaticamente salutato lungo le vie orobiche e che voglio ringraziare. La seconda cosa che voglio ricordare, forse la più bella, quando un amico podista alla fine della gara mi ha detto:”Dopo aver letto il tuo articolo sull’inciviltà di certi podisti,al ristoro sono andato di proposito a cercare il cestino per buttare dentro il bicchiere vuoto”.  VITTORIA !!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-4199300516672348045?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/4199300516672348045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/01/maratona-sul-brembouna-conferma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/4199300516672348045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/4199300516672348045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/01/maratona-sul-brembouna-conferma.html' title='Maratona sul Brembo...Una conferma e una Vittoria !!!'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-5778200213809338482</id><published>2011-01-04T14:46:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T03:33:14.740-08:00</updated><title type='text'>Calderara: Maratona SI , Podisti (alcuni) NO !!!</title><content type='html'>Con la maratona di San Silvestro si è chiuso per me un anno sportivo fantastico. Ho raggiunto i due gli obiettivi (100km di Seregno e Spartathlon) che,col mio allenatore,c’eravamo posti ad inizio stagione e non ho avuto neanche un infortunio rilevante in allenamento.Lungo questo anno in giro per l’Italia e per l’Europa ho potuto rinsaldare vecchie amicizie e farne anche piacevolmente delle nuove,quindi quale migliore occasione come la maratona di Calderara per ritrovarne tante, divertirsi  tutt’insieme e farsi gli auguri? Così è stato,una bella festa,una maratona tranquilla con un percorso bruttino a dir la verità,ma chi viene a Calderara questo lo sa e chi ci ritorna è sicuro di trovare ben altri valori che gli fanno piacere,come la gentilezza ed il massimo impegno da parte di tutti. Certo qualche automobilista indisciplinato nel bel mezzo del percorso l’ho trovato ma certamente non posso dire che i volontari agli incroci non abbiano fatto il loro “dovere”,anzi. A questo punto però smetto di parlare della Maratona e voglio affrontare un discorso che è stato il filo conduttore di tutte le gare alle quali ho partecipato e che ha avuto il suo apice proprio in quel di Calderara di Reno. Voglio parlare dell’INCIVILTA’ di alcuni o tanti podisti che partecipano a queste manifestazioni, io non uso mezzi termini e riscrivo INCIVILTA’ ed aggiungo anche CATTIVA EDUCAZIONE ,perché proprio di tutto ciò si tratta !!! Non posso ammettere che su una strada lunga quattro,cinquecento metri e con diversi raccoglitori per le bottigliette sulla via ci fosse un mare di plastica ad occupare sede stradale che oltretutto metteva anche a repentaglio l’incolumità degli atleti. Amici miei,così non va,non ci siamo proprio. Ho visto con i miei occhi buttare delle bottiglie a terra col bidone a cinque metri e sentendomi poi dire quando li rimbrottavo:”  E allora? I volontari che ci sono a fare ” ? Tanto per rispondere a costoro ,i VOLONTARI,non sono nostri servi che compriamo per trenta euro all’atto dell’iscrizione ma sono delle persone che comunque per passione mettono a NOSTRA disposizione UN SERVIZIO e noi li dobbiamo RISPETTARE !!! Può capitare che una persona stanca,con i riflessi appannati non centri il raccoglitore  e magari non abbia la forza d’abbassarsi a  raccogliere la bottiglia,in questo caso entrano in gioco loro…I VOLONTARI, però non può essere che ce ne siano migliaia a terra. Forse signori miei non avete capito lo spirito della corsa e dello sport in generale. Io l’ho capito da solo e senza che nessuno me lo dicesse quando all’arrivo di una maratona qualche anno fa ,seduto sul marciapiede,uno straniero abbastanza su di peso e sfinito dallo sforzo,mi chiese:” Ti sei divertito “? Un italiano avrebbe detto:”Che tempo hai fatto”? oppure :”Ti sei migliorato”? Capito la differenza,signori miei? A quelle parole di quell’uomo,mi sentii piccolo piccolo,perché fu proprio in quel momento che capii cos’è lo SPIRITO DELLA CORSA . Podisti cari,aprite gli occhi,NOI SIAMO DEGLI AMATORI, non lo dimentichiamo,amatore però non vuol dire che non facciamo le cose seriamente oppure che non c’impegniamo fino in fondo,anzi,ma vuol dire partecipare all’evento e diventarne tutt’uno e aiutarsi quando ci sono delle difficoltà, Insomma non dobbiamo MAI dimenticare il senso civico ed i valori. Io sono il primo  e chi mi conosce lo sa, a criticare quando ci sono alcuni organizzatori che fanno i furbi oppure se ci sono delle cose che non vanno ma sono anche il primo a ringraziarli quando vedo che l’impegno profuso è il massimo. Ringrazio sempre i volontari ai ristori e agli incroci reputandoli  miei collaboratori ,perché tutt’insieme “facciamo” la gara e ci divertiamo. Ci siamo capiti ??? Siamo sempre pronti a criticare ma noi ci guardiamo??? Nei regolamenti delle ecomaratone c’è scritto che se si buttano dei rifiuti lungo il tracciato si è passibili di squalifica…abbiamo bisogno noi “popolo della strada”  che qualcuno imponga tutto ciò quando invece dovrebbe essere normale? Abbiamo bisogno di essere minacciati’ Dai allora…!!!Voglio concludere questa lunga parentesi dicendo che sarei contento se qualcuno leggendo questo scritto,pensasse un po’…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-5778200213809338482?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/5778200213809338482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/01/calderara-maratona-si-podisti-alcuni-no.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5778200213809338482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5778200213809338482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2011/01/calderara-maratona-si-podisti-alcuni-no.html' title='Calderara: Maratona SI , Podisti (alcuni) NO !!!'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-2534431674672858038</id><published>2010-12-14T15:33:00.000-08:00</published><updated>2010-12-14T15:51:15.515-08:00</updated><title type='text'>La "SOLITA" maratona di Reggio Emilia...questa volta con un'emozione in più.</title><content type='html'>Cosa ti può lasciare dentro una gara che hai già corso sei volte? Cosa di nuovo può farti provare ancora una manifestazione della quale conosci perfettamente tutto: Percorso,volontari,&lt;br /&gt;organizzatori e speaker? Queste sono le due domande che mi son posto subito dopo aver corso la Maratona di Reggio Emilia. La risposta non l’ho trovata nelle parole bensì nella contentezza e nella felicità che albergavano in me. Quando parlo della Maratona della Città del tricolore mi piace tener conto dell’intero week-end perché è dal venerdì sera fino alla domenica pomeriggio che l’ATLETA o meglio la PERSONA che ne veste i panni che diventa il protagonista,il cuore pulsante dell’intero “circo” e come tale viene trattato,coccolato e servito. “Reggio Emilia” ha capito da sempre che chi fa girare il volano della manifestazione è il maratoneta comune,l’uomo normale che vuole sentirsi al centro dell’attenzione,attore principale non semplice comparsa o gallina dalle uova d’oro da spennare come purtroppo accade da tante altre parti dove si pensa molto di più ai top runners,all’immagine e al business. Chi viene a Reggio Emilia lo fa per il gusto di correre e consapevole di trascorrere una bella giornata di sport insieme a tanti altri con i quali ha in comune le stessa passione…LA PASSIONE DELLA CORSA. Chi corre nel capoluogo emiliano,quasi sempre ritorna e lo fa volentieri, questo sono i numeri che “lo dicono” confortando e ringraziando il comitato organizzatore. Quest’anno anche il clima ha voluto essere benevolo; un fine settimana all’insegna del bel tempo e non della nebbia,della pioggia e della neve, come già in passato è stato, ha aiutato tutti: Atleti,accompagnatori,organizzatori ed  ha favorito ancora di più la festa e rallegrato gli animi. Sono stato all’expo della maratona sia venerdì sera che sabato pomeriggio,tutto mi è parso ordinato,l’accoglienza fantastica,come al solito, ed il ritiro dei pettorali  veloce. Domenica mattina all’interno del palazzetto dello sport, che da qualche anno ospita tutti i servizi,si vedeva l’arrivo ancora di qualche atleta che ritirava il pettorale,tutto un via vai di persone,un flusso comunque ben veicolato dallo speaker che faceva in modo che non si creassero fastidiosi ingorghi. Si potevano usare gli spogliatoi ma quasi tutti adoperavano i gradoni dell’impianto per “cambiarsi d’abito” e poi lasciavano i borsoni sul posto dove poi dei volontari li avrebbero tenuti sotto controllo. Si respirava un’aria di amicizia,io stesso ho avuto modo d’incontrare tantissime persone che avevo conosciuto in precedenti manifestazioni e con le quali ci si era dati appuntamento proprio a Reggio Emilia. Tra di noi si aggiravano Pietro Margini,che con la telecamera ed il microfono intervistava un po’ di atleti cercando di carpirgli qualche emozione  e Stefano Morselli con la sua fedele macchina fotografica che scattava foto a tutti,fissava i volti ed i gesti degli atleti non sapendo che tra poco la sua apparecchiatura lo avrebbe“lasciato” purtroppo!!!La linea di partenza posta a centocinquanta metri dal palazzo dello sport veniva raggiunta in breve tempo; li, gli atleti che facevano il riscaldamento, i fotografi, gli accompagnatori e gli sbandieratori riempivano l’intera sede stradale. Alle nove in punto il “serpentone umano”si anima…PRENDE IL VIA LA 15^MARATONA DELLA CITTA’ DEL TRICOLORE,un giro attraverso il  centro città,il passaggio di nuovo per un saluto sotto il palco della partenza e via verso piazza Tricolore che sancisce l’uscita dalla città. Man mano che passano i chilometri si va verso la collina e così il grigio dei palazzi si trasforma come per magia nei colori tenui di fine autunno. Adesso lo sfondo si colora di verde,di giallo e di marrone,il cielo azzurro ci guarda dall’alto e così la mente ne trae beneficio,si corre in tranquillità. Io con la mia solita bandiera dell’Inter a seguito sono bersaglio,simpatico, di sfottò da parte di tifosi di altre squadre ma questo ci sta e mi diverte sempre. La mia andatura è tranquilla dovendo fare un allenamento,mi fermo a bere a tutti i ristori ed in alcuni mi fermo proprio a chiacchierare,faccio qualche sosta tecnica,diciamo così,ho qualche problema di stomaco ma niente di preoccupante. Intanto molte persone,grazie all’articolo su Correre ed alle foto pubblicate nel numero di novembre mi riconoscono e mi fanno i complimenti, li ringrazio tutti con piacere e gli sorrido anche se questi attestati mi fanno un arrossire. Per tutto il percorso sarà così. La gente ai bordi della strada trasmette calore ,ai ristori pantagruelici che ci sono non manca mai una battuta,un incitamento per tutti,è una festa. Al quarantesimo chilometro raggiungo il mio amico Andrea, mi dice che ha avuto un problema,gli urlo qualcosa che non posso scrivere e lo “porto” con me verso il traguardo. Inizio a preparare il mio solito show col bandierone dell’Inter quando a duecento metri dal traguardo sento una voce dal pubblico che mi chiama,mi giro e vedo la mia nipotina Asia che mi saluta,torno indietro di qualche decina di metri ,la prendo per mano insieme ad Andrea e c’involiamo tutti e tre verso il traguardo. Non vi nascondo che mi sono emozionato tantissimo vedendo questa bambina correre esterrefatta che guardando avanti sorrideva felice come se stesse vivendo in un sogno,tra due ali di folla che applaudivano. ”Come vorrei vedere il mondo con i suoi occhi in questo momento”mi dicevo ed intanto in un misto di contentezza, pianto e felicità tagliavamo il traguardo. La consegna della medaglia rigorosamente al collo di mia nipote che contentissima se la guardava e la lustrava mette fine al racconto della giornata e ferma l’immagine che resterà indelebilmente impressa nella mia mente. Scusatemi se riesco ancora ad emozionarmi per così poco e per giunta dopo aver corso più di trenta maratone e qualche ultramaratona ma è più forte di me,vivo di emozioni e quando ne provo oppure ne regalo sono felicissimo. Qualcuno,forse qualche curioso si potrà chiedere in quanto tempo io abbia chiuso la gara,gli rispondo tranquillamente che a me il tempo non interessava assolutamente; doveva essere un allenamento,lo dovevo fare bene e mi dovevo avere dentro la gioia di correre. Tutto ciò è avvenuto e di questo sono soddisfatto. In questo periodo dove quasi per tutti si chiude l’anno di corse sto “scavando” per porre le fondamenta della stagione prossima. Fondamenta che dovranno essere solide, molto solide. Ci sarà da lavorare,molto da lavorare ma io sono qui e non mi tiro indietro. La Cento chilometri di Seregno da correre in meno di otto ore e la Nove colli sono i due traguardi principali della prossima stagione e meritano rispetto. Il mio sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno fatto di questo dì  una bellissima giornata,dal Presidente del comitato organizzatore,a tutti i volontari fino all’ultimo atleta arrivato al traguardo, io ridico GRAZIE !!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-2534431674672858038?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/2534431674672858038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/12/la-solita-maratona-di-reggio.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2534431674672858038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2534431674672858038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/12/la-solita-maratona-di-reggio.html' title='La &quot;SOLITA&quot; maratona di Reggio Emilia...questa volta con un&apos;emozione in più.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-7862244155621288655</id><published>2010-11-25T15:13:00.000-08:00</published><updated>2010-11-25T15:18:54.921-08:00</updated><title type='text'>Spartathlon : CON LA TESTA SI PUO’ ma poi si cancella e si guarda avanti.</title><content type='html'>La Spartathlon l’ho ormai terminata da un paio di mesi,così mentre i ricordi e le emozioni restano nel cuore e nella storia ormai in modo indelebile come una pennellata di Van Gogh su una tela,a mente fredda mi piace analizzare un pò tutta l’avventura in terra greca partendo,però,dai mesi che l’hanno preceduta e che hanno contribuito in maniera decisiva alla buona riuscita della manifestazione.Cosa può spingere un atleta come me ad uno sforzo così grande in condizioni quasi estreme? La risposta è semplice ma la sua applicazione un pò meno…”LA TESTA E UNA GRANDE MOTIVAZIONE INTERIORE”.Tutti hanno nella forte spinta di partecipare e di finire un carburante super…non basta!!!Questa spinta devi legarla ad un qualcosa di particolare,deve crescere di pari passo con la preparazione fisica e poi nel momento decisivo cioè alla partenza della corsa avere il suo culmine fino ad esplodere in energia positiva da cui attingere le forze. In una manifestazione come la Spartathlon,lunga e dura anche questa energia mentale tende ad esaurirsi,così come in natura nulla si crea ma tutto si trasforma,dobbiamo attingere e trasformare in positività quello che viene dai ricordi degli allenamenti fatti,dai particolari che noti durante il percorso e dagli incitamenti della gente e degli altri atleti che in quel momento vivono,chi più chi meno ,le tue stesse difficoltà.Lungo i duecentoquarantasei chilometri del percorso è bastato incontrare dei ragazzini che mi chiedevano l’autografo per farmi sentire e diventare un protagonista;l’accoglienza ai check point mi dava il calore e l’affetto che si può chiedere ad un genitore  quando sei un pò perso. Il solo pensiero di fare lo stesso percorso di Filippide mi rendeva un guerriero. Dall’autunno scorso,lunghi mesi di allenamento e studio della gara hanno riempito le mie giornate.Ho iniziato a costruire il “SOGNO” e pian piano senza mai aver fretta sono riuscito a farlo diventare realtà.Ho edificato ,durante le mie uscite di corsa,un castello dalle fondamenta molto solide ed inattaccabile da qualsiasi posizione e da qualsivoglia arma.Sono stato bravo a trarre dalle difficoltà i lati positivi:La lunghissima crisi al Passatore e la sofferenza alla Golden Marathon Rimini Extreme potevano abbattere un elefante…NON ME !!!Un altro aiuto fondamentale alla mia “testa” l’ha dato il social network Facebook.E’ li che scrivevo le mie sensazioni ed i miei allenamenti;tantissimi amici mi hanno sostenuto,mi hanno incitato allo spasimo ed hanno condiviso con me tutto,momenti belli e momenti brutti.Si era formato veramente un bel gruppo…NON LI POTEVO DELUDERE !!! Sapevo del loro tifo e del rispetto che provavano verso la  mia fatica,erano con me a spingermi quand’ero stanco,erano con me che mi riparavano quando di notte diluviava ed erano con me sul viale dell’arrivo…NO,NON LI POTEVO DELUDERE ASSOLUTAMENTE !!!Per la strada che da Atene mi ha portato a Sparta,lungo la rotta che fu di Filippide, sono stato sempre lucido,non ho mai avuto un cedimento mentale anche se in alcune circostanze degli eventi potevano essere indirizzati negativamente fino ad assurgere a pretesto o scusa facile molto credibile per ritirarmi.Mi spiego meglio al check point trentacinque,dopo centoventiquattro chilometri di corsa,tredici ore e trentaquattro minuti di gara,con ancora da correre centoventidue chilometri e con un diluvio che veniva giù già da una quindicina di chilometri e che ci accompagnerà ancora per ore,decido  che era giunta l’ora di farmi fare dei massaggi .Il massaggiatore dopo varie manipolazioni ha un dubbio e mi fa alzare,scuote la testa e dice che ho il bacino fuori asse e che avrei rischiato nel continuare la corsa.Una persona poco lucida e già in difficoltà davanti ad un assist del genere si sarebbe arreso…avrebbe avuto un solido alibi.Io invece NO,con la consapevolezza di rischiare anche la vita in uno sport estremo decido di continuare,anzi siccome pioveva a dirotto e l’andatura non poteva che essere ridottissima anche per colpa del percorso in quel punto,ho pure la forza di mangiare un bel piatto di spaghetti tanto la digestione  non poteva influire negativamente sulla prestazione agonistica diminuendo il mio rendimento.La corsa è stata infinita e così lungo il tragitto ho avuto modo di correre con atleti di altre nazionalità ed il mio essere poliglotta mi ha aiutato tantissimo.Dove ho avuto un’altra bella carica di energia è stato quando ho corso insieme agli altri amici italiani,ci facevamo forza gli uni con gli altri ed abbiamo pianto di gioia e cantato l’inno nazionale quando al c.p. cinquantadue,dopo centosettantadue chilometri e ventitré ore e trenta minuti di corsa abbiamo saputo che Ivan aveva vinto la gara.Questa notizia ci ha messo le ali al cuore,alla mente e alle gambe.La mia freschezza fisica e mentale mi portava a calcolare fino alla fine tutti i vari vantaggi sui tempi di chiusura dei ristori.Man mano che andavo avanti vedevo la fatica nei fisici e nelle teste di tutti gli atleti che superavo,ne rispettavo però il dramma sportivo e l’incitavo sempre con veemenza.Verso la fine ,quando ormai mancavano cinque chilometri,ho iniziato a piangere dalla gioia fino a quando ho imboccato il viale di circa ottocento metri con la statua di Re Leonida che la faceva da padrona e la gente dai balconi m’incitava.Correvo tra due ali di folla,non lacrimavo più, i  bambini in bici che mi seguivano erano la mia scia,sventolavo la mia bandiera dell’Inter…ERO IN ESTASI E SENZA PAROLE,MUTO. A duecentocinquanta metri dal traguardo  ho stretto il drappo in un pugno ed ho iniziato ad urlare a squarciagola liberandomi di tutto quello che avevo dentro.La gente capiva e mi osannava…Ho saltato i gradini che portavano alla statua e pure quelli giusto ai suoi piedi,così invece di arrivare come fanno accarezzando il piede di Re Leonida,ho fatto una schiacciata tipo basket.La gente era strabiliata da tanta vitalità,li avevo conquistati…ERO IL LORO RE. Premiazione con corona d’alloro e bevuta dall’ampolla che la damigella mi ha porto e lasciatemelo dire:”CE L’HO FATTA”!!!.In questa corsa ho messo  MENTE,CUORE e GAMBE oppure come gli amici brasiliani mi hanno detto al traguardo RACA,AMOR e PAIXAO (Orgoglio,amore e passione).&lt;br /&gt;Permettetemi di dirvi quell’urlo finale immortalato da centinaia di macchine fotografiche era il mio ringraziamento per tutti voi.GRAZIE ANCORA.&lt;br /&gt;P.s. In questi mesi mi son goduto i festeggiamenti ed ho riposato un po’ andandomene in vacanza nella mia Rio de Janeiro. Adesso profilo basso,non è successo niente.Si ricomincia per una nuova avventura…NOVE COLLI RUNNING&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-7862244155621288655?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/7862244155621288655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/11/spartathloncon-la-testa-si-puo-ma-poi.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7862244155621288655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7862244155621288655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/11/spartathloncon-la-testa-si-puo-ma-poi.html' title='Spartathlon : CON LA TESTA SI PUO’ ma poi si cancella e si guarda avanti.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-8469903890705853998</id><published>2010-10-13T03:42:00.000-07:00</published><updated>2012-02-08T14:40:56.295-08:00</updated><title type='text'>Spartathlon : Finalmente "IL SOGNO"</title><content type='html'>Finalmente !!! Dopo un lungo,lento e duro cammino fatto di allenamenti,calcoli e studi sono riuscito a vivere tutto per intero il mio “SOGNO”.Potrei iniziare col dire il piazzamento,il rilievo cronometrico o la condizione con la quale sono arrivato ma per questo c’è tempo.Vorrei prima stabilire,però,una cosa importantissima: Chi pratica un sport estremo come le ultramaratone è pronto a rischiare l’incolumità fisica per arrivare al traguardo? Io si,forse è da pazzi ,però è così !!! Durante la gara ho dovuto prendere una decisione: al  c.p. trentacinque,dopo centoventiquattro chilometri,tredici ore e trentaquattro minuti di corsa e quando ancora mancava tanto tempo alla fine,il massaggiatore accorgendosi che avevo il bacino fuori asse mi ha detto che se avessi continuato avrei corso qualche rischio. Questo in una persona con dei dubbi  e debole poteva essere una buona scusa per abbandonare ,io, invece, ho deciso di continuare  consapevole dei rischi che correvo. Una decisione presa a mente lucida e non offuscata dalla stanchezza. Ho pensato che se avessi voluto fare una corsetta semplice me ne sarei andato al parco,quindi il pensiero è stato quello di continuare. Diverso il discorso se il medico m’avesse fermato oppure fosse successo in allenamento,in quest’ultimo caso pur di arrivare al giorno della gara in buone condizioni mi sarei fermato obtorto collo.Una volta in corsa,però,non mi ritiro assolutamente. Questo che ho scritto non deve essere da esempio a nessuno,anzi il consiglio che do sempre agli altri è che se c’è un problema bisogna fermarsi assolutamente per non peggiorare la situazione… come sempre tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare…Premesso tutto ciò posso adesso descrivervi l’emozione d’un sogno preparato in undici mesi,che ha preso forma lungo i duecentoquarantasei chilometri del percorso che da Atene,Filippide percorse fino a Sparta e che ha avuto il  suo culmine dopo trentatre ore un minuto e un secondo in trentottesima posizione e secondo degli italiani in gara .Questi sono i numeri. E’ il ventuno settembre,il giorno prima della partenza per Atene,mi reco a Milano dall’amico Marco e dalla Sua famiglia che sono tra i miei più accesi tifosi. Accendo il telefonino e l’oroscopo dice:”Vi state preparando a vivere un grande debutto?La tensione che cresce è normale,gestitela  e godetevi un momento memorabile della vita.”A queste cose generalmente non credo però,quando stai veramente andando a vivere un “SOGNO”,leggere queste parole ti da una ulteriore carica emotiva,d’altronde come si dice:”non è vero ma ci credo”.Sono carico come una molla e dico a tutti di essere convinto di vincere la gara. La motivazione e la convinzione nei miei mezzi è  altissima. Arrivo ad Atene e la prima persona che incontro è il buon Filippo Poponesi,il mitico Popof ,ragazzo simpaticissimo. Mi metto alla ricerca dell’amico Giacomo Maritati che mi sta aspettando già da qualche ora,prendiamo un taxi per arrivare in albergo ed intanto approfondiamo la conoscenza mentre io mi mangio quasi tutto il dolce di pasta di mandorle che mi viene offerto. Parlando con Lui mi accorgo subito che è una brava persona  e molto tranquillo ed in più ha una anch’egli una fortissima motivazione dentro di se. Si arriva all’hotel London e mi sembra di essere già stato li dalle innumerevoli volte che avevo visto i filmati degli anni precedenti….VIVEVO IL “SOGNO”IN UN FILM GIA’ VISTO,una stranissima sensazione.Tantissimi atleti da tutte le parti del mondo che si salutano negli idiomi più diversi, che s’incontrano li’ dopo un anno, mi sembra un ritrovo tra vecchi amici di scuola. Intanto mi registro, mi danno il pettorale ed il cuore inizia a battere più forte. Mi guardo intorno e arrivano altri italiani, ci presentiamo e poi le solite battute sulle intenzioni di gara. Ad un certo punto li lascio basiti:”IO???RAGAZZI SONO VENUTO QUI PER VINCERE!!!”Qualcuno alla fine veramente ci crederà. Ci danno la camera, così insieme a Giacomo prendiamo posto.La mia precisione mi porta già a preparare le varie buste con i cambi per i vari c.p. Dopo qualche ora scendo nella hall dell’albergo e mi offro volontario ad essere esaminato prima e dopo lo sforzo per un studio che alcuni ricercatori stanno effettuando;così mi controllano la pressione, mi fanno le analisi del sangue e vedono i battiti cardiaci. Intanto gli atleti arrivano in modo copioso e mi sembra di essere sulla torre di babele, e’ tutto fantastico. Mi guardo intorno e penso”NON SARANNO QUESTI ULTIMI DUECENTOQUARANTASEI CHILOMETRI A FERMARMI”. Faccio un giro fuori dall’albergo per vedere le condizioni meteo che non promettono niente di buono,la temperatura si abbassa repentinamente ed è a questo punto che prendo una decisione che poi sarà fondamentale per la buona riuscita della gara. Torno in camera e riprendo da una busta il k-way che è destinato ad un punto di ristoro lungo il tragitto. “DOMANI PARTO CON QUESTO INTORNO ALLA VITA INSIEME AL MARSUPIO”,mi dico. E ormai sera la cena viene consumata insieme a tutti gli atleti che come in caserma tutti in fila si servono e poi siedono ai tavoli.Veniamo allietati dai giochi di prestigio di Filippo,la sua allegria è contagiosa e ai nostri tavoli c’è sempre molta gente. Ed  al pomeriggio, però, che noto una cosa e cioè ci sono molti atleti nordici che bevono fiumi di birra come se fosse acqua…mah??? Mattina pre-gara, si mette tutto negli scatoloni da inviare ai vari punti lungo il percorso, si fa colazione ed intanto faccio conoscenza un po’ con tutti,in particolar modo con gli amici brasiliani. Ho l’onore di parlare con il mitico Valmir Nunes, l’ultra maratoneta brasiliano già vincitore di gare durissime che si meraviglia del mio portoghese con cadenza carioca. Nei giorni a seguire sarò il suo traduttore ufficiale quando non ci sono i simpatici coniugi Papi. La giornata scorre tranquillamente, nel pomeriggio c’è l’incontro con gli organizzatori che ci spiegano un po’ di cose. Viene sera e si cena tutti insieme. La notte che precede una manifestazione del genere dovrebbe essere serena, si dovrebbe riposare bene e invece…al piano di sotto stanno facendo una festa e la musica arriva fin su in camera, il problema non è questo, perché comunque stavo riposando ma, le urla di Andrea che dorme in camera con noi. Il mitico DARTA che forse preso dalla tensione, dal nervosismo o morso da una tarantola  inizia a sbraitare e va avanti così per qualche ora fin a quando non prende il materasso e se ne va nel bagno a dormire…non a 2 chilometri ma a 2 metri da dove stava prima, sbraita ancora un pò, poi per la pace di tutti s’ addormenta. Sveglia alle 4 per me; colazione con tè miele e fette biscottate e poi partenza alle 6 per il centro di Atene, l’Acropoli da dove si partirà. Solite foto di rito, le bandiere di quasi tutto il mondo sono presenti, è un collage di colori…E’ UNA COSA MERAVIGLIOSA. Mi metto in coda al plotone di atleti e vedo che c’è anche quello che poi sarà il vincitore, il grandissimo Ivan Cudin un ragazzo la cui umiltà è direttamente proporzionale alla sua grandezza. Sono le sette si parte ed io e Ivan chiudiamo il gruppo, ci scambiamo un imbocca al lupo e poi ognuno via per la sua strada. Non mi sono meravigliato di vedere l’atleta friulano in coda perché era stato proprio lui a consigliarmelo. I primi chilometri in discesa, la città che si sveglia, la gente che ancora assonnata va a lavoro fanno da cornice al lungo serpentone che si snoda per le vie della capitale ellenica. Col mio passo a dir la verità già più basso di circa trenta secondi al chilometro su quello previsto sto in gruppo senza problemi. Raggiungo Filippo e Luciano e corriamo un po’ insieme. Sosta fisiologica per Popof ed io continuo ad andare, d’altronde sono i primi chilometri. Raggiungo il gruppo degli amici brasiliani che va avanti unito lentamente, m’aggrego a loro e ci mettiamo a chiacchierare un po’. Mi accorgo però che il ritmo è lentissimo e li tiro un po’, dopo un centinaio di metri si staccano. A questo punto ci salutiamo e io vado tranquillo beato e sereno per la mia strada. I chilometri si susseguono il tempo scorre ed è tutto ok. Anche il panorama cambia,dalla città si passa al polo industriale…brutto??? Macche!!! I miei calcoli sui ristori mi accorgo che sono sbagliati, sono in netto ritardo su quello che avevo calcolato, però non mi abbatto e neanche cerco di recuperare anzi continuo così senza problemi, tanto so che arriverò al traguardo. Raggiungo Giacomo, facciamo un pò l’elastico e poi lo stacco. Incontro Carmelo su una salita e passo anche lui. Il sole è alto, vedo il mare e sono da solo e tutto ciò mi dà una serenità interiore come solo i monaci tibetani possano avere. Dopo un pò, da lontano,vedo la sagoma di Enrico procedere lentamente; so che soffre molto l’umidità ed infatti da li a poco si ritirerà. Mentalmente la mia prima tappa è a Corinto, sono sempre da solo e vado molto bene. Sulla salita prima di arrivare allo stretto vedo un ragazzo americano camminare e gli chiedo se avesse problemi, mi risponde che camminava la salita e poi riprendeva, continuo e vado avanti. Dopo un pò questo atleta mi raggiunge, s’inizia a scambiare delle battute ed intanto s’arriva a Corinto,ci scattiamo delle foto e proseguiamo. Questo ragazzo ha una tecnica particolare e cioè corre per quindici minuti, poi ne cammina uno e ogni ora si ferma a fare degli allungamenti. Sempre con sé ha una bottiglietta d’acqua e si meraviglia di come io non c’è l’abbia. Arrivati ad un c.p. m’impone di prenderne una ma è troppo pesante così ne vuoto i due terzi del contenuto e poi la rifornirò sempre ai vari ristori. Il tempo passa e io mi alimento con un gel ogni ora e bevo coca cola o thè ed acqua ad i vari c.p. Nelle varie soste la famiglia dell’americano c’incita, ormai sono diventati anche miei supporters ed è veramente un piacere. Arrivati ad un certo punto dico ad Harvey di andare perché dovevo cambiare i calzini, non lo rivedrò più….2 giorni dopo a colazione mi dirà che si era ritirato a causa del diluvio notturno. Siamo nel pomeriggio inoltrato,la città,il mare ha lasciato il posto a dei vigneti e di quel serpentone della partenza ormai solo un vago ricordo, si vedono solo piccoli  gruppetti, adesso è piena corsa. Più si va avanti ed anche dei vigneti resta un alone nella memoria, oramai è tutta campagna anche se adibita a discarica a cielo aperto, con animali morti ai piedi della strada che anticipano il nostro incedere,ogni tanto ritornano dal passato tracce di una civiltà che fu e che mi fanno capire cosa sia stata l’antica Grecia. Nei vari centri abitati dove transito la gente mi fa sentire il suo calore, ogni tanto dei ragazzini sbucano e chiedono l’autografo. Il percorso è tutto un saliscendi che non lascia respirare ed è molto più duro di quanto avessi visto nei filmati, e di quanto pensassi, ma va bene così. Si approssima la sera,la temperatura cala paurosamente,un po’ di stanchezza fa capolino,ma vado avanti. Qualche goccia d’acqua viene giù .”Cavolo non ci voleva proprio “,mi dico. Avendo calcolato male il ritmo gara ho ricambi molto più avanti .L’oscurità sembra ormai una piovra che mi avvolge nei suoi tentacoli ,non ho la luce non ho niente…solo il k-way che avevo previsto mi potesse essere utile. Lo slaccio e lo indosso;mi ripara un po’ dall’umidità. Dopo un po’ il freddo e la pioggia che intanto inizia a venir giù copiosa mi fanno abbassare la temperatura corporea. L’acqua mi entra dal cappuccio dell’impermeabile,mi bagno e tutto diventa difficile,resisto però sono calmo e vado avanti. Mi viene in aiuto un c.p. che come un’oasi nel deserto aiuta gli andanti così salva me. Chiedo ai volontari una luce per la notte,il diluvio ormai impazza però un’altra intuizione mi salva la gara. Vedo degli atleti chiedere delle buste per l’immondizia e così faccio anch’io,alla prima faccio un buco per la testa e per le braccia e la metto su,alla seconda solo un buco per la testa e la indosso,così fasciato dall’interno faccio un buco per far uscire la testa della luce e riprendo a correre impermeabilizzato perfettamente. La pioggia non accenna a smettere ,bevo una tazza di brodo caldo che mi restituisce un pò di calore ,riparto mentre gli altri atleti si riparano dal nubifragio. Arrivo ad un punto dove c’è una discesa sterrata,una lava d’acqua la percorre in tutta la sua larghezza e lunghezza ,non rischio e cammino perché non si vede dove appoggio i piedi ,il flusso è più alto delle mie caviglie.Dopo un pò la pioggia diminuisce ma io non dismetto  le buste ed il k-way. Arrivo al c.p. trentaquattro e trovo Andrea seduto che mi dice che al prossimo punto di ristoro si ritirerà. Gli chiedo di aggregarsi a me,non voglio lasciarlo solo pur sapendo che la sua condizione può danneggiare anche me. Telefona a casa,racconta dei suoi propositi ed io a questo punto mancando solo un chilometro e mezzo al ristoro lo lascio perché mi farò fare dei massaggi. Check point trentacinque,centoventiquattro chilometri di corsa dopo tredici ore trenta minuti di umidità e pioggia. Mi fermo,mi sdraio su un lettino e mi faccio fare dei massaggi,a questo punto l’addetto toccando i muscoli di una coscia mi dice di alzarmi un attimo perché vuole controllare una cosa di strano .”Hai il bacino fuori asse,è rischioso,vuoi continuare?”In tutta tranquillità gli rispondo :”SI !!!”,perché secondo me praticando uno sport estremo posso anche arrivare ad accarezzare e ad abbracciare la morte. Diverso sarebbe stato il discorso se il medico m’avesse strappato il pettorale,in quel caso avrei dovuto accettare la decisione. Ormai sono le venti e quaranta,è buio e sembra notte fonda…intanto ricomincia a piovere. Decido allora di prolungare un po’ la sosta per mangiare un bel piatto di spaghetti,tanto la digestione non poteva arrecare danno alla mia andatura in quanto per circa un’ora avrei camminato anche se a passo svelto. Questo pasto caldo sarà l’unico cibo solido che manderò giù in trentatre ore di corsa. Scrosci di pioggia alternati a brevi schiarite si susseguono,i vari c.p. vengono superati .E’ ancora lunga…ma va bene !!!Fatica e stanchezza ormai sono miei compagni di viaggio però non sono pesanti e opprimenti,convivo tranquillamente con loro perché sapevo che sarebbero arrivati,li accetto volentieri e mi fanno compagnia…però comando io e li faccio star zitti. Arrivo alla lunga erta prima dello sterrato di montagna,è molto impegnativa,non finisce più. Mi raggiungono tanti atleti,questo però non è un problema per me.Sono al c.p. ai piedi della grande montagna…bevo e riparto. Inizio lo sterrato che s’inerpica e abbraccia la montagna. E’ molto pericoloso. Si scivola,ci sono molti atleti che si fermano perché voltandosi s’accorgono di essere appesi alla parete su una stradina strettissima,li accompagnano su i volontari..Io cado due volte,m’aggrappo alle pietre e mi aiuta Corrado,un altro amico italiano col quale dopo dieci minuti di chiacchiere in inglese scopro di avere la stessa nazionalità. Con molta fatica arrivo su,c’è un ristoro prendo un pile smanicato che avevo fatto portare li ed inizio la discesa. La strada è larga,scivolosa, ripida e con grosse pietre incastonate nello sterrato,se prendo velocità e non mi fermo più rischio di rovinare giù e m’ammazzo;quindi molta calma.Dopo un po’ un’altra sosta un po’ più lunga e vengo raggiunto da un bel gruppetto formato da soli atleti italiani,si va avanti insieme cercando di tener su il morale. Così ridendo e scherzando arriviamo al c.p. cinquantadue dopo ventitre ore e trenta di corsa veniamo avvertiti che Ivan ha vinto la gara…l’adrenalina sale ai massimi livelli,piangiamo e cantiamo l’inno nazionale…un bel momento veramente. Ripartiamo tutt’insieme però il vantaggio sulla chiusura del prossimo ristoro sta via via calando ed è sceso a soli quaratacinque minuti .Ci chiediamo se avesse senso continuare ad affondare tutti oppure di proseguire ognuno con le proprie forze .Paolo che è quello più in difficoltà in quel momento ci dice di andare,con enorme dispiacere lo lasciamo al suo destino,dopo però troverà una grandissima forza che lo porterà al traguardo. Continuo con Giacomo e Filippo,dopo un po’ anche l’atleta umbro si stacca e proseguiamo io ed il triatleta pugliese. Una nota di merito particolare va a Giacomo Maritati per l’appoggio che ha dato a Paolo durante la notte,aspettandolo su in cima alla montagna per un quarto d’ora,asciugandogli il sudore e la pioggia che lo bagnava e motivandolo attimo dopo attimo,passo dopo passo. GRANDE GIACOMO !!!!!Si corre veramente bene con l’amico pugliese,andiamo avanti alla grande però lo rimprovero di correre a strappi. Ormai il sole è alto ed io ho ancora l’abbigliamento notturno,gli occhi sembrano supplicarmi di volersi chiudere ma io sono più forte di tutto. C.p. sessanta,dico a Giacomo che le nostre strade si dividono qui perché mi cambio e mi faccio fare dei massaggi perdendo circa una ventina di minuti.Tanta gente mi passa e scalo all’indietro la classifica,non m’interessa più di tanto. Mi rimetto in sesto e riparto tranquillamente…da questo momento una gara nuova e fantastica .Una bella discesa e poi moltissimi chilometri di salita dove mi sembra di avere due marce in più rispetto a tutti,ripasso tutti gli italiani e moltissimi altri atleti. Vedendo il mio incedere portentoso tutti m’incitano,l’entusiasmo mi prende sempre di più. Raggiungo ancora Giacomo che mi dice”Vai,Vai,forza,stai andando benissimo”,lo vedo in difficoltà .Sto qualche decina di metri con lui cercando di capire la situazione,che è critica purtroppo. Gli parlo gli dico che al traguardo senza di lui non arrivo,rallento e tengo il suo passo. Come un fratello più grande  mi dice di andare e che lui al traguardo arriverà. Con la morte nel cuore riparto,ormai al traguardo mancano soltanto una quarantina di chilometri…una bazzecola in condizioni normali però dopo duecento chilometri è un pò diverso. Pioviggina ancora un pò e mi rimetto in assetto da pioggia. Ormai vedo solo traguardo…ed intanto mancano venti chilometri,mi fermo e mi faccio fare un massaggio.Il vantaggio sul tempo di chiusura del prossimo c.p. è enorme e mi posso permettere quest’ultima lunga sosta forse anche eccedendo con lo zelo.Mi raggiunge Popof e consiglio anche a lui un massaggio.Il massaggiatore ad un certo punto mi tocca la tibia in un punto e mi fa malissimo,riparto con la paura che possa succedermi qualcosa.Dopo qualche minuto ancora Filippo è dietro di me  e mi dice che è ripartito subito perché mentre lo massaggiavano si stava addormentando.Lui non tiene il mio ritmo,vado…è una corsa sciolta e tranquilla,in discesa volo,in salita rallento e sul rettilineo l’andatura è sciolta.Moltissimi atleti vinti dalla fatica e quasi piegati supero,molti ai bordi della strada cercano un pò di tranquillità. Sono quasi a Sparta,la strada è un lungo discesone pieno di tornanti,mi sembra di essere una macchina di formula uno che taglia tutte le curve cercando la traiettoria migliore,ho i brividi ma stavolta non è il freddo. A cinque chilometri dal traguardo inizio a piangere di gioia,a pensare a tutti i sacrifici fatti ,a tutte le persone che mi avevano spronato lungo il cammino della preparazione e alla mia famiglia…pensando e lacrimando arrivo al penultimo c.p.,bevo come sempre e vedo che mancano tre chilometri e novecento metri all’ultimo ristoro…”Bene mancano meno di quattro chilometri”mi dico ed invece quando passo l’ultimo check point vedo che mancano invece di ottocento metri,due chilometri e cento metri.Non mi perdo d’animo.Sono lungo una strada dritta seguito da un bimbo in bici che mi indica la retta via,all’improvviso curva secca a destra ed in fondo alla strada davanti a me si erge in lontananza maestosa e bella la statua di Re Leonida.Smetto di piangere,sventolo il bandierone dell’Inter e mi godo in silenzio ed estasiato quel momento.La gente dai balconi applaude,dai bar e dai ristoranti mi urlano e mi fanno festa ed i bimbi in biciclette m’incitano.Mancano duecentocinquanta metri al traguardo,il drappo bianconerazzurro è chiuso  nel pugno destro ed in inizio ad urlare.Sono impazzito,si leva un boato nella strada,salto di gioia,la gente m’osanna…Li ho conquistati…SONO IL LORO RE,SONO IL SOVRANO DI SPARTA!!!. Salto i gradini che portano alla statua,gli arrivo sotto e con un balzo saltando anche gli ultimi rimasti invece di fare come tutti che accarezzano il piede,faccio una schiacciata tipo basket.Ad attendermi ci sono Enrico ed Andrea che si complimentano.Fotografie di rito ,mi tolgo cappellino ed occhiali ed il Sindaco mi cinge la testa con una corona d’alloro,una damigella mi fa bere da un’ampolla.E’ L’APOTEOSI. A questo punto prendo il bandierone dell’Inter e lo stendo a terra,mi metto in posa come Paolina Bonaparte per la gioia di tutti i fotografi.Due infermiere mi portano alla tenda medica,mi prelevano il sangue,controllano la pressione e poi mi tolgono scarpe e calzini per pulirmi i piedi e per vedere se ci sono vesciche o unghia messe male…niente di tutto ciò.Mi chiedono se voglio qualcosa da bere ed io gli rispondo:”Già che ci siete portatemi pure un mega panino”…Siccome sono il loro Re vengo subito accontentato.Mi mettono in taxi e vado in albergo,una bella doccia rinfrescante e mi stendo un pò sul letto. Sono un forno,molto accaldato sembro una sorgente di calore.Dopo un pò vado in strade ad attendere gli altri amici.Con mia enorme soddisfazione sono uno dei pochi senza problemi e cammino bene,gli altri hanno tutti molti problemi.Di questa mia freschezza devo ringraziare Vincenzo Esposito che è il mio allenatore,veramente un grande !!! Voglio adesso però ricordare il dramma sportivo di Max che a due chilometri dal traguardo si è visto strappare il pettorale dai giudici perché fuori tempo…assurdo dopo duecentoquarantaquattro chilometri,però è il regolamento.Un grande applauso va ai due amici italiani che l’hanno preso e l’hanno portato al traguardo sorreggendolo,i giudici e la gente  l’hanno comunque omaggiato di tutti gli onori ed anche alla sera di gala è stato chiamato sul palco…E’ LUI IL VINCITORE MORALE…GRANDE MAX. Una curiosità,i primi tre italiani arrivati al traguardo e cioè Cudin,io e Poponesi,siamo nati tutti il quindici febbraio…UN MOTIVO CI SARA’…La sera insieme a Giacomo andiamo a festeggiare e poi a riposare.La mattina seguente una bella passeggiata in centro,ritiro degli indumenti dai vari check point ed in serata andiamo a festeggiare la vittoria di Ivan al ristorante il quale è talmente vicino all’albergo che io e Filippo quando siamo arrivati abbiamo toccato la base di un paletto come se fosse il piede di Re Leonida…capita l’ironia???Lunedì mattina un pò in spiaggia e nel pomeriggio una bella gita con pranzo fuori,dove non solo il pranzo era “fuori”ma un pò tutti.Serata con premiazione di tutti gli arrivati e cena.Ad un certo punto della serata tutti noi italiani saliamo sui gradini dell’arena che ci ospita e col tricolore in mano cantiamo a squarciagola l’inno di Mameli.,è un tripudio,tutti gli accompagnatori e gli atleti di tutto il mondo ci applaudono.MOMENTO EMOZIONANTISSIMO E SIAMO TUTTI CON LE LACRIME AGLI OCCHI. Non solo noi atleti abbiamo corso questa fantastica gara ma anche gli accompagnatori:Giorgio,il papà di Filippo;Valentina,la compagna di Paolo,che era commossa quando facevamo i complimenti al suo compagno per aver trovato la forza di arrivare al traguardo;alla Emanuela,moglie di Alessandro…bravi anche a voi.Concludendo dico che è stata una bella esperienza,una meravigliosa avventura.Voglio ringraziare la mia famiglia,il mio allenatore,la mia società Reggio Event’s e tutti gli amici che hanno condiviso con me questa gioia.In tanti piangendo mi hanno telefonato ad Atene dicendomi che gli avevo fatto vivere delle bellissime emozioni,molti sono stati attaccati al computer per i passaggi ai check point anche di notte,hanno trepidato per me e tantissimi sono stati i messaggi su Facebook.Nei giorni successivi al ritorno in Italia è stato tutto un festeggiamento.Arrivato a Reggio Emilia son subito ripartito per Roma dove mi hanno accolto tre carissimi amici,di cui due di loro anch’essi runners.Gli ultramaratoneti,al secolo,Mauro Firmani e Gianluca Adornetto (in tantissime maratone fanno da pacers) mi hanno accolto,abbracciato e con le lacrime che gli correvano lungo il viso continuavano a ringraziarmi,Mauro s’è perfino abbassato e mi ha lustrato le scarpe,i viaggianti alla stazione Termini non capivano ed erano esterrefatti.Siamo andati al bar di fronte ed abbiamo scattato tantissime foto con la medaglia e la targa ricordo con la gente che ci guardava sempre più stupiti. SIGNORI SONO IO CHE RINGRAZIO VOI PER TUTTO L’AFFETTO CHE MI AVETE DIMOSTRATO. QUELL’URLO IMMORTALATO DA CENTINAIA DI FOTOGRAFI AL TRAGUARDO E’ IL GRIDO CHE DAL PROFONDO DEL MIO CUORE VUOLE RAGGIUNGERVI IN QUALSIASI POSTO VOI SIATE IN QUESTO MOMENTO. GRAZIE ANCORA. Da ora però profilo basso,non è successo niente,un pò di riposo,vacanza a Rio de Janeiro e poi si riparte per un’altra avventura…”NOVE COLLI RUNNING”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-8469903890705853998?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/8469903890705853998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/10/spartathlon-finalmente-il-sogno.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/8469903890705853998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/8469903890705853998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/10/spartathlon-finalmente-il-sogno.html' title='Spartathlon : Finalmente &quot;IL SOGNO&quot;'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-4060180277531032413</id><published>2010-09-20T05:13:00.000-07:00</published><updated>2010-12-21T08:24:17.552-08:00</updated><title type='text'>Un anno di corsa verso la Spartathlon : “IL SOGNO”</title><content type='html'>21 settembre 2010,ore 10.15,stazione ferroviaria di Reggio Emilia. &lt;br /&gt;Mille voci,tanti dialetti,una miriade di lingue diverse popolano l’aria intorno a quella panchina sul marciapiede nei pressi del binario 2.C’è gente che parte,persone che aspettano,altri che arrivano.Tutti vanno verso un qualcuno o un qualcosa,ognuno di loro sà ed è padrone del proprio destino.Mattinata con i raggi del sole che abbracciano tutti gli astanti in una stretta soffocante.Lui però,l’astro lucente ha ben altre intenzioni,dall’alto della sua posizione privilegiata sembra sorridere ed augurare invece una splendida giornata. Questo proprio sembra cogliere da quell’abbraccio solare un uomo,dall’apparente età di trent’anni,seduto li assorto nei suoi pensieri con accanto il suo borsone con la scritta Italia  e le note musicali che dalla cuffia dell’i-pod gli tengono compagnia.Il computer portatile messo lì,appoggiato sulle ginocchia in attesa di essere acceso,aspetta il suo turno;vuole diventare protagonista perchè sa che nella sua memoria contiene un qualcosa d’importante…CONTIENE IL RACCONTO DEL SOGNO.Ciro Di Palma si chiama,ha quarantun’anni ed è vestito in modo sportivo,sembra un atleta,magari lo è.Un alone di mistero lo circonda.Attende il suo treno,lo porterà a Milano,da li,il giorno dopo, prenderà un aereo e volerà ad Atene,terra mitologica,misteriosa e piena di storia.Cosa andrà a fare in Grecia, è un mistero per i piu’… Apre il suo portatile ed inizia a scrivere...:” Finalmente si parte !!!Dopo più di un anno,da quando,cercando un qualcosa di particolare legato al mondo dell’ultramaratona,mi sono imbattuto in un sito che parlava di una corsa molto lunga dal nome Spartathlon. “SPARTATHLON,che nome pieno di fascino,odora di storia,ha il sapore di un qualcosa di eroico e trasuda di emozioni”,pensai.Da quel momento me ne sono innamorato,un’ATTRAZIONE FATALE!!! Inizio a fantasticare,:”Secondo me quelli che vi partecipano saranno persone fuori dal normale,avranno delle motivazioni particolari e magari saranno pure un pò megalomani”.A questo punto esclamo ad alta voce:”Sarò uno di loro,voglio essere uno “SPECIAL ONE”.E'così,che in un giorno settembrino di fine estate,afoso e umido quanto mai mi riprometto che la correrò a tutti i costi.Questa è la genesi dell'avventura,l’inizio del ”SOGNO”.Comincio le  ricerche:dove si corre,in che periodo dell’anno vede luce l’evento,se altri italiani vi hanno già partecipato.Trascorro ore a contattare persone,leggo tanti articoli,tanti blog e la “COSA” mi appassiona.Come un ragno che tesse la sua tela per imprigionare gli insetti così questa gara mi prende lentamente e poi sempre più,fino a diventare”IL MIO SOGNO”.Leggo molto attentamente dal sito tutte le notizie e mi accorgo che bisogna qualificarsi,insomma fare prima un certo percorso per poi essere accettato,”Una difficoltà in più",bofonchiai subito.Per me,che avevo corso solo fino a cinquanta chilometri in gara,pensare di passare attraverso le forche caudine di una cento  chilometri da correre in meno di dieci ore e trenta minuti sembrava molto arduo.Non mi scoraggio assolutamente e pieno di entusiasmo inizio a pianificare il tutto.”Bisogna passare da una cento chilometri per essere lì ???,OK!!!”.Inizio varie ricerche,studio percorsi,guardo tempi,classifiche…”Questa si,questa no,questa forse”, poi la ricerca termina con la scelta…100 KM DI SEREGNO.Dalle mie conoscenze,ormai  approfondite, sono però pure consapevole che se dovessi terminare la corsa lombarda intorno alle dieci ore e mezza che è il minimo per andare in Grecia, portare a compimento una gara di duecentoquarantasei chilometri,tale è la distanza da percorrere in trentasei ore,sarebbe molto arduo.Mi pongo,già prima di iniziare,un primo obiettivo e cioè correre a Seregno in circa otto ore e trenta minuti.”Pazzesco!!!”Tutto sta adesso convincere e coinvolgere il mio allenatore.Al telefono,subito cerca di dissuadermi ma io sono molto determinato e come un fiume in piena che rompe gli argini lo inondo di dati e di notizie.Il mio entusiasmo è straripante,parlo più di mezz’ora.Alla fine onestamente mi dice:”Va bene,però anche per me è una cosa nuova da allenatore;proviamo e sperimentiamo”.Io sono felicissimo pur sapendo che mi avrebbero aspettato dei  mesi duro di allenamento.Ad ottobre dello scorso anno intraprendo il “LUNGO CAMMINO”.Si parte che le giornate hanno ancora quel leggero tepore estivo,vedo i contadini con i loro trattori preparare le loro vigne per la vendemmia,i colori della campagna vanno via via trasformandosi,siamo in autunno. Maratona di Alessandria e UltraK marathon (48 km) si susseguono,il clima è più freddo,la nebbiolina inizia a far capolino e con la pioggia che comincia a farsi vedere diventerà mia fedele compagna durante gli allenamenti. Arriva dicembre,”Il Generale Inverno” è alle porte. Maratona di Reggio Emilia e Maratona di Calderara di Reno,dove per le abbondanti nevicate hanno pure cambiato il percorso.Tutto bene e secondo programma,in questo periodo ho dato molto peso alla cura dei ristori e all’abbigliamento da usare in gara a Seregno.Da gennaio comincia il programma specifico per la cento chilometri.Ormai il clima è molto diverso da ottobre,è rigido,tutto ha un sapore particolare,un aroma diverso.A volte dopo una nevicata mi sembra di correre sulle nuvole;durante e dopo la pioggia  divento invece  una barca in balia degli elementi della natura,mi sembra di essere in un film.Durante le mie uscite “di corsa” non sono poche le macchine che fermandosi mi offrino un passaggio.Fine gennaio:Maratona della Pace sul fiume Lamone (Trail di 48 km).Qui invitato dall’amico Enrico ho il piacere di correre fianco a fianco per gran parte della corsa con  Andrea Accorsi che ad un certo punto mi dice:”Sono convinto che tu alla cento starai tra le otto ore e le otto e un quarto”.Rimasi stupito e contento allo stesso tempo da quell’affermazione,però pensai :”E’ diventato pazzo!!!”,invece fu PROFETICO.Con febbraio e marzo si entra nel vivo della preparazione:50 km sulla sabbia a San Benedetto del Tronto,Maratona di Verona,Maratona delle Terre Verdiane e Maratona di Piacenza.Mai avuto un problema,al massimo ho saltato due allenamenti in sei mesi.Finalmente arrivo alle ultime due settimane di allenamento e scarico un po’ il lavoro fatto.Questa preparazione,improntata sul rallentamento del ritmo che ero abituato a tenere in maratona e sulla durata degli allenamenti,volge ormai al termine.Ho imparato a curare al massimo i dettagli perchè ho constatato che è dalla cura dei particolari che si riesce in tutto.Niente puo' essere lasciato al caso,ristori,ritmo gara,cambio abbigliamento...bisogna ridurre al minimo il margine d'errore,praticamente essere perfetti in tutto. Nel frattempo ho avuto modo di conoscere tantissime persone che mi hanno incitato e che continuano a farlo,gli attestati di stima si sprecano. Il popolo della rete è al mio fianco e mi spinge a dare sempre il meglio.Ho aumentato il mio bagaglio di nozioni sulle ultramaratone ed ho fatto tesoro dei tanti,tantissimi consigli che altri atleti mi hanno dato incontrandomi in giro per l’Italia.21 marzo,giunge anche il giorno della gara.Arrivo in perfette condizioni fisiche e mentali,la tattica di gara  è stampata nella mia mente,non mi resta che correre…Con l’aiuto prezioso dell'amico Marco,che mi segue in scooter e che sarà una presenza costante ma mai invadente al mio fianco,termino la gara in otto ore e sette minuti.Dodicesimo assoluto…UN TRIONFO. A dirla tutta neanche tanto inaspettato,perché pianificato nei minimi particolari e FORTEMENTE VOLUTO!!!Mi resta di quella corsa oltre alla bella prestazione anche il ricordo degli abbracci dei miei amici Marco,Mauro e Alessia dopo il traguardo...UN'EMOZIONE INDESCRIVIBILE.Le belle parole del mio allenatore,della mia famiglia e di tutti gli amici mi danno il calore che manca in quella giornata uggiosa come solo la Brianza sa offrire.La festa,con la torta finale a casa degli amici di Merlino completa l'opera.GRAZIE A TUTTI, è col cuore che lo dico.La prima pietra,forse la più pesante,è stata posata,la consapevolezza dell’essere forte aumenta e l’autostima anche.Adesso sono sicuro di essere  uno “SPECIAL ONE”,uno di quei “pazzi” che armati di buona volontà,un pò di pazzia e tanto coraggio andranno alla conquista di Sparta. Definisco i dettagli per l'iscrizione e resto in attesa della conferma da parte degli organizzatori, adesso posso dire che mai tempo fu più lungo,ero teso come un papà che felicissimo aspetta il primogenito dalla sua amata donna...i giorni passano lenti,è la fine di marzo.Giusto un paio di settimane per un ripristino psico-fisico  e si pianifica la preparazione specifica per la Spartathlon.Si punta adesso a far crescere la convinzione,a lavorare sulla testa.Appendo  in casa,a lavoro e nella mia palestra personale dei fogli con il logo della corsa con la scritta “ UN ANNO DI DURO LAVORO;CE L’HANNO FATTA ALTRI ATLETI,PUOI E DEVI FARLO ANCHE TU !!!”.Un paio di mesi di allenamenti per mantenere uno stato di forma buono e poi partire con la preparazione particolare dalle prime settimane di luglio.E' aprile,le belle giornate,il sole,il sorriso della gente che sempre più numerosa incontro per strada mentre mi alleno rallegrano il mio animo e questo mi da la spinta,la forza e la carica per guardare avanti con ottimismo…SONO FELICE.Il 25 aprile finisco di lavorare alle sei del mattino e con il mio amico Dino che passa a prendermi si va a Castel Bolognese: 50 Km di Romagna. Sto bene e mi diverto.Di corsa arriva anche il mese di maggio:Maratona del Custoza e 100 km del Passatore;ormai siamo in piena primavera,l'inverno col suo freddo è solo un lontano e pallido ricordo nella mia mente ormai già proiettata in avanti nei mesi.Entrambe le gare vengono corse complessivamente bene.La prima in tutta tranquillità,in modo molto facile e sciolto.Al Passatore invece dopo un inizio buono,magari un tantino veloce,ho dovuto gestire e superare una lunghissima crisi che è durata trentadue chilometri per poi correre gli ultimi ventiquattro chilometri sotto i 4'00" però al netto dei ristori.Proprio al traguardo, di questa  manifestazione,all'una ed un minuto di notte ho avuto delle certezze granitiche sulla mia forza di volontà e sul mio fisico. :”CE LA FARO' !!!ho urlato appena passato il gonfiabile in piazza Del Popolo a Faenza.Giugno poi luglio,l'estate,le giornate si allungano,la città inizia a svuotarsi ed il caldo inizia già ad essere uno degli attori principali delle giornate.Corro e mi sento il padrone della strada,intanto:Ecomaratona del Ventasso,molto bella e ben organizzata.Dalla Grecia ancora non arrivano notizie,inizio a preoccuparmi.S'intensificano le telefonate ad Enrico che cerca di tranquillizzarmi dicendo che anche lui ancora non sà niente.Fin quando una mattina in un messaggio il Vichingo mi scrive:”Iscrizione ok,mi è arrivato tutto”.Esco a correre un po' nervoso ma al rientro a casa da lontano vedo una busta che fa capolino dalla mia cassetta delle lettere,sembra aspettarmi, pare che mi chiami,mi strilli:”Sono arrivataaaaaaaaaaaaaaa”,mi avvicino la prendo,quasi l'accarezzo guardo da dove arriva “Atene-Grecia”,l’apro lentamente,mi gusto quegli attimi come si fa con un buon caffè napoletano al mattino presto,leggo attentamente,:”Lei è iscritto col pettorale n.389”.Il mio entusiasmo raggiunge l'apice,sono felicissimo.Un urlo,che sente anche mia sorella che abita a centocinquanta metri da me ,si leva in alto nel cielo,quasi volesse partire prima lui per la Grecia ed anticiparmi all'arrivo di Sparta.A questo punto però nasce in me una voglia che da “SPECIAL ONE” vuole farmi diventare “IMMORTALE” cioè essere protagonista e non comprimario in terra greca..Gli allenamenti mi danno ragione,il fisico risponde benissimo e la mia testa conforta tutto ciò,anche il training mentale da i suoi frutti.Si parte con il lavoro specifico:Rimini Golden Marathon Extreme,brutta esperienza,però anche da qui traggo una lezione importante che riguarda l'alimentazione.Nella cittadina romagnola avviene l’incontro con Ivan,il miglior italiano di sempre alla Spartathlon,mi da dei consigli  utilissimi su come affrontare e gestire la gara in terra ellenica  e poi si rende disponibilissimo nel caso in cui io abbia bisogno di aiuto.Giunti ad agosto ormai si entra nel clou della preparazione:Ecomaratona della Valdarda,fantastica,gara molto bella e suggestiva corsa  con una tranquillità forse anche eccessiva.Mi sono divertito.Siamo arrivati a settembre,le giornate si accorciano,il mattino inizia ad essere più fresco…c’è un piccolo problema,qualcosa di strano è un dolorino al bacino che credo possa passare facilmente. E’ l'ultimo mese...Un giorno mi chiama Antonio Tallarita e mi chiede se voglio andare a correre una staffetta di 112.3 km,con gli ultimi settanta chilometri di salita...(si parte da Lido Po 22m sul livello del mare e si arriva a Cerreto laghi 1261m sul livello del mare).Mi spiega come questa manifestazione,corsa da lui per intero l'anno prima, possa essere propedeutica alla Spartathlon.Mi consulto col mio allenatore e dopo aver discusso un po' sulle caratteristiche del tracciato,dei tempi e di altri particolari decidiamo che posso partecipare.”UN SUCCESSO”,corro tutti i chilometri brillantemente e molto sciolto.Come la vita,così anche la preparazione volge al termine,ultime settimane ed il numero dei chilometri cala però in modo direttamente proporzionale aumenta la paura di farmi male…SAREBBE UN PECCATO. Un pensiero però c’è ed è quel dolore al bacino che subdolamente,da circa un mese,mi fa compagnia…Mi sforzo,non ci penso. Nell’ultima settimana ho ricevuto tantissime telefonate  e tantissimi messaggi da parte di molte persone.Adesso sono qua,su una panchina della stazione,che finisco di scrivere le mie emozioni sui mesi trascorsi.E’ come riavvolgere il nastro col rewind,rivivo tutte l’emozioni,tutti gli stati d’animo.Quante ore a studiare il percorso,a vedere i filmati in rete,a calcolare i vari ritmi da tenere in gara,i tempi d'arrivo ai vari check point in modo da far portare i ristori personali ed i vari cambi.Mamma mia quanti sacrifici sacrifici !!!.La gente andava al mare ed io correvo.Andava in montagna ed io correvo.Andava a fare scampagnate ed io correvo.Andava in vacanza ed io correvo.C’era il sole ed io correvo.Nevicava ed io correvo.Diluviava ed io correvo.Natale,Pasqua,Capodanno ed io correvo.Non sono pentito anzi lo rifarei perché l’ho fatto con amore,passione e dedizione!!!Undici mesi son trascorsi,ho consumato 11 paia di scarpe,ho corso circa 6500 km ed avrò saltato due allenamenti in tutto il periodo.Ho la consapevolezza d’aver fatto tutto alla perfezione e non mi posso rimproverare niente.Il tempo mi ha insegnato che in questa corsa oltre alle gambe ed alla testa ci sono altri due fattori che fanno la differenza,sono CALMA e PAZIENZA.Io ho imparato ad averne e ad usarli...SARANNO MIEI ALLEATI.Durante tutto questo periodo tante persone mi hanno sopportato e supportato.I due martiri sono il mio allenatore,sempre pronto al dialogo in qualsiasi momento della giornata e la famiglia di mia sorella Rita.Con i miei orari strani per gli allenamenti li ho fatti impazzire per starmi dietro tra pranzi e cene…però sono loro i miei primi tifosi.Chi mi ha supportato? Tanti,tantissimi che quasi sicuramente dimenticherò qualcuno,di ciò mi dolgo e mi scuso.La mia società,Reggio Event’s che ha sponsorizzato il mio viaggio e che mi è sempre a fianco.Già  detto del mio allenatore Vincenzo Esposito,un grande.Antonio Tallarita,il mio scopritore che abitando a Reggio Emilia è stato il mio faro,la mia boa nel “mare nostrum” della preparazione.Tutti gli amici di facebook,grandiosi e sempre pronti con parole gentili a fare il tifo per me seguendomi in tutte le mie peripezie...FANTASTICI.Sono sicuro di poter ben figurare ed ho la consapevolezza dell’essere forte.GRAZIE A TUTTI…Intanto il dolorino al bacino…” ...Ore 11.40 dall’altoparlante della stazione la voce annuncia il treno per il capoluogo lombardo,si vede Ciro che alza lo sguardo dal monitor,chiude il portatile e si prepara alla partenza.VAI E DIVERTITI CAMPIONE,FACCIAMO IL TIFO PER TE.SIAMO CONVINTI CHE NON CI DELUDERAI.MIGLIAIA DI GAMBE CORRERANNO CON TE,CENTINAIA DI CUORI PALPITERANNO PER TE,IL NOSTRO INCITAMENTO TI SPINGERA’.CONQUISTA SPARTA!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-4060180277531032413?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/4060180277531032413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/09/un-anno-di-corsa-verso-la-spartathlon.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/4060180277531032413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/4060180277531032413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/09/un-anno-di-corsa-verso-la-spartathlon.html' title='Un anno di corsa verso la Spartathlon : “IL SOGNO”'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-5556974932921886720</id><published>2010-09-01T12:25:00.000-07:00</published><updated>2010-09-01T12:27:43.163-07:00</updated><title type='text'>“Dagli aironi alle aquile"...Una passeggiata lunga 112,3 km.</title><content type='html'>“Dagli aironi alle aquile” potrebbe sembrare un romanzo uscito alla penna “avventuriera” dello scrittore Wilbur Smith;in realtà è una particolare corsa podistica a staffetta che collega,come dicono i reggiani,”la bassa all’appennino”.Questa kermesse voluta da Giuliano Mainini,presidente della podistica Biasola,con la collaborazione della Uisp intende appunto unire simbolicamente l’estremità della provincia di Reggio Emilia da nord a sud,lungo il percorso (di ritorno) che i “montanari”,verso la metà del secolo scorso,compivano dopo essere venuti giù a piedi con i loro animali carichi di castagne da scambiare con frumento e sabbia,quest’ultima utile alla costruzione delle loro abitazioni.Quest’anno,rispondendo all’invito del grande Antonio Tallarita,nazionale della ventiquattr’ore ed unico ad averla corsa interamente,ho aderito,d’apprima con qualche remora poi con entusiasmo crescente a questa manifestazione che vedeva tra i partenti anche altri atleti di livello mondiale nell’ambito dell’ultramaratona.Gente che non ha bisogno di presentazione però è giusto,doveroso e rispettoso nominarla:Andrea Accorsi,tra l’altro ottimo scrittore,vincitore circa venti giorni fa di una ventiquattr’ore corsa in Germania;Monica Barchetti,nazionale della cento chilometri,che sta rientrando da un infortunio e che aveva bisogno di mettere chilometri nelle gambe;Enrico Vedilei,ex nazionale,anche lui un “personaggio” niente male con le sue oltre trecento gare “ultra” nelle gambe;Antonio Tallarita,nazionale della ventiquattr’ore,pluridecorato agli ultimi mondiali ed europei dove ha pure migliorato il suo personale sulla distanza.I miei dubbi sulla partecipazione a questa corsa erano dovuti al fatto che poteva lasciare dei residui non facilmente assorbibili nella mente e nelle gambe in vista di una gara di duecentoquarantasei chilometri che affronterò tra meno di un mese.Dubbi poi fugati dall’aver parlato col mio allenatore,con Tallarita e Vedilei che hanno molta più esperienza di me ed in più hanno già corso quella manifestazione alla quale parteciperò.Alla fine mi sono convinto che correre in gruppo ad un’andatura non tanto veloce per i miei canoni ma giusta per la Spartathlon poteva essere un buon test.La particolarità dell’orario di partenza ,le 00.00,ha poi alimentato la curiosità ed aumentato il fascino di questa traversata.Prendere il via a notte fonda ,attraversare i vari paesi mentre tutti dormono,veder sorgere il sole alle spalle della Pietra di Bismantova,citata anche da Dante in uno dei suoi più famosi scritti ,è un’atmosfera molto coinvolgente.L’avventura parte nel pomeriggio di venerdì a casa di Tallarita dove gli ultramaratoneti si radunano e da dove un pullmino del organizzazione ci viene a prendere per portarci in piazza Bentivoglio a Gualtieri.Serata all’insegna del buon umore e con un ottimo pasta party. Si fanno un po’ di foto con l’Assessore e qualche ripresa per la tv locale a cura di Pietro Margini al quale va un grazie particolare per il suo lavoro sempre preciso e professionale.Lo stesso Margini ci accompagnerà lungo tutto il tragitto sempre pronto dietro ad una curva,sopra un muretto,appostato dietro un dosso ad immortalare con la sua telecamera i momenti salienti della corsa,i nostri visi stanchi e le nostre smorfie.Verso le ventitré e quindici si parte alla volta di Lido Po,località che vedrà lo start della gara,lì tra belle donne che si recano nei locali notturni e le zanzare che ci mangiano vivi iniziamo i soliti riti pre-gara e riempiamo la beuta d’acqua del Po che poi all’arrivo al Cerreto avremmo vuotato nel lago.Scocca la mezzanotte,al buio vede la luce un nuovo giorno ricco di energia e carico di speranza.Parte la staffetta.Tutti in gruppo,compatti in direzione di Reggio Emilia;c’è molta allegria,si ride alle barzellette dell’amico Fabio (l’altro atleta che correrà l’intero percorso),si chiacchiera di tutto…La notte è lunga. I primi ristori si susseguono,le prime ore passano velocemente e del gruppo della partenza già qualcuno sale sui pullmini per poi ritornare in gara dopo qualche chilometro o qualche ora.Stiamo per arrivare nel capoluogo emiliano quando mi si stacca una lentina a contatto,mi fermo all’ambulanza,la rimetto su e recupero il terreno perso rispetto agli altri.Si arriva in piazza Tricolore,in pieno centro città,facciamo il giro intorno alla nuova e spettacolare fontana che con i suoi giochi d’acqua colorata dalle luci rende la notte meno cupa.Di corsa dal centro si arriva a piazza Prampolini,dove ha sede il comune della Citta’ del Tricolore.Qui un uomo steso a terra accanto alla sua bici con gli occhi sbarrati è immerso nel suo mondo,chissà a cosa pensa…Usciamo dal cuore della città e ci portiamo verso la periferia.Rivalta,Puianello,Vezzano sul Crostolo.Mi accorgo che non c’è più l’amico Enrico,purtroppo si è dovuto ritirare a causa della forte umidità e ciò mi è dispiaciuto veramente.Gli incontri con dei personaggi strani continuano,tre giovani in strada al nostro passare si spogliano restando in mutande e scalzi corrono circa trecento metri insieme a noi con le loro amiche che sorridono fotografando e riprendendo il tutto….Mah???!!! La strada che dall’uscita della città era in leggera salita inizia a diventare più dura.Mi avvolgo nelle mie cuffie, ascolto la mia musica e canto le mie canzoni magari dando pure fastidio a qualcuno .Buio e silenzio avvolgono le strade,quelle stesse vie che quando le percorro in macchina alla luce del giorno sembrano avere un altro vestito,sembrano dirmi altre cose,sembrano non finire più.Passano i chilometri,gli atleti si avvicendano in gara ,resistiamo ancora in cinque che han corso tutti i chilometri.La Monica decide di fermarsi un po’,è giusto così,rientrerà più tardi per correre la parte più dura del percorso e sarà un vero piacere vederla inerpicarsi molto bene su quei tornanti…STA RITORNANDO PIU’ FORTE DI PRIMA.La notte ormai sta per lasciare spazio alle prime luci dell’alba.Si arriva a Casina,le salite diventano molto “aspre” per la pendenza ,per la lunghezza ed anche per il numero di chilometri già corsi.Andrea a questo punto decide di fermarsi un po’,riprenderà anche lui con la parte più difficile del tracciato.Un paio di volte ho la tentazione di fermarmi per poi riprendere più tardi ma gli amici mi fanno desistere dall’intento e così vado avanti.Ormai il sole è alto ed un altro bel personaggio incontriamo…un ragazzo s’inginocchia davanti a noi con una birra in mano e ci urla”Ragazzi vi stimo tantissimo”,secondo me stimava di più la bottiglia che aveva in mano. Si ferma anche Antonio per un problema che lo affligge da tempo,anche lui rientrerà dopo con dei sandali al posto delle scarpe.Arriviamo ad un ristoro dal quale poi ripartiremo soli in quattro,la salita non finisce mai.Qui mi accorgo che l’appoggio del piede sinistro non è uguale a quello destro,qualcosa non va,cerco di capire se la causa possa essere la strada sconnessa,qualche muscolo “che se ne va per fatti suoi” oppure il bacino non più in asse.Stringo i denti ma non mollo,mi pongo un traguardo dietro ogni curva e poi finalmente da lontano il nuovo ristoro,lo raggiungo e bevo il mio bicchiere di te seguito da un altro d’acqua frizzante a differenza di Fabio che mangia di tutto compreso della pizza che si è portato da casa. Si riparte.Ormai siamo a Cervarezza,sono rientrati anche gli amici che prima si erano fermati,è di nuovo un bel gruppo;ancora un po’ ed eccoci a Busana…soffrendo si arriva in centro a Collagna dove ci attende l’Autorità locale per uno scambio di saluti.Da qui in avanti c’è solo d’arrivare ai 1230 metri di Cerreto laghi.La strada,con i suoi tornanti che stringono la montagna in un abbraccio soffocante,sembra essere nostra nemica,insieme a Tallarita la corriamo lentamente senza mai camminare però.Giuliano Mainini che ha corso meno chilometri di noi e quindi più fresco rallenta spessissimo e si aggrega a noi ,c’incoraggia e ci da informazione sui ristori..una presenza veramente importante la sua a questo punto del percorso. Arriviamo ad un altro ristoro,gli altri atleti che sono fermi e gli addeti hanno ormai capito che io e Fabio siamo li a correrla tutta ci applaudono e c’incoraggiano.E’ tutto molto bello.Ripartiamo ed arriviamo all’ultimo pit stop…”Adesso si scollina”dice qualcuno,beh se scollinare significa fare altri due chilometri di salita e poi trecento metri di rettilineo allora abbiamo scollinato,pero’ che strano scollinamento,ahahah.Mancano cento metri al traguardo,io e Fabio ci portiamo in testa al gruppo e superiamo la finish line felicissimi tra il tripudio generale ed in piazza si sente il mio urlo liberatorio.A questo punto prendo d’assalto il ristoro finale,bevo un po’ e dopo qualche minuto mangio mezza crostata,della frutta e dei biscotti.Tra i tantissimi che mi fanno i complimenti,molti mi pongono una domanda:”Hai corso centododici chilometri e trecento metri senza mai mangiare,hai solo bevuto,come hai fatto?” Non mi sono dilungato troppo nella risposta gli ho semplicemente detto che è questione d’abitudine,in realtà dietro ci sono studi scientifici fatti e molto lunghi da spiegare.Mi sistemo un po’il look,rilascio un’interivista televisiva e poi subito al ristorante a pranzare tutti insieme.All’interno del locale ci viene consegnato un diploma con il percorso ed il numero dei chilometri fatti e qui io e l’amico Fabio ringraziamo tutti.Si termina con i saluti agli amici e si ritorna a casa con la consapevolezza di aver fatto un bell’allenamento e che il lavoro svolto fino a questo momento è perfetto nei tempi e nei modi e di ciò non posso che ringraziare il mio allenatore Vincenzino Esposito.Fisicamente ho terminato bene la gara,ho avuto modo di riprovare il gel che usero’ in Grecia e i Booster che sono veramente utili.Vorrei ricordare che gli organizzatori aderendo ad una proposta di Andrea Accorsi hanno devoluto parte del ricavato all’AISLA, Associazione Italiana Sclerosi laterale amiotrofica e questo è stato un gesto molto bello !!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-5556974932921886720?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/5556974932921886720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/09/dagli-aironi-alle-aquileuna-passeggiata.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5556974932921886720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5556974932921886720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/09/dagli-aironi-alle-aquileuna-passeggiata.html' title='“Dagli aironi alle aquile&quot;...Una passeggiata lunga 112,3 km.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-6557473558471712290</id><published>2010-08-17T09:12:00.000-07:00</published><updated>2010-08-18T22:11:00.499-07:00</updated><title type='text'>Ecomaratona della Valdarda:Come trascorrere un bel pomeriggio diverso a Ferragosto.BENE,BRAVI,BIS !!!</title><content type='html'>Dopo qualche giorno di pioggia che ha imperversato su tutto il nord Italia nel periodo fino alla vigilia di ferragosto,mi reco verso Morfasso,località in provincia di Piacenza,consapevole di non trovare un "terreno" molto favorevole per una ecomaratona ma sicuro di poter effettuare un buon allenamento comunque..Sono le cinque del mattino,è molto presto,però già si vedono dei nuvoloni neri che non promettono niente di buono e qualche goccia di pioggia fa la sua comparsa sul parabrezza della macchina.Comincio allora a chiedermi se avessi fatto la cosa giusta nel prendere parte ad una gara della quale,colpevolmente,conoscevo abbastanza poco se non solo l'altimetria e corsa solo per allenarmi.Ormai ci sono...Vado!!! Piu' mi avvicino alla cittadina emiliana incastonata nell'alta Val D'Arda e piu' il sole si alza ravvivando i colori che circondano questa parte d'Italia;pareti rocciose,vallate e piccoli borghi si susseguono...lungo la strada sono da solo,anzi no,c'è un autovelox(abbastanza nascosto).Finalmente verso le sei e quaranta arrivo a destinazione,il paese ancora dorme avvolto nella sua quieteche da li a qualche minutosarà interrotta piacevolmente dalle voci e dai passi di circa centocinquanta atleti.In una palestra di una scuola,che durante la notte è servita anche d'alloggio per gli atleti giunti da piu' lontano,c'è il ritiro dei pettorali e dei pacchi gara.Tutto si svolge in modo molto veloce...ci credo,sono il primo!!!La piazza ,cuore di questo paesino,inizia a pulsare piu' rapidamente e a ridestarsi dal suo torpore notturno...inizia a vivere un  nuovo giorno insieme a tutti noi.Una capatina al bar per un caffè,una lettura veloce dei quotidiani,quattro chiacchiere con gli amici ed un po'  di riscaldamento ingannano l'attesa che ci porta alla partenza.La campana della chiesa con i suoi otto rintocchi ci ricorda ormai che manca mezz'ora allo start. Lo speaker invita tutti alla punzonatura e a portarsi dietro al gonfiabile della partenza.Si ride,si scherza,però ad un certo punto la voce dall'altoparlante ci chiede la nostra attenzione per una comunicazione importante relativa al percorso mettendoci in guardia dalla presenza di molto fango, specialmente nella seconda parte del tracciato,in modo da farci essere piu' prudenti.Ore otto e trente,si parte.Un giro del centro abitato su superfice asfaltata e poi inizia lo sterrato,si guada un ruscelletto e s'inizia a salire.Lo scenario cambia in continuazione,sentieri di bosco lasciano il passo a viottoli rocciosi,ancora asfalto,pietre,erba...tutto così a coprire l'intera distanza.E' tutto così meravigliosamente affascinante.Fotografi sparsi lungo l'itinerario della corsa immortalano le nostre gesta,i nostri visi così impegnati in alcuni tratti ma anche spensierati quando la strada lo permette.Arrivo ad un certo punto dove anche camminare è diventato difficile vista la pendenza molto accentuata,quasi m'arrampico.Mi volto un attimo per vedere se vi fossequalcuno piu' veloce in modo da "dargli strada" e mi accorgo  che sono su una parete fatta di roccia e erba sospeso ,quasi,nell'aria e tutta in basso la vallata...Uno spettacolo da mozzare il fiato e piu' mi guardo intorno e piu' resto estasiato.Io che non sono abituato a questi scenari ,per me che quando mi alleno i miei occhi mettono a fuoco solo una lingua d'asfalto e una riga biancache delimita la strada è una "boccata di paradiso".A metà parete non posso che prendere la macchina fotografica e fissare quegli attimi.Aspetto che arrivi un altro atleta e gli chiedo,cortesemente,se puo' scattarmi una foto,facendomi diventare per sempre presenza in quel quadro stupendo.Arrivo al punto piu' alto e trovo una croce,anch'essa non sfugge al mio obiettivo fotografico.In tutto questo susseguirsi di scatti perdo qualche minuto.:"Ma cosa vuoi che sia rispetto allimmensita'",mi dico.Da qui parte una stradina di sola roccia,molto ripida,scivolosa e strettache mi fa capireche s'inizia a scandere dalla"cima Coppi"(usando un termine ciclistico)dell'ecomaratona.Ok,inizia la discesa,ma questo non vuol dire che siano finite le salite.Adesso lo scenario che mi si para davanti è fatto di sola roccia,una sola distrazione potrebbe essere fatale ma è troppo bello.Si corre un centinaio di metri lungo il crinale del monte e poi ancora rocce.In mio aiuto,però,qua mi vengono delle corde fissate nella roccia da chiodi da scalata,scendo tenendomi al cavo...che avventura.Dalla roccia si ripassa ad un sentiero boschivoe vado giu' che è un piacere,ad un certo punto però devo fermarmi perchè tra me ed il percorso c'è una staccionata con del fil di ferro.:"Non posso mica scavalcarla",mi chiedo e così prendo una stradina parallela che pero' ad un certo punto finisce di essere tale e devia,mi accorgo di essere fuori strada.Intelligentemente torno dietro ed aspetto.:"Passerà qualcuno,spero!!!"E' il mio pensiero.Qualche minuto dopo arrivano degl'altri amici-atleti che mi dicono di scavalcare,:"Perchè è così" ripetono in coro.Detto,fatto.Mi butto giu'lungo il sentiero,i piedi e le gambe già pieni di fango con l'aumentare della mota s'impasticciano sempre di piu' e porto con me una zavorra di qualche chilo.I piedi bagnati dall'inizio portano con loro ancora un altro problema e cioè quando l'appoggio a terra è piu' lungo c'è l'insorgere di crampi che pero' riprendendo subito riesco a far in modo che la situazione si normalizzi.Bene,avanti così!!!Ci sono,lungo il tragitto,solo delle piccole lingue di terra che emergono da quelle piccole paludi,sulle quali è possibile passare,oppure quando non ci sono neppure queste devo stare sul bordo,aiutandomi con gli alberi,praticamente aggrappandomi.Riprendo velocità,ed in velocità le decisioni vanno prese in un attimo specialmente dove è difficile se non impossibile frenare lo slancio.Arrivo in un punto dove decido,in una frazione di secondo,di saltare per evitare d'impantanarmi,mai errore fu piu' fatale.Il punto di atterraggio che poi mi sarebbe servito automaticamente per staccare ancora,cede.Vado dentro fino a metà gamba,solo la mia prontezza di riflessi,il mio allenamento e la mia agilità m'aiutano a restare in equilibrio ed a fare in modo che la gamba non si spezzi.Superata indenne anche questa insidia continuo nel mio incedere.Poco dopo,colpa di una frustata di un ramo mi accorgo di avere un dolore ad  un tendine d'achille ,mi punge ed è fastidioso.Solo alla fine,dopo la doccia scoprirò d'avere un livido di circa tre,quattro centimetri ed una spina conficcata.Vado ,corro comunque felice in compagnia del mio i-pod (lo so che non si puo'...),la mia testa è leggera così come lo sono diventate anche le gambe.Arrivo al ristoro,sempre ben fornito come tutti d'altronde,ed i ragazzi mi dicono che sono al trentaduesimo chilometro.Mi fermo un pò,bevo,scherzo  con i ragazzi ,scattiamo qualche foto con la bandiera dell'Inter ed intanto arriva la prima donna con altri tre atleti,tutti molto simpatici.Si riparte tutt'insieme,si chiacchiera un pò perchè, il percorso,che adesso è una distesa d'erba regolare,lo permette.Siamo in un "mare verde" e non vediamo però una pietra che c'indica il tracciato,così percorriamo una quarantina di metri prima di accorgerci d'aver sbagliato,ritorniamo sui nostri passi e prima di rimarciare nella giusta direzione fischiamo per richiamare l'attenzione di un altro atleta che non si è accorto dell'errore.Ormai mancano solo dieci chilometri,quelli che sono piu' avvezzi di me a questo tipo di corse vanno avanti,giustamente.Arrivo così agli ultimi quattro chilometri e l'alternarsi tra asfalto,dove vado giu' a scheggia e riprendo quelli che  prima erano andati via e lo sterrato scivoloso,dove devo frenare la corsa,diventa piu' regolare.E' proprio questo susseguirsi di superfici,questo cambio repentino di stile di corsa che mi crea qualche problema ai muscoli posteriori delle cosce.Ad un chilometro e mezzo dalla fine arrivano i crampi ad entrambe le gambe che pero' con intelligenza,fortuna ed esperienza riesco a gestire,rallentando un pò e rilassandomi fisicamente e anche mentalmente.Ultimi cin quecento metri di strada ,supero un altro paio d'atleti,curva di novanta gradi a destra,cinquanta metri di salita ancora,tiro fuori il mio vessillo bianco nerazzurro e taglio il traguardo felice in ventiquattresima posizione in 4h49'10".Medaglia,foto ricordo e tante risate.Arriva la prima donna che avendo anche Lei la mia stessa  fede calcistica mi chiama per farsi scattare delle foto insieme con la bandiera.Bell'atmosfera,tutti contenti.Mi tolgo le scarpe e le butto via,ripromettendomi però di comprarne delle apposite per questo tipo gare e non d'usare piu' quelle d'allenamento consumate e vecchie per non provare quella sensazione di guidare l'auto sul ghiaccio senza catene.Ritiro borsone veloce,doccia e pasta party.Qui ancora una piacevole sorpresa.Ditemi voi cosa ne pensate,si poteva scegliere tra pennette e risotto,tra polenta ai funghi e polenta con gorgonzola,frittura di calamari,carne,a seguire patate fritte finendo con gelato o mousse alla fragola,acqua o vino per chi lo desiderava.Il pomeriggio trascorre aspettando le premiazioni e chiacchierando con gli amici Santo,Federica ed Amedeo.Quelle nuvole nere che erano state la mia prima visione e fonte di preoccupazione della prima mattinata fanno capolino a Casali di Morfasso.Decido così che è arrivato il momento di riprendere il pullmino e ritornare giu' a Morfasso.Ancora il tempo di un caffè con un amico conosciuto prima della partenza  e poi in macchina verso casa.Cosa mi resta di questa giornata?Sicuramente il ricordo di una bella esperienza,la visione di scenari stupendi,la certezza di aver fatto un buon allenamento e la contentezza di essere stato in compagnia di tanti amici che giorno dopo giorno aumentano sempre di piu'.Spero che questo mio entusiasmo traspaia dalla lettura  del mio racconto e che possa arrivare a quelle persone che colpevolmente snobbano questa gara solo perchè  è corsa a ferragosto,preferendole lunghe code in autostrada e stress da ombrellone.L'ultimo pensiero come sempre lo rivolgo agli organizzatori.Li ringrazio ,prima di tutto e gli dico di continuare così che la strada intrapresa è quella giusta.Devono migliorare secondo me solo in tre cose per diventare perfetti:&lt;br /&gt;1) In un paio di punti,nonstante il percorso fosse segnalato bene,alcuni atleti si sono sbagliati.MIGLIORARE LA SEGNALAZIONE NEI PUNTI CRITICI(che si conoscono);&lt;br /&gt;2)Perchè non segnare i chilometri magari ogni cinque? Aiuterebbe noi atleti che non possiamo regolarci con i ristori che giustamente vista la particolarità non possono essere precisissimi;&lt;br /&gt;3)Perchè far pagare cinque euro per il servizio navetta? Trovate qualche sponsor,non credo ci sia bisogno di una grossa cifra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s.  A questi tre punti,devo essere onesto,l'organizzatore ha risposto in modo esauriente nella mail che mi ha mandato dopo aver ricevuto la mia con i ringraziamenti ad appunto queste annotazioni.Posso gia' dire che dall'anno prossimo saranno ancora migliori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-6557473558471712290?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/6557473558471712290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/08/ecomaratona-della-valdardacome.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6557473558471712290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6557473558471712290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/08/ecomaratona-della-valdardacome.html' title='Ecomaratona della Valdarda:Come trascorrere un bel pomeriggio diverso a Ferragosto.BENE,BRAVI,BIS !!!'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-3937997719024567890</id><published>2010-07-26T14:59:00.000-07:00</published><updated>2010-07-27T05:41:22.264-07:00</updated><title type='text'>4^ Golden marathon Rimini extreme:Il racconto di una gara da dimenticare...</title><content type='html'>Non sempre e come faccio spesso si puo' raccontare di una gara corsa in modo brillante,senza problemi ed organizzata alla perfezione.Quando accade il contrario è anche giusto aver l'umiltà,il coraggio e l'onestà di raccontarlo affinchè le critiche possano servire da pungolo per fare meglio;questo vale per me come atleta e per gli organizzatori delle manifestazioni.La 4^Golden marathon Rimini extreme è stata,dal punto di vista fisico, la mia peggiore corsa che abbia mai fatto ed anche dal punto di vista organizzativo ha palesato diverse lacune.Partiamo dall'inizio cercando di capire la genesi di questa mia debacle,questo pero' non deve fornirmi una giustificazione o servire da alibi ma deve essere il punto d'inizio,un punto dal quale ripartire cercando di capire,analizzare l'errore compiuto in modo che esso non si perpetri in futuro.Sveglio dalla mattina alle quattro per andare a lavorare e dopo aver mangiato della pasta ed un panino col crudo verso le tredici,mi reco ,in treno,verso Rimini,luogo dove si terra' la manifestazione collocata all'interno della 5^ 100km Rimini extreme che negli ultimi anni ha visto vincitore sempre il grande Ivan Cudin.Mi permetto di aprire una parentesi su Ivan,ragazzo sempre disponibile e prodigo di consigli verso chi glieli chiede,sempre umile,nonstante sia un Campionissimo e sempre sorridente nonostante i problemi fisici che ultimamente l'attanagliano...chiusa parentesi.Arrivato a Rimini,verso le 17,nell'attesa da Milano del mio amico Claudio ,mangio dei biscotti e bevo una coca cola(primo errore in assoluto da non ripetere piu'!!!).Ci rechiamo alla nuova darsena dove c'e' il centro maratona e l'intera organizzazione,ritiriamo il pettorale ed il pacco gara in modo veloce(finalmente una maglietta della misura giusta...bravi),rispondono alle nostre domande in modo chiaro e con fare gentile e poi chi vuole riposare un po' puo' farlo su dei lettini messi a disposizione.I saluti con gli amici di sempre,il nostro sembra ormai un circo itinerante,ci si conosce tutti...battute,foto,risate e commenti rendono l'atmosfera ancora piu' piacevole e riempiono l'aria e l'attesa per la partenza.Arriva l'ora del pasta party...tardi e scarso,tanto che alle rimostranze di qualche atleta ci viene concesso un altro "giro".Da ogni angolo sbuca la simpaticissima Denise con la sua macchina fotografica sempre pronta ad immortalare gli attimi,le scene piu' simpatiche,le piu' originali,diciamo la verita' se non ci fosse dovrebbero inventarla!!!.Verso le 21.30 si parte in corteo verso l'arco d'Augusto,praticamente una passeggiata di un paio di chilometri per arrivare alla partenza.Ore 22.00 si parte...Subito dopo lo start ,neanche dopo un minuto di corsa,mi accorgo d'avere problemi allo stomaco...accidenti!!! Dovendo fare un allenamento e partito tranquillamente per correre la maratona noto che non ci sono degli atleti fortissimi sulla distanza ma siamo tutti piu' o meno dello stesso livello,quindi un pensierino alla vittoria lo faccio,promettendomi pero' che avrei preso in considerazione l'ipotesi solo se continuando così fossi stato nelle prime posizioni verso la mezza maratona.Raggiungo subito un bel gruppetto di atleti,il passo e' regolare,tranquillo e siamo tra i primi...bene.Ristoro del  quinto chilometro,come sempre prendo un bicchier d'acqua,perdo qualche secondo che pero' subito recupero.Ristoro del decimo chilometro,qui commetto un altro grave errore,non mi accorgo,perche' non mi viene detto,che nel bicchiere che stavo prendendo ci fossero i sali,che mi fanno star male e non la sola acqua o il te.Ormai pero' è tardi,l'ho gia' buttato giu' ed il patatrac è compiuto,aggiungendo un altro tassello al mio malessere gastro intestinale.Verso il ventesimo chilometro,credo,c'è una discesa,una folata di vento gelido...un blocco,inizio a vomitare e sara' così per altre sei volte.Pensare che parlavo di cio' con Ivan proprio prima della partenza,mi aveva messo in guardia del problema riguardo alla Spartathlon...consigli preziosissimi dei quali faro' tesoro e perche' me li ha dati Lui e perche adesso so cosa significhi.Passa il tempo e ormai svuotato cammino un po' in compagnia di un amico toscano.Purtroppo è notte,si sale di quota ed inizio ad avere freddo.Mi passano in tanti,c'è chi mi riconosce e m'incoraggia,chi invece è perso nella sua corsa.Arriviamo pero' a quattro chilometri  dal traguardo ed ai piedi di una bella e ripida salita vengo preso da un moto d'orgoglio ed inizio a correre velocemente e con regolarita come se niente fosse successo,superando una dozzina di atleti arrivo al traguardo della maratona neanche poi tanto stanco.Buono il ristoro. Qui ancora pero' una pecca organizzativa... .Non si possono far aspettare per qualche ora gli atleti sfiniti in un ambiente piccolo ,freddo e senza doccia.No questo no !!! Per concludere vorrei elencare ancora  delle cose che non mi son piaciute:&lt;br /&gt;1) I chilometri segnati in malo modo e poco visibili;&lt;br /&gt;2) Il profilo altimetrico che ci avevano dato non corrispondeva alla realta';&lt;br /&gt;3) Il percorso non era segnato in alcuni punti in modo chiaro,sono stato testimone  di arrivi della 100km di atleti che giungevano da strade diverse e non parlo di atleti che viaggiavano nelle retrovie(con tutto il rispetto)ma parlo anche di chi e' arrivato tra i primi dieci.&lt;br /&gt;4)Il ristoro finale della 100km era scarsino;&lt;br /&gt;5) La medaglia per i finisher della maratona era con la scritta 100km Rimini &lt;br /&gt;    extreme;&lt;br /&gt;6) Hanno classificato nella maratona gli atleti della 100km che si sono farmati al 42,195 km quando questo non era esplicitato nel regolamento(e se fossi stato primo in gara basandomi sul colore dei pettorali e poi m'accorgevo al traguardo di essere arrivato ,che ne so,secondo perche' uno della cento chilometri aveva deciso di ritirarsi? A quale scopo allora i numeri di colore diversi???)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque spero che anche gli organizzatori ,così come ho fatto io con i miei errori,possano trarre delle indicazioni utili per il futuro,affinche' la manifestazione possa migliorare e allora saro' il primo ad applaudirli,a rallegrarmene  ed a raccontarlo !!!FORZA RAGAZZI,SI PUO' E SI DEVE MIGLIORARE,VALE PER ME E VALE PER VOI,IN BOCCA AL LUPO!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-3937997719024567890?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/3937997719024567890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/07/4-golden-marathon-rimini-extremeil.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/3937997719024567890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/3937997719024567890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/07/4-golden-marathon-rimini-extremeil.html' title='4^ Golden marathon Rimini extreme:Il racconto di una gara da dimenticare...'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-7566917537610891468</id><published>2010-07-15T02:21:00.000-07:00</published><updated>2010-07-15T14:37:13.557-07:00</updated><title type='text'>Ecomaratona del Ventasso.La "DURA"bellezza di correre nella natura.</title><content type='html'>Solo una volta,qualche anno fa,avevo corso una gara in natura anche se molto breve, circa 8.7km...LA CRONOSCALATA DEL VENTASSO. Esperienza,per l'epoca,TERRIFICANTE per me,che mai avevo avuto l'occasione di correre un trail.Salite da panico,discese da pazzi,fondo sconnesso,rami che sbucavano da ogni dove,ecc;così all'arrivo mi ripromisi:"MAI PIU'UNA CORSA DEL GENERE".Per qualche tempo ho tenuto fede a questa mia promessa di correre solo sull'asfalto delle strade,piu' sicuro per le mie caviglie e per le giunture tutte solo per la tranquillita' di sgambettare su di un fondo compatto,senza buche e sorprese di varia natura.A partire da quest'anno pero' le cose sono cambiate un pò e per preparare al meglio il tratto di salita ripida su fondo sterrato che dopo 154km di corsa dovrò affrontare alla Spartathlon ho deciso di concerto col mio coach di variare un pò la superfice d'appoggio dei piedi,cosi'ho partecipato alla maratona della Pace sul fiume Lamone,alla 50km sulla sabbia di San Benedetto del Tronto e di conseguenza l'iscrizione all'Ecomaratona del Ventasso era d'obbligo,anche perche' recensita sempre in modo positivo da tutti e poi perche' distante solo 50km da casa.Una bella corsa dove il rispetto per la natura viene messo al primo posto insieme alla sicurezza del percorso e di riflesso anche degli atleti.Come sempre il mio arrivo nella localita' di partenza ,in questo caso Busana,sull'appennino reggiano ai confini della Toscana e' stato molto anticipato perche' mi piace vedere l'avvento della gente,la preparazione,la cura dei dettagli,"l'organizzazione che si muove" in modo che tutto si svolga senza intoppi.L'aria che si respira è piu' fresca rispetto a quella che s'inala giu'in città...finalmente non c'e' quella cappa di umidita' che avvolge sempre la pianura Padana.Pian piano la piazza del piccolo paese inizia a riempirsi di persone,di atleti con abbigliamento un po' diverso rispetto a quello che generalmente si vede in una normale maratona su strada...fanno bella mostra scarpe da trekking,bastoncini da nordic walking,borracce di varie misure,ecc.Anch'io per la verità un qualcosa di diverso ce l'ho e cioe' un marsupio,perchè facendo le prove per la Spartathlon,questo oggetto sicuramente sarà mio fedele compagno lungo i 246km della corsa ellenica.Ci avviciniamo all'orario di partenza,facciamo la punzonatura e poi lo speaker ci ricorda che essendo un'ecomaratona ,ma questo dovrebbe valere sempre,abbiamo l'obbligo ,dico io anche l'educazione,di buttare bottigliette e bicchieri vuoti negli appositi contenitori e poi altra cosa importante,prestare soccorso alle persone in difficolta',questo secondo me sarebbe sempre auspicabile. Ore 08:30 ...SI PARTE.Un primo giro di circa 11km ci fa ripassare dal centro abitato di Busana per poi intraprendere la strada verso il Ventasso.Si aprono davanti a me sentieri molto belli,si vedono ruscelli,animali di vario genere,si passa da piccoli ed antichi borghi,brughiere d'altura...e' tutto molto particolare e bello per me abituato al puro e semplice asfalto di citta'. Ci sono dei tratti dove la corsa lascia il passo al cammino date le pendenze elevate ma anche questo va bene perche' corro in un'altra dimensione,rapito come sono dall'ambiente circostante.C'e del fango ,pietraie,erba diciamo un fondo abbastanza misto e tutto cio' mi fa stare molto concentrato per fare in modo che le caviglie non mi giochino un brutto scherzo.Passano i chilometri,il cronometro va avanti ma di cio' non mi accorgo,non accuso mai stanchezza,figlio ormai quale sono di quella vegetazione così affascinante.I ristori sempre ben forniti e gestiti da persone molto affabili alleviano il nostro andare su,verso l'alto,quasi a toccare il cielo.Si arriva al lago Calamone,c'e' tanta gente che prende il sole,persone che giocano con i figli,molti applaudono e c'incoraggiano al nostro passaggio.Da li in poi pero' la salita inizia a diventare seria,dal basso si vede uno sciame di persone che s'inerpica e va fino alla Croce...uno spettacolo fantastico guardare su. Guardare giu' poi e' a dir poco mozzafiato,nonostante un po' di foschia,si vede il lago,le vallate,le montagne...tutto un crogiolo di colori meraviglioso che allevia la durazza di una lunga e lenta salita.Arrivo al punto piu' alto,tiro fuori la mia bandiera dell'Inter e mi faccio immortalare felice e contento.S'inizia poi a  correre sul crinale della montagna facendo sempre molta attenzione,la discesa sull'erba e poi sulle pietre mette a dura prova le gambe,atleti abituati ai trail vanno giu' come degli animali d'alta montagna,fantastici nel loro incedere cosi' sicuro.Piccoli tratti d'asfalto sono un'oasi per me,purtroppo sono pochissimi e si ritorna sullo sterrato ,c'è molto fango e le scarpe così come i piedi non si riconoscono piu',però ormai manca poco.Qualche accenno di crampi ai piedi  dovuto al fatto che fossero bagnati ,pero'  si va avanti.Parecchi atleti ormai camminano,hanno dato tutto,io invece corro tranquillamente,rido ,scherzo...esco dallo sterrato e m'immetto sulla discesa che mi porta al traguardo,al cambio di superfice un altro accenno di crampi,stavolta pero' alle gambe,mi rilasso e vado giu' sparato col bandierone dell'Inter sempre che sventola,la gente applaude ,m'incita e dopo 5h 00' 26" termino la prova in 42ima posizione.Quando taglio il traguardo c'è lo speaker che ironizza,simpaticamente sulla mia bandiera e i miei tatuaggi,uno scambio di battute con lui e con il buon Margini che faceva le riprese e poi via.Doccia,a 100m... perfetto,pranzo, con i bimbi simpaticissimi che aiutavano a servire ai tavoli...abbondante e simpatico.Poi,ahimè alle 14.30,di corsa in macchina (sempre nei limiti di velocità)a lavorare dove un mio collega mi aveva fatto la cortesia di rimanere due ore in piu'...Grazie Sandro.Mi resta il ricordo di una "DURA" e bella corsa in natura e la PROMESSA STAVOLTA DI RITORNARE.&lt;br /&gt;P.s. Come ho detto durante la gara non ho accusato fatica e dolori,il giorno dopo    pero' le mie gambe hanno indetto uno scipero generale&lt;br /&gt;P.s. Altra tappa di avvicinamento alla Spartathlon superata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-7566917537610891468?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/7566917537610891468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/07/ecomaratona-del-ventassola-durabellezza.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7566917537610891468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/7566917537610891468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/07/ecomaratona-del-ventassola-durabellezza.html' title='Ecomaratona del Ventasso.La &quot;DURA&quot;bellezza di correre nella natura.'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-2421107260849164832</id><published>2010-06-03T13:34:00.000-07:00</published><updated>2010-07-06T08:39:26.645-07:00</updated><title type='text'>100 km del Passatore : Gli stati d'animo di una battaglia !!!</title><content type='html'>In questi due giorni sentendomi con Franco Lanfredi su FB sono stato spronato nello scrivere le emozioni mentali della mia "passeggiata"al Passatore. Eccovi il racconto pubblicato su Nati Per Correre: http://www.natipercorrere.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere di corse,di tempi e di folklore legato ad una manifestazione podistica e' una bella cosa,analizzare in modo razionale con i freddi numeri cercandone di capire "I MOTIVI" e' tutt'altro,non e' piu' difficile ma solo altro esercizio. Il mio "Passatore" volendolo sintetizzare numericamente si riassume  nella tabella che segue:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;  Rilevamento       Km   T.tot     media tot p.tot  Km  T.fraz  media fraz   pos fraz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Borgo San Lorenzo  31,50 2:37:19 s 12,01 Km/h 41  31,50 2:37:19 12,01 Km/h      41 &lt;br /&gt;Colla di Casaglia  48,00 4:27:36 s 10,76 Km/h 44  16,50 1:50:17 8,98 Km/h       54 &lt;br /&gt;Marradi            65,00 6:23:47 s 10,16 Km/h 96  17,00  1:56:11 8,78 Km/h      356 &lt;br /&gt;San Cassiano       76,00 8:03:44 s 9,43 Km/h  158 11,00 1:39:56 6,60 Km/h       622 &lt;br /&gt;Brisighella        88,00 9:09:30 s 9,61 Km/h  110 12,00 1:05:45 10,95 Km/h      21 &lt;br /&gt;Faenza            100,00 10:01:07s 9,98 Km/h  85  12,00 0:51:37 13,95 Km/h      7 &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volendolo compendiare in tre parole invece:SOGNO,INCUBO e REALTA'.&lt;br /&gt;SOGNO,perche' correndo non puoi non pensare a quello che e' stato il Passator cortese.&lt;br /&gt;INCUBO,per la crisi che ho avuto.&lt;br /&gt;REALTA',perche subito dopo il traguardo si ritorna al presente e si inizia a mettere a fuoco,analizzare i dati e ripartire per la prossima avventura.&lt;br /&gt;Anche dalla tabella di sopra si evince di come abbia avuto una prima parte di gara ,almeno fino alla distanza canonica della maratona,abbastanza tranquilla ,senza problemi e con la mente sgombra,i cui due principali lavori erano mettere a fuoco i paesaggi che si avvicendavano lasciando Firenze inerpicandoci per gli appennini e monitorare il fisico.Una seconda parte di corsa fino a San Cassiano in piena emergenza anche se comunque sempre lucido ed un terza frazione di manifestazione corsa come se la gara stesse iniziando in quel momento ,con la sensazione di avere le ali ai piedi e di sentire la bellezza della corsa nell'anima.Prima di partire ,mentalmente un primo traguardo me l'ero posto al Passo della Colla,pero' a partire dal 42 imo km iniziavo a sentire i primi sintomi di una crisi che poi si sarebbe protratta per 33 km ,fino al 75 imo km.Un black out anche abbastanza brutto.Un secondo traguardo doveva essere Marradi,la fine del discesone ed il terzo,il traguardo,l'arrivo a Faenza. Veniamo ora a capire i perche' di questa crisi e del come abbia fatto a gestirla e a superarla.A differenza della 100km della Brianza ,alla quale era stata dedicata  una preparazione ,fisica e mentale,specifica perche' non potevo sbagliare in quanto mi dovevo qualificare per la Spartathlon,il Passatore e' stato corso come allenamento e quindi mentalmente "preso"in modo diverso...non sottogamba,perche' gli allenamenti li eseguo sempre con serieta' e scrupolo ma non avevo quella condizione di "Dentro o fuori" che aveva caratterizzato la corsa lombarda.  Verso la distanza canonica della maratona la mia mente ha iniziato a capire che il corpo non reagiva al pienamente."Ok,mi dico,arrivo alla "Colla e poi vedo" Un po' cammino,tanto corro ed arrivo su in 4 h 27 min,da li in poi pero' nonostante una ripida discesa di circa 15 km tutto diventava piu' difficile e duro.Il cervello dava degli impulsi che le gambe ed il fisico tutto recepivano solo in parte,era in atto un ammutinamento e la testa prendendo atto di cio' iniziava ad elaborare piani alternativi per ovviare alla situazione che si faceva sempre piu' difficile."Corro 5 km all'ora,cosi' arrivo in 15 ore",non male come ipotesi."Mi fermo un po' e poi riparto",scartato subito,rischiavo un blocco totale."continuo cosi' e poi vedo se cambia qualcosa".Questa opzione veniva prima presa in considerazione e poi dopo qualche km attuata.Il buio cominciava ad arrivare ,il freddo anche e non avendo mezzi per ovviare a cio' perche ' nei posti deputati non avevo visto dove fossero ubicati i nostri cambi,ripeto non per poca lucidita' ma perche' proprio non li ho visti,andavo incontro all'incognito consapevole di andare proprio li in quella direzione e comunque sicuro di trovare una soluzione.Fisico e mente come presi da un istinto di sopravvivenza mi suggerivano di continuare nel mio incedere,mi suggerivano alcune piccole cose, solo che i km che prima correvo ,adesso li camminavo  e viceversa.I tempi di percorrenza al km si allungavano,nei tratti nei quali camminavo non staccavo le braccia dal corpo per evitare di avere  piu' superfice raffreddata dall'aria della notte. Nonostante tutto cio' ero contento perche' consapevole del fatto di star lottando e che questo mi sarebbe servito in futuro per la Spartathlon.Galleggiavo nella notte come una piccola barca in balia di una tempesta con una sola pompa del timone funzionante ma comunque sempre col la prua verso il traguardo aspettando che il tutto potesse passare.Mi passavano in tanti,troppi...sembravano delle lucciole prima quando mi affiancavano e degli aerei quando mi superavano,con le loro lucine ed i loro inserti catarifrangenti ALL'IMPROVVISO PERO'...Ristoro del 75 imo km incontro un amico che mi riconosce e m'incoraggia.Da quel momento e' tutt'altra storia.La mente riprende possesso delle gambe e del corpo tutto,l'ammutinamento e' rientrato,mi dico"Beh,mancano solo 25 km,li faccio e vado a casa"Sono un'altra persona,al netto dei ristori corro leggermente sotto i 4'00'' al km,sono rilassato,ripasso un bel po' di atleti che mi guardano allibiti facendomi i complimenti,stavolta sono io il marziano,spingo sempre di piu',i miei due ultimi parziali dicono 21 imo tempo e 7 imo tempo...FANTASTICO. Arrivo dal buio della notte ,da lontano una luce gialla...e' la strada che poi sfocia nella piazza del traguardo,mi dico "Che bello sembra di andare contro il sole,contro la luce".Entro in quella strada,sono solo,sono contento,felicissimo,prendo il mio bandierone,sono orgoglioso di me stesso.Davanti a me e dietro di me sempre nessuno mi sento il padrone ,gli applausi della gente sono tutti per me,senza ombra di dubbio,ecco lo striscione,lo passo felice.Da questo attimo inizio gia' ad analizzare la corsa e sono felice d'aver avuto ,gestito e superato quei 33km di crisi,d'altronde speravo di avere qualche problema simile per combatterlo e fortificarmi anche se la previsione era di una 15 ina di km di crisi verso la fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-2421107260849164832?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/2421107260849164832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/06/100-km-del-passatore-gli-stati-danimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2421107260849164832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2421107260849164832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/06/100-km-del-passatore-gli-stati-danimo.html' title='100 km del Passatore : Gli stati d&apos;animo di una battaglia !!!'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-4613890007170366681</id><published>2010-05-31T14:56:00.000-07:00</published><updated>2010-06-20T15:24:33.736-07:00</updated><title type='text'>Correndo tra IL SOGNO e L'INCUBO... e poi ritornare alla Realta'.Il mio "Passatore" 2010</title><content type='html'>Iniziamo col dire:" Secondo Voi e' normale una persona scelga di correre ,per fare un allenamento,una gara di 100km  e poi che gara...IL PASSATORE e sperare di andare in crisi qualche km per gestire l'emergenza?" Secondo me non tanto !!! Come dice sempre mio padre in dialetto napoletano :"Chell ca' vo' Maria 'o trov pa' via( Quello che Maria vuole lo trova per strada),in questo "Passatore" ho proprio trovato quello che volevo,solo che la crisi e' stata ben piu' lunga del previsto,circa 32/33km.Un mese e mezzo fa subito dopo aver smaltito la 100km di Seregno ho deciso col mio allenatore di provare a correre questa corsa storica,affacinante,UNA PIETRA MILIARE del pianeta 100km...QUINDI CORRERE IL SOGNO!!! Il sogno del Passator cortese attraverso un itinerario appenninico che partendo da Firenze ,s'inerpica sugli appennini per poi ridiscendere a Faenza dopo 100km,tutto tra la natura e borghi caratteristici.L'avventura inizia sabato mattina.L'arrivo a Firenze,l'incontro con l'amico Dino  che gia' aveva ritirato pure il mio pettorale.Piazza Santa Croce sembrava vivere due realta'diverse: quella della corsa,con gli atleti,i loro riti pre gara,gli stand ecc.e quella dei turisti che erano un po' allibiti dall'inconsueta e multicolore realta' della piazza. Data l'ora della partenza,primo pomeriggio,c'era il tempo per le foto di rito,c'era il tempo per trovare ed incontrare i tantissimi amici che attraverso il tam tam mediatico di facebook si sapeva di trovare li.Si c'erano proprio tutti gli amici,Andrea Accorsi con la Sua Monica Barchetti,la mitica Carlin,il grande Enrico Vedilei,Emanuele,Mauro,Stefano,Gianluca,la Sabry,Marco,Fabio(uno di quei "pazzi",ma non era l'unico che aveva partecipato alla Nove colli la settimana prima). Ci spostiamo tutti verso piazza della Signoria da dove poi in una strada adiacente si sarebbe partiti..C'era gente sdraiata,persone sulla fontana,tutti erano venuti li da ogni dove con la propria motivazione che li spingeva a correre questa avventura.Ore 15.00 . Si Parte. Il serpentone si lancia per le strade di Firenze,qualche km e poi s'inizia a salire.Strada facendo mi raggiunge il mio amico Claudio,una splendida persona ,un grande atleta,il quale ancora molto nervoso mi racconta di alcune sue peripezie nell'arrivare in tempo alla partenza.I primi km come sempre servono per i saluti,per le chiacchiere.C'e' chi mi riconosce dall'immancabile bandiera dell'Inter,chi mi conosce personalmente,solite battute,insomma tutto bello.Con l'amico Claudio decidiamo di andare insieme per un po' poi la differenza di fisico fa in modo che io lo stacchi in salita e che lui mi riprenda in discesa.Arrivo al 42 imo km,sento che c'e' qualcosa che non va,per arrivare alla Colla mancano ancora 6 km,stringo i denti alternando passo svelto e corsa . Arrivo su scherzando con delle persone in macchina della mia regione che "accompagnavano" un atleta...pero' la crisi era gia' sbocciata e stava per prendere corpo...VIVERE L'INCUBO.Arrivo su,sempre molto lucido e cerco con lo sguardo il cambio indumenti,non lo vedo...allora penso"Va bene,ho lasciato un altro cambio a Marradi faro' tutto li'" Inizia la discesa,i metri che prima correvo adesso li cammino,i metri che prima camminavo adesso corro,la cosa stava per precipitare...niente avanti cosi'.Mi si avvicina Gianluca ,un amico di Reggio Emilia che accompagnava Dino per chiedermi se avessi dei problemi,gli rispondo che era quasi tutto ok e che riuscivo a gestire il tutto.Su un tratto di discesa si avvicina Andrea Accorsi,corre con me 50m e mi dice che giu' c'e' un temporale ma che probabilmente passera' e mi consiglia di mettere qualcosa che mi permetta di affrontare il freddo della notte.Arrivo a Marradi dove avevo previsto l'altra sosta e neanche li riesco a scorgere il posto deputato al cambio,cosi' riparto.La mia testa inizia a valutare tutte le ipotesi sul prosieguo della gara e cosi' decido di andare avanti finche' la crisi non passi,al massimo avrei finito in 15 ore,poco importava.Il buio ,il freddo abbracciano gli appennini e gli atleti che vi passano .Io completamente al buio,non avendo neanche potuto prendere gli inserti catarifrangenti,vago come una piccola imbarcazione in una tempesta con una sola pompa del timone funzionante,attaccato solo alla lucidita'che mi era rimasta.Gli altri atleti sembra che volino,vedo le loro luci che mi passano e vanno via...Mi si accosta una signora con un suv e vedendo la mia bandiera dell'Inter,per spronarmi abbassa il finestrino e alzando il volume dello stereo mi fa ascoltare la canzone Pazza Inter,che e' poi l'inno della squadra,scambio di battute con la signora,poi Lei va e le tenebre mi riavvolgono.Quando tutto sembra perso e si fa gia' i conti di come arrivare al traguardo comunque a testa alta e riducendo al massimo le perdite,ecco che arrivo al ristoro del 75 imo km.Li' incontro un altro amico che mi sprona un po'.In quel momento si accende la luce,inizio a correre e faccio gli ultimi 24/25km al netto dei ristori leggermente sotto i 4' al km .Stavolta ero io che venivo da un altro pianeta,passavo tutti con una facilita' estrema,mi guardavano sbigottiti.Vedendo gli ultimi due parziali dal 76imo km all'88 imo ho fatto registrare il 21 imo tempo e dall'88 imo al 100 imo udite udite il settimo miglior tempo...praticamente mostruoso.Tutto cio' mi permetteva di arrivare in 10 h 01' in 85 ima posizione.Capitolo a parte merita l'arrivo.Si veniva dal buio...in lontananza una bella strada illuminata che sfociava in una stupenda piazza dov'era allestito l'arrivo...ero solo,prendo il mio bandierone,inizio a sventolarlo,rivedo tutti quei filmati nella mia mente che avevo visto su youtube degli arrivi di Calcaterra e di Fattore...sono solo,gli applausi della gente sono tutti miei non li divido con nessuno,si sono tutti per me,bello,bellissimo ,emozionante.Taglio il traguardo e la prima cosa che penso e' che la crisi che ho avuto e superato sicuramente mi servira' alla Spartathlon ed il modo di come l'abbia gestita mi riempie d'orgoglio. Da lontano una voce mi chiama,una donna,le vado incontro perche' da lontano riesco poco ad identificarla,si presenta...e' un mio contatto di facebook,un'amica che da virtuale diventa reale ,nonostante il parecchio tempo avessimo trascorso a chiacchierare nascosti dietro dei freddi monitors. Mi dice che all'arrivo con la bandiera dell'Inter potevo essere solo io e cosi' ha provato a chiamarmi...siamo rimasti li qualche minuto a chiacchierare...GRAZIE MIRELLA E' STATO UN PIACERE INCONTRARTI DI PERSONA !!!Intanto anche il mio amico Claudio e' arrivato,col un pullmino andiamo alle docce,ci facciamo fare dei massaggi e poi prendiamo possesso di due brandine e delle coperte messe a disposizione dall'organizzazione per far trascorrere la notte agli atleti.La mattina dopo ritorniamo all'arrivo per riprendere gli effetti lasciati alla Colla e a Marradi...ci sono atleti che ancora arrivano...BRAVI,BRAVI A TUTTI.Si va via e si ritorna alla REALTA' quotidiana.Grazie "Passatore" per tutto quello che mi hai regalato ma ancor di piu' per quei 32km di crisi dalla quale sono uscito molto piu' consapevole che il mio personale "TRIPLETE"(come dice il mio amico Andrea)posso centrarlo.Dopo la 100km di Seregno,dopo il "Passatore" adesso tocca alla Spartathlon che cosi' come e' stata la Champions league per la mia Inter e cioe' il traguardo piu' diffficile sono sicuro di poter raggiungere e la gioia sara' la stessa del 22 maggio quando presente al Santiago Bernabeu abbiamo vinto dopo 45 anni l'ambito trofeo.Come faccio sempre voglio ringraziare la mia Famiglia,la mia societa'Reggio Event's,il mio allenatiore Vincenzo Esposito,gli amici,tutti i tifosi che ho e che mi spronano sempre ed il sito che ospita sempre i miei scritti.GRAZIE E' PER VOI !!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-4613890007170366681?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/4613890007170366681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/05/correndo-tra-il-sogno-e-lincubo-per-poi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/4613890007170366681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/4613890007170366681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/05/correndo-tra-il-sogno-e-lincubo-per-poi.html' title='Correndo tra IL SOGNO e L&apos;INCUBO... e poi ritornare alla Realta&apos;.Il mio &quot;Passatore&quot; 2010'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-5606409167406775964</id><published>2010-05-20T08:56:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T06:32:47.766-07:00</updated><title type='text'>Mente e motivazioni durante una mia corsa... (Articolo pubblicato anche su Nati Per Correre)</title><content type='html'>Nei giorni scorsi ho avuto oltre il piacere di conoscere Franco Lanfredi alla Maratona di Custoza di parlottare su FB su argomenti interessanti. Da lì è scaturita la richiesta di scrivergli un articolo su come sviluppa la mente il processo di una gara lunga.&lt;br /&gt;L'artcolo potete leggerlo anche sul sito Nati Per Correre a questo link:www.natipercorrere.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante e dopo la maratona del Custoza,corsa ad un ritmo medio blando,circa 4'21"km,mi sono accorto,attimo dopo attimo,che nella mia mente e nel mio animo c'erano state delle trasformazioni che m'avevano fatto vivere la gara in modo particolare,diverso rispetto a quando correvo le maratone con l'assillo del cronometro.Da un po' di tempo sono passato alle ultramaratone e utilizzo le gare da 42.195km per allenarmi e,ripeto,facendo tutto ad un ritmo piu' lento rispetto a quando iniziai riesco a vedere,a sentire cose che prima neanche immaginavo.Tempo fa per me correre una maratona era come uno sprinter correre una gara di 100m ...la mente volta al traguardo,quasi in apnea,unico obiettivo il tempo finale;cio' che mi circondava non esisteva praticamente ero in trance.Ho fatto delle corse dove alla fine neanche ricordavo da dove fossi passato,tale era la concentrazione che avevo. Oggi no,quando corro una maratona lo faccio con gusto pero' non e' che corra col freno a mano tirato perche' comunque sarebbe uno sforzo...&lt;br /&gt;...correre cosi' mi serve per consumare meno zuccheri e risorse mentali quando sono in una gara di endurance.Corro lasciando andare le gambe tranquillamente,rilassato fisicamente e mentalmente e cosi' facendo nella mia testa prendono forma progetti,sogni,rivivo dei posti che vengono fuori dagli angoli piu' nascosti della memoria.La cosa piu' bella pero' e' che riesco a "sentire"gli odori.Si,gli odori.Facendo cio' faccio il giro del mondo. Mi spiego meglio;ho avuto la fortuna di girare il pianeta in lungo ed in largo e la mia mente ha fatto un gioco strano ... ha abbinato un luogo ad un odore e cosi' in un batter d'occhio passo dalla verde Irlanda al Brasile,dalla Turchia al Togo e cosi' faccio il periplo del mondo. Vivo molto bene questa sensazione e mi piace,perche' so che e' mia e solo mia;mi fa stare li e contemporaneamente a decine di migliaia di chilometri di distanza.Quando in una ultramaratona i chilometri iniziano ad essere tanti e la stanchezza inesorabilmente inizia a fare capolino,entra in gioco la motivazione.Inizio a caricarmi,dico a me stesso il motivo per il quale sono li e cosa mi ha spinto a fare cio'.In questo modo ottengo due benefici: mi motivo e resto lucido mentalmente. Solo cosi'riesco a gestire il tutto.Un'altra cosa che mi rilassa e mi aiuta quando corro e' la musica,porto sempre con me l'i-pod,questo e' il mio fedele compagno di viaggio.Nei momenti particolari a volte basta una strofa di una canzone,una melodia per riaccendere il motore e ripartire.Sempre con la musica che mi accompagna accade un'altra cosa strana...il cervello agisce come un equalizzatore e cioe' in alcuni momenti la musica e' la principale protagonista della mia corsa poi magari un attimo dopo passa in secondo piano fino a quasi sparire quando magari un flash mi colpisce dall'esterno e mi porta a vagare con la mente in altri lidi.L'apoteosi e' pero' quando riesce a miscelare il tutto:note musicali,ambiente esterno e fantasie mentali varie.Concludendo dico che se vuoi correre e bene una gara di endurance devi avere una fortissima motivazione,una grandissima preparazione atletica,fisica e mentale ed il leitmotiv deve essere "SE CE L'HA FATTA QUALCUN ALTRO POSSO FARLO SICURAMENTE ANCH'IO"...Quindi iniziare a lavorare duramente...perche' ricorda se fai una buona gara e corri rilassato le maratone e' perche' in settimana sudi e sputi sangue.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-5606409167406775964?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/5606409167406775964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/05/mente-e-motivazioni-durante-una-mia_20.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5606409167406775964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5606409167406775964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/05/mente-e-motivazioni-durante-una-mia_20.html' title='Mente e motivazioni durante una mia corsa... (Articolo pubblicato anche su Nati Per Correre)'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-48789408314278081</id><published>2010-05-12T06:01:00.000-07:00</published><updated>2010-05-12T06:02:05.503-07:00</updated><title type='text'>Emozionarsi con un libro...</title><content type='html'>Carissimi amici,molte volte scrivo per raccontarvi delle mie corse e delle emozioni che provo durante una gara. Oggi invece voglio sempre raccontarvi di belle sensazioni ma non provate correndo ma …leggendo. Si avete letto bene…leggendo. Ho appena finito di divorare il secondo libro di Andrea Accorsi,” Fino all’ultimo fiato”. Andrea e’ uno di noi,uno che corre e suda sulle strade di tutto il mondo insieme alla sua amata Monica. Andrea Accorsi ha un dono ed e’ quello di far emozionare e far restare incollati alle pagine dei suoi libri le persone che inizialmente lo fanno  magari con superficialita’ ,come ahime’ e’ successo a me col suo primo libro. Questo suo libro ha in comune col primo la corsa ,ma mentre il primo,fantastico, era autobiografico ,dodici ore di corsa nelle quali era scandita e condensata la sua vita,in questo racconta la storia di un atleta abbastanza forte che vive fasi molto concitate nella sua vita di sportivo e di uomo.Una persona che sapra’ rinascere dalle ceneri di una vita che stava per buttar via. Una bella storia con finale a sorpresa che non svelo.Non ho scritto queste righe perche’ Andrea e’ una cara persona ed un amico ma perche’ spero che sia da stimolo alle persone che se pure hanno dei problemi,lottando ne possono venir fuori. A me ha regalato belle emozioni. GRAZIE ANDREA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-48789408314278081?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/48789408314278081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/05/emozionarsi-con-un-libro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/48789408314278081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/48789408314278081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/05/emozionarsi-con-un-libro.html' title='Emozionarsi con un libro...'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-1847900420247397471</id><published>2010-05-10T08:35:00.000-07:00</published><updated>2010-05-10T12:54:10.482-07:00</updated><title type='text'>Maratona del Custoza 2010...che bella !!!</title><content type='html'>Quando,qualche settimana fa,m'iscrissi alla maratona del Custoza,lo feci solo con lo scopo di fare un allenamento non tenendo conto delle belle recensioni che si leggevano su di essa."Sara' la solta corsa in campagna con un po' di saliscendi e nient'altro",mi dicevo...Dopo averla corsa posso dire che mi ero sbagliato clamorosamente.All'arrivo ho avuto la sensazione d'aver "vissuto una bella sensazione",assaporata passo dopo passo,gustata attimo dopo attimo.Questa sensazione e' diventata poi certezza la domenica sera;quando ero tranquillamente a casa,ancora,pensavo ai bei colori visti lungo il percorso,agli odori "assaporati" passando nella natura ed ai bei luoghi attraversati.Paesaggisticamente fantastica ed organizzata molto bene,nonostante un percorso molto nervoso e vario,questa maratona mi ha fatto correre rilassato talmente tanto che pensavo a tutto tranne a quello per cui ero andato li e cioe'allenarmi.Per questo motivo la consiglio ai tanti amici che oltre alla corsa,cercano anche delle emozioni.Sono arrivato molto presto a Sommacampagna,domenica mattina,stavano ancora perfezionando alcune cose ma mi sono subito accorto che la location dell'arrivo/partenza era in un contesto molto bello e spazioso.I parcheggi,gli spogliatoi con le docce ed il deposito borse,lo stand per il ritiro del pettorale e quello della riconsegna del chip e consegna pacco gara erano tutti li',nel giro di centocinquanta/duecento metri...Tutto molto comodo.Con lo scorrere dei minuti la zona adiacente alla partenza iniziava a popolarsi di atleti,accompagnatori,persone addette ai vari stand ed altri ancora...Tanti dialetti,tanti colori e molto calore.Il ritrovare vecchi amici,complici di tanti chilometri corsi insieme,il ritrovare persone che ti conoscono con le quali e' sempre bello e piacevole chiacchierare prima e dopo la gara specialmente quando si parla di viaggi e di esperienze accumulate in giro per il mondo,il conoscere "amici che sono tali perche' contatti di facebook,rendeva l'atmosfera frizzante,l'aria profumava di vita...una vita sana!!!.Prima della partenza le solite foto,con l'onnipresente Antonio Rossi,la mia maglietta che spopolava venendo fotografata da decine di amici,i soliti discorsi sui ritmi da tenere in gare,la solita tensione...insomma si era pronti per partire.Verso le otto e quindici:La punzonatura.Si entra nella zona di partenza. Ore otto e trenta:Sparo...Si parte,inizia l'avventura!!! Comincia il viaggio attraverso i sensi che verrano risvegliati man mano,strada facendo lungo il meraviglioso percorso.I primi chilometri li ho corsi con l'amico Gianluca che pero' poco dopo mi hachiesto se potevo andar via in quanto lui non era in perfette condizioni fisiche.Detto fatto.Vengo raggiunto dal mio amico Claudio ma lo lascio andare perche' io devo solo fare un buon allenamento e nient'altro.Dopo un po' raggiungo Stefano  che fa sempre il solito errore e cioe' quello di partire troppo veloce rispetto a quello che dovrebbe essere il Suo passo normale... purtroppo si stacca in salita.Passano i chilometri,oltrepassiamo Custoza,Valeggio,Borghetto,costeggiamo il fiume Mincio con i pescatori che trascorrono la loro giornata coltivando il loro hobby.Durante il percorso le solite battute col pubblico e con gli altri podisti"colpa" della bendiera dell'Inter che ho sempre dietro alle mie spalle e che mi accompagna lungo tutte le strade del mondo...il tutto sempre nell'ambito della goliardia. Ad un certo punto mi si avvicina una persona in scooter,che poi scopro essere  l'amico Franco,la quale mi incita,mi scatta delle foto chiacchieriamo  per cinque/seicento metri ma tutto in assoluta tranquillita' se pure in salita andavo a 4'23".Finisco la corsa in 3 ore e tre minuti ,correndo sempre la seconda parte piu' veloce di circa tre minuti  e volando gli ultimi  tre chilometri alla media di tre e quaranta al km...un bell'allenamento,niente da dire.Bella la medaglia di partecipazione,ottimo ed abbondante il pasta party,pacco gara non male.Sono andato via da Sommacampagna contento verso le tre del pomeriggio quando la mia "fatica" era finita alle undici e trenta.Adesso il prossimo appuntamento sara' il Passatore,un altro allenamento se pur di cento chilometri,un altro tassello del mosaico che avra' come Suo ultimo pezzo la SPARTATHLON. Come faccio sempre voglio ringraziare la mia Famiglia,la mia societa'Reggio Event's,il mio allenatiore Vincenzo Esposito,gli amici,tutti i tifosi che ho  e che mi spronano sempre ed il sito che ospita sempre i miei scritti.GRAZIE E' PER VOI !!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-1847900420247397471?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/1847900420247397471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/05/maratona-del-custoza-2010che-bella.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1847900420247397471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/1847900420247397471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/05/maratona-del-custoza-2010che-bella.html' title='Maratona del Custoza 2010...che bella !!!'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-5072775776643761619</id><published>2010-04-28T03:27:00.000-07:00</published><updated>2010-04-28T03:36:35.668-07:00</updated><title type='text'>Avventura Spartathlon 2010...tutto inizio'...</title><content type='html'>Tutto ebbe inizio in una mattina uggiosa della bassa reggiana di un paio d'anni fa. Si correva una delle classiche garette domenicali e mi ritrovai a passare un'atleta che aveva delle treccine tricolori al capo.Al traguardo,Lui arrivo' dopo di me, mi disse:"Lo sai ,hai proprio il passo dell'ultramaratoneta",io ringraziai cosi' tanto per dire qualcosa...ma intanto il seme inconsciamente era stato piantato.Quel signore con le treccine e' Antonio Tallarita ,nazionale di ultramaratona che nel frattempo mi concede l'onore di essere Suo amico. Venivo,nel 2009, dalla delusione della maratona di Treviso(quella del nubifragio)e cosi' decisi d'iscrivermi ad una gara che per me era nuova...una 50km ,LA 50 KM DI ROMAGNA.Li incontrai altri due cari amici,Enrico Vedilei e Mario Fattore,scusate anche loro hanno bisogno di presentazioni?Non credo...Mario mi chiese di correre la corsa con Lui,un onore per me stare spalla a spalla con un due volte campione del mondo.Arrivammo al traguardo ,Lui un minuto circa prima di me ed io con un brillantissimo 3h35' che data la distanza mai corsa in precedenza ed il percorso scomodo era come vivere un sogno.Da quel momento li,anche il grande Enrico,inizio' a dirmi la stessa cosa di Tallarita dell'anno prima... A questo punto la fantasia inizia a galoppare e mi metto alla ricerca di un qualcosa che possa rendermi IMMORTALE e cosi' girando girando trovo la Spartathlon.Inizio a documentarmi ,a prendere appunti a contattare persone e tutto cio' che parlava della corsa ellenica diventava d'interesse per me. A questo punto pero' era giunto il mese di ottobre dell'anno scorso e dopo la maratona di Alessandria mi dico:"Ora o mai piu',devo diventare un ultramaratoneta,lasciare una traccia e voglio una convocazione in nazionale".Parlo col mio allenatore,Lui all'inizio non e' d'accordo ma io so quello che voglio e lo convinco.Parte cosi' dall'ottobre 2009 ufficialmente per me l' avventura Spartathlon.Partecipo alla Ultrak marathon a Salsomaggiore (5 assoluto 3h18'),corro la maratona di Reggio Emilia in scioltezza chiudendo in progressione cosi' come faro' per le altre che seguiranno,vado a Calderara il 27 dicembre ancora per una 42,195m. Inizia cosi' il 2010,per andare in Grecia,devo qualificarmi e cioe' correre ,tra le varie opzioni, una 100km in meno di dieci ore e mezzo. Bene,la scelta cade sulla 100km della Brianza.Intanto sempre inserito in lungo programma che ancora sto seguendo e che terminera' (culminera )con lo start della corsa in Grecia,partecipo all'ultra trail sul fiume Lamone in gennaio (7 assoluto) e li che approfondisco la conoscenza che poi si trasformera' in amicizia col grande Andrea Accorsi e della fantastica Monica Barchetti,devo presentare anche loro???Andrea mi dira' subito il tempo che da li a qualche mese faro' a Seregno...mi disse:"Secondo me starai tra le otto ore e le otto ore e quindici"...risultato volete sapere??? Otto ore e sette minuti. Da quel momento li anche Andrea e la Monica diventeranno miei tifosi e mi sproneranno sempre dandomi anche dei consigli molto preziosi.Il tempo passa,vado a San Benedetto del Tronto per la 50km sulla sabbia (2 assoluto),si susseguiranno le maratone di Verona,Salsomaggiore e Piacenza,una settimana senza gare e poi si va a Seregno.Li compio un capolavoro,una gara preparata nei minimi particolari e corsa come volevo io...non potevo fallire ,dovevo,volevo iscrivermi alla Spartathlon.Acquisito il minimo ho corso la 50km di Romagna ,tranquillamente senza dannarmi l'anima,faro' la maratona del Custoza,il Passatore,l'ecomaratona del Ventasso,un'altra eco che si correra' il 15 agosto e poi vedro' dove andare per potermi preparare al meglio per questa avventura. Di sicuro io non mollero'... dopo la Spartathlon ancora un'altro sogno...ma e' prematuro parlarne.REALIZZIAMO QUESTO!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. La fonte e' sul sito Nati Per Correre&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-5072775776643761619?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/5072775776643761619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/04/avventura-spartathlon-2010tutto-inizio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5072775776643761619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/5072775776643761619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/04/avventura-spartathlon-2010tutto-inizio.html' title='Avventura Spartathlon 2010...tutto inizio&apos;...'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-935986938980775369</id><published>2010-04-26T14:32:00.000-07:00</published><updated>2010-04-26T15:08:30.454-07:00</updated><title type='text'>50 km di Romagna 2010</title><content type='html'>Come ormai,i piu',sanno a settembre andro' a correre la mitica Spartathlon e per riuscire nell'intento sto utilizzando tante gare x allenarmi all'impresa,la 50km di Romagna e' stata una di queste.Gara fantastica come percorso ed organizzazione,mi ha visto ancora una volta ai nastri di partenza quest'anno.L'avventura inizia alle sei del mattino,dopo una  notte trascorsa a lavorare,col mio amico Dino si parte alla volta di Castelbolognese.L'incontro ed i saluti con i tanti amici: la Sabry,Gianluca,Stefano,Enrico,Andrea,la Monica,Antonio,Maurizio,Roby ed altri.M'impongo un'andatura tranquilla,forse troppo,ma va bene.Corro i primi dodici,tredici km con Tallarita e Montagner (due atleti che non hanno bisogno della mia presentazione...),si ride,si scherza,si chiacchiera e va bene cosi'.Dopo un po' io leggermente allungo ed iniziero' a fare gara da solo fino al traguardo. Salite,discese,pensieri  che vanno e vengono lungo questo percorso fantastico fatto di tanti colori.Corro sempre in tutta scioltezza,mi fermo a tutti i  ristori bevendo del te o della coca cola,ogni tanto rallento per prendere i miei integratori e via cosi'.Lungo il percorso incontro spesso la Monica Barchetti e la Luisa che avendo gia' visto passare i loro compagni m'incitano;scambio di battute,come faccio sempre e via.Ci sono poi le persone che immortaleranno la gara con le loro stupende foto e cioe' i mitici Maurizio e Denise,sempre pronti a cogliere le sensazioni degli atleti.Sono arrivato al traguardo in tre ore e cinquantuno minuti ,sempre sventolando il bandierone dell'Inter,in estrema scioltezza e poi tenendo conto che non avevo dormito...Sono stato felicissimo di veder arrivare la Sabry con le mani alzate e sorridente e sono stato molto contento, leggendo la classifica, della prestazione di Enrico Vedilei.Il miei dispiaceri piu' grossi me li hanno dati proprio gli altri amici che erano partiti tutti per fare bene ma poi chi per un motivo,chi per un altro sono stati ripresi da me lungo il percorso e dovete credermi non e' stato bello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-935986938980775369?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/935986938980775369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/04/50-km-di-romagna-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/935986938980775369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/935986938980775369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/04/50-km-di-romagna-2010.html' title='50 km di Romagna 2010'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-2147039503578600865</id><published>2010-04-05T22:44:00.000-07:00</published><updated>2010-04-05T23:11:28.331-07:00</updated><title type='text'>Verso la Spartathlon 2010</title><content type='html'>Dopo due settimane di scarico,i sedici km corsi ieri a 4'47"km con fastidi vari,inizia la "corsa" verso la Spartathlon 2010. Col mio allenatore abbiamo deciso di andare a partecipare anche alla 100km del Passatore che si terra' a maggio e guardando pure a quelli che sono gli impegni lavorativi di correre anche la maratona del Custoza l'otto maggio e poi un altro paio di ecomaratone nel periodo estivo.In questi sei mesi che mi separano dalla gara in terra ellenica tanti chilometri dovranno essere "macinati"ma,cio',non mi fa paura...anzi!!!Due sono le cose importanti:Gli allenamenti e gl'infortuni. Una pero' la cosa fondamentale:LA TESTA.&lt;br /&gt;GLI ALLENAMENTI:sicuramente dovro' abbassare il ritmo di corsa e questo lo faro' probabilmente da dopo il Passatore.Altro fattore importante negli allenamenti sara' la maniacalita' nel condurli,ma anche questo non mi spaventa perche' gia' lo faccio!!!.&lt;br /&gt;GLI INFORTUNI:Sono sempre in agguato ed infidi pero' dosando bene gli allenamenti e seguendo bene i segnali del fisico,spero di tenerli alla larga.&lt;br /&gt;LA TESTA:L'elemento secondo me fondamentale.Ho fatto un grande sforzo mentale ,piu' che fisico per raggiungere il tempo minimo per la Spartathlon.A Seregno ma ,diciamo gia' durante tutta la preparazione per la 100km della Brianza,ho costruito tutto con "LA TESTA"e cosi' dovro' fare da qui in avanti.Non dovro' cadere nell'errore che avendo gia'raggiunto l'obiettivo,molli.&lt;br /&gt;QUESTI GIORNI D'INIZIO PREPARAZIONE SARANNO CRUCIALI.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-2147039503578600865?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/2147039503578600865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/04/verso-la-spartathlon-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2147039503578600865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/2147039503578600865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/04/verso-la-spartathlon-2010.html' title='Verso la Spartathlon 2010'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-6523698797037863251</id><published>2010-03-22T14:05:00.000-07:00</published><updated>2010-03-22T16:12:03.513-07:00</updated><title type='text'>100km della Brianza...Finalmente ho ottenuto il tempo minimo x l'iscrizione alla Spartathlon</title><content type='html'>Per continuare a cullare il mio sogno (Spartathlon) dovevo assolutamente passare dalla 100km della Brianza e fare il tempo minimo di qualificazione e cioe' 10h 30'.OBIETTIVO RAGGIUNTO FACILMENTE,DOPO ESSERMI BEN ALLENATO...08H 07' FANTASTIKO.!!!Tutta la preparazione da dicembre fino al sabato prima della corsa era volta a questo scopo.La corsa lombarda presentava un circuito di 50km da ripetersi due volte,passando dal meraviglioso parco di Monza;il percorso molto nervoso tra cavalcavia,sottopasso,discrete salite e discese attraversava quattordici comuni della Brianza e gli organizzatori con uno sforzo non indifferente hanno fatto in modo che tutte le rotonde e tutti gli incroci fossero presidiati da almeno due persone.I ristori ben forniti e una segnaletica precisa hanno aiutato gli atleti ha compiere l'impresa.Un dopo gara fatto di docce calde e spogliatoi puliti e caldi ha fatto il resto.Mentalmente ho diviso la corsa in tre parti:una prima di 50km in scioltezza,una seconda,l'arrivo al parco di Monza intorno al km 75;e una terza,l'uscita dal suddetto parco destinazione arrivo.Per quanto riguarda le soste col mio allenatore ci siamo regolati in questo modo:stop a tutti i rifornimenti a partire dal primo per bere un bicchier d'acqua,te oppure coca cola.Altra sosta al 50imo km per cambio abbigliamento,scarpe comprese, in modo da poter ripartire asciutto e fresco mentalmente per un'altra gara da 50km.Cosi' e' stato fatto,anche se ho aggiunto una sosta supplementare ogni ora per bere,dal ristoro personale, acqua e integratore in una miscela composta al 50%  dell'uno e al 50% dell'altro e per non incorrere nella fame mangiare un po' di crosta di pane (consiglio di Roberto Rondoni)con bresaola...tutto cio' e' stato fatto fino alla quinta ora di corsa poi dopo mi era difficile ingerire qualcosa di solido. In piu' soste fisiologiche  quando si avvertiva la necessita' senza aspettare...in tutto sono state quattro o cinque.Devo dire che tutto ha funzionato alla perfezione.Il mio allenatore,Vincenzo Esposito, ha saputo dosare bene i miei sforzi negli allenamenti ed aveva deciso di non lavorare sui lunghissimi(ho fatto solo una 50km seppur sulla sabbia a S.Benedetto del Tronto)ma di fare una serie di maratone consecutive partendo piano e poi finendo in progressione.Lungo tutto il percorso il mio amico Marco mi ha seguito con lo scooter ed e' stato perfetto nei suoi interventi,perche' essendo un podista anch'egli sapeva lasciarmi solo quando avevo il bisogno di stare solo ed essermi vicino nei momenti in cui volevo fare due chiacchiere...E' STATO GRANDE !!!Sono stato regolarissimo nella mia corsa fino al ristoro del km 90 ,poi anche non essendo stanco,le gambe hanno iniziato a girare dai 30 ai 45" in piu' al km,la mia lucidita' ha fatto in modo d'assecondare le gambe senza forzare l'andatura col rischio poi di crampi o quant'altro.Alla fine ho fatto il solito show con la bandiera dell'Inter lungo i 300 m del rettilineo del traguardo,quando sventolando il vessillo ho tagliato la linea d'arrivo, deliziando poi la folla e i fotografi con un passo di samba.Ad aspettarmi oltre a Marco che mi ha seguito lungo tutti i cento km(a lui il primo abbraccio dopo l'arrivo facendo un salto da paura)c'erano anche due amici e tifosi speciali...Mauro e Alessia.Quest'ultima,diciamo cosi' sulla fiducia aveva gia' preparato una torta con la scritta "Ciro,100km"...FANTASTICI. A dire il vero la giornata non e' che fosse iniziata sotto i migliori auspici.Occhiali spaccati(meno male ne avevo due paia)I-pod che non funzionava bene...Pero' alla fine e' finito in gloria 08h 07'.Durante la corsa sono stato mentalmente una ROCCIA... Alcuni atleti quando vedevano i cartelli dei km si abbattevano perche' erano segnati anche quelli del giro successivo,cosi' al ventesimo km uno ha letto ed ha esclamato:"Mamma mia,siamo ancora qui???Quanta strada ancora manca...".Io gli ho risposto:"Leggilo cosi',la prossima volta che passiamo di qua gia' saremo al km 70 e ne avremo da fare solo altri 30". Praticamente il ripassare da li significava aver corso prima altri 50km con piu' stanchezza e minor lucidita' ma,mentalmente per me non esistevano...IO ERO GIA' LI AL KM 70...GRANITICO !!!&lt;br /&gt;Per concludere scusatemi devo fare dei ringraziamenti,sono la parte piu' importante di tutto e lo meritano le persone:&lt;br /&gt;1 Al mio allenatore Vincenzo Esposito...QUANTA PAZIENZA&lt;br /&gt;2 A Marco che mi ha seguito in scooter ed alla sua famiglia che  ha permesso di      sentirmi a mio agio nel soggiorno lombardo &lt;br /&gt;3 Agli amici Mauro e Alessia...SEMPRE FANTASTICI (La torta era buonissima)&lt;br /&gt;4 Ai grandissimi Antonio Tallarita ed Enrico Vedilei che mi hanno spinto ed invogliato a queste avventure ultra&lt;br /&gt;5 A tutti gli amici di Facebook che mi hanno incoraggiato sempre e mi sono stati vicino&lt;br /&gt;6 Alla mia societa' Reggio Event's che mi rifornisce di tutto il materiale che mi serve&lt;br /&gt;7 Al sito che sta ospitando questo mio post&lt;br /&gt;8 A Roberto Rondoni...suo il consiglio del pane...geniale&lt;br /&gt;9 Agli amici della podistica Correggio  e dei Road runners di Poviglio,da sempre miei amici e tifosi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo tutto cio' la cosa piu' facile da fare era correre ...l'ho fatto divertendomi in tutta tranquillita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dedicato a Me stesso ed alla mia famiglia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-6523698797037863251?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/6523698797037863251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/03/100km-della-brianzafinalmente-ho.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6523698797037863251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/6523698797037863251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/03/100km-della-brianzafinalmente-ho.html' title='100km della Brianza...Finalmente ho ottenuto il tempo minimo x l&apos;iscrizione alla Spartathlon'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-218824674456565292</id><published>2010-03-19T23:08:00.000-07:00</published><updated>2010-03-19T23:31:36.612-07:00</updated><title type='text'>Vigilia della 100km di Seregno...</title><content type='html'>FINALMENTE...!!! Dopo circa quattro mesi di allenamenti anche abbastanza duri e passando dalle maratone di Reggio Emilia,Calderara,Verona,Terre verdiane,Piacenza,dal trail sul fiume Lamone a Bagnacavallo (46km) e dalla ultramaratona sulla sabbia di S.Benedetto del Tronto (50Km)sono giunto alla vigilia della mia prima 100km,che servira' per qualificarmi per la Spartathlon,gara da 246 Km che si tiene ogni anno in Grecia a settembbre.Le sensazioni sono ottime anche perche' mi sono allenato in modo meticoloso e molto bene.Solo un fastidioso dolore al collo che ne impedisce il movimento mi affligge da qualche settimana ma poi per il resto e' tutto ok. L'unica nota stonata potrebbe venire dal meteo,in quanto le previsioni danno pioggia intensa e non e' bello e comodo correre per 100km sotto l'acqua memore dal naufragio di Treviso dello scorso anno.All'inizio della preparazione mi sarei accontentato di finire sotto le 10h 30'(che e' il tempo minimo per qualificarmi alla gara in terra ellenica)ma poi strada facendo ho visto che potrei stare intorno alle 8h se non leggermente sotto.Tutto questo dicono i numeri degli allenamenti,in gara potrebbe essere diverso...MA NON SARA' DIVERSO.Mi sento addosso una certa tensione come quella che avevo quando per la prima volta mi apprestai a correre una maratona (Carpi 2004),anche in quella occasione mi ero allenato per far un buon risultato(3h00'00")che poi puntualmente arrivo',2h59'45".Quelli erano i miei tempi eroici,scaricai una tabella di allenamento dal sito della maratona d'Italia e via...Adesso le cose sono cambiate un po',ho un allenatore personale,un fisioterapista,un addetto stampa...diciamo sono cresciuto e poi qualcuno per le strade d'Italia comincia a conoscermi ,fosse solo per la bandiera dell'Inter che mi segue' spillata alla canottiera ormai da anni.Ritornando alla gara di domani,durante il percorso saro' seguito da un amico in bicicletta che mi aiutera' con i rifornimenti ,altri amici poi mi faranno da traino lungo il tragitto,avro'alla fine tanti tifosi che mi aspettaranno al traguerdo e tantissimi ancora che aspetteranno il mio risultato seduti comodamente a casa...AMICI NON VI DELUDERO'!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-218824674456565292?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/218824674456565292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/03/vigilia-della-100km-di-seregno.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/218824674456565292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/218824674456565292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/03/vigilia-della-100km-di-seregno.html' title='Vigilia della 100km di Seregno...'/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6225240568346442210.post-532505193676864214</id><published>2010-03-15T05:56:00.000-07:00</published><updated>2011-02-14T12:04:22.014-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='50Km San Benedetto del Tronto (14 02 2010)'/><title type='text'></title><content type='html'>17 febbraio 2010: INSEGUENDO UN SOGNO...Passando dalla 50km sulla sabbia di San Benedetto del Tronto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inseguendo un sogno...passando da San Benedetto del Tronto. L'ultimo atleta e' arrivato...bravissimo anche a Lui,cala il sipario sull'ottava maratona sulla sabbia di San benedetto del Tronto che quest'anno ha visto la nascita anche della prima ultramaratona sull'arenile marchigiano.Tutto e' nato per caso,inseguendo il mio sogno chiamato Spartathlon e dovendo fare un allenamento lungo in preparazione della 100km di Seregno mi son detto "Quasi quasi vado a correre a San Benedetto del Tronto,cosi' colgo anche l'occasione di vedere un po' di amici",avendo contattato gia' prima Mario ed Enrico che mi avevano assicurato la loro presenza.Detto ...fatto!!! L'atmosfera e' molto cordiale e noto subito che Francesco,l'organizzatore,si fa in quattro per farci stare tutti a nostro agio,mi risolve un problema con l'iscrizione,ed e' sempre con noi.La cena del sabato ,fantastica, tutt'insieme com'era capitato dall'amico Enrico alla sua corsa qualche settimana prima...risate,applausi...Denise che fotografava tutti,insomma bello bello. La mat tina della gara tutti in spiaggia a prepararsi,chi ascoltava musica,chi fotografava,chi chiacchierava,chi aveva i suoi riti scaramantici...gli unici che lavoravano per noi erano Francesco ed il suo gruppo intenti a farci trascorrere una piacevolissima mattinata come poi cosi' e' stata.Giornata ideale per correre,tranne verso la fine che c'era un po' di vento...ma e' dettaglio.Grandi nomi alla partenza come il pluridecorato SuperMario Fattore,il grande Marco Olmo,il mitico Enrico Vedilei ed altri...io facevo parte del gruppo degli sconosciuti.Pronti via,i primi giri sono stati i giri dei saluti perche' incrociandoci ci si vedeva,ci si salutava ,si battenva il cinque...insomma era l'inizio.Mi metto sul mio passo,gli altri sfrecciano come bolidi e non riesco mai ad avere la cognizione della classifica,anche se sapevo di essere abbastanza avanti perche' poi un po' d'occhio vedendo gli altri correre ce l'ho,pero' non sapevo chi facesse la maratona e chi corresse la ultra e poi perche' gli organizzatori avevano dato l'opportunita' agli ultramaratoneti di fare un giro in meno se non ce l'avessero fatta ed essere classificati nella maratona.Tutto bene,tutto procede perfettamente,gente simpaticissima ai ristori dove mi fermo sempre facendo due chiacchiere e poi ripartendo(l'ho fatto sempre),quando passavo dal traguardo duettavo con lo speaker perche' avendo la bandiera dell'Inter alla canottiera ero ormai diventato il bersaglio e cosi' ci siamo divertivi.Intanto i chilometri passavano i volti erano sempre piu' sofferenti,raggiungevo Stefano ,lo spronavo,raggingevo Gianluca e cercavo di invogliarlo a continuare,raggiungevo Fabio e gli davo dei consigli su alcuni suoi comportamenti in gara...Tutti tirati tranne me che ad un passaggio sul traguardo ho mi son pure fermato...ho fatto qualche passo di samba stile Ronaldinho, tra gli applausi dei presenti sono ripartito.Altri chilometri ancora e la gente sempre li a correre non ho mai negato un incoraggiamento a chi ved evo in forte difficolta e credo che anche al primo che ha vinto la ultra quando ha passato l'ultimo controllo e mi ha incrociato mentre stavo per passare io, gli ho detto qualcosa per incoraggiarlo...pero' non sapevo che lo seguivo cosi' da vicino.Ho saputo di essere secondo all'ultimo controllo quando scherzando con l'addetta le avevo detto"giuro che da qui non passo piu'" e lei mi fa"dai impegnati sei secondo ce la fai"Onestamente,c'era poco spazio per un ulteriore recupero forse ci fosse stato un altro giro vedendo i parziali avrei potuto anche fare un tentativo.Ho tagliato il traguardo sempre felicissimo e la signora per giunta si e' pure sbagliata a darmi la medaglia,quando gliel'ho fatto notare mi fa:"Hai corso la cinquanta? Hai gia' finito?" e giu' una gran risata da parte di tutti...FANTASTIKO.Concludendo devo fare i complimenti agli organzzatori e gli auguro che possano avere numeri sempre maggiori d'iscritti.Grazie e Grazie ancora.Un ottimo allenamento,un'ottima gara ,una stupenda organizzazione...Una sola cosa la posso dire? :"France',mannaggia a te il premio del secondo classificato alla 50km era una tuta fantatica ...un solo problema andavo detro tre volteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee" Comunque siete stati grandi e grande sono stati tutti gli atleti e le persone che erano presenti lì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6225240568346442210-532505193676864214?l=cirodipalma69.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/feeds/532505193676864214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/03/17-febbraio-2010-inseguendo-un-sogno.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/532505193676864214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6225240568346442210/posts/default/532505193676864214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cirodipalma69.blogspot.com/2010/03/17-febbraio-2010-inseguendo-un-sogno.html' title=''/><author><name>Ronaldo69</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06516607803526813367</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_8O5Te4JUN24/TO7veFxSEUI/AAAAAAAAAHg/_HeldhQUV3I/S220/48.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
