domenica 17 aprile 2016

UltraMilano Sanremo 2016: Mai avuto dubbi!!!

Tutto nasce dopo la deludente partecipazione al mondiale open della 24 ore di Torino dello scorso anno. Dopo una serie di polemiche ed un risultato poco edificante decido di partecipare all'UltraMilano Sanremo 2015. "Cirinho,mancano solo due settimane alla gara,sei ancora deluso, ti consiglio di non farla adesso ma l'anno prossimo.Io ti seguirò e sono convinto che farai una bella corsa." Queste le parole di Antonio Tallarita che io ho seguii alla lettera.
UltraMilano Sanremo,per chi non lo sapesse, è una manifestazione podistica su strada, a tappa unica, seconda in Europa solo alla Atene - Sparta - Atene. Ripercorre quello che è il tracciato della Classicissima del ciclismo e copre una distanza di 285km. Parte da Milano,attraversa tre regioni,valica il passo del Turchino e poi approda sulla costa di Ponente della riviera ligure per finire,finalmente, a Sanremo.
Parte l'avventura.


Primo passo a novembre: Iscrizione.
A gennaio ho iniziato a comporre la squadra che m'avrebbe aiutato in questo viaggio. Oltre a Tallarita che mi segue da anni e non potendo contare sull'aiuto di Andrea,storico mio aiutante,mi sono affidato e fidato di una persona che non conoscevo tanto bene ma che m'aveva colpito per il suo entusiasmo e la sua voglia,quando,qualche volta,l'avevo sentito parlare di corse molto lunghe.
"Ciao Fabio,voglio proporti una cosa.Ti va di seguirmi con Antonio,alla Milano Sanremo?".
"Ciro ma scherzi? Mi hai preso alla sprovvista,sono emozionato.Io non posso darti tanto ma m'impegnerò allo spasimo,.. Sono contentissimo,sarebbe un piacere."
Quelle parole un pò confuse erano tutto quello di cui avevo bisogno.Una persona entusiasta sul cui impegno massimo non avrei avuto dubbi e che  m'avrebbe seguito per passione e non per apparire.
Il team si è arricchito poi di un altro elemento: la serenità. Si,proprio la serenità. Quella che mi ha regalato la mia compagna Daniela.Non sono tante le persone che si sacrificano per un sogno altrui.Lei lo ha fatto.
La preparazione specifica per la gara parte a gennaio.
Antonio Tallarita decide quali sono gli allenamenti  giusti per arrivare all'evento di aprile in ottime condizioni. Il dottor Citarella e il CTR gestiscono la parte fisioterapica mentre il dottor Fusco cura l'alimentazione idonea per questo tipo di sforzo. Ginetto Sport tiene i rapporti con le aziende che mi forniscono i materiali: Hoka,Named Sport e Strato-E. Fabio studia il percorso,stampa le cartine e si rende utile a tenere su il morale.
Io? Io corro,mi alleno e vado a cena spesse volte a casa di Tallarita.In queste serate parliamo,ci confrontiamo e discutiamo della gara ma alla fine di una cosa siamo sicuri... FAREMO BENE!!!
Intanto casa mia,gli armadietti a lavoro e il cruscotto  della mia auto sono tappezzati di fogli col percorso e la data di partenza della gara.Ormai c'è un solo obiettivo: ULTRAMILANO SANREMO.
Ormai siamo nell'immediata vigilia della partenza per Milano,compriamo il cibo che ci serve e andiamo a prendere la macchina al noleggio.
Partiamo per la città meneghina giovedì nel tardo pomeriggio.Arriviamo alla barriera di Melegnano e si spegne il navigatore.Sbagliamo strada un paio di volte e giungiamo a destinazione quando il briefing è ormai finito ma Fabio,arrivato prima,ha presenziato all'evento e preso pettorale con tutto il materiale che l'Organizzazione ci ha messo a disposizione per la corsa. Andiamo a cena,salutiamo un pò tutti i presenti e poi non prima d'aver ricevuto una graditissima visita sono andato a letto mentre Antonio e Fabio hanno messo a punto gli ultimissimi dettagli per la partenza.
Dormo tranquillo e mi desto all'alba. Sveglio i miei compagni di viaggio e ognuno prepara le sue cose. Fabio scopre che mi spalmo della pasta Fissan sui piedi e chiede il perchè. E' molto attento a quello che facciamo io e Antonio,ha voglia e entusiasmo questo ragazzo. Intanto Tallarita dall'alto della sua esperienza sovraintende a tutto.Noi sappiamo che lui è il leader della spedizione e ci fidiamo ciecamente della sua persona.
Colazione e via...
Apponiamo alla vettura il nostro numero che ci contraddistingue senza fissarlo con un adesivo supplementare... "Tanto andiamo a passo d'uomo,non serve".
La partenza dista qualche chilometro dall'albergo e non conosciamo la strada così decidiamo d'accodarci ad un'altra vettura. Troppo facile. Complici una freccia non messa e un'uscita dalla strada dell'albergo troppo veloce da parte di chi ci precede e noi al primo bivio sbagliamo via. Fortunatamente ci accorgiamo subito dell'errore.Nessun problema,solo che mancano trenta minuti,dobbiamo percorrere sedici chilometri di tangenziale e c'è un traffico che solo i milanesi che vanno a lavoro a quell'ora conoscono. Antonio ci tranquillizza e guida, Fabio telefona all'Organizzatore ed io respiro profondamente. Intanto in tangenziale perdiamo,perchè vola via, il nostro numero di riconoscimento dal cofano della macchina e il numero di telefono scritto sul road book è sbagliato.
"Dai va tutto bene, non può essere..." penso io.
Recupero dal mio telefono il recapito giusto ed avvisiamo che arriveremo nel volgere di poco tempo,  in più segnaliamo l'errore.
Partenza gara ritardata fino al nostro arrivo.
Arriviamo sul Naviglio Pavese e naturalmente lo imbocchiamo nella direzione sbagliata. Altra chiamata, retromarcia e poi,dopo un pò,eccoci alla partenza. Appena arrivati ci sentiamo un pò osservati...
Tutti li: Atleti,accompagnatori,Organizzatori e curiosi.Mi scuso con tutti, mi metto in disparte,come faccio sempre,alla ricerca di un momento di concentrazione  e per ricordare quello che abbiamo fatto per essere presenti alla partenza di questa gara. I sacrifici di tutti noi passano nella mia testa,rivedo le facce di ognuno e poi dico:"Adesso,arriviamo a Sanremo!!!".
Milano,08 aprile 2016,ore 08:15, clima ottimo: Prende il via la 3^ edizione dell'UltraMilano Sanremo.
Cinquanta selezionati atleti con i loro equipaggi, provenienti da tutto il mondo e due staffette cominciano la loro folle corsa verso il mare.
Siamo già sul Naviglio grande Pavese,il gruppo è compatto e si chiacchiera un pò sapendo che poi gran parte della gare sarà corsa in solitaria mentre i nostri accompagnatori ci seguono sulla statale parallela.Resto affascinato da questo lunghissimo tratto del percorso che arriva a Pavia e mi riprometto di rifarlo in bicicletta con più calma.Passano i chilometri,dov'è  possibile ci sono sempre Antonio e Fabio che mi passano i rifornimenti e non smettono mai d'incoraggiarmi.Io li tranquillizzo e so nel mio Io che stiamo facendo un buon lavoro.Mi viene consigliato di correre con la donna olandese che poi vincerà la gara femminile,mi viene detto di fare l'elastico con altri atleti,insomma per ingannare il tempo e i chilometri facciamo questi giochetti.

Pavia (28 km)
Casteggio (53,5 km)
Tortona (82 km)
Novi ligure (98 km)

I primi cento chilometri sono ormai alle spalle, sono fresco e sereno. Canticchio le mie canzoni che ascolto dal lettore e sembra che neanche abbia iniziato la gara.Ho trascorso tutto il pomeriggio seguendo scrupolosamente tutto quello che mi veniva detto e mangiato tutto quello che mi veniva dato.La cosa più buona? Un bel cono al cioccolato che Antonio mi ha comprato verso le 14.
Tutto funziona alla perfezione,anche perchè la mia Daniela mi segue da casa ed è sempre in contatto con  noi.
Quando ormai anche Novi ligure è passata,le tenebre si stanno impossessando del giorno,mi passano tutto il materiale da indossare per la notte e gli accessori per il buio.
Lungo la strada incontro Elvis,altro partecipante a questa folle corsa. Facciamo un pò di chilometri insieme chiacchierando  tranquillamente fino ad arrivare ad un ristoro.
Qui adesso entra in gioco Fabio che finisce il suo lavoro in macchina e comincia quello in strada.
La notte è lunga e fredda (me ne accorgo dall'abbigliamento delle pochissime persone che incontriamo) ed è il momento in cui io storicamente ho più difficoltà.
Non subisco la temperatura perchè coperto il giusto,non ho fame perchè alimentato perfettamente e,tranne che in un paio di occasioni,non ho sonno. La mia squadra sta facendo di tutto per arrivare al mattino in condizioni buone.

Ovada (122km)
Masone (144km)
Passo del Turchino.

E' notte,usciamo da un ristoro dopo che Antonio mi ha fatto dei massaggi e ci dicono:"Mancano tre chilometri e sarete sul Turchino,poi sarà tutta discesa".
E' un momento duro questa ascesa ma Fabio mi distrae molto e fa di tutto per portarmi su.Nella mia mente so ormai d'aver raggiunto uno dei miei obiettivi e questo mi gratifica molto.Intanto uno stoico Tallarita è sempre pronto a dare consigli e a fornirci di quello di cui abbiamo bisogno.
La notte trascorre beatamente e noi siamo sempre più forti,anche se qualcuno ci passa,noi abbiamo dalla nostra parte la consapevolezza dell'ottimo lavoro svolto.

Passo del Turchino: siiiiiiiiiiiiii.

Ormai sono soli dodici chilometri di discesa e poi vedremo il mare. Si,il mare. In quell' istante mi viene in mente quello che avevo detto la sera prima alla mia squadra :" Voglio vedere il mare e poi arriveremo a Sanremo,promesso!!!"
I dodicimila metri che ci separano dalla riviera ligure trascorrono veloci ed in un attimo i miei sensi "sentono" l'acqua salmastra. A questa sensazione m'emoziono un pò e nel mio animo inizia un turbinio di emozioni.
Arriviamo al primo check point in terra ligure e causa una frana prima di Arenzano,ci obbligano a fare un tratto in macchina tutti insieme ed è l'unico momento in cui dormirò...Fabio intanto ha concluso dopo oltre cinquanta chilometri il suo lavoro al mio fianco ed è stato molto bravo.Gli faccio i complimenti e lo ringrazio così come anche fa Antonio. Ripartiamo e chiedo una tuta da indossare.C'è freddo e vento,voglio coprirmi ancora di più. Adesso con me c'è Tallarita,una sicurezza assoluta e una fiducia inossidabile in lui.Avevamo fatto tutto come  pianificato,non potevamo fallire.Io correvo ancora e avevo sempre stampato il sorriso sul mio viso. Io ricevevo serenità dalla squadra e loro ne avevano da me.Una bella trasfusione di energia positiva.
Ormai il sole ha preso il posto della luna.E' l'alba di un nuovo giorno.Un giorno che resterà indelebile nella nostra memoria.
Ci sono dei nuvoloni carichi di pioggia in lontananza proprio nella direzione che stiamo seguendo."Speriamo che non piova",è il mio pensiero.
Procedo alternando qualche chilometro di corsa e qualche centinaio di metri di cammino,con me sempre il siciliano che tiene l'andatura e Fabio che indica il percorso e cura i ristori. Verso le otto un bel pezzo di focaccia calda allieta il mio palato.Il sapore e l'odore mi fanno venire alla mente i ricordi di quando,piccolino, ero a Chiavari e dico la verità,nascoste dagli occhiali molte lacrime hanno solcato il mio viso. Ci sono ancora tanti chilometri da macinare ma il tempo davanti a noi è tantissimo e possiamo gestire tutto alla perfezione. Già dalla partenza da Voltri avevo comunicato alla mia squadra che a Loano mi sarei fermato per circa un ora per i massaggi e dormire un pò. Non avevo fatto i conti con Antonio,però. Per non innervosirmi il Maestro non mi dice di no ma neanche un si convinto.Passano i chilometri e ogni tanto il discorso viene fuori e man mano che passa il tempo mi porta alla convinzione che sarebbe stato meglio fare una sosta per fare solo i massaggi senza dormire. Praticamente mi ha fatto decidere quello che lui aveva pensato fosse meglio facendola passare come mia scelta in modo da accettarla serenamente senza forzature e con tranquillità.
Abbiamo anche modo e tempo  di sbagliare strada percorrendo qualche chilometro in più ma poi riusciamo a tornare sulla retta  sorridendo poi dell'accaduto.

Voltri (159 km)
Varazze (164,5)
Savona (175 km)
Bargeggi (180 km)
Loano (208 km)

Arrivo Loano: Massaggio,cambio abbigliamento e via come stabilito.

Piove.
Una fastidiosa pioggia e ancora nuvole sul nostro cammino...
Sono ben coperto e vado avanti.Mancano sessantatre chilometri. Con Antonio al mio fianco,Fabio in macchina che c'indica la strada,Daniela e tanta gente che ci segue da casa non possiamo più fallire.Si rafforza la convinzione di potercela fare. Non sono stanco,sorrido e quando c'è da correre,corro. Quindi nessun problema.Lungo il percorso si fa l'elastico con un altro atleta,quando non siamo insieme a farci compagnia.
Il percorso è sempre ben segnalato e a prova d'errore.

Alassio (225 km)
Diano Marina (239 km)
Imperia...

Imperia,qui avremmo dovuto imboccare una ciclabile che c'avrebbe portato a Sanremo su un percorso tutto dritto,invece commettiamo un errore,non vedendo l'indicazione, imbocchiamo l'Aurelia e andiamo su e giù  con le macchine che ci sfiorano...Un pò pericoloso.
Arriva la sera mettiamo su le frontali e andiamo avanti. Arrivati a un certo punto, giù in un paese, affianchiamo la famosa ciclabile. "Ragazzi passate di qua,dovrebbe essere questa la strada giusta",indica Fabio e ormai mancando teoricamente poco gli diciamo che può anticiparci all'arrivo.
Lungo la pista i dubbi c'assalgono."Sarà la strada giusta?" Segnalazioni del percorso non ne vediamo,brancoliamo nel buio,ad un certo punto la ciclabile è ostruita da una transenna e le perplessità aumentano.  Ad ogni paese chiediamo ma quando sentono Sanremo spalancano gli occhi ed esclamano "E' lontanissimo"... Dopo oltre trentacinque ore di corsa è una mazzata ogni volta.Antonio m'incita di continuare a correre e ad avere fiducia.
Sono convinto che abbiamo sbagliato percorso,consiglio di riprendere la strada consiliare.Lo facciamo e vediamo un cartello che indica "SANREMO 6 KM". Porca miseria ero convinto che mancasse pochissimo invece ancora un'ora. Intanto abbiamo perso il telefono e non possiamo comunicare con Fabio che sicuramente sarà in pensiero al traguardo.Non abbiamo niente da perdere,il tempo c'è e stiamo bene fisicamente anche se un dolore e un gonfiore al ginocchio destro da qualche tempo hanno fatto capolino.
Dopo un'ora e sempre sulla ciclabile incrociamo una famiglia."Ragazzi venite da Milano? Bravi,ormai siete arrivati,il traguardo è li dove ci sono quelle luci,saranno quattrocento metri.Bravi!!!" Da lontano vediamo Fabio che applaude commosso,ci viene incontro e la prima cosa che mi viene in mente di fare è di ringraziarlo.Prendo le bandiere che gli ho fatto preparare ed insieme tagliamo il traguardo. Abbraccio forte i miei compagni di viaggio e scattiamo alcune foto con gli Organizzatori. Peccato solo che qualcuno si dimenticherà d'annunciare il nostro arrivo su facebook e Twitter facendo stare in ansia molte persone e non pubblicherà la foto del nostro arrivo fino al giorno dopo quando mi lamenterò.Dimenticanza? Chissà... A qualcuno avrà fatto male il nostro arrivo nella Città dei Fiori.
E' stato un bel viaggio,una bellissima esperienza e per questo che ringrazio in rigoroso ordine alfabetico Antonio e Fabio.
Non ho mai avuto la convinzione di non potercela fare.MAI!!!

Qualche consiglio agli Organizzatori:
1) Ai check point mettete un cartello con i chilometri percorsi e di quanti ne mancano ancora al traguardo. Non essere a conoscenza di ciò,dopo tanta strada non è bello e rassicurante;
2) Il ristoro finale può e deve essere migliorato di molto... Ci vogliono: pasta,riso,formaggio coca cola...Non salatini e surrogati della bibita americana.

Per il resto è stato tutto perfetto e ringrazio Michele Graglia.




venerdì 15 aprile 2016

Grande impresa di Ciro Di Palma all'UltraMilano Sanremo di km 285 (Dal sito www.reggiocorre.it)

Grande impresa di Ciro Di Palma all'ultraMilano Sanremo di km 285 (Dal sito www.reggiocorre.it)

Brescia Art Marathon 2016... "Cuore e maratona".

In una domenica ecologica,con strade chiuse al traffico e un buon clima,ha preso il via la Brescia Art Marathon 2016 con quattro manifestazioni al suo interno:Maratona,Mezza maratona,Brescia ten e Family run. La presenza di circa tremilaottecento persone nel zona di Mompiano e il loro dar sfogo alla passione all'aria aperta,hanno reso piacevolissima un'altrimenti sonnacchiosa domenica di fine inverno.Era la seconda volta che partecipavo a questa maratona ma non serbavo un bellissimo del percorso di 42,195km,tranne che nella parte finale che vedeva l'approdo in  piazza della Loggia.Quest'anno,stesso arrivo,bello ma è leggermente cambiato il tracciato, sicuramente migliore anche se resta ancora non bellissimo. Va premiato però lo sforzo degli Organizzatori di proporre agli atleti sempre delle migliorie nel corso degli anni.Sono andato a Brixia con l'intento di fare un buon allenamento in vista di altre gare e così è stato. Prima parte,fino al ventesimo chilometro circa,insieme ai "palloncini"delle 3h30' poi la sfida con me stesso per andare a raggiungere e superare i pacers delle 3h15'... Raggiunti a cinque chilometri dal traguardo e staccati di circa cinque minuti.Alla fine il cronometro si è fermato intorno alle 3h10'  e sono rimasto molto soddisfatto vista la bella progressione prodotta.Ristori lungo il percorso ben forniti e quello finale in piazza Vittoria, altrettanto buono.
E' stata una bella giornata anche perchè lungo il percorso ho incontrato tanti atleti e tante persone che,come spesso accade, mi riconoscono e dimostrano simpatia simpatia.Non posso chiudere questo mio scritto se non cito anche il vero motivo per cui sono arrivato a Brescia. E' una questione di cuore,la mia compagna che mai avrebbe sognato di correre una mezza maratona,ha fatto il suo esordio sulla distanza ed io non potevo assolutamente mancare. Il suo tempo finale non conta.Vedere la sua felicità,gli occhi che le brillavano e il sorriso dipinto sul suo viso,vale per me più di qualsiasi vittoria e il suo abbraccio forte più di qualsiasi medaglia.
Brava Danielina e grazie Brescia. Pota .

giovedì 31 marzo 2016

(Video) C'è solo l'Inter per Reggio Emilia 28 01 2016



20^ Edizione Maratona del Tricolore (Reggio Emilia)... "Sempre il top!!!"

Tutti possono organizzare una maratona ma non tutti possono organizzare una maratona come quella di Reggio Emilia. E’ proprio così, passano gli anni, si attraversano crisi e problemi  ma il livello di questa manifestazione è sempre alto, anzi più trascorre il tempo e maggiormente lo standard si consolida. Quest’anno  ha visto il via la ventesima edizione, all’ uopo è stato organizzato un bell' evento che ha ricordato tutta la storia di questa gara e chi l’ha resa grande. C’è poco da aggiungere e scrivere, sarebbe un ripetere cose già dette nei miei precedenti scritti. Posso informare, questo si ,che anche quest’anno c’è stato il record d’iscritti ed è stata una bella giornata anche se le previsioni meteo prevedevano il contrario. La mia gara è stata un buon allenamento e terminata col tempo di 3h31’ circa ma la cosa più bella di questa edizione è stata che al traguardo c’era ad attendermi  la mia dolce metà: Daniela.

domenica 15 novembre 2015

Ultramaratona del Trocolore 2015,100km... " Prima e ultima "

L’edizione 2015 della 100km dell’Ultramaratona del Tricolore si può racchiudere in un titolo: Prima ed ultima.
Si,perché è stata la mia prima ultramaratona vinta ma anche l’ultima gara a circuito che ho corso. Il tutto lasciandomi sulle labbra un sapore agrodolce,una modesta soddisfazione e tanta delusione.
L’avevo promesso a Tallarita, “Cercherò di vincere la tua 100km,se dovessi riuscire nell’intento,saluto tutti e me ne vado.”  Questo non per far sentire la mia mancanza ai posteri  ma perchè sarebbe stato bello finire così un cammino iniziato due anni fa e che doveva avere un altro epilogo, il campionato mondiale della 24 ore. Ribadisco con veemenza,ancora oggi, d’essere stato derubato della partecipazione da qualche losco individuo.
L’Ultramaratona del Tricolore,manifestazione che comprendeva anche quest’anno quattro gare: 12 ore,6 ore,100km e staffetta 6 x 1 ora,si è svolta all’interno della Kholer Engine di Reggio Emilia ed è stata magistralmente organizzata da Antonio Tallarita insieme ai suoi collaboratori.
Un circuito di 1588 metri da ripetere più volte a seconda del tipo di gara.
La mia cento chilometri è stata corsa ad un ritmo molto tranquillo e  con ristoro personale ogni cinque chilometri (Acqua/glucosio e poi miele). Ho iniziato a girare a circa 5’15” km perché durante la preparazione avevo fatto un semplice ragionamento... ” Non sono più quello di cinque anni fa,quello di 8h07’ in una gara simile però, velocizzando leggermente gli allenamenti che svolgo in questo periodo so che per circa 10 ore posso girare intorno ai 5’15”/20”oppure se ci dovesse essere da battagliare intorno alla sesta ora potrei anche aumentare e giocarmi le mie carte. In questo modo se gli altri dovessero essere più bravi,complimenti a loro altrimenti vincerò io.”
La gara è iniziata con un leggero ritardo e nelle prime ore,come avevo previsto,sono stato staccato da tre atleti. Non me ne sono fatto un cruccio,anzi,sono stato sempre molto tranquillo e concentrato perché sapevo che almeno due avrebbero rallentato. In seguito quando ho visto che anche Accorsi iniziava a perdere metri,mi son detto:”Vuoi vedere che...vinco?”
 Devo essere onesto,l’atleta bolognese m’aveva confidato alla vigilia che avrebbe fatto un allenamento e che avrebbe provato a stare sotto un certo tempo però, per me, era come sfidare Ronaldinho a tirare i calci di rigore. Mi batte nove volte su dieci anche se è fuori forma. Comunque ,mai dire mai.
Dopo circa due terzi di gara e con assoluta tranquillità credo d’aver preso la testa della corsa e di non averla mollata più. Quando correvo,avevo la sensazione che il vantaggio aumentasse sempre di più però  ogni volta che passavo dal traguardo mi dicevano che il distacco era esiguo e così  cercavo di capire la situazione. Oggettivamente però,vedevo che doppiavo gli altri e così quando ho capito di essere avanti nettamente,ho gestito la corsa. Alla fine ho vinto con un modesto 9h06’ ,con circa venti minuti sul secondo e  tre quarti d’ora sul terzo classificato. Per me l’importante era vincere ed ho vinto. Quest’ultima frase può sembrare fuori luogo però credetemi è il frutto di questi ultimi dieci mesi di rabbia,di delusione e di ricerche di risposte che sto ancora aspettando ma che non arriveranno mai da parte di persone che hanno una concezione della morale tutta loro.
La premiazione finale è stata qualcosa di quanto più finta possa esistere e mi fermo qui,altrimenti avrei un comportamento poco etico (parola non scritta a caso,vista la presenza di alcuni personaggetti).
Dopo la premiazione il secondo classificato mi ha chiamato da parte dicendomi:”Non ti conoscevo però vedevo che correvi sempre,credevo facessi la sei ore,dopo mi hanno detto che partecipavi alla 100km ma comunque non t’avrei mai preso. Complimenti”. 
Unica pecca, forse, dell’Organizzazione,  una parte del tracciato un po’ sconnessa e leggermente buia a calar del sole  ma c’è anche da dire che il percorso è stato cambiato alla vigilia della partenza per le abbondanti piogge che si sono abbattute sulla citta del Tricolore 24/48 ore prima del via.



 

sabato 30 maggio 2015

Il mondiale,il sogno e il grande imbroglio... (Mondiale,Torino 2015, 24 ore)


E’ trascorso più di un mese dalla 24 ore di Torino e voglio mettere la parola fine a tutto quello che è stato, scrivendo questo mio ultimo articolo.

“Sai,quando arrivò la telefonata,mi fermai cinque minuti...Mi misi a sedere e con la testa tra le mani, iniziai a piangere come un bambino. Credimi,non capivo più niente !!!” . 
Antonio Mammoli  (Nove Colli Running 2011).
 
"A me quella telefonata non è mai arrivata !!!
Cirinho Di Palma (Aprile 2015).



Tutto ebbe inizio qualche anno fa,quando per caso ebbi la fortuna di conoscere  un atleta toscano,un uomo vero. Si,vero,di quelli dai quali puoi solo imparare e voler bene in futuro: Antonio Mammoli. Eravamo alla Nove Colli Running. La semplicità con cui parlava e accompagnava un suo amico in gara mi fece subito intendere,senza conoscerlo che ero in presenza di un grande. Attratto dalla sua spontaneità iniziai a porgli tante domande a cui lui rispondeva con estremo garbo,ad un certo punto il discorso, non so perché, andò ai campionati mondiali della 24 ore. Mi raccontò delle sensazioni che aveva provato quando fu convocato per la prima;gli occhi gli brillavano ancora dalla felicità e,la voce diventava quasi un sospiro.“Vestire i colori dell’Italia e rappresentarla è un orgoglio, una sensazione che porterò per sempre nel mio cuore”, mi disse. Come non capirlo...Se si chiedesse ad un bambino che pratica sport, il suo desiderio più grande,questi risponderebbe :”Voglio fare il MONDIALE !!! “,lo stesso quesito posto ad un atleta più grande,avrebbe analogo responso. Correre,giocare un mondiale è l’ambizione di tutti... “Sai,quando arrivò la telefonata,mi fermai cinque minuti...Mi misi a sedere e, con la testa tra le mani, iniziai a piangere come un bambino. Credimi,non capivo più niente ” . 
Queste sono le parole del pratese che hanno accompagnato in questi anni i miei allenamenti e che  mi fanno ancora rabbrividire al solo  ricordo. Si vive di sensazioni,di sogni ma forse questo a qualcuno non importa. Da quel giorno,ho avuto modo poi di correre altre gare, tra cui le più dure al mondo ma il pensiero era sempre quello,quello del bimbo...:”VOGLIO CORRERE UN MONDIALE”. Alla vigilia di una mia partenza per una gara negli Stati Uniti,ebbi modo di parlare di gare lunghe ventiquattro ore  con un’altra persona,un atleta che ha scritto la storia dell’ultramaratona in Italia e che ancora oggi è al mio fianco come tecnico ma in primis come amico,lui è :Antonio Tallarita. Un SIGNORE,Antonio, che poi pagherà con l’esclusione dal mondiale di Torino 2015,il solo fatto d’aver preteso il rispetto delle regole e quindi l’aver perorato la mia causa con lo staff tecnico e con i dirigenti della Iuta. Ritornai dal continente a stelle e strisce e...
Ricordo come se fosse ieri,c’incontrammo a cena e stilammo un programma di gare e  periodi di allenamento fatti di corsa e palestra. Passava il tempo e nel mio piccolo i risultati cominciarono ad intravedersi: prima in una sei ore e poi in una dodici ore ,frutti premiati dall’ingresso nella lista degli atleti d’interesse nazionale,specialità 24 ore. Arrivò poi anche un discreto responso in una ventiquattro ore dove corsi per 217,250 km, ripeto non un risultato di grandissimo livello,assolutamente,però un chilometraggio che mi metteva tra i primi nove nel biennio 2013-2014 e siccome al mondiale andavano in nove ed ero anche in linea con i criteri di selezione,ero felice...  Si vive di sensazioni,di sogni ma forse questo a qualcuno non importa. Intanto più il tempo delle convocazioni s’avvicinava e più nella mia testa riecheggiava...:” Sai,quando arrivò la telefonata,mi fermai  cinque minuti...Mi misi a sedere e, con la testa tra le mani, iniziai a piangere come un bambino. Credimi,non capivo più niente ” . Immaginavo,speravo di rivivere quella scena...alla fine m’illudevo. Quella telefonata sarebbe stata il premio ai miei sacrifici,alle mie rinunce,al mio tutto. A me quella telefonata non è mai arrivata !!!
Più passava il tempo e più vedevo cose strane: tempi di presentazione dei risultati che s’allungavano senza che io,ufficialmente sapessi qualcosa,convocazioni che slittavano e la cosa più strana: IL SILENZIO, tutti sapevano ma nessuno parlava... Tra dicembre e gennaio arrivano diverse mail dalla Iuta nelle quali c’era,oltre alla convocazione al raduno medico di gennaio anche la richiesta  di tenersi pronti per il raduno premondiale di febbraio (INDISPENSABILE)... A prima vista sembrerebbe tutto bello,tutto chiaro e invece...
Molto strano,c’era l’elenco in ordine alfabetico di dodici/tredici nomi maschili,poi le donne sempre in sequenza alfabetica e poi il mio nome con quello di altri atleti...  Esclamai:“Non so,mi sembra strano,sembra che abbiano deciso già tutto...mi sbaglierò “ .ILLUSO !!!



Arriva gennaio e con esso il raduno medico. Chiedo un confronto col tecnico,che ottengo e la prima cosa che mi dice quando entro è:” Devi essere già onorato d’essere qui”... Capii che già avevano deciso tutto, mi sforzai e non volevo credere a quello che avevo ascoltato. Mi difesi,spiegando che non ero li per caso e che col mio risultato andavo a collocarmi in una certa posizione. La discussione andò avanti per circa mezz’ora ed un altro paio di stilettate mi furono inferte...Ci salutammo ed andando via gli dissi:”Voglio vedere come fate a non convocarmi per il raduno premondiale”. M’hanno poi dimostrato come hanno fatto... Da persone che si qualificano da sole,non mi hanno neanche chiamato per dirmelo,quando avevano preteso che ci fossimo tenuti liberi per il raduno. Uscii e me ne andai a correre,dicendo dell’accaduto a Tallarita e ad altri atleti. Ero nervoso... Intanto tutto taceva,le convocazioni non arrivavano,fin quando un giorno mi chiama Antonio dicendomi che le mail per il raduno erano arrivate ma che io non risultavo nella lista. Mi crollò il mondo addosso,due anni di sacrifici andati in fumo. Con una mail mi dimisi da promoter Iuta e con un’altra chiesi al tecnico di togliermi dalla lista degli atleti d’interesse nazionale in quanto pur avendo i risultati che erano dalla mia parte,ritenevo di non avere “certi requisiti” (ma quali,poi?) per stare in quella lista. Il selezionatore mi rispose in modo solerte,dicendomi che avrebbe comunicato tutto alla Iuta mentre il segretario della stessa Iuta mi scrisse che a breve si sarebbero fatti sentire lui e il tecnico per darmi delle spiegazioni... A breve ? Trascorse una settimana...niente. Fin quando un giorno Tallarita mi chiama...”Scevaroli è qui a Reggio Emilia,sei disponibile per un colloquio?” Io pensai:”Ma questo sapeva da due mesi che sarebbe venuto in città perché c’era un raduno,deve farmi chiamare venti minuti prima che io finisca di lavorare?...Mah? “ Vado all’incontro e pretendo la presenza di Antonio,già una volta m’avevano teso un’imboscata... Parlo per due ore e mezzo ma non mi vengono fornite spiegazioni,niente,un muro di gomma. Gli spiego che in città intorno al mio nome c’era fermento,il primo giornale cittadino m’aveva chiesto un’intervista e nel caso non m’avessero dato delle risposte erano pronti ad uscire con degli articoli... Niente,assolutamente niente. Passò qualche giorno e uscì un articolo sulla Gazzetta di Reggio. Gli animi iniziarono a scaldarsi... Arriva il giorno del raduno e Tallarita,come atleta, viene giustamente convocato. Un colloquio con i vertici e due giorni dopo gli viene detto :”Mi spiace sei fuori per l’età”. Io mi chiedo :”Ma Antonio Tallarita è venuto da marte ? Non conoscevano la sua data di nascita da prima ? Se ne sono accorti solo adesso,a  marzo? Qualcosa sarà successo.. Strano,molto strano.”

                                                                                                                                                                                                                                                                                    Intanto m’iscrivo da open alla manifestazione mondiale,voglio fare bella figura,voglio e devo dimostrare il mio valore. Consapevole d’aver fatto un’ottima preparazione e di non aver lasciato niente al caso, vado a Torino molto carico. Non sapevo invece d’andare incontro ad un grosso fallimento,una figuraccia di quelle epocali annacquata neanche dal non grande risultato complessivo degli altri atleti della nazionale. In quella gara di Torino,io so solo che ad un certo punto ho detto:”Corro 100km e me ne vado!!! “ . Senza scuse come hanno fatto in tanti: il percorso,il caldo... Per me il tracciato era bello e la giornata fantastica. I motivi del mio ritiro li abbiamo trovati qualche giorno dopo a cena io e Tallarita.Posso solo dire e concludo che sono trascorsi due anni dall’inizio di questo mio miraggio AZZURRO o meglio di questo mio mancato sogno NAZIONALE,non perdonerò mai chi ha RUBATO la speranza a un ragazzino calpestando regole e solo perché era più grande e potente di lui. Per ogni goccia del mio sudore asciugato dall’asfalto,per ogni lacrima che ho versato... lasciamo perdere potrei non essere molto educato. Ho fatto sentire la mia voce attraverso i social network,qualcuno ha anche cavalcato questo mio grido di battaglia e a tanti altri invece avrà dato festidio.
Un amico che io stimo tantissimo perché parla sempre chiaro mi ha scritto :”Invece di giudicare gli altri pensa ai tuoi fallimenti !!! “
Un altro ancora:”Se volevi dare dei consigli potevi rimanere nella Iuta !!! “ .
Avete ragione, prendo atto del mio fallimento e della mia gara di merda. Con la stessa onestà intellettuale però dico :”I numeri a febbraio erano dalla mia parte,mi hanno preso in giro.”
Ribadisco con forza il mio  grazie a tutti gli amici che mi sono stati vicini in questo periodo e alla mia squadra: Antonio Tallarita e Andrea Boni Sforza ,UOMINI SERI !!!
Un ultimo pensiero lo rivolgo ad Antonio Mammoli. Con quelle sue parole di qualche anno fa m’ha fatto vivere un’emozione,un’emozione di una telefonata che mai è arrivata e mai arriverà.

“Sai,quando arrivò la telefonata,mi fermai per cinque minuti...Mi misi a sedere e, con la testa tra le mani, iniziai a piangere come un bambino. Credimi,non capivo più niente ” . 
Antonio Mammoli  (Nove Colli Running 2011).

A me quella telefonata non è mai arrivata !!!
Cirinho Di Palma (Aprile 2015).


Grazie.

sabato 4 aprile 2015

Io sto con Caporaso !!!

                                                                                                                 In questa foto sono ritratto con ENZO CAPORASO,un uomo che a torto o a ragione,non m`interessa,sta subendo una gogna mediatica. Enzo ha sbagliato nei confronti dello Stato e sta pagando il suo debito con la Giustizia.Enzo ha sbagliato perche` non aveva fatto alcune cose nell`organizzare il mondiale.Caporaso poteva sembrare un megalomane oppure poteva risultare arrogante...VA BENE TUTTO. Io da questa persona,invece, ho sempre e solo ricevuto gesti di simpatia e cortesia e ,per me ,non é, ne un vigliacco,ne un farabutto, è solo una persona che sta scontando i suoi guai con la Legge. IO INVECE (tranne che in rarissimi casi)NON HO LETTO DA NESSUNA PARTE UNA PAROLA CONTRO CHI DOVEVA CONTROLLARE E NON L`HA FATTO !!! QUELLE PERSONE CHE HANNO SEMPRE DELEGATO L`ORGANIZZAZIONE DELLE GARE AGLI ALTRI,ANDANDO POI A PRESENZIARE AGLI EVENTI E A PRENDERSI GLI APPLAUSI. In fondo quest'uomo, che ha dato tante medaglie alle sue gare,la medaglia la dava anche a loro (in termini di visibilità) e fin quando andava bene,era tutto ok... poi dopo, il silenzio. Enzo sta pagando ma quei signori dal sorrisino finto,quelli che ti danno una pacca sulla spalla e poi ti tolgono quello che tu hai guadagnato duramente sul campo,no,quelli non pagheranno MAI,perché,come i politici,si nascondono dietro dei regolamenti fatti da loro, nei quali hanno creato delle zone d`ombra dove ripararsi, NESSUNO DICE UNA PAROLA. Un caro amico mi ha fatto notare che Enzo,forse,aveva scavalcato tutti prendendo degli accordi per il mondiale direttamente con la Iau (Federazione internazionale ultramaratona),cosa che se fosse vera sarebbe ancora più grave e, confermerebbe, come certe figure erano già pronte per andarsi a prendere  quest`altro alloro a "costo zero".Il mondiale si farà ma solo perchè non farlo,in termini d'immagine sarebbe costato di più alla città di Torino e alla Fidal.La Iuta adesso ha solo messo una pezza a qualcosa che se avesse monitorato non si sarebbe verificata. Non vorrei sbagliare ma la Fidal avrebbe mandato da Roma una propria persona a seguire la vicenda post Caporaso,nel caso fosse vero,mi chiedo, :" la Iuta non aveva persone credibili che potevano farlo?" A Me sembra quasi un Commissariamento..Non si dovrebbe mai sbagliare,l`onestà prima di tutto ma in questo caso: IO STO CON QUEL "FURFANTE" DI CAPORASO (che, ripeto,sta pagando) E NON CON CERTE PERSONE DAL SORRISINO FACILE E FALSO CHE NON PAGANO MAI !!!

Di Palma e Tallarita: Esclusi dal mondiale per ripicche personali.(Dal sito:www.gazzettadireggio.gelocal.it)

Di Palma e Tallarita: Esclusi dal mondiale per ripicche personali. (www.gazzettadireggio.gelocal.it)

lunedì 16 marzo 2015

Maratona delle Terre Verdiane 2015..."Un buon allenamento".

Dovendo fare un allenamento di circa 55km,ho avuto la brillante idea d’iscrivermi alla matatona delle Terre Verdiane;gara che si corre a pochi chilometri da casa mia e facilmente raggiungibile in macchina. L’ho fatto perché non mi piace sfruttare i ristori e l’organizzazione di chi fa dei sacrifici per far correre le persone e rende sicuri i percorsi. Domenica mattina,piove e c’è freddo. Raggiungo il paese che vedrà il traguardo della gara, Busseto,  in compagnia di amici e lasciata la macchina in parcheggio,raggiungiamo Salsomaggiore,località di partenza della maratona,con una delle navette messe a disposizione  dagli Organizzatori. Il ritiro dei pettorali è molto caotico,c’è una lunga coda ed il posto è angusto (magari da rivedere la location). Per metterci in tenuta da gara ci dirigiamo verso gli spogliatoi  posti circa un chilometro più avanti,intanto il cattivo tempo imperversa.  Raggiunti i locali adibiti al cambio, noto subito una marea di persone e una calca incredibile. Ci spogliamo a fatica. Dopo un pò usciamo e portiamo i borsoni ai camion adibiti al loro trasporto. C’è freddo,piove e moltissimi di noi iniziano un lungo riscaldamento nel viale da dove ci sarà lo start. Partenza posticipata di un quarto d’ora e gente che continua a correre zig zagando tanto da sembrare mosche impazzite... Finalmente lo sparo,si comincia ed ognuno inizia a  pensare a quella che sarà la sua corsa e a quello che sarà il suo traguardo. Si,perché la cosa bella di questa manifestazione è che al suo interno ha tante gare su varie distanze,ognuna con un traguardo tutto suo nei  paesi che s’incontrano  lungo il percorso. L’inizio in discesa è molto facile e tanti si lasciano prendere “la mano” correndo ad un’andatura un po’ più veloce e pagheranno dazio dopo. Io corro insieme a Tallarita,col quale m’alleno e Salvatore,un ragazzo di Parma molto simpatico;andatura da allenamento con qualche variazione di velocità. Essendo partiti dal fondo del gruppo,passiamo tanti amici ed è un continuo salutarsi. Dopo un po’ dico al parmigiano di rallentare un po’ la sua corsa se vuole arrivare al traguardo nel migliore dei modi... Farà così e farà registrare  il suo tempo migliore in una maratona. Intanto i  paesi si susseguono ed il passaggio attraverso il loro centro è sempre suggestivo e bello. Quando sono passati una trentina di chilometri,causa un bisogno fisiologico,perdo Antonio. Tranquillamente e allungando un po’ raggiungo Marco Bonfiglio,il milanese anche lui presente in Emilia per un allenamento di rifinitura per una gara di cento miglia in terra americana che poi lo vedrà vincitore.  Anche col meneghino mi diverto molto,chiacchieriamo e intanto s’ascolta la musica di Verdi che viene sparata dagli altoparlanti lungo il tracciato. Non ci accorgiamo neanche che comunque stiamo correndo una maratona ed arriviamo al traguardo. Mi ristoro,con un bicchiere di tea e un panino ed intanto giunge Antonio.Fa quello che ho fatto io e trascorsi cinque minuti,ripartiamo, sempre di corsa, contromano sul percorso di gara. Ritornati al trentaseiesimo chilometro decidiamo ancora di tornare verso Busseto in modo da poter usufruire dei servizi della gara. Alla fine, una doccia calda,un  piatto di pasta e buon allenamento svolto,in fondo era quello che cercavamo. Buoni : il servizio navetta,il ristoro finale,il pasta party,le docce e il percorso ormai consolidato. Da rivedere : location ritiro pettorali e spogliatoi d’inizio gara.

venerdì 6 marzo 2015

Maratona di San Valentino 2015..."Una gita in Valnerina".

Non è mai facile parlare di una corsa: troppe sono le variabili e gli stati d’animo che s'alternano. Questi continui mutamenti possono far avere opinioni molto diverse,a volte contrastanti, tra gli  stessi atleti che magari hanno corso insieme per tutta la durata della competizione. Per quello che mi riguarda,ogni dodici mesi mi presento a Terni sempre molto volentieri;l’accoglienza è ottima,le persone sono sempre gentilissime ed il fine settimana in terra umbra finisce sempre con:”Arrivederci alla prossima edizione”. Quest’anno, come lo scorso, ho avuto il piacere di fare il “palloncino” col team di Marathon Truppen e la cosa mi è piaciuta tantissimo. Avere la responsabilità di “guidare”un gruppo di atleti che punta a un certo tempo e si fida di me m’inorgoglisce ma allo stesso tempo mi responsabilizza facendomi mettere  al loro servizio completamente.Durante tutto il tempo li incito,tenendo su il morale nei momenti cruciali ed ai ristori li aiuto a prendere quello che gli serve. Quest’anno gli Organizzatori della Maratona di San Valentino hanno voluto cambiare il percorso di gara; partiti da Terni,abbiamo raggiunto Ferentillo e dopo un giro nel paese di Arrone,siamo ritornati nel capoluogo umbro, in piazza Europa. L’anno scorso invece lo start fu dato a Ferentillo e nel suo svolgersi la gara passò anche in una zona industriale non proprio bella. La nota che caratterizza il tracciato della competizione è il passaggio  alla cascata delle Marmore,un vero paradiso. La differenza sostanziale tra le ultime due edizioni della kermesse è stata che in quella precedente si scendeva a valle in un’unica direzione mentre, quest’anno, abbiamo avuto salita per i primi ventiquattro chilometri e per la parte restante una discesa lunghissima. Un percorso un po’ più  difficile nella prima parte ma che io ho preferito maggiormente. Gli oltre duemila concorrenti (tra maratona e mezza) hanno potuto godere,aiutati anche da una giornata primaverile, della bellezza della Valnerina ed hanno partecipato ad una bella festa.I ristori sono stati buoni mentre si potrebbe migliorare quello all’arrivo,il ritiro dei pettorali al sabato è stato abbastanza veloce. Bella e particolare la medaglia a forma di cuore. Forse le docce sono un po’ distanti  ma di meglio non si può fare,avendo il campo sportivo che le ospita a quasi un chilometro. Voglio rimarcare l'ospitalità e la gentilezza dei ternani,peculiarità non sempre riscontrabili ad altre latitudini  Sostanzialmente una manifestazione simpatica.

mercoledì 25 febbraio 2015

Motivo delle dimissioni da Promoter Iuta.

Ecco il motivo delle mie dimissioni ,spiegato in questa mail inviata al Presidente e al Segretario della Iut  due settimana fa alla quale ho ricevuto risposta.
Ciao Gregorio ,ciao Stefano ,
Vi scrivo questa mail perchè ho notato una TOTALE MANCANZA DI RISPETTO nei confronti degli atleti.Mi spiego meglio,tutti i partecipanti al raduno di gennaio speravano,chi piu' ,chi meno, in una convocazione per il ritrovo premondiale che si terra' a fine mese a Torino. Ufficialmente sul sito della Iuta non c'è ancora la lista,quindi teoricamente non sarebbe ancora stata redatta. In via del tutto ufficiosa però ho saputo che le mail sono state recapitate agli atleti interessati.NON DISCUTO le scelte tecniche e anche se non le condivido, le rispetto però faccio il mio esempio. Negli ultimi due anni sono il nono atleta come risultati in una 24h a circuito e nel 2014,il sesto.Nutrivo ben più di una speranza, non solo di essere tra i nove di Torino ma almeno tra i dodici /tredici preconvocati . Dico solo che almeno una telefonata oppure una mail nella quale si diceva (NON SPIEGAVA) della mia esclusione poteva essere fatta. Ufficialmente,sto sperando ancora nella convocazione (che non arriverà mai) quindi sono bloccato nell'iscrizione ad altre gare. Credo che un pò di chiarezza in più e di rispetto verso gli atleti debbano essere dovuti.
Distinti Saluti
Ciro Di Palma

Mail di cancellazione da lista "Atleti d'interesse nazionale 24h "


Mail di dimissioni da Promoter Iuta Emilia Romagna

----Messaggio originale----
Da: cirodipalma69@yahoo.it
Data: 18-feb-2015 11.09
A: "Zucchinali Gregorio", "segreteria@iutaitalia.it"
Cc: "TALLARITA Antonio"
Ogg: Dimissioni da Promoter Emilia Romagna Ciro Di Palma


Carissimi Gregorio e Stefano,
con la presente intendo rassegnare, in data odierna, le mie dimissioni da Promoter Iuta per l'Emilia Romagna. Una decisione sofferta ma incline alla mia persona; non credendo più in certe persone e in alcuni valori che io stesso cercavo di promulgare, mi è sembrato il caso di fare un passo indietro. Vi ringrazio per avermi dato la possibilità di collaborare con la Iuta,mi resta solo il dispiacere di non poter dare seguito al lavoro che avevo iniziato.Impegno non solo fatto di raccolta adesioni (tessere) ma di divulgazione della cultura dell'Ultramaratona.
Distinti Saluti
Ciro Di Palma 

domenica 4 gennaio 2015

Maratombola 2014 ... "Amicizia,solidarietà e sport".

Metti insieme un gruppo di amici (Marathon Truppen), la voglia di regalare e regalarsi una bella giornata di sport e fare beneficenza: nasce la Maratombola.

Il 28 dicembre,dalla pineta di Castel Fusano (Ostia - Rm -), ha preso il via l’edizione 0 di una simpatica iniziativa voluta da alcuni amici podisti molto vicini anche al mondo del sociale. Una manifestazione “fatta in casa” , ciò non significa con minori sforzi e meno voglia di far bene,anzi, non ha avuto niente da invidiare ad altre simili e più rinomate kermesse.Un giro di quattromiladuecento metri da ripetere dieci volte,un misto d’asfalto,strada bianca e sterrato che ha messo a dura prova i muscoli di oltre centocinquanta runners che si sono ritrovati sul litorale romano per una domenica all’insegna dell’amicizia,della simpatia e della solidarietà. Un tracciato a tratti anche fangoso,lascito della pioggia che fino alla vigilia ha imperversato sulla capitale ma che non ha mai cancellato il sorriso dai volti di tutti. Il primo al traguardo è risultato Marco D’Innocenti mentre la prima donna è stata la sempre sorridente Lisa Magnago ma i vincitori siamo stati tutti noi. Sono stati raccolti oltre duemila euro e più di cento paia di scarpe, il tutto è stato donato al Progetto Puro Sangue per il Kenya ; inoltre  sono stati piantati due pini ,donati da un podista che ha chiesto l’anonimato,in ricordo di due amici che hanno deciso di togliere le scarpe da corsa e mettere le ali,quindi non più correre ma volare nei cuori di chi li ha voluti bene e di chi ha inteso ricordarli in questo modo. Alla fine premi quasi per tutti, ben ottantasette sono state le vincite,in gran parte iscrizioni ad altre competizioni simili con la ciliegina sulla torta  di un biglietto aereo per Dusseldorf  più pettorale per l’omonima maratona. L’assegnazione di questi riconoscimenti
è stata voluta dalla sorte, come ?  Una tombolata finale ha suggellato il tutto,ogni concorrente aveva una cartella per il  gioco dentro nel pacco gara. Ristoro corsa e di fine gara eccezionali,servizio fotografico ottimo,con scatti inviati via mail  insieme al diploma ,gratis e per tutti,infine una simpatica medaglia. Concludo ringraziando Marathon Truppen , che siamo tutti noi. Iniziativa da ripetere e sicuramente migliorabile in qualche cosa. Il gioco finale è da perfezionare nei tempi vista la presenza di persone non della regione legate agli orari di treni ed aerei.