venerdì 5 gennaio 2018

24 ore di Bellinzona... "Una catastrofe!!!"

Ci vuole coraggio per correre un' ultramaratona ma ce ne vuole di più a scrivere quando si fallisce,quando si va incontro a una pessima figura. Sono passati sette mesi dalla 24 ore di Bellinzona e solo adesso,sbollita la rabbia, mi è tornata la voglia di progettare nuove imprese.
La gara in terra elvetica non era stata preparata in modo specifico (ero però allenato) perchè i progetti prevedevano altre cose ma,una volta iscrittomi,doveva essere una tappa d'avvicinamento a quello che era l' obiettivo stagionale cioè l' Atene-Sparta-Atene,invece tutto è crollato miseramente perchè non ho fatto funzionare la testa. Un errore non da me,freddo calcolatore.
Superficialità nell'approccio,aria di superiorità e non attenzione, sono mai dei buoni compagni di viaggio e ne ho avuta,se mai ce ne fosse stato il bisogno,la conferma e ripeto a un atleta della mia esperienza non doveva accadere.
La mia gara è durata solo 12 ore nelle quali avevo fatto tutto alla perfezione ma poi me ne sono andato,la mia testa ha detto :"Ok,vattene!!!". Non è così che si fa,assolutamente,avrei dovuto gestire la situazione in modo totalmente differente come altre volte e in condizioni molto peggiori. Col ritiro si era creata una crepa nel cervello che sicuramente m'avrebbe fatto ritirare alla ASA.
Una gara lunga è fatta di certezze e,in quel momento, le mie erano state minate.
Non avevo tenuto fede al mio "CREDERE,OBBEDIRE E COMBATTERE" e sono uscito sconfitto meritatamente compromettendo tutta una stagione, gettando alle ortiche mesi di sacrifici. Ne farò tesoro...
Un secondo posto di categoria non è assolutamente niente rispetto a quello che doveva essere e non è stato in termini di autostima e convinzione.

 Due le cose belle di questa giornata: la vittoria di Tallarita nella 12 ore e l'aver collaborato con i ragazzi di ALL4ALL Ticino Runners,un gruppo di atleti eccezionali.

domenica 17 aprile 2016

UltraMilano Sanremo 2016: Mai avuto dubbi!!!

Tutto nasce dopo la deludente partecipazione al mondiale open della 24 ore di Torino dello scorso anno. Dopo una serie di polemiche ed un risultato poco edificante decido di partecipare all'UltraMilano Sanremo 2015. "Cirinho,mancano solo due settimane alla gara,sei ancora deluso, ti consiglio di non farla adesso ma l'anno prossimo.Io ti seguirò e sono convinto che farai una bella corsa." Queste le parole di Antonio Tallarita che io ho seguii alla lettera.
UltraMilano Sanremo,per chi non lo sapesse, è una manifestazione podistica su strada, a tappa unica, seconda in Europa solo alla Atene - Sparta - Atene. Ripercorre quello che è il tracciato della Classicissima del ciclismo e copre una distanza di 285km. Parte da Milano,attraversa tre regioni,valica il passo del Turchino e poi approda sulla costa di Ponente della riviera ligure per finire,finalmente, a Sanremo.
Parte l'avventura.


Primo passo a novembre: Iscrizione.
A gennaio ho iniziato a comporre la squadra che m'avrebbe aiutato in questo viaggio. Oltre a Tallarita che mi segue da anni e non potendo contare sull'aiuto di Andrea,storico mio aiutante,mi sono affidato e fidato di una persona che non conoscevo tanto bene ma che m'aveva colpito per il suo entusiasmo e la sua voglia,quando,qualche volta,l'avevo sentito parlare di corse molto lunghe.
"Ciao Fabio,voglio proporti una cosa.Ti va di seguirmi con Antonio,alla Milano Sanremo?".
"Ciro ma scherzi? Mi hai preso alla sprovvista,sono emozionato.Io non posso darti tanto ma m'impegnerò allo spasimo,.. Sono contentissimo,sarebbe un piacere."
Quelle parole un pò confuse erano tutto quello di cui avevo bisogno.Una persona entusiasta sul cui impegno massimo non avrei avuto dubbi e che  m'avrebbe seguito per passione e non per apparire.
Il team si è arricchito poi di un altro elemento: la serenità. Si,proprio la serenità. Quella che mi ha regalato la mia compagna Daniela.Non sono tante le persone che si sacrificano per un sogno altrui.Lei lo ha fatto.
La preparazione specifica per la gara parte a gennaio.
Antonio Tallarita decide quali sono gli allenamenti  giusti per arrivare all'evento di aprile in ottime condizioni. Il dottor Citarella e il CTR gestiscono la parte fisioterapica mentre il dottor Fusco cura l'alimentazione idonea per questo tipo di sforzo. Ginetto Sport tiene i rapporti con le aziende che mi forniscono i materiali: Hoka,Named Sport e Strato-E. Fabio studia il percorso,stampa le cartine e si rende utile a tenere su il morale.
Io? Io corro,mi alleno e vado a cena spesse volte a casa di Tallarita.In queste serate parliamo,ci confrontiamo e discutiamo della gara ma alla fine di una cosa siamo sicuri... FAREMO BENE!!!
Intanto casa mia,gli armadietti a lavoro e il cruscotto  della mia auto sono tappezzati di fogli col percorso e la data di partenza della gara.Ormai c'è un solo obiettivo: ULTRAMILANO SANREMO.
Ormai siamo nell'immediata vigilia della partenza per Milano,compriamo il cibo che ci serve e andiamo a prendere la macchina al noleggio.
Partiamo per la città meneghina giovedì nel tardo pomeriggio.Arriviamo alla barriera di Melegnano e si spegne il navigatore.Sbagliamo strada un paio di volte e giungiamo a destinazione quando il briefing è ormai finito ma Fabio,arrivato prima,ha presenziato all'evento e preso pettorale con tutto il materiale che l'Organizzazione ci ha messo a disposizione per la corsa. Andiamo a cena,salutiamo un pò tutti i presenti e poi non prima d'aver ricevuto una graditissima visita sono andato a letto mentre Antonio e Fabio hanno messo a punto gli ultimissimi dettagli per la partenza.
Dormo tranquillo e mi desto all'alba. Sveglio i miei compagni di viaggio e ognuno prepara le sue cose. Fabio scopre che mi spalmo della pasta Fissan sui piedi e chiede il perchè. E' molto attento a quello che facciamo io e Antonio,ha voglia e entusiasmo questo ragazzo. Intanto Tallarita dall'alto della sua esperienza sovraintende a tutto.Noi sappiamo che lui è il leader della spedizione e ci fidiamo ciecamente della sua persona.
Colazione e via...
Apponiamo alla vettura il nostro numero che ci contraddistingue senza fissarlo con un adesivo supplementare... "Tanto andiamo a passo d'uomo,non serve".
La partenza dista qualche chilometro dall'albergo e non conosciamo la strada così decidiamo d'accodarci ad un'altra vettura. Troppo facile. Complici una freccia non messa e un'uscita dalla strada dell'albergo troppo veloce da parte di chi ci precede e noi al primo bivio sbagliamo via. Fortunatamente ci accorgiamo subito dell'errore.Nessun problema,solo che mancano trenta minuti,dobbiamo percorrere sedici chilometri di tangenziale e c'è un traffico che solo i milanesi che vanno a lavoro a quell'ora conoscono. Antonio ci tranquillizza e guida, Fabio telefona all'Organizzatore ed io respiro profondamente. Intanto in tangenziale perdiamo,perchè vola via, il nostro numero di riconoscimento dal cofano della macchina e il numero di telefono scritto sul road book è sbagliato.
"Dai va tutto bene, non può essere..." penso io.
Recupero dal mio telefono il recapito giusto ed avvisiamo che arriveremo nel volgere di poco tempo,  in più segnaliamo l'errore.
Partenza gara ritardata fino al nostro arrivo.
Arriviamo sul Naviglio Pavese e naturalmente lo imbocchiamo nella direzione sbagliata. Altra chiamata, retromarcia e poi,dopo un pò,eccoci alla partenza. Appena arrivati ci sentiamo un pò osservati...
Tutti li: Atleti,accompagnatori,Organizzatori e curiosi.Mi scuso con tutti, mi metto in disparte,come faccio sempre,alla ricerca di un momento di concentrazione  e per ricordare quello che abbiamo fatto per essere presenti alla partenza di questa gara. I sacrifici di tutti noi passano nella mia testa,rivedo le facce di ognuno e poi dico:"Adesso,arriviamo a Sanremo!!!".
Milano,08 aprile 2016,ore 08:15, clima ottimo: Prende il via la 3^ edizione dell'UltraMilano Sanremo.
Cinquanta selezionati atleti con i loro equipaggi, provenienti da tutto il mondo e due staffette cominciano la loro folle corsa verso il mare.
Siamo già sul Naviglio grande Pavese,il gruppo è compatto e si chiacchiera un pò sapendo che poi gran parte della gare sarà corsa in solitaria mentre i nostri accompagnatori ci seguono sulla statale parallela.Resto affascinato da questo lunghissimo tratto del percorso che arriva a Pavia e mi riprometto di rifarlo in bicicletta con più calma.Passano i chilometri,dov'è  possibile ci sono sempre Antonio e Fabio che mi passano i rifornimenti e non smettono mai d'incoraggiarmi.Io li tranquillizzo e so nel mio Io che stiamo facendo un buon lavoro.Mi viene consigliato di correre con la donna olandese che poi vincerà la gara femminile,mi viene detto di fare l'elastico con altri atleti,insomma per ingannare il tempo e i chilometri facciamo questi giochetti.

Pavia (28 km)
Casteggio (53,5 km)
Tortona (82 km)
Novi ligure (98 km)

I primi cento chilometri sono ormai alle spalle, sono fresco e sereno. Canticchio le mie canzoni che ascolto dal lettore e sembra che neanche abbia iniziato la gara.Ho trascorso tutto il pomeriggio seguendo scrupolosamente tutto quello che mi veniva detto e mangiato tutto quello che mi veniva dato.La cosa più buona? Un bel cono al cioccolato che Antonio mi ha comprato verso le 14.
Tutto funziona alla perfezione,anche perchè la mia Daniela mi segue da casa ed è sempre in contatto con  noi.
Quando ormai anche Novi ligure è passata,le tenebre si stanno impossessando del giorno,mi passano tutto il materiale da indossare per la notte e gli accessori per il buio.
Lungo la strada incontro Elvis,altro partecipante a questa folle corsa. Facciamo un pò di chilometri insieme chiacchierando  tranquillamente fino ad arrivare ad un ristoro.
Qui adesso entra in gioco Fabio che finisce il suo lavoro in macchina e comincia quello in strada.
La notte è lunga e fredda (me ne accorgo dall'abbigliamento delle pochissime persone che incontriamo) ed è il momento in cui io storicamente ho più difficoltà.
Non subisco la temperatura perchè coperto il giusto,non ho fame perchè alimentato perfettamente e,tranne che in un paio di occasioni,non ho sonno. La mia squadra sta facendo di tutto per arrivare al mattino in condizioni buone.

Ovada (122km)
Masone (144km)
Passo del Turchino.

E' notte,usciamo da un ristoro dopo che Antonio mi ha fatto dei massaggi e ci dicono:"Mancano tre chilometri e sarete sul Turchino,poi sarà tutta discesa".
E' un momento duro questa ascesa ma Fabio mi distrae molto e fa di tutto per portarmi su.Nella mia mente so ormai d'aver raggiunto uno dei miei obiettivi e questo mi gratifica molto.Intanto uno stoico Tallarita è sempre pronto a dare consigli e a fornirci di quello di cui abbiamo bisogno.
La notte trascorre beatamente e noi siamo sempre più forti,anche se qualcuno ci passa,noi abbiamo dalla nostra parte la consapevolezza dell'ottimo lavoro svolto.

Passo del Turchino: siiiiiiiiiiiiii.

Ormai sono soli dodici chilometri di discesa e poi vedremo il mare. Si,il mare. In quell' istante mi viene in mente quello che avevo detto la sera prima alla mia squadra :" Voglio vedere il mare e poi arriveremo a Sanremo,promesso!!!"
I dodicimila metri che ci separano dalla riviera ligure trascorrono veloci ed in un attimo i miei sensi "sentono" l'acqua salmastra. A questa sensazione m'emoziono un pò e nel mio animo inizia un turbinio di emozioni.
Arriviamo al primo check point in terra ligure e causa una frana prima di Arenzano,ci obbligano a fare un tratto in macchina tutti insieme ed è l'unico momento in cui dormirò...Fabio intanto ha concluso dopo oltre cinquanta chilometri il suo lavoro al mio fianco ed è stato molto bravo.Gli faccio i complimenti e lo ringrazio così come anche fa Antonio. Ripartiamo e chiedo una tuta da indossare.C'è freddo e vento,voglio coprirmi ancora di più. Adesso con me c'è Tallarita,una sicurezza assoluta e una fiducia inossidabile in lui.Avevamo fatto tutto come  pianificato,non potevamo fallire.Io correvo ancora e avevo sempre stampato il sorriso sul mio viso. Io ricevevo serenità dalla squadra e loro ne avevano da me.Una bella trasfusione di energia positiva.
Ormai il sole ha preso il posto della luna.E' l'alba di un nuovo giorno.Un giorno che resterà indelebile nella nostra memoria.
Ci sono dei nuvoloni carichi di pioggia in lontananza proprio nella direzione che stiamo seguendo."Speriamo che non piova",è il mio pensiero.
Procedo alternando qualche chilometro di corsa e qualche centinaio di metri di cammino,con me sempre il siciliano che tiene l'andatura e Fabio che indica il percorso e cura i ristori. Verso le otto un bel pezzo di focaccia calda allieta il mio palato.Il sapore e l'odore mi fanno venire alla mente i ricordi di quando,piccolino, ero a Chiavari e dico la verità,nascoste dagli occhiali molte lacrime hanno solcato il mio viso. Ci sono ancora tanti chilometri da macinare ma il tempo davanti a noi è tantissimo e possiamo gestire tutto alla perfezione. Già dalla partenza da Voltri avevo comunicato alla mia squadra che a Loano mi sarei fermato per circa un ora per i massaggi e dormire un pò. Non avevo fatto i conti con Antonio,però. Per non innervosirmi il Maestro non mi dice di no ma neanche un si convinto.Passano i chilometri e ogni tanto il discorso viene fuori e man mano che passa il tempo mi porta alla convinzione che sarebbe stato meglio fare una sosta per fare solo i massaggi senza dormire. Praticamente mi ha fatto decidere quello che lui aveva pensato fosse meglio facendola passare come mia scelta in modo da accettarla serenamente senza forzature e con tranquillità.
Abbiamo anche modo e tempo  di sbagliare strada percorrendo qualche chilometro in più ma poi riusciamo a tornare sulla retta  sorridendo poi dell'accaduto.

Voltri (159 km)
Varazze (164,5)
Savona (175 km)
Bargeggi (180 km)
Loano (208 km)

Arrivo Loano: Massaggio,cambio abbigliamento e via come stabilito.

Piove.
Una fastidiosa pioggia e ancora nuvole sul nostro cammino...
Sono ben coperto e vado avanti.Mancano sessantatre chilometri. Con Antonio al mio fianco,Fabio in macchina che c'indica la strada,Daniela e tanta gente che ci segue da casa non possiamo più fallire.Si rafforza la convinzione di potercela fare. Non sono stanco,sorrido e quando c'è da correre,corro. Quindi nessun problema.Lungo il percorso si fa l'elastico con un altro atleta,quando non siamo insieme a farci compagnia.
Il percorso è sempre ben segnalato e a prova d'errore.

Alassio (225 km)
Diano Marina (239 km)
Imperia...

Imperia,qui avremmo dovuto imboccare una ciclabile che c'avrebbe portato a Sanremo su un percorso tutto dritto,invece commettiamo un errore,non vedendo l'indicazione, imbocchiamo l'Aurelia e andiamo su e giù  con le macchine che ci sfiorano...Un pò pericoloso.
Arriva la sera mettiamo su le frontali e andiamo avanti. Arrivati a un certo punto, giù in un paese, affianchiamo la famosa ciclabile. "Ragazzi passate di qua,dovrebbe essere questa la strada giusta",indica Fabio e ormai mancando teoricamente poco gli diciamo che può anticiparci all'arrivo.
Lungo la pista i dubbi c'assalgono."Sarà la strada giusta?" Segnalazioni del percorso non ne vediamo,brancoliamo nel buio,ad un certo punto la ciclabile è ostruita da una transenna e le perplessità aumentano.  Ad ogni paese chiediamo ma quando sentono Sanremo spalancano gli occhi ed esclamano "E' lontanissimo"... Dopo oltre trentacinque ore di corsa è una mazzata ogni volta.Antonio m'incita di continuare a correre e ad avere fiducia.
Sono convinto che abbiamo sbagliato percorso,consiglio di riprendere la strada consiliare.Lo facciamo e vediamo un cartello che indica "SANREMO 6 KM". Porca miseria ero convinto che mancasse pochissimo invece ancora un'ora. Intanto abbiamo perso il telefono e non possiamo comunicare con Fabio che sicuramente sarà in pensiero al traguardo.Non abbiamo niente da perdere,il tempo c'è e stiamo bene fisicamente anche se un dolore e un gonfiore al ginocchio destro da qualche tempo hanno fatto capolino.
Dopo un'ora e sempre sulla ciclabile incrociamo una famiglia."Ragazzi venite da Milano? Bravi,ormai siete arrivati,il traguardo è li dove ci sono quelle luci,saranno quattrocento metri.Bravi!!!" Da lontano vediamo Fabio che applaude commosso,ci viene incontro e la prima cosa che mi viene in mente di fare è di ringraziarlo.Prendo le bandiere che gli ho fatto preparare ed insieme tagliamo il traguardo. Abbraccio forte i miei compagni di viaggio e scattiamo alcune foto con gli Organizzatori. Peccato solo che qualcuno si dimenticherà d'annunciare il nostro arrivo su facebook e Twitter facendo stare in ansia molte persone e non pubblicherà la foto del nostro arrivo fino al giorno dopo quando mi lamenterò.Dimenticanza? Chissà... A qualcuno avrà fatto male il nostro arrivo nella Città dei Fiori.
E' stato un bel viaggio,una bellissima esperienza e per questo che ringrazio in rigoroso ordine alfabetico Antonio e Fabio.
Non ho mai avuto la convinzione di non potercela fare.MAI!!!

Qualche consiglio agli Organizzatori:
1) Ai check point mettete un cartello con i chilometri percorsi e di quanti ne mancano ancora al traguardo. Non essere a conoscenza di ciò,dopo tanta strada non è bello e rassicurante;
2) Il ristoro finale può e deve essere migliorato di molto... Ci vogliono: pasta,riso,formaggio coca cola...Non salatini e surrogati della bibita americana.

Per il resto è stato tutto perfetto e ringrazio Michele Graglia.




venerdì 15 aprile 2016

Grande impresa di Ciro Di Palma all'UltraMilano Sanremo di km 285 (Dal sito www.reggiocorre.it)

Grande impresa di Ciro Di Palma all'ultraMilano Sanremo di km 285 (Dal sito www.reggiocorre.it)

Brescia Art Marathon 2016... "Cuore e maratona".

In una domenica ecologica,con strade chiuse al traffico e un buon clima,ha preso il via la Brescia Art Marathon 2016 con quattro manifestazioni al suo interno:Maratona,Mezza maratona,Brescia ten e Family run. La presenza di circa tremilaottecento persone nel zona di Mompiano e il loro dar sfogo alla passione all'aria aperta,hanno reso piacevolissima un'altrimenti sonnacchiosa domenica di fine inverno.Era la seconda volta che partecipavo a questa maratona ma non serbavo un bellissimo del percorso di 42,195km,tranne che nella parte finale che vedeva l'approdo in  piazza della Loggia.Quest'anno,stesso arrivo,bello ma è leggermente cambiato il tracciato, sicuramente migliore anche se resta ancora non bellissimo. Va premiato però lo sforzo degli Organizzatori di proporre agli atleti sempre delle migliorie nel corso degli anni.Sono andato a Brixia con l'intento di fare un buon allenamento in vista di altre gare e così è stato. Prima parte,fino al ventesimo chilometro circa,insieme ai "palloncini"delle 3h30' poi la sfida con me stesso per andare a raggiungere e superare i pacers delle 3h15'... Raggiunti a cinque chilometri dal traguardo e staccati di circa cinque minuti.Alla fine il cronometro si è fermato intorno alle 3h10'  e sono rimasto molto soddisfatto vista la bella progressione prodotta.Ristori lungo il percorso ben forniti e quello finale in piazza Vittoria, altrettanto buono.
E' stata una bella giornata anche perchè lungo il percorso ho incontrato tanti atleti e tante persone che,come spesso accade, mi riconoscono e dimostrano simpatia simpatia.Non posso chiudere questo mio scritto se non cito anche il vero motivo per cui sono arrivato a Brescia. E' una questione di cuore,la mia compagna che mai avrebbe sognato di correre una mezza maratona,ha fatto il suo esordio sulla distanza ed io non potevo assolutamente mancare. Il suo tempo finale non conta.Vedere la sua felicità,gli occhi che le brillavano e il sorriso dipinto sul suo viso,vale per me più di qualsiasi vittoria e il suo abbraccio forte più di qualsiasi medaglia.
Brava Danielina e grazie Brescia. Pota .

giovedì 31 marzo 2016

(Video) C'è solo l'Inter per Reggio Emilia 28 01 2016



20^ Edizione Maratona del Tricolore (Reggio Emilia)... "Sempre il top!!!"

Tutti possono organizzare una maratona ma non tutti possono organizzare una maratona come quella di Reggio Emilia. E’ proprio così, passano gli anni, si attraversano crisi e problemi  ma il livello di questa manifestazione è sempre alto, anzi più trascorre il tempo e maggiormente lo standard si consolida. Quest’anno  ha visto il via la ventesima edizione, all’ uopo è stato organizzato un bell' evento che ha ricordato tutta la storia di questa gara e chi l’ha resa grande. C’è poco da aggiungere e scrivere, sarebbe un ripetere cose già dette nei miei precedenti scritti. Posso informare, questo si ,che anche quest’anno c’è stato il record d’iscritti ed è stata una bella giornata anche se le previsioni meteo prevedevano il contrario. La mia gara è stata un buon allenamento e terminata col tempo di 3h31’ circa ma la cosa più bella di questa edizione è stata che al traguardo c’era ad attendermi  la mia dolce metà: Daniela.

domenica 15 novembre 2015

Ultramaratona del Trocolore 2015,100km... " Prima e ultima "

L’edizione 2015 della 100km dell’Ultramaratona del Tricolore si può racchiudere in un titolo: Prima ed ultima.
Si,perché è stata la mia prima ultramaratona vinta ma anche l’ultima gara a circuito che ho corso. Il tutto lasciandomi sulle labbra un sapore agrodolce,una modesta soddisfazione e tanta delusione.
L’avevo promesso a Tallarita, “Cercherò di vincere la tua 100km,se dovessi riuscire nell’intento,saluto tutti e me ne vado.”  Questo non per far sentire la mia mancanza ai posteri  ma perchè sarebbe stato bello finire così un cammino iniziato due anni fa e che doveva avere un altro epilogo, il campionato mondiale della 24 ore. Ribadisco con veemenza,ancora oggi, d’essere stato derubato della partecipazione da qualche losco individuo.
L’Ultramaratona del Tricolore,manifestazione che comprendeva anche quest’anno quattro gare: 12 ore,6 ore,100km e staffetta 6 x 1 ora,si è svolta all’interno della Kholer Engine di Reggio Emilia ed è stata magistralmente organizzata da Antonio Tallarita insieme ai suoi collaboratori.
Un circuito di 1588 metri da ripetere più volte a seconda del tipo di gara.
La mia cento chilometri è stata corsa ad un ritmo molto tranquillo e  con ristoro personale ogni cinque chilometri (Acqua/glucosio e poi miele). Ho iniziato a girare a circa 5’15” km perché durante la preparazione avevo fatto un semplice ragionamento... ” Non sono più quello di cinque anni fa,quello di 8h07’ in una gara simile però, velocizzando leggermente gli allenamenti che svolgo in questo periodo so che per circa 10 ore posso girare intorno ai 5’15”/20”oppure se ci dovesse essere da battagliare intorno alla sesta ora potrei anche aumentare e giocarmi le mie carte. In questo modo se gli altri dovessero essere più bravi,complimenti a loro altrimenti vincerò io.”
La gara è iniziata con un leggero ritardo e nelle prime ore,come avevo previsto,sono stato staccato da tre atleti. Non me ne sono fatto un cruccio,anzi,sono stato sempre molto tranquillo e concentrato perché sapevo che almeno due avrebbero rallentato. In seguito quando ho visto che anche Accorsi iniziava a perdere metri,mi son detto:”Vuoi vedere che...vinco?”
 Devo essere onesto,l’atleta bolognese m’aveva confidato alla vigilia che avrebbe fatto un allenamento e che avrebbe provato a stare sotto un certo tempo però, per me, era come sfidare Ronaldinho a tirare i calci di rigore. Mi batte nove volte su dieci anche se è fuori forma. Comunque ,mai dire mai.
Dopo circa due terzi di gara e con assoluta tranquillità credo d’aver preso la testa della corsa e di non averla mollata più. Quando correvo,avevo la sensazione che il vantaggio aumentasse sempre di più però  ogni volta che passavo dal traguardo mi dicevano che il distacco era esiguo e così  cercavo di capire la situazione. Oggettivamente però,vedevo che doppiavo gli altri e così quando ho capito di essere avanti nettamente,ho gestito la corsa. Alla fine ho vinto con un modesto 9h06’ ,con circa venti minuti sul secondo e  tre quarti d’ora sul terzo classificato. Per me l’importante era vincere ed ho vinto. Quest’ultima frase può sembrare fuori luogo però credetemi è il frutto di questi ultimi dieci mesi di rabbia,di delusione e di ricerche di risposte che sto ancora aspettando ma che non arriveranno mai da parte di persone che hanno una concezione della morale tutta loro.
La premiazione finale è stata qualcosa di quanto più finta possa esistere e mi fermo qui,altrimenti avrei un comportamento poco etico (parola non scritta a caso,vista la presenza di alcuni personaggetti).
Dopo la premiazione il secondo classificato mi ha chiamato da parte dicendomi:”Non ti conoscevo però vedevo che correvi sempre,credevo facessi la sei ore,dopo mi hanno detto che partecipavi alla 100km ma comunque non t’avrei mai preso. Complimenti”. 
Unica pecca, forse, dell’Organizzazione,  una parte del tracciato un po’ sconnessa e leggermente buia a calar del sole  ma c’è anche da dire che il percorso è stato cambiato alla vigilia della partenza per le abbondanti piogge che si sono abbattute sulla citta del Tricolore 24/48 ore prima del via.