giovedì 25 novembre 2010

Spartathlon : CON LA TESTA SI PUO’ ma poi si cancella e si guarda avanti.

La Spartathlon l’ho ormai terminata da un paio di mesi,così mentre i ricordi e le emozioni restano nel cuore e nella storia ormai in modo indelebile come una pennellata di Van Gogh su una tela,a mente fredda mi piace analizzare un pò tutta l’avventura in terra greca partendo,però,dai mesi che l’hanno preceduta e che hanno contribuito in maniera decisiva alla buona riuscita della manifestazione.Cosa può spingere un atleta come me ad uno sforzo così grande in condizioni quasi estreme? La risposta è semplice ma la sua applicazione un pò meno…”LA TESTA E UNA GRANDE MOTIVAZIONE INTERIORE”.Tutti hanno nella forte spinta di partecipare e di finire un carburante super…Non basta!!!Questa spinta devi legarla ad un qualcosa di particolare,deve crescere di pari passo con la preparazione fisica e poi nel momento decisivo cioè alla partenza della corsa avere il suo culmine fino ad esplodere in energia positiva da cui attingere le forze. In una manifestazione come la Spartathlon,lunga e dura anche questa energia mentale tende ad esaurirsi,così come in natura nulla si crea ma tutto si trasforma,dobbiamo attingere e trasformare in positività quello che viene dai ricordi degli allenamenti fatti,dai particolari che noti durante il percorso e dagli incitamenti della gente e degli altri atleti che in quel momento vivono,chi più chi meno ,le tue stesse difficoltà.Lungo i duecentoquarantasei chilometri del percorso è bastato incontrare dei ragazzini che mi chiedevano l’autografo per farmi sentire e diventare un protagonista,l’accoglienza ai check point mi dava il calore e l’affetto che si può chiedere ad un genitore quando sei un pò perso. Il solo pensiero di fare lo stesso percorso di Filippide mi rendeva un guerriero. Dall’autunno scorso,lunghi mesi di allenamento e studio della gara hanno riempito le mie giornate.Ho iniziato a costruire il “SOGNO” e pian piano senza mai aver fretta sono riuscito a farlo diventare realtà.Ho edificato ,durante le mie uscite di corsa,un castello dalle fondamenta molto solide ed inattaccabile da qualsiasi posizione e da qualsivoglia arma.Sono stato bravo a trarre dalle difficoltà i lati positivi:La lunghissima crisi al Passatore e la sofferenza alla Golden Marathon Rimini Extreme potevano abbattere un elefante…NON ME !!!Un altro aiuto fondamentale alla mia “testa” l’ha dato il social network Facebook.E’ li che scrivevo le mie sensazioni ed i miei allenamenti;tantissimi amici mi hanno sostenuto,mi hanno incitato allo spasimo ed hanno condiviso con me tutto,momenti belli e momenti brutti.Si era formato veramente un bel gruppo…NON LI POTEVO DELUDERE !!! Sapevo del loro tifo e del rispetto che provavano verso la mia fatica,erano con me a spingermi quand’ero stanco,erano con me che mi riparavano quando di notte diluviava ed erano con me sul viale dell’arrivo… NO,NON LI POTEVO DELUDERE ASSOLUTAMENTE !!! Per la strada che da Atene mi ha portato a Sparta,lungo la rotta che fu di Filippide, sono stato sempre lucido,non ho mai avuto un cedimento mentale anche se in alcune circostanze degli eventi potevano essere indirizzati negativamente fino ad assurgere a pretesto o scusa facile molto credibile per ritirarmi.Mi spiego meglio al check point trentacinque,dopo centoventiquattro chilometri di corsa,tredici ore e trentaquattro minuti di gara,con ancora da correre centoventidue chilometri e con un diluvio che veniva giù già da una quindicina di chilometri e che ci accompagnerà ancora per ore,decido che era giunta l’ora di farmi fare dei massaggi .Il massaggiatore dopo varie manipolazioni ha un dubbio e mi fa alzare,scuote la testa e dice che ho il bacino fuori asse e che avrei rischiato nel continuare la corsa.Una persona poco lucida e già in difficoltà davanti ad un assist del genere si sarebbe arreso… Avrebbe avuto un solido alibi.Io invece NO,con la consapevolezza di rischiare anche la vita in uno sport estremo decido di continuare,anzi siccome pioveva a dirotto e l’andatura non poteva che essere ridottissima anche per colpa del percorso in quel punto,ho pure la forza di mangiare un bel piatto di spaghetti tanto la digestione non poteva influire negativamente sulla prestazione agonistica diminuendo il mio rendimento.La corsa è stata infinita e così lungo il tragitto ho avuto modo di correre con atleti di altre nazionalità ed il mio essere poliglotta mi ha aiutato tantissimo.Dove ho avuto un’altra bella carica di energia è stato quando ho corso insieme agli altri amici italiani,ci facevamo forza gli uni con gli altri ed abbiamo pianto di gioia e cantato l’inno nazionale quando al c.p. cinquantadue,dopo centosettantadue chilometri e ventitré ore e trenta minuti di corsa abbiamo saputo che Ivan aveva vinto la gara.Questa notizia ci ha messo le ali al cuore,alla mente e alle gambe.La mia freschezza fisica e mentale mi portava a calcolare fino alla fine tutti i vari vantaggi sui tempi di chiusura dei ristori.Man mano che andavo avanti vedevo la fatica nei fisici e nelle teste di tutti gli atleti che superavo,ne rispettavo però il dramma sportivo e l’incitavo sempre con veemenza.Verso la fine ,quando ormai mancavano cinque chilometri,ho iniziato a piangere dalla gioia fino a quando ho imboccato il viale di circa ottocento metri con la statua di Re Leonida che la faceva da padrona e la gente dai balconi m’incitava.Correvo tra due ali di folla,non lacrimavo più, i bambini in bici che mi seguivano erano la mia scia,sventolavo la mia bandiera dell’Inter… ERO IN ESTASI E SENZA PAROLE,MUTO. A duecentocinquanta metri dal traguardo ho stretto il drappo in un pugno ed ho iniziato ad urlare a squarciagola liberandomi di tutto quello che avevo dentro.La gente capiva e mi osannava…Ho saltato i gradini che portavano alla statua e pure quelli giusto ai suoi piedi,così invece di arrivare come fanno accarezzando il piede di Re Leonida,ho fatto una schiacciata tipo basket.La gente era strabiliata da tanta vitalità,li avevo conquistati… ERO IL LORO RE. Premiazione con corona d’alloro e bevuta dall’ampolla che la damigella mi ha porto e lasciatemelo dire:”CE L’HO FATTA”!!! In questa corsa ho messo MENTE,CUORE e GAMBE oppure come gli amici cariocas mi hanno detto al traguardo RACA,AMOR e PAIXAO (Orgoglio,amore e passione).
Permettetemi di dirvi quell’urlo finale immortalato da centinaia di macchine fotografiche era il mio ringraziamento per tutti voi.GRAZIE ANCORA.
P.s. In questi mesi mi son goduto i festeggiamenti ed ho riposato un pò andandomene in vacanza nella mia Rio de Janeiro. Adesso profilo basso,non è successo niente.Si ricomincia per una nuova avventura… NOVE COLLI RUNNING.

5 commenti:

  1. :-) Vai Ciro, verso la prossima meta! Bye by Sarah

    RispondiElimina
  2. ti ho seguito on line in diretta con le tabelle di marcia.. sei stato fantastico!

    RispondiElimina
  3. Questi racconti mi danno la carica !

    TORERO !!!

    RispondiElimina