Ultramaratona del Tricolore 2015 (Dal sito: www.clubsupermarathon.it
lunedì 19 ottobre 2015
sabato 30 maggio 2015
Il mondiale,il sogno e il grande imbroglio... (Mondiale,Torino 2015, 24 ore)
E’ trascorso più di un mese dalla 24 ore di Torino e voglio
mettere la parola fine a tutto quello che è stato, scrivendo questo mio ultimo
articolo.
“Sai,quando arrivò la telefonata,mi fermai cinque
minuti...Mi misi a sedere e con la testa tra le mani, iniziai a piangere come
un bambino. Credimi,non capivo più niente !!!” .
Antonio Mammoli (Nove
Colli Running 2011).
"A me quella telefonata non è mai arrivata !!!
Cirinho Di Palma (Aprile 2015).
Tutto ebbe inizio qualche anno fa,quando per caso ebbi la fortuna di conoscere un atleta toscano,un uomo vero. Si,vero,di quelli dai quali puoi solo imparare e voler bene in futuro: Antonio Mammoli. Eravamo alla Nove Colli Running. La semplicità con cui parlava e accompagnava un suo amico in gara mi fece subito intendere,senza conoscerlo che ero in presenza di un grande. Attratto dalla sua spontaneità iniziai a porgli tante domande a cui lui rispondeva con estremo garbo,ad un certo punto il discorso, non so perché, andò ai campionati mondiali della 24 ore. Mi raccontò delle sensazioni che aveva provato quando fu convocato per la prima;gli occhi gli brillavano ancora dalla felicità e,la voce diventava quasi un sospiro.“Vestire i colori dell’Italia e rappresentarla è un orgoglio, una sensazione che porterò per sempre nel mio cuore”, mi disse. Come non capirlo...Se si chiedesse ad un bambino che pratica sport, il suo desiderio più grande,questi risponderebbe :”Voglio fare il MONDIALE !!! “,lo stesso quesito posto ad un atleta più grande,avrebbe analogo responso. Correre,giocare un mondiale è l’ambizione di tutti... “Sai,quando arrivò la telefonata,mi fermai cinque minuti...Mi misi a sedere e, con la testa tra le mani, iniziai a piangere come un bambino. Credimi,non capivo più niente ” .
Queste sono le parole del pratese che hanno accompagnato in
questi anni i miei allenamenti e che mi
fanno ancora rabbrividire al solo ricordo. Si vive di sensazioni,di sogni ma
forse questo a qualcuno non importa. Da quel giorno,ho avuto modo poi di
correre altre gare, tra cui le più dure al mondo ma il pensiero era sempre
quello,quello del bimbo...:”VOGLIO CORRERE UN MONDIALE”. Alla vigilia di una
mia partenza per una gara negli Stati Uniti,ebbi modo di parlare di gare lunghe
ventiquattro ore con un’altra persona,un
atleta che ha scritto la storia dell’ultramaratona in Italia e che ancora oggi
è al mio fianco come tecnico ma in primis come amico,lui è :Antonio Tallarita.
Un SIGNORE,Antonio, che poi pagherà con l’esclusione dal mondiale di Torino
2015,il solo fatto d’aver preteso il rispetto delle regole e quindi l’aver
perorato la mia causa con lo staff tecnico e con i dirigenti della Iuta. Ritornai
dal continente a stelle e strisce e...
Ricordo come se fosse ieri,c’incontrammo a cena e stilammo
un programma di gare e periodi di
allenamento fatti di corsa e palestra. Passava il tempo e nel mio piccolo i
risultati cominciarono ad intravedersi: prima in una sei ore e poi in una
dodici ore ,frutti premiati dall’ingresso nella lista degli atleti d’interesse
nazionale,specialità 24 ore. Arrivò poi anche un discreto responso in una
ventiquattro ore dove corsi per 217,250 km , ripeto non un risultato di
grandissimo livello,assolutamente,però un chilometraggio che mi metteva tra i
primi nove nel biennio 2013-2014 e siccome al mondiale andavano in nove ed ero
anche in linea con i criteri di selezione,ero felice... Si vive di sensazioni,di sogni ma forse questo
a qualcuno non importa. Intanto più il tempo delle convocazioni s’avvicinava e
più nella mia testa riecheggiava...:” Sai,quando arrivò la telefonata,mi fermai
cinque minuti...Mi misi a sedere e, con
la testa tra le mani, iniziai a piangere come un bambino. Credimi,non capivo
più niente ” . Immaginavo,speravo di rivivere quella scena...alla fine
m’illudevo. Quella telefonata sarebbe stata il premio ai miei sacrifici,alle
mie rinunce,al mio tutto. A me quella telefonata non è mai arrivata !!!
Più passava il tempo e più vedevo cose strane: tempi di
presentazione dei risultati che s’allungavano senza che io,ufficialmente
sapessi qualcosa,convocazioni che slittavano e la cosa più strana: IL SILENZIO,
tutti sapevano ma nessuno parlava... Tra dicembre e gennaio arrivano diverse
mail dalla Iuta nelle quali c’era,oltre alla convocazione al raduno medico di
gennaio anche la richiesta di tenersi
pronti per il raduno premondiale di febbraio (INDISPENSABILE)... A prima vista
sembrerebbe tutto bello,tutto chiaro e invece...
Molto strano,c’era l’elenco in ordine alfabetico di dodici/tredici
nomi maschili,poi le donne sempre in sequenza alfabetica e poi il mio nome con
quello di altri atleti... Esclamai:“Non
so,mi sembra strano,sembra che abbiano deciso già tutto...mi sbaglierò “ .ILLUSO
!!!
Arriva gennaio e con esso il raduno medico. Chiedo un confronto col tecnico,che ottengo e la prima cosa che mi dice quando entro è:” Devi essere già onorato d’essere qui”... Capii che già avevano deciso tutto, mi sforzai e non volevo credere a quello che avevo ascoltato. Mi difesi,spiegando che non ero li per caso e che col mio risultato andavo a collocarmi in una certa posizione. La discussione andò avanti per circa mezz’ora ed un altro paio di stilettate mi furono inferte...Ci salutammo ed andando via gli dissi:”Voglio vedere come fate a non convocarmi per il raduno premondiale”. M’hanno poi dimostrato come hanno fatto... Da persone che si qualificano da sole,non mi hanno neanche chiamato per dirmelo,quando avevano preteso che ci fossimo tenuti liberi per il raduno. Uscii e me ne andai a correre,dicendo dell’accaduto a Tallarita e ad altri atleti. Ero nervoso... Intanto tutto taceva,le convocazioni non arrivavano,fin quando un giorno mi chiama Antonio dicendomi che le mail per il raduno erano arrivate ma che io non risultavo nella lista. Mi crollò il mondo addosso,due anni di sacrifici andati in fumo. Con una mail mi dimisi da promoter Iuta e con un’altra chiesi al tecnico di togliermi dalla lista degli atleti d’interesse nazionale in quanto pur avendo i risultati che erano dalla mia parte,ritenevo di non avere “certi requisiti” (ma quali,poi?) per stare in quella lista. Il selezionatore mi rispose in modo solerte,dicendomi che avrebbe comunicato tutto alla Iuta mentre il segretario della stessa Iuta mi scrisse che a breve si sarebbero fatti sentire lui e il tecnico per darmi delle spiegazioni... A breve ? Trascorse una settimana...niente. Fin quando un giorno Tallarita mi chiama...”Scevaroli è qui a Reggio Emilia,sei disponibile per un colloquio?” Io pensai:”Ma questo sapeva da due mesi che sarebbe venuto in città perché c’era un raduno,deve farmi chiamare venti minuti prima che io finisca di lavorare?...Mah? “ Vado all’incontro e pretendo la presenza di Antonio,già una volta m’avevano teso un’imboscata... Parlo per due ore e mezzo ma non mi vengono fornite spiegazioni,niente,un muro di gomma. Gli spiego che in città intorno al mio nome c’era fermento,il primo giornale cittadino m’aveva chiesto un’intervista e nel caso non m’avessero dato delle risposte erano pronti ad uscire con degli articoli... Niente,assolutamente niente. Passò qualche giorno e uscì un articolo sulla Gazzetta di Reggio. Gli animi iniziarono a scaldarsi... Arriva il giorno del raduno e Tallarita,come atleta, viene giustamente convocato. Un colloquio con i vertici e due giorni dopo gli viene detto :”Mi spiace sei fuori per l’età”. Io mi chiedo :”Ma Antonio Tallarita è venuto da marte ? Non conoscevano la sua data di nascita da prima ? Se ne sono accorti solo adesso,a marzo? Qualcosa sarà successo.. Strano,molto strano.”
Intanto m’iscrivo da open alla manifestazione mondiale,voglio fare bella figura,voglio e devo dimostrare il mio valore. Consapevole d’aver fatto un’ottima preparazione e di non aver lasciato niente al caso, vado a Torino molto carico. Non sapevo invece d’andare incontro ad un grosso fallimento,una figuraccia di quelle epocali annacquata neanche dal non grande risultato complessivo degli altri atleti della nazionale. In quella gara di Torino,io so solo che ad un certo punto ho detto:”Corro 100km e me ne vado!!! “ . Senza scuse come hanno fatto in tanti: il percorso,il caldo... Per me il tracciato era bello e la giornata fantastica. I motivi del mio ritiro li abbiamo trovati qualche giorno dopo a cena io e Tallarita.Posso solo dire e concludo che sono trascorsi due anni dall’inizio di questo mio miraggio AZZURRO o meglio di questo mio mancato sogno NAZIONALE,non perdonerò mai chi ha RUBATO la speranza a un ragazzino calpestando regole e solo perché era più grande e potente di lui. Per ogni goccia del mio sudore asciugato dall’asfalto,per ogni lacrima che ho versato... lasciamo perdere potrei non essere molto educato. Ho fatto sentire la mia voce attraverso i social network,qualcuno ha anche cavalcato questo mio grido di battaglia e a tanti altri invece avrà dato festidio.
Un amico che io stimo tantissimo perché parla sempre chiaro mi ha scritto :”Invece di giudicare gli altri pensa ai tuoi fallimenti !!! “
Un altro ancora:”Se volevi dare dei consigli potevi rimanere nella Iuta !!! “ .
Avete ragione, prendo atto del mio fallimento e della mia gara di merda. Con la stessa onestà intellettuale però dico :”I numeri a febbraio erano dalla mia parte,mi hanno preso in giro.”
Ribadisco con forza il mio grazie a tutti gli amici che mi sono stati vicini in questo periodo e alla mia squadra: Antonio Tallarita e Andrea Boni Sforza ,UOMINI SERI !!!
Un ultimo pensiero lo rivolgo ad Antonio Mammoli. Con quelle sue parole di qualche anno fa m’ha fatto vivere un’emozione,un’emozione di una telefonata che mai è arrivata e mai arriverà.
“Sai,quando arrivò la telefonata,mi fermai per cinque minuti...Mi misi a sedere e, con la testa tra le mani, iniziai a piangere come un bambino. Credimi,non capivo più niente ” .
Antonio Mammoli (Nove Colli Running 2011).
A me quella telefonata non è mai arrivata !!!
Cirinho Di Palma (Aprile 2015).
Grazie.
sabato 4 aprile 2015
Io sto con Caporaso !!!
martedì 17 marzo 2015
lunedì 16 marzo 2015
Maratona delle Terre Verdiane 2015..."Un buon allenamento".
Dovendo fare un allenamento di circa 55km,ho avuto la
brillante idea d’iscrivermi alla matatona delle Terre Verdiane;gara che si
corre a pochi chilometri da casa mia e facilmente raggiungibile in macchina.
L’ho fatto perché non mi piace sfruttare i ristori e l’organizzazione di chi fa
dei sacrifici per far correre le persone e rende sicuri i percorsi. Domenica
mattina,piove e c’è freddo. Raggiungo il paese che vedrà il traguardo della
gara, Busseto, in compagnia di amici e lasciata
la macchina in parcheggio,raggiungiamo Salsomaggiore,località di partenza della
maratona,con una delle navette messe a disposizione dagli Organizzatori. Il ritiro dei pettorali
è molto caotico,c’è una lunga coda ed il posto è angusto (magari da rivedere la
location). Per metterci in tenuta da gara ci dirigiamo verso gli
spogliatoi posti circa un chilometro più
avanti,intanto il cattivo tempo imperversa.
Raggiunti i locali adibiti al cambio, noto subito una marea di persone e
una calca incredibile. Ci spogliamo a fatica. Dopo un pò usciamo e portiamo i
borsoni ai camion adibiti al loro trasporto. C’è freddo,piove e moltissimi di
noi iniziano un lungo riscaldamento nel viale da dove ci sarà lo start.
Partenza posticipata di un quarto d’ora e gente che continua a correre zig zagando
tanto da sembrare mosche impazzite... Finalmente lo sparo,si comincia ed ognuno
inizia a pensare a quella che sarà la
sua corsa e a quello che sarà il suo traguardo. Si,perché la cosa bella di
questa manifestazione è che al suo interno ha tante gare su varie
distanze,ognuna con un traguardo tutto suo nei paesi che s’incontrano lungo il percorso. L’inizio in discesa è molto
facile e tanti si lasciano prendere “la mano” correndo ad un’andatura un po’
più veloce e pagheranno dazio dopo. Io corro insieme a Tallarita,col quale m’alleno
e Salvatore,un ragazzo di Parma molto simpatico;andatura da allenamento con
qualche variazione di velocità. Essendo partiti dal fondo del gruppo,passiamo
tanti amici ed è un continuo salutarsi. Dopo un po’ dico al parmigiano di
rallentare un po’ la sua corsa se vuole arrivare al traguardo nel migliore dei
modi... Farà così e farà registrare il
suo tempo migliore in una maratona. Intanto i paesi si susseguono ed il passaggio attraverso
il loro centro è sempre suggestivo e bello. Quando sono passati una trentina di
chilometri,causa un bisogno fisiologico,perdo Antonio. Tranquillamente e allungando
un po’ raggiungo Marco Bonfiglio,il milanese anche lui presente in Emilia per
un allenamento di rifinitura per una gara di cento miglia in terra americana
che poi lo vedrà vincitore. Anche col
meneghino mi diverto molto,chiacchieriamo e intanto s’ascolta la musica di
Verdi che viene sparata dagli altoparlanti lungo il tracciato. Non ci
accorgiamo neanche che comunque stiamo correndo una maratona ed arriviamo al
traguardo. Mi ristoro,con un bicchiere di tea e un panino ed intanto giunge
Antonio.Fa quello che ho fatto io e trascorsi cinque minuti,ripartiamo, sempre
di corsa, contromano sul percorso di gara. Ritornati al trentaseiesimo chilometro
decidiamo ancora di tornare verso Busseto in modo da poter usufruire dei
servizi della gara. Alla fine, una doccia calda,un piatto di pasta e buon allenamento svolto,in
fondo era quello che cercavamo. Buoni : il servizio navetta,il ristoro finale,il
pasta party,le docce e il percorso ormai consolidato. Da rivedere : location
ritiro pettorali e spogliatoi d’inizio gara.venerdì 6 marzo 2015
Maratona di San Valentino 2015..."Una gita in Valnerina".
Non è mai facile parlare di una corsa: troppe sono le variabili e gli stati d’animo che s'alternano. Questi continui mutamenti possono far avere opinioni molto diverse,a volte
contrastanti, tra gli stessi atleti che magari hanno corso insieme per tutta la
durata della competizione. Per quello che mi riguarda,ogni dodici mesi mi
presento a Terni sempre molto volentieri;l’accoglienza è ottima,le persone sono
sempre gentilissime ed il fine settimana in terra umbra finisce sempre con:”Arrivederci alla prossima edizione”. Quest’anno, come lo scorso, ho avuto il
piacere di fare il “palloncino” col team di Marathon Truppen e la cosa mi è
piaciuta tantissimo. Avere la responsabilità di “guidare”un gruppo di atleti
che punta a un certo tempo e si fida di me m’inorgoglisce ma allo stesso tempo
mi responsabilizza facendomi mettere al
loro servizio completamente.Durante tutto il tempo li incito,tenendo su il morale nei momenti
cruciali ed ai ristori li aiuto a prendere quello che gli serve.
Quest’anno gli Organizzatori della Maratona di San Valentino hanno voluto cambiare
il percorso di gara; partiti da Terni,abbiamo raggiunto Ferentillo e dopo
un giro nel paese di Arrone,siamo ritornati nel capoluogo umbro, in piazza
Europa. L’anno scorso
invece lo start fu dato a Ferentillo e nel suo svolgersi la gara passò anche in
una zona industriale non proprio bella. La nota che caratterizza il tracciato
della competizione è il passaggio alla
cascata delle Marmore,un vero paradiso. La differenza sostanziale tra le ultime
due edizioni della kermesse è stata che in quella precedente si scendeva a valle in
un’unica direzione mentre, quest’anno, abbiamo avuto salita per i primi ventiquattro chilometri e per la parte restante una discesa lunghissima. Un percorso un po’ più difficile nella prima parte ma che io ho preferito
maggiormente. Gli oltre duemila concorrenti (tra maratona e mezza) hanno potuto
godere,aiutati anche da una giornata primaverile, della bellezza della Valnerina ed hanno partecipato ad una bella festa.I ristori sono stati buoni mentre si potrebbe migliorare quello all’arrivo,il ritiro dei pettorali al sabato è stato abbastanza veloce. Bella
e particolare la medaglia a forma di cuore. Forse le docce sono un po’
distanti ma di meglio non si può
fare,avendo il campo sportivo che le ospita a quasi un chilometro. Voglio rimarcare l'ospitalità e la gentilezza dei ternani,peculiarità non sempre riscontrabili ad altre latitudini Sostanzialmente una manifestazione simpatica.
mercoledì 25 febbraio 2015
Motivo delle dimissioni da Promoter Iuta.
Ecco il motivo delle mie dimissioni ,spiegato in questa mail inviata al Presidente e al Segretario della Iut due settimana fa alla quale ho ricevuto risposta.
Ciao Gregorio ,ciao Stefano ,
Vi scrivo questa mail perchè ho notato una TOTALE MANCANZA DI RISPETTO nei confronti degli atleti.Mi spiego meglio,tutti i partecipanti al raduno di gennaio speravano,chi piu' ,chi meno, in una convocazione per il ritrovo premondiale che si terra' a fine mese a Torino. Ufficialmente sul sito della Iuta non c'è ancora la lista,quindi teoricamente non sarebbe ancora stata redatta. In via del tutto ufficiosa però ho saputo che le mail sono state recapitate agli atleti interessati.NON DISCUTO le scelte tecniche e anche se non le condivido, le rispetto però faccio il mio esempio. Negli ultimi due anni sono il nono atleta come risultati in una 24h a circuito e nel 2014,il sesto.Nutrivo ben più di una speranza, non solo di essere tra i nove di Torino ma almeno tra i dodici /tredici preconvocati . Dico solo che almeno una telefonata oppure una mail nella quale si diceva (NON SPIEGAVA) della mia esclusione poteva essere fatta. Ufficialmente,sto sperando ancora nella convocazione (che non arriverà mai) quindi sono bloccato nell'iscrizione ad altre gare. Credo che un pò di chiarezza in più e di rispetto verso gli atleti debbano essere dovuti.
Vi scrivo questa mail perchè ho notato una TOTALE MANCANZA DI RISPETTO nei confronti degli atleti.Mi spiego meglio,tutti i partecipanti al raduno di gennaio speravano,chi piu' ,chi meno, in una convocazione per il ritrovo premondiale che si terra' a fine mese a Torino. Ufficialmente sul sito della Iuta non c'è ancora la lista,quindi teoricamente non sarebbe ancora stata redatta. In via del tutto ufficiosa però ho saputo che le mail sono state recapitate agli atleti interessati.NON DISCUTO le scelte tecniche e anche se non le condivido, le rispetto però faccio il mio esempio. Negli ultimi due anni sono il nono atleta come risultati in una 24h a circuito e nel 2014,il sesto.Nutrivo ben più di una speranza, non solo di essere tra i nove di Torino ma almeno tra i dodici /tredici preconvocati . Dico solo che almeno una telefonata oppure una mail nella quale si diceva (NON SPIEGAVA) della mia esclusione poteva essere fatta. Ufficialmente,sto sperando ancora nella convocazione (che non arriverà mai) quindi sono bloccato nell'iscrizione ad altre gare. Credo che un pò di chiarezza in più e di rispetto verso gli atleti debbano essere dovuti.
Distinti Saluti
Ciro Di Palma
Ciro Di Palma
Mail di cancellazione da lista "Atleti d'interesse nazionale 24h "
Ciao Sergio,
con questa mail intendo,cortesemente,non essere preso in considerazione alla prossima stesura della lista degli "Atleti d`interesse nazionale". Voi avete,giustamente, fatto le vostre scelte per il raduno premondiale e io, come avevo,anticipato ho fatto le mie, ritenendo di non avere certi requisiti che prevedano la mia presenza in tale lista. Ringrazio la Iuta per avermi dato la possibilità di far parte di un gruppo eccezionale e auguro a te come tecnico le migliori fortune.
Distinti Saluti
Ciro Di Palma
con questa mail intendo,cortesemente,non essere preso in considerazione alla prossima stesura della lista degli "Atleti d`interesse nazionale". Voi avete,giustamente, fatto le vostre scelte per il raduno premondiale e io, come avevo,anticipato ho fatto le mie, ritenendo di non avere certi requisiti che prevedano la mia presenza in tale lista. Ringrazio la Iuta per avermi dato la possibilità di far parte di un gruppo eccezionale e auguro a te come tecnico le migliori fortune.
Distinti Saluti
Ciro Di Palma
Mail di dimissioni da Promoter Iuta Emilia Romagna
----Messaggio originale----
Da: cirodipalma69@yahoo.it
Data: 18-feb-2015 11.09
A: "Zucchinali Gregorio", "segreteria@iutaitalia.it"
Cc: "TALLARITA Antonio"
Ogg: Dimissioni da Promoter Emilia Romagna Ciro Di Palma
Carissimi Gregorio e Stefano,
Da: cirodipalma69@yahoo.it
Data: 18-feb-2015 11.09
A: "Zucchinali Gregorio"
Cc: "TALLARITA Antonio"
Ogg: Dimissioni da Promoter Emilia Romagna Ciro Di Palma
con la presente intendo rassegnare, in data odierna, le mie dimissioni da Promoter Iuta per l'Emilia Romagna. Una decisione sofferta ma incline alla mia persona; non credendo più in certe persone e in alcuni valori che io stesso cercavo di promulgare, mi è sembrato il caso di fare un passo indietro. Vi ringrazio per avermi dato la possibilità di collaborare con la Iuta,mi resta solo il dispiacere di non poter dare seguito al lavoro che avevo iniziato.Impegno non solo fatto di raccolta adesioni (tessere) ma di divulgazione della cultura dell'Ultramaratona.
Distinti Saluti
Ciro Di Palma
lunedì 12 gennaio 2015
domenica 4 gennaio 2015
Maratombola 2014 ... "Amicizia,solidarietà e sport".
Il 28 dicembre,dalla pineta di Castel Fusano (Ostia - Rm -),
ha preso il via l’edizione 0 di una simpatica iniziativa voluta da alcuni amici
podisti molto vicini anche al mondo del sociale. Una manifestazione “fatta in
casa” , ciò non significa con minori sforzi e meno voglia di far bene,anzi,
non ha avuto niente da invidiare ad altre simili e più rinomate kermesse.Un
giro di quattromiladuecento metri da ripetere dieci volte,un misto
d’asfalto,strada bianca e sterrato che ha messo a dura prova i muscoli di oltre
centocinquanta runners che si sono ritrovati sul litorale romano per una
domenica all’insegna dell’amicizia,della simpatia e della solidarietà. Un
tracciato a tratti anche fangoso,lascito della pioggia che fino alla vigilia ha
imperversato sulla capitale ma che non ha mai cancellato il sorriso dai volti
di tutti. Il primo al traguardo è risultato Marco D’Innocenti mentre la prima
donna è stata la sempre sorridente Lisa Magnago ma i vincitori siamo stati
tutti noi. Sono stati raccolti oltre duemila euro e più di cento paia di scarpe, il tutto è stato donato al Progetto Puro Sangue per il Kenya ; inoltre sono stati piantati due pini ,donati da un
podista che ha chiesto l’anonimato,in ricordo di due amici che hanno deciso di
togliere le scarpe da corsa e mettere le ali,quindi non più correre ma volare
nei cuori di chi li ha voluti bene e di chi ha inteso ricordarli in questo
modo. Alla fine premi quasi per tutti, ben ottantasette sono state le
vincite,in gran parte iscrizioni ad altre competizioni simili con la ciliegina
sulla torta di un biglietto
aereo per Dusseldorf più pettorale per
l’omonima maratona. L’assegnazione di questi riconoscimenti
è stata voluta dalla sorte,
come ? Una tombolata finale ha
suggellato il tutto,ogni concorrente aveva una cartella per il gioco dentro nel pacco gara. Ristoro corsa e
di fine gara eccezionali,servizio fotografico ottimo,con scatti inviati via
mail insieme al diploma ,gratis e per
tutti,infine una simpatica medaglia. Concludo ringraziando Marathon Truppen ,
che siamo tutti noi. Iniziativa da ripetere e sicuramente migliorabile in
qualche cosa. Il gioco finale è da perfezionare nei tempi vista la presenza
di persone non della regione legate agli orari di treni ed aerei.
martedì 23 dicembre 2014
19^ Maratona di Reggio Emilia... " E' il momento di decidere..." .
Anche quest'anno è stato un successo. Ormai la Maratona di Reggio Emilia è una consolidata realtà nel panorama podistico nazionale e sta iniziando ad esserlo anche per atleti d'oltre confine. I fatti parlano chiaro: 3322 iscritti, 3037 atleti al via. Un incremento di quasi il 10% rispetto a quelli che erano i numeri dell' edizione precedente. Un aumento, credo, inaspettato, che ha colto quasi di sorpresa tutti visto le statistiche nazionali in fatto di partecipazioni a gare simili; ma questo notevole balzo in avanti è stato gestito abbastanza bene dagli organizzatori. Alla fine tutti contenti: dal Presidente "operaio" Paolo Manelli, a tutti i volontari, agli atleti, agli accompagnatori e, non ultima, la Città con la sua classe politica. Molti cercano di carpire i segreti che fanno della maratona emiliana una gara con un elevato livello di qualità, segno tangibile dell'ottimo lavoro svolto dalla Tricolore Sport Marathon che organizza l'evento.
A questo punto però bisogna porsi dei quesiti:
1. Le vie del centro storico (con qualche buca di troppo) riusciranno a supportare in futuro altri aumenti di partecipanti? Già quest'anno l'hanno fatto, ma a fatica e a limite,un surplus sarebbe troppo.
2. Si può pensare al numero chiuso? Per me bisogna andare in questa direzione e fermarsi a 2500 iscritti. Il palazzetto comincia ad essere stretto e i volontari non possono sempre fare i miracoli. Si potrebbe cambiare la location della partenza e del centro maratona spostandoli alla Fiera, ma poi il percorso della gara perderebbe uno dei suoi punti forti, perché si svilupperebbe in altre direzioni.
E' l'ora delle scelte e delle decisioni: qualità o quantità?
Caro Manelli, aspettiamo...
Il sindaco Vecchi ha dichiarato che per la ventesima edizione, la prossima, vorrà una partecipazione record e le cose fatte ancora più in grande e s' impegnerà in prima persona affinché tutto ciò possa avverarsi. Bene, facciamo un nodo al fazzoletto e vediamo questo suo spendersi, questo suo entusiasmo quale contributo ulteriore porterà.
Anch'io ho partecipato alla maratona, decidendolo la sera prima. Un ottimo allenamento in compagnia, godendo della simpatia e dell'allegria di tutti. Grazie!
A questo punto però bisogna porsi dei quesiti:
1. Le vie del centro storico (con qualche buca di troppo) riusciranno a supportare in futuro altri aumenti di partecipanti? Già quest'anno l'hanno fatto, ma a fatica e a limite,un surplus sarebbe troppo.
2. Si può pensare al numero chiuso? Per me bisogna andare in questa direzione e fermarsi a 2500 iscritti. Il palazzetto comincia ad essere stretto e i volontari non possono sempre fare i miracoli. Si potrebbe cambiare la location della partenza e del centro maratona spostandoli alla Fiera, ma poi il percorso della gara perderebbe uno dei suoi punti forti, perché si svilupperebbe in altre direzioni.
E' l'ora delle scelte e delle decisioni: qualità o quantità?
Caro Manelli, aspettiamo...
Il sindaco Vecchi ha dichiarato che per la ventesima edizione, la prossima, vorrà una partecipazione record e le cose fatte ancora più in grande e s' impegnerà in prima persona affinché tutto ciò possa avverarsi. Bene, facciamo un nodo al fazzoletto e vediamo questo suo spendersi, questo suo entusiasmo quale contributo ulteriore porterà.
Anch'io ho partecipato alla maratona, decidendolo la sera prima. Un ottimo allenamento in compagnia, godendo della simpatia e dell'allegria di tutti. Grazie!
domenica 19 ottobre 2014
24 ore di Putignano 2014..."Cirinho,assente ingiustificato."
Ho sempre creduto che i migliori insegnamenti potessero venire dal mondo dello sport e la 24 ore di Putignano è stata un fulgido esempio del mio pensiero.La collaborazione fattiva tra le tre società podistiche cittadine che ha dato alla luce la Run and go, il team che ha magnificamente organizzato l’evento, composto tra l’altro da diverse gare, è la dimostrazione di come si vince quando si fa squadra e si pone come unico obiettivo il bene comune; così anche l’interazione con le forze politiche della città è stata sinonimo d’intelligenza,segnale questo di un guardare oltre che non è da tutti. La ciliegina sulla torta poi l’ha posta un volto noto dell’ultramaratona, l’amico Vito Intini che,organizzando in collaborazione con la Iuta un raduno per gli atleti della nazionale della 24ore, ha dato ancora più prestigio all’intero corso.Grandissima passione ed entusiasmo hanno messo gli amici pugliesi per una kermesse che ha coinvolto l’intera
popolazione, ben informata e orgogliosa di tutto quello che andava svolgendosi non come da altre parti dove questo genere di eventi é vissuto con fastidio e visto più come intrusione che come risorsa. Voglio anche aggiungere che ho trovato,Putignano, un paese pulito, ordinato con una cittadinanza educata e gentile ,cose che ,forse, ad altre latitudini non sempre si riscontrano, sfatando diversi atavici luoghi comuni.Le gare in programma si sono svolte nella zona industriale di Putignano che ha la fortuna di avere nelle sue adiacenze un bel centro sportivo, questo binomio ha fatto in modo d’ avere a disposizione un’ottima logistica,fornendo ampi parcheggi, spogliatoi, docce e zona notte, tutto nell’arco di pochi metri,vicinissimi al percorso della gara.Un giro da millequattrocentosedici metri da ripetere più volte.Questo anello,ripavimentato per l’occasione a spese degli Organizzatori e dotato di un asfalto molto drenante, ha saputo far fronte ad una
forte tempesta di acqua e grandine abbattutasi per circa un’ora sulla cittadina pugliese. Per centoventi minuti gli atleti hanno galleggiato causa l’impressionante quantità di pioggia che é venuta giù ma poi tutto é rientrato nel giusto alveo,tenendo botta anche ad altre precipitazioni sparse e copiose che si sono verificate lungo le ventiquattro ore delle prove. Un plus di questo tracciato é stata la zona ristori, uno spazio di circa cento metri al coperto dove tutti gli atleti hanno insidiato il loro quartier generale. In questo luogo erano presenti:I rifornimenti, il posto medico, la musica che allietava i passaggi degli atleti ed un punto di controllo tempo che insieme agli altri due presenti sul tracciato ha reso impossibile qualsiasi tipo d’imbroglio, come purtroppo altrove si é verificato in passato. Percorso ottimamente illuminato tranne in un punto,all’ingresso della zona coperta in cui data la presenza di un piccolo “gradino”, di notte e
con la stanchezza poteva presentarsi una criticità.Altri due punti del tracciato potrebbero essere migliorati, addolcendo la curva che porta sul rettilineo del traguardo ed eliminando la piccola salita posta a meta`. I ristori sono stati buoni : C’era tutto quello che ad un’atleta serve e di sera anche pasta, riso e brodo hanno fatto la loro abbondante presenza.Durante la notte, te caldo e caffé hanno tenuto svegli e riscaldato tutti. Sul percorso data la concomitanza di diverse gare, non ultime le staffette, c’è stato sempre ritmo e brio anche nelle ore più buie della notte.Le numerose premiazioni finali al coperto e un buon pasta party hanno concluso un bel fine settimana pugliese che ha visto tutti vincitori: Organizzatori,atleti, cittadinanza e politici.Una considerazione: Credo che gli amici di Putignano possano ambire ben oltre dall’organizzare un campionato italiano. Un rammarico:Forse il numero esiguo dei partecipanti, una manifestazione
così, meritava ben altri numeri.Speriamo meglio il prossimo anno. Anche io ho partecipato alla 24 ore di Putignano essendo stato, per la prima volta, convocato per un raduno con la Nazionale della specialità.Sono arrivato carico d’entusiasmo e con molta voglia di ben figurare al cospetto dei tecnici e del Presidente della federazione, purtroppo i miei sogni e la mia voglia sono naufragati al cospetto di una giornata no.Iniziamo con ordine, qualche mese fa mi é arrivata una mail dalla Iuta che m’invitava a questo ritrovo e così invece d’andare a Grenoble, decidiamo di far rotta su Putignano ritenendo di notevole valore la chiamata e valutando positivamente il dover cementare il rapporto con gli altri atleti azzurri. Gli allenamenti, la grinta e la fiducia in quello che stavamo facendo e i risultati buoni ottenuti in precedenza hanno fatto volare i giorni che mancavano alla partenza direzione Puglia. Arriva la vigilia ed insieme al Maestro Tallarita,
Stefano Montagner, due pilastri della squadra azzurra e a Salvatore, all’esordio sulla distanza partiamo in macchina verso il sud. Il viaggio é lungo, un pranzo in autogrill e il racconto di tanti aneddoti fanno in modo che il tempo scorra piacevolmente. Arrivati nella cittadina nota per il carnevale, ci rechiamo in Comune per il briefing e poi al ristorante per una cena offerta dalla federazione. La serata trascorre gradevolmente e verso le ventitre, tutti a letto. All’indomani mattina, ricca colazione e poi direttamente al ritiro pettorali, non prima di qualche simpatico siparietto con Daniele Baranzini, vincitore poi della gara.Arriviamo al centro sportivo e già il cielo plumbeo minaccia pioggia.Al ritiro pettorali mi viene assegnato il numero 47 che nella smorfia napoletana é associato al “MORTO”, già li dovevo pagare, salutare e andare via, invece stoico mi dirigo alla partenza. É mezzogiorno e le gare prendono il via.Come sempre gli atleti
delle corse piu` corte hanno un passo più veloce mentre noi siamo più lenti e compassati. Il mio è un incedere costante fino a quando verso le quattordici la realtà conferma quello che erano le previsioni, pioggia. Non smette più, inizia a grandinare, è un lago e noi tanti anfibi che cercano d’attraversarlo. Smette e dopo centoventi minuti é già tutto asciutto.Verso la quinta ora sento che si forma una vescica sotto il piede sinistro che mi fa correre con una postura sbagliata caricando sull’altra gamba. Dopo un terzo di gara inizia a farmi male il ginocchio destro, stringo i denti e proseguo.Verso la quindicesima ora mi fermo cinque minuti ma quando riparto il ginocchio é bloccato, continuo e qualche volta appoggiando il piede destro a terra sento come se il ginocchio mi scivolasse giù. Faccio altri giri, Tallarita m’incita cercando di tenermi su il morale. Mi passa i rifornimenti, come ha fatto sempre,passaggio dopo passaggio non facendomi
mai mancare una parola d’ incoraggiamento.Dopo oltre i due terzi di gara arrivo mio tavolo e dico che finisce li.Mi nascondo dietro a un pilastro e inizio a piangere dalla rabbia, mi stendo a terra ed inizio a imprecare e ad inveire contro me stesso. Mi ripeto che ho buttato anni di sacrifici ed ho fatto perdere tempo a chi mi ha seguito in questo tempo.Mi rialzo, vado dal medico, facendomi mettere del ghiaccio e con una vistosa fasciatura al ginocchio riparto.Cammino, il l`arto è sempre bloccato, ritorno al mio tavolo ed alzo bandiera bianca.Quella che doveva essere una consacrazione diventa una vera e propria Caporetto. Cosa mi resta di questa ventiquattro ore? Tante cose: L’affetto che tanti amici pugliesi hanno avuto nei miei confronti, l’orgoglio di essere stato convocato ad un raduno della nazionale e dall’aver corso controllato dagli occhi vigili del selezionatore azzurro. Ancora nel cuore porterò sempre la forza che il Maestro Tallarita ha
tentato d’infondermi durante la gara, sono convinto che, se avesse potuto, m’avrebbe dato un suo ginocchio pur di farmi continuare.Non cerco alibi, non attribuisco colpe a nessuno, la mia è stata una disfatta.Sono uno sportivo e accetto la sconfitta.Adesso aspetto le convocazioni per il mondiale del prossimo anno, mi metto a disposizione e resto in attesa.Sperare e coltivare un sogno non costa niente ma sono fermamente convinto che il lavoro che abbiamo svolto sia stato giusto. Se non dovesse essere cosi pazienza, ci saranno stati altri piu` bravi di me ed io sarò il primo a fare il tifo per i miei compagni. E` lo sport amici,é lo sport. Ultima nota, vorrei dire all’amico Intini che non ha avuto senso spostare la data di questo evento sperando d’evitare le bizzarrie del meteo.Quando gareggiamo insieme, può essere anche luglio o agosto, avremo sempre una gara funestata dal cattivo tempo e lui lo sa… Fano, Venezia, Torino, Putignano. Meglio lasciarci
con un sorriso e con una speranza,la mia per il mondiale… Ad maiora
popolazione, ben informata e orgogliosa di tutto quello che andava svolgendosi non come da altre parti dove questo genere di eventi é vissuto con fastidio e visto più come intrusione che come risorsa. Voglio anche aggiungere che ho trovato,Putignano, un paese pulito, ordinato con una cittadinanza educata e gentile ,cose che ,forse, ad altre latitudini non sempre si riscontrano, sfatando diversi atavici luoghi comuni.Le gare in programma si sono svolte nella zona industriale di Putignano che ha la fortuna di avere nelle sue adiacenze un bel centro sportivo, questo binomio ha fatto in modo d’ avere a disposizione un’ottima logistica,fornendo ampi parcheggi, spogliatoi, docce e zona notte, tutto nell’arco di pochi metri,vicinissimi al percorso della gara.Un giro da millequattrocentosedici metri da ripetere più volte.Questo anello,ripavimentato per l’occasione a spese degli Organizzatori e dotato di un asfalto molto drenante, ha saputo far fronte ad una
forte tempesta di acqua e grandine abbattutasi per circa un’ora sulla cittadina pugliese. Per centoventi minuti gli atleti hanno galleggiato causa l’impressionante quantità di pioggia che é venuta giù ma poi tutto é rientrato nel giusto alveo,tenendo botta anche ad altre precipitazioni sparse e copiose che si sono verificate lungo le ventiquattro ore delle prove. Un plus di questo tracciato é stata la zona ristori, uno spazio di circa cento metri al coperto dove tutti gli atleti hanno insidiato il loro quartier generale. In questo luogo erano presenti:I rifornimenti, il posto medico, la musica che allietava i passaggi degli atleti ed un punto di controllo tempo che insieme agli altri due presenti sul tracciato ha reso impossibile qualsiasi tipo d’imbroglio, come purtroppo altrove si é verificato in passato. Percorso ottimamente illuminato tranne in un punto,all’ingresso della zona coperta in cui data la presenza di un piccolo “gradino”, di notte e
con la stanchezza poteva presentarsi una criticità.Altri due punti del tracciato potrebbero essere migliorati, addolcendo la curva che porta sul rettilineo del traguardo ed eliminando la piccola salita posta a meta`. I ristori sono stati buoni : C’era tutto quello che ad un’atleta serve e di sera anche pasta, riso e brodo hanno fatto la loro abbondante presenza.Durante la notte, te caldo e caffé hanno tenuto svegli e riscaldato tutti. Sul percorso data la concomitanza di diverse gare, non ultime le staffette, c’è stato sempre ritmo e brio anche nelle ore più buie della notte.Le numerose premiazioni finali al coperto e un buon pasta party hanno concluso un bel fine settimana pugliese che ha visto tutti vincitori: Organizzatori,atleti, cittadinanza e politici.Una considerazione: Credo che gli amici di Putignano possano ambire ben oltre dall’organizzare un campionato italiano. Un rammarico:Forse il numero esiguo dei partecipanti, una manifestazione
così, meritava ben altri numeri.Speriamo meglio il prossimo anno. Anche io ho partecipato alla 24 ore di Putignano essendo stato, per la prima volta, convocato per un raduno con la Nazionale della specialità.Sono arrivato carico d’entusiasmo e con molta voglia di ben figurare al cospetto dei tecnici e del Presidente della federazione, purtroppo i miei sogni e la mia voglia sono naufragati al cospetto di una giornata no.Iniziamo con ordine, qualche mese fa mi é arrivata una mail dalla Iuta che m’invitava a questo ritrovo e così invece d’andare a Grenoble, decidiamo di far rotta su Putignano ritenendo di notevole valore la chiamata e valutando positivamente il dover cementare il rapporto con gli altri atleti azzurri. Gli allenamenti, la grinta e la fiducia in quello che stavamo facendo e i risultati buoni ottenuti in precedenza hanno fatto volare i giorni che mancavano alla partenza direzione Puglia. Arriva la vigilia ed insieme al Maestro Tallarita,
Stefano Montagner, due pilastri della squadra azzurra e a Salvatore, all’esordio sulla distanza partiamo in macchina verso il sud. Il viaggio é lungo, un pranzo in autogrill e il racconto di tanti aneddoti fanno in modo che il tempo scorra piacevolmente. Arrivati nella cittadina nota per il carnevale, ci rechiamo in Comune per il briefing e poi al ristorante per una cena offerta dalla federazione. La serata trascorre gradevolmente e verso le ventitre, tutti a letto. All’indomani mattina, ricca colazione e poi direttamente al ritiro pettorali, non prima di qualche simpatico siparietto con Daniele Baranzini, vincitore poi della gara.Arriviamo al centro sportivo e già il cielo plumbeo minaccia pioggia.Al ritiro pettorali mi viene assegnato il numero 47 che nella smorfia napoletana é associato al “MORTO”, già li dovevo pagare, salutare e andare via, invece stoico mi dirigo alla partenza. É mezzogiorno e le gare prendono il via.Come sempre gli atleti
delle corse piu` corte hanno un passo più veloce mentre noi siamo più lenti e compassati. Il mio è un incedere costante fino a quando verso le quattordici la realtà conferma quello che erano le previsioni, pioggia. Non smette più, inizia a grandinare, è un lago e noi tanti anfibi che cercano d’attraversarlo. Smette e dopo centoventi minuti é già tutto asciutto.Verso la quinta ora sento che si forma una vescica sotto il piede sinistro che mi fa correre con una postura sbagliata caricando sull’altra gamba. Dopo un terzo di gara inizia a farmi male il ginocchio destro, stringo i denti e proseguo.Verso la quindicesima ora mi fermo cinque minuti ma quando riparto il ginocchio é bloccato, continuo e qualche volta appoggiando il piede destro a terra sento come se il ginocchio mi scivolasse giù. Faccio altri giri, Tallarita m’incita cercando di tenermi su il morale. Mi passa i rifornimenti, come ha fatto sempre,passaggio dopo passaggio non facendomi
mai mancare una parola d’ incoraggiamento.Dopo oltre i due terzi di gara arrivo mio tavolo e dico che finisce li.Mi nascondo dietro a un pilastro e inizio a piangere dalla rabbia, mi stendo a terra ed inizio a imprecare e ad inveire contro me stesso. Mi ripeto che ho buttato anni di sacrifici ed ho fatto perdere tempo a chi mi ha seguito in questo tempo.Mi rialzo, vado dal medico, facendomi mettere del ghiaccio e con una vistosa fasciatura al ginocchio riparto.Cammino, il l`arto è sempre bloccato, ritorno al mio tavolo ed alzo bandiera bianca.Quella che doveva essere una consacrazione diventa una vera e propria Caporetto. Cosa mi resta di questa ventiquattro ore? Tante cose: L’affetto che tanti amici pugliesi hanno avuto nei miei confronti, l’orgoglio di essere stato convocato ad un raduno della nazionale e dall’aver corso controllato dagli occhi vigili del selezionatore azzurro. Ancora nel cuore porterò sempre la forza che il Maestro Tallarita ha
tentato d’infondermi durante la gara, sono convinto che, se avesse potuto, m’avrebbe dato un suo ginocchio pur di farmi continuare.Non cerco alibi, non attribuisco colpe a nessuno, la mia è stata una disfatta.Sono uno sportivo e accetto la sconfitta.Adesso aspetto le convocazioni per il mondiale del prossimo anno, mi metto a disposizione e resto in attesa.Sperare e coltivare un sogno non costa niente ma sono fermamente convinto che il lavoro che abbiamo svolto sia stato giusto. Se non dovesse essere cosi pazienza, ci saranno stati altri piu` bravi di me ed io sarò il primo a fare il tifo per i miei compagni. E` lo sport amici,é lo sport. Ultima nota, vorrei dire all’amico Intini che non ha avuto senso spostare la data di questo evento sperando d’evitare le bizzarrie del meteo.Quando gareggiamo insieme, può essere anche luglio o agosto, avremo sempre una gara funestata dal cattivo tempo e lui lo sa… Fano, Venezia, Torino, Putignano. Meglio lasciarci
con un sorriso e con una speranza,la mia per il mondiale… Ad maiora
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