21 settembre 2010,ore 10.15,stazione ferroviaria di Reggio Emilia.
Mille voci,tanti dialetti,una miriade di lingue diverse popolano l’aria intorno a quella panchina sul marciapiede nei pressi del binario 2.C’è gente che parte,persone che aspettano,altri che arrivano.Tutti vanno verso un qualcuno o un qualcosa,ognuno di loro sà ed è padrone del proprio destino.Mattinata con i raggi del sole che abbracciano tutti gli astanti in una stretta soffocante.Lui però,l’astro lucente ha anche altre intenzioni,dall’alto della sua posizione privilegiata sembra sorridere ed augurare una splendida giornata. Questo proprio sembra cogliere da quell’abbraccio solare un uomo,dall’apparente età di trent’anni,seduto li assorto nei suoi pensieri con accanto il suo borsone con la scritta Italia e le note musicali che dalla cuffia dell’i-pod gli tengono compagnia.Il computer portatile messo lì,appoggiato sulle ginocchia in attesa di essere acceso,aspetta il suo turno;vuole diventare protagonista perchè sa che nella sua memoria contiene un qualcosa d’importante…CONTIENE IL RACCONTO DEL SOGNO.Ciro Di Palma si chiama,ha quarantun’anni ed è vestito in modo sportivo,sembra un atleta,magari lo è.Un alone di mistero lo circonda.Attende il suo treno,lo porterà a Milano,da li,il giorno dopo, prenderà un aereo e volerà ad Atene,terra mitologica,misteriosa e piena di storia.Cosa andrà a fare in Grecia, è un mistero per i più… Apre il suo portatile ed inizia a scrivere...:” Finalmente si parte !!! Dopo più di un anno,da quando,cercando un qualcosa di particolare legato al mondo dell’ultramaratona,mi sono imbattuto in un sito che parlava di una corsa molto lunga dal nome Spartathlon. “SPARTATHLON,che nome pieno di fascino,odora di storia,ha il sapore di un qualcosa di eroico e trasuda di emozioni”,pensai.Da quel momento me ne sono innamorato,un’ATTRAZIONE FATALE!!! Inizio a fantasticare,:”Secondo me quelli che vi partecipano saranno persone fuori dal normale,avranno delle motivazioni particolari e magari saranno pure un pò megalomani”.A questo punto esclamo ad alta voce:”Sarò uno di loro,voglio essere uno “SPECIAL ONE”.E'così,che in un giorno settembrino di fine estate,afoso e umido quanto mai, mi riprometto che la correrò a tutti i costi.Questa è la genesi dell'avventura,l’inizio del ”SOGNO”.Comincio le ricerche: Dove si corre,in che periodo dell’anno vede luce l’evento,se altri italiani vi hanno già partecipato.Trascorro ore a contattare persone,leggo tanti articoli,tanti blog e la “COSA” mi appassiona.Come un ragno che tesse la sua tela per imprigionare gli insetti così questa gara mi prende lentamente e poi sempre più,fino a diventare”IL MIO SOGNO”.Leggo molto attentamente dal sito tutte le notizie e mi accorgo che bisogna qualificarsi,insomma fare prima un certo percorso per poi essere accettato,”Una difficoltà in più",bofonchiai subito.Per me,che avevo corso solo fino a cinquanta chilometri in gara,pensare di passare attraverso le forche caudine di una cento chilometri da correre in meno di dieci ore e trenta minuti sembrava molto arduo.Non mi scoraggio assolutamente e pieno di entusiasmo inizio a pianificare il tutto.”Bisogna passare da una cento chilometri per essere lì ???,OK!!!”.Inizio varie ricerche,studio percorsi,guardo tempi,classifiche…”Questa si,questa no,questa forse”, poi la ricerca termina con la scelta…100 KM DI SEREGNO.Dalle mie conoscenze,ormai approfondite, sono però pure consapevole che se dovessi terminare la corsa lombarda intorno alle dieci ore e mezza che è il minimo per andare in Grecia, portare a compimento una gara di duecentoquarantasei chilometri,tale è la distanza da percorrere in trentasei ore,sarebbe molto arduo.Mi pongo,già prima di iniziare,un primo obiettivo e cioè correre a Seregno in circa otto ore e trenta minuti.”Pazzesco!!!" Tutto sta adesso convincere e coinvolgere il mio allenatore.Al telefono,subito cerca di dissuadermi ma io sono molto determinato e come un fiume in piena che rompe gli argini lo inondo di dati e di notizie.Il mio entusiasmo è straripante,parlo più di mezz’ora.Alla fine onestamente mi dice:”Va bene,però anche per me è una cosa nuova da allenatore: Proviamo e sperimentiamo”.Io sono felicissimo pur sapendo che mi avrebbero aspettato dei mesi duro di allenamento.Ad ottobre dello scorso anno intraprendo il “LUNGO CAMMINO”.Si parte che le giornate hanno ancora quel leggero tepore estivo,vedo i contadini con i loro trattori preparare le loro vigne per la vendemmia,i colori della campagna vanno via via trasformandosi,siamo in autunno. Maratona di Alessandria e UltraK marathon (48 km) si susseguono,il clima è più freddo,la nebbiolina inizia a far capolino e con la pioggia che comincia a farsi vedere diventerà mia fedele compagna durante gli allenamenti. Arriva dicembre,”Il Generale Inverno” è alle porte. Maratona di Reggio Emilia e Maratona di Calderara di Reno,dove per le abbondanti nevicate hanno pure cambiato il percorso.Tutto bene e secondo programma,in questo periodo ho dato molto peso alla cura dei ristori e all’abbigliamento da usare in gara a Seregno.Da gennaio comincia il programma specifico per la cento chilometri.Ormai il clima è molto diverso da ottobre,è rigido,tutto ha un sapore particolare,un aroma diverso.A volte dopo una nevicata mi sembra di correre sulle nuvole;durante e dopo la pioggia divento invece una barca in balia degli elementi della natura,mi sembra di essere in un film.Durante le mie uscite “di corsa” non sono poche le macchine che fermandosi mi offrino un passaggio.Fine gennaio:Maratona della Pace sul fiume Lamone (Trail di 48 km).Qui invitato dall’amico Enrico ho il piacere di correre fianco a fianco per gran parte della corsa con Andrea Accorsi che ad un certo punto mi dice:”Sono convinto che tu alla cento starai tra le otto ore e le otto e un quarto”.Rimasi stupito e contento allo stesso tempo da quell’affermazione,però pensai :”E’ diventato pazzo!!!”,invece fu PROFETICO.Con febbraio e marzo si entra nel vivo della preparazione: 50 km sulla sabbia a San Benedetto del Tronto,Maratona di Verona,Maratona delle Terre Verdiane e Maratona di Piacenza.Mai avuto un problema,al massimo ho saltato due allenamenti in sei mesi.Finalmente arrivo alle ultime due settimane di preparazione e scarico un pò il lavoro fatto.Questa tabella,improntata sul rallentamento del ritmo che ero abituato a tenere in maratona e sulla durata degli allenamenti,volge ormai al termine.Ho imparato a curare al massimo i dettagli perchè ho constatato che è dalla cura dei particolari che si riesce in tutto.Niente può essere lasciato al caso,ristori,ritmo gara,cambio abbigliamento... Bisogna ridurre al minimo il margine d'errore,praticamente essere perfetti in tutto. Nel frattempo ho avuto modo di conoscere tantissime persone che mi hanno incitato e che continuano a farlo,gli attestati di stima si sprecano. Il popolo della rete è al mio fianco e mi spinge a dare sempre il meglio.Ho aumentato il mio bagaglio di nozioni sulle ultramaratone ed ho fatto tesoro dei tanti,tantissimi consigli che altri atleti mi hanno dato incontrandomi in giro per l’Italia.21 marzo,giunge anche il giorno della gara.Arrivo in perfette condizioni fisiche e mentali,la tattica di gara è stampata nella mia mente,non mi resta che correre…Con l’aiuto prezioso dell'amico Marco,che mi segue in scooter e che sarà una presenza costante ma mai invadente al mio fianco,termino la gara in otto ore e sette minuti.Dodicesimo assoluto…UN TRIONFO. A dirla tutta neanche tanto inaspettato,perché pianificato nei minimi particolari e FORTEMENTE VOLUTO!!! Mi resta di quella corsa oltre alla bella prestazione anche il ricordo degli abbracci dei miei amici Marco,Mauro e Alessia dopo il traguardo... UN'EMOZIONE INDESCRIVIBILE.Le belle parole del mio allenatore,della mia famiglia e di tutti gli amici mi danno il calore che manca in quella giornata uggiosa come solo la Brianza sa offrire.La festa,con la torta finale a casa degli amici di Merlino completa l'opera.GRAZIE A TUTTI, è col cuore che lo dico.La prima pietra,forse la più pesante,è stata posata,la consapevolezza dell’essere forte aumenta e l’autostima anche.Adesso sono sicuro di essere uno “SPECIAL ONE”,uno di quei “pazzi” che armati di buona volontà,un pò di pazzia e tanto coraggio andranno alla conquista di Sparta. Definisco i dettagli per l'iscrizione e resto in attesa della conferma da parte degli organizzatori, adesso posso dire che mai tempo fu più lungo,ero teso come un papà che felicissimo aspetta il primogenito dalla sua amata donna... I giorni passano lenti,è la fine di marzo.Giusto un paio di settimane per un ripristino psico-fisico e si pianifica la preparazione specifica per la Spartathlon.Si punta adesso a far crescere la convinzione,a lavorare sulla testa.Appendo in casa,a lavoro e nella mia palestra personale dei fogli con il logo della corsa con la scritta “ UN ANNO DI DURO LAVORO;CE L’HANNO FATTA ALTRI ATLETI,PUOI E DEVI FARLO ANCHE TU !!!”.Un paio di mesi di allenamenti per mantenere uno stato di forma buono e poi partire con la preparazione particolare dalle prime settimane di luglio.E' aprile,le belle giornate,il sole,il sorriso della gente che sempre più numerosa incontro per strada mentre mi alleno rallegrano il mio animo e questo mi da la spinta,la forza e la carica per guardare avanti con ottimismo…SONO FELICE.Il 25 aprile finisco di lavorare alle sei del mattino e con il mio amico Dino che passa a prendermi si va a Castel Bolognese: 50 Km di Romagna. Sto bene e mi diverto.Di corsa arriva anche il mese di maggio: Maratona del Custoza e 100 km del Passatore;ormai siamo in piena primavera,l'inverno col suo freddo è solo un lontano e pallido ricordo nella mia mente ormai già proiettata in avanti nei mesi.Entrambe le gare vengono corse complessivamente bene.La prima in tutta tranquillità,in modo molto facile e sciolto.Al Passatore invece dopo un inizio buono,magari un tantino veloce,ho dovuto gestire e superare una lunghissima crisi che è durata trentadue chilometri per poi correre gli ultimi ventiquattro chilometri sotto i 4'00" però al netto dei ristori.Proprio al traguardo, di questa manifestazione,all'una ed un minuto di notte ho avuto delle certezze granitiche sulla mia forza di volontà e sul mio fisico. :”CE LA FARO' !!!" ho urlato appena passato il gonfiabile in piazza Del Popolo a Faenza.Giugno poi luglio,l'estate,le giornate si allungano,la città inizia a svuotarsi ed il caldo inizia già ad essere uno degli attori principali delle giornate.Corro e mi sento il padrone della strada,intanto:Ecomaratona del Ventasso,molto bella e ben organizzata.Dalla Grecia ancora non arrivano notizie,inizio a preoccuparmi.S'intensificano le telefonate ad Enrico che cerca di tranquillizzarmi dicendo che anche lui ancora non sà niente.Fin quando una mattina in un messaggio il Vichingo mi scrive:”Iscrizione ok,mi è arrivato tutto”.Esco a correre un pò nervoso ma al rientro a casa da lontano vedo una busta che fa capolino dalla mia cassetta delle lettere,sembra aspettarmi, pare che mi chiami,mi strilli:”Sono arrivataaaaaaaaaaaaaaa”,mi avvicino la prendo,quasi l'accarezzo guardo da dove arriva “Atene-Grecia”,l’apro lentamente,mi gusto quegli attimi come si fa con un buon caffè napoletano al mattino presto,leggo attentamente,:”Lei è iscritto col pettorale n.389”.Il mio entusiasmo raggiunge l'apice,sono felicissimo.Un urlo,che sente anche mia sorella che abita a centocinquanta metri da me ,si leva in alto nel cielo,quasi volesse partire prima lui per la Grecia ed anticiparmi all'arrivo di Sparta.A questo punto però nasce in me una voglia che da “SPECIAL ONE” vuole farmi diventare “IMMORTALE” cioè essere protagonista e non comprimario in terra greca.Gli allenamenti mi danno ragione,il fisico risponde benissimo e la mia testa conforta tutto ciò,anche il training mentale da i suoi frutti.Si parte con il lavoro specifico: Rimini Golden Marathon Extreme,brutta esperienza,però anche da qui traggo una lezione importante che riguarda l'alimentazione.Nella cittadina romagnola avviene l’incontro con Ivan,il miglior italiano di sempre alla Spartathlon,mi da dei consigli utilissimi su come affrontare e gestire la gara in terra ellenica e poi si rende disponibilissimo nel caso in cui io avessi bisogno di aiuto.Giunti ad agosto ormai si entra nel clou della preparazione:Ecomaratona della Valdarda,fantastica,gara molto bella e suggestiva corsa con una tranquillità forse anche eccessiva.Mi sono divertito.Siamo arrivati a settembre,le giornate si accorciano,il mattino inizia ad essere più fresco... C’è un piccolo problema,qualcosa di strano è un dolorino al bacino che credo possa passare facilmente. E’ l'ultimo mese...Un giorno mi chiama Antonio Tallarita e mi chiede se voglio andare a correre una staffetta di 112.3 km,con gli ultimi settanta chilometri di salita...(Si parte da Lido Po 22m sul livello del mare e si arriva a Cerreto laghi 1261m sul livello del mare).Mi spiega come questa manifestazione,corsa da lui per intero l'anno prima, possa essere propedeutica alla Spartathlon.Mi consulto col mio allenatore e dopo aver discusso un pò sulle caratteristiche del tracciato,dei tempi e di altri particolari decidiamo che posso partecipare.”UN SUCCESSO”,corro tutti i chilometri brillantemente e molto sciolto.Come la vita un giorno,così anche la preparazione volge al termine,ultime settimane ed il numero dei chilometri cala però in modo direttamente proporzionale aumenta la paura di farmi male…SAREBBE UN PECCATO. Un pensiero però c’è ed è quel dolore al bacino che in modo subdolo,da circa un mese,mi fa compagnia…Mi sforzo,non ci penso. Nell’ultima settimana ho ricevuto tantissime telefonate e tantissimi messaggi da parte di molte persone.Adesso sono qua,su una panchina della stazione,che finisco di scrivere le mie emozioni sui mesi trascorsi.E’ come riavvolgere il nastro col rewind,rivivo tutte l’emozioni,tutti gli stati d’animo.Quante ore a studiare il percorso,a vedere i filmati in rete,a calcolare i vari ritmi da tenere in gara,i tempi d'arrivo ai vari check point in modo da far portare i ristori personali ed i vari cambi.Mamma mia quanti sacrifici sacrifici !!! La gente andava al mare ed io correvo.Andava in montagna ed io correvo.Andava a fare scampagnate ed io correvo.Andava in vacanza ed io correvo.C’era il sole ed io correvo.Nevicava ed io correvo.Diluviava ed io correvo.Natale,Pasqua,Capodanno ed io correvo.Non sono pentito anzi lo rifarei perché l’ho fatto con amore,passione e dedizione!!!Undici mesi son trascorsi,ho consumato 11 paia di scarpe,ho corso circa 6500 km ed avrò saltato due allenamenti in tutto il periodo.Ho la consapevolezza d’aver fatto tutto alla perfezione e non mi posso rimproverare niente.Il tempo mi ha insegnato che in questa corsa oltre alle gambe ed alla testa ci sono altri due fattori che fanno la differenza,sono CALMA e PAZIENZA.Io ho imparato ad averne e ad usarli...SARANNO MIEI ALLEATI.Durante tutto questo periodo tante persone mi hanno sopportato e supportato.I due martiri sono il mio allenatore,sempre pronto al dialogo in qualsiasi momento della giornata e la famiglia di mia sorella Rita.Con i miei orari strani per gli allenamenti li ho fatti impazzire per starmi dietro tra consigli, pranzi e cene… Però sono loro i miei primi tifosi.Chi mi ha supportato? Tanti,tantissimi che quasi sicuramente dimenticherò qualcuno,di ciò mi dolgo e mi scuso.La mia società,Reggio Event’s che ha sponsorizzato il mio viaggio e che mi è sempre a fianco.Già detto del mio allenatore Vincenzo Esposito,un grande.Antonio Tallarita,il mio scopritore che abitando a Reggio Emilia è stato il mio faro,la mia boa nel “mare nostrum” della preparazione.Tutti gli amici di facebook,grandiosi e sempre pronti con parole gentili a fare il tifo per me seguendomi in tutte le mie peripezie...FANTASTICI.Sono sicuro di poter ben figurare ed ho la consapevolezza dell’essere forte.GRAZIE A TUTTI…Intanto il dolorino al bacino…” ...Ore 11.40 dall’altoparlante della stazione la voce annuncia il treno per il capoluogo lombardo,si vede Ciro che alza lo sguardo dal monitor,chiude il portatile e si prepara alla partenza.VAI E DIVERTITI CAMPIONE,FACCIAMO IL TIFO PER TE.SIAMO CONVINTI CHE NON CI DELUDERAI.MIGLIAIA DI GAMBE CORRERANNO CON TE,CENTINAIA DI CUORI PALPITERANNO PER TE,IL NOSTRO INCITAMENTO TI SPINGERA’.CONQUISTA SPARTA!!!
lunedì 20 settembre 2010
mercoledì 1 settembre 2010
“Dagli aironi alle aquile"... Una passeggiata lunga 112,3 km.
“Dagli aironi alle aquile” potrebbe sembrare un romanzo uscito alla penna “avventuriera” dello scrittore Wilbur Smith, in realtà è una particolare corsa podistica a staffetta che collega,come dicono i reggiani,”la bassa all’appennino”.Questa kermesse voluta da Giuliano Mainini,presidente della podistica Biasola,con la collaborazione della Uisp intende appunto unire simbolicamente l’estremità della provincia di Reggio Emilia da nord a sud,lungo il percorso (di ritorno) che i “montanari”,verso la metà del secolo scorso,compivano dopo essere venuti giù a piedi con i loro animali carichi di castagne da scambiare con frumento e sabbia,quest’ultima utile alla costruzione delle loro abitazioni.Quest’anno,rispondendo all’invito del grande Antonio Tallarita,nazionale della ventiquattr’ore ed unico ad averla corsa interamente,ho aderito,d’apprima con qualche remora poi con entusiasmo crescente, a questa manifestazione che vedeva tra i partenti anche altri atleti di livello mondiale nell’ambito dell’ultramaratona.Gente che non ha bisogno di presentazione però è giusto,doveroso e rispettoso nominare: Andrea Accorsi,tra l’altro ottimo scrittore,vincitore circa venti giorni fa di una ventiquattr’ore in Germania;Monica Barchetti,nazionale della cento chilometri,che sta rientrando da un infortunio e che aveva bisogno di mettere chilometri nelle gambe;Enrico Vedilei,ex nazionale,anche lui un “personaggio” niente male con le sue oltre trecento gare “ultra” nelle gambe;Antonio Tallarita,nazionale della ventiquattr’ore,pluridecorato agli ultimi mondiali ed europei dove ha pure migliorato il suo personale sulla distanza.I miei dubbi sulla partecipazione a questa corsa erano dovuti al fatto che poteva lasciare dei residui non facilmente assorbibili nella mente e nelle gambe in vista di una gara di duecentoquarantasei chilometri che affronterò tra meno di un mese.Dubbi poi fugati dall’aver parlato col mio allenatore,con Tallarita e Vedilei che hanno molta più esperienza di me ed in più hanno già corso quella manifestazione alla quale parteciperò.Alla fine mi sono convinto che correre in gruppo ad un’andatura non tanto veloce per i miei canoni ma giusta per la Spartathlon poteva essere un buon test.La particolarità dell’orario di partenza ,le 00.00,ha poi alimentato la curiosità ed aumentato il fascino di questa traversata.Prendere il via a notte fonda ,attraversare i vari paesi mentre tutti dormono,veder sorgere il sole alle spalle della Pietra di Bismantova,citata anche da Dante in uno dei suoi più famosi scritti ,è un’atmosfera molto coinvolgente.L’avventura parte nel pomeriggio di venerdì a casa di Tallarita dove gli ultramaratoneti si radunano e da dove un pullmino del organizzazione ci viene a prendere per portarci in piazza Bentivoglio a Gualtieri.Serata all’insegna del buon umore e con un ottimo pasta party. Si scattano un pò di foto con l’Assessore e qualche ripresa per la tv locale a cura di Pietro Margini al quale va un grazie particolare per il suo lavoro sempre preciso e professionale.Lo stesso Margini ci accompagnerà lungo tutto il tragitto sempre pronto dietro ad una curva,sopra un muretto,appostato dietro un dosso ad immortalare con la sua telecamera i momenti salienti della corsa,i nostri visi stanchi e le nostre smorfie.Verso le ventitré e quindici si parte alla volta di Lido Po,località che vedrà lo start della gara,lì tra belle donne che si recano nei locali notturni e le zanzare che ci mangiano vivi iniziamo i soliti riti pre-gara e riempiamo la beuta d’acqua del Po che poi all’arrivo al Cerreto avremmo vuotato nel lago.Scocca la mezzanotte,al buio vede la luce un nuovo giorno ricco di energia e carico di speranza.Parte la staffetta.Tutti in gruppo,compatti in direzione di Reggio Emilia; c’è molta allegria,si ride alle barzellette dell’amico Fabio (l’altro atleta che correrà l’intero percorso) e si chiacchiera di tutto… La notte è lunga. I primi ristori si susseguono,le prime ore passano velocemente e del gruppo della partenza già qualcuno sale sui pullmini per poi ritornare in gara dopo qualche chilometro o qualche ora.Stiamo per arrivare nel capoluogo emiliano quando mi si stacca una lentina a contatto,mi fermo all’ambulanza,la rimetto su e recupero il terreno perso rispetto agli altri.Si arriva in piazza Tricolore,in pieno centro città,facciamo il giro intorno alla nuova e spettacolare fontana che con i suoi giochi d’acqua colorata dalle luci rende la notte meno cupa.Di corsa dal centro si arriva a piazza Prampolini,dove ha sede il comune della Città del Tricolore.Qui un uomo steso a terra accanto alla sua bici con gli occhi sbarrati è immerso nel suo mondo,chissà a cosa pensa… Usciamo dal cuore della città e ci portiamo verso la periferia.Rivalta,Puianello,Vezzano sul Crostolo.Mi accorgo che non c’è più l’amico Enrico,purtroppo si è dovuto ritirare a causa della forte umidità e ciò mi è dispiaciuto veramente.Gli incontri con dei personaggi strani continuano,tre giovani in strada al nostro passare si spogliano restando in mutande e scalzi corrono circa trecento metri insieme a noi con le loro amiche che sorridono fotografando e riprendendo il tutto….Mah???!!! La strada che dall’uscita della città era in leggera salita inizia a diventare più dura.Mi avvolgo nelle mie cuffie, ascolto la mia musica e canto le mie canzoni magari dando pure fastidio a qualcuno .Buio e silenzio avvolgono le strade,quelle stesse vie che quando le percorro in macchina alla luce del giorno sembrano avere un altro vestito,sembrano dirmi altre cose,sembrano non finire più.Passano i chilometri,gli atleti si avvicendano in gara ,resistiamo ancora in cinque che han corso tutti i chilometri. Monica decide di fermarsi un pò,è giusto così,rientrerà più tardi per correre la parte più dura del percorso e sarà un vero piacere vederla inerpicarsi molto bene su quei tornanti… STA RITORNANDO PIU’ FORTE DI PRIMA.La notte ormai sta per lasciare spazio alle prime luci dell’alba.Si arriva a Casina,le salite diventano molto “aspre” per la pendenza ,per la lunghezza ed anche per il numero di chilometri già corsi.Andrea a questo punto decide di fermarsi un attimo’,riprenderà anche lui con la parte più difficile del tracciato.Un paio di volte ho la tentazione di fermarmi per poi riprendere più tardi ma gli amici mi fanno desistere dall’intento e così vado avanti.Ormai il sole è alto ed un altro bel personaggio incontriamo…Un ragazzo s’inginocchia davanti a noi con una birra in mano e ci urla”Ragazzi vi stimo tantissimo”,secondo me stimava di più la bottiglia che aveva in mano. Si ferma anche Antonio per un problema che lo affligge da tempo,anche lui rientrerà dopo con dei sandali al posto delle scarpe.Arriviamo ad un ristoro dal quale poi ripartiremo soli in quattro,la salita non finisce mai.Qui mi accorgo che l’appoggio del piede sinistro non è uguale a quello destro,qualcosa non va,cerco di capire se la causa possa essere la strada sconnessa,qualche muscolo “che se ne va per fatti suoi” oppure il bacino non più in asse.Stringo i denti ma non mollo,mi pongo un traguardo dietro ogni curva e poi finalmente da lontano il nuovo ristoro,lo raggiungo e bevo il mio bicchiere di te seguito da un altro d’acqua frizzante a differenza di Fabio che mangia di tutto compreso della pizza che si è portato da casa. Si riparte.Ormai siamo a Cervarezza,sono rientrati anche gli amici che prima si erano fermati,è di nuovo un bel gruppo;ancora un po’ ed eccoci a Busana… Soffrendo si arriva in centro a Collagna dove ci attende l’Autorità locale per uno scambio di saluti.Da qui in avanti c’è solo d’arrivare ai 1230 metri di Cerreto laghi.La strada,con i suoi tornanti che stringono la montagna in un abbraccio soffocante,sembra essere nostra nemica,insieme a Tallarita la corriamo lentamente senza mai camminare però.Giuliano Mainini che ha corso meno chilometri di noi e quindi più fresco rallenta spessissimo e si aggrega a noi ,c’incoraggia e ci da informazione sui ristori..una presenza veramente importante la sua a questo punto del percorso. Arriviamo ad un altro ristoro,gli altri atleti che sono fermi e gli addeti hanno ormai capito che io e Fabio siamo li a correrla tutta ci applaudono e c’incoraggiano.E’ tutto molto bello.Ripartiamo ed arriviamo all’ultimo pit stop…”Adesso si scollina”dice qualcuno,beh se scollinare significa fare altri due chilometri di salita e poi trecento metri di rettilineo allora abbiamo scollinato,però che strano scollinamento,ahahah.Mancano cento metri al traguardo,io e Fabio ci portiamo in testa al gruppo e superiamo la finish line felicissimi tra il tripudio generale ed in piazza si sente il mio urlo liberatorio.A questo punto prendo d’assalto il ristoro finale,bevo un pò e dopo qualche minuto mangio mezza crostata,della frutta e dei biscotti.Tra i tantissimi che mi fanno i complimenti,molti mi pongono una domanda:”Hai corso centododici chilometri e trecento metri senza mai mangiare,hai solo bevuto,come hai fatto?” Non mi sono dilungato troppo nella risposta gli ho semplicemente detto che è questione d’abitudine,in realtà dietro ci sono studi scientifici fatti e molto lunghi da spiegare.Mi sistemo un po’il look,rilascio un’interivista televisiva e poi subito al ristorante a pranzare tutti insieme.All’interno del locale ci viene consegnato un diploma con il percorso ed il numero dei chilometri fatti e qui io e l’amico Fabio ringraziamo tutti.Si termina con i saluti agli amici e si ritorna a casa con la consapevolezza di aver fatto un bell’allenamento e che il lavoro svolto fino a questo momento è perfetto nei tempi e nei modi e di ciò non posso che ringraziare il mio allenatore Vincenzino Esposito.Fisicamente ho terminato bene la gara,ho avuto modo di riprovare il gel che userò in Grecia e i Booster che sono veramente utili.Vorrei ricordare che gli organizzatori aderendo ad una proposta di Andrea Accorsi hanno devoluto parte del ricavato all’AISLA, Associazione Italiana Sclerosi laterale amiotrofica e questo è stato un gesto molto bello !!!
martedì 17 agosto 2010
Ecomaratona della Valdarda: Come trascorrere un bel pomeriggio diverso a Ferragosto.BENE,BRAVI,BIS !!!
Dopo qualche giorno di pioggia che ha imperversato su tutto il nord Italia nel periodo fino alla vigilia di ferragosto,mi reco verso Morfasso,località in provincia di Piacenza,consapevole di non trovare un "terreno" molto favorevole per una ecomaratona ma sicuro di poter effettuare un buon allenamento comunque.Sono le cinque del mattino,è molto presto,però già si vedono dei nuvoloni neri che non promettono niente di buono e qualche goccia di pioggia fa la sua comparsa sul parabrezza della macchina.Comincio allora a chiedermi se avessi fatto la cosa giusta nel prendere parte ad una gara della quale,colpevolmente,conoscevo abbastanza poco se non solo l'altimetria.Ormai ci sono...Vado!!! Più mi avvicino alla cittadina emiliana incastonata nell'alta Val D'Arda e più il sole si alza ravvivando i colori che circondano questa parte d'Italia.Pareti rocciose,vallate e piccoli borghi si susseguono... Lungo la strada sono da solo,anzi no,c'è un autovelox (abbastanza nascosto).Finalmente verso le sei e quaranta arrivo a destinazione,il paese ancora dorme avvolto nella sua quiete che da li a qualche minuto sarà interrotta piacevolmente dalle voci e dai passi di circa centocinquanta atleti.In una palestra di una scuola,che durante la notte è servita anche d'alloggio per gli atleti giunti da più lontano,c'è il ritiro dei pettorali e dei pacchi gara.Tutto si svolge in modo molto veloce... Ci credo,sono il primo!!! La piazza ,cuore di questo paesino,inizia a pulsare più rapidamente e a ridestarsi dal suo torpore notturno... Inizia a vivere un nuovo giorno insieme a tutti noi.Una capatina al bar per un caffè,una lettura veloce ai quotidiani,quattro chiacchiere con gli amici ed un pò di riscaldamento ingannano l'attesa che ci porta alla partenza.La campana della chiesa con i suoi otto rintocchi ci ricorda ormai che manca mezz'ora allo start. Lo speaker invita tutti alla punzonatura e a portarsi dietro al gonfiabile della partenza.Si ride,si scherza,però ad un certo punto la voce dall'altoparlante ci chiede la nostra attenzione per una comunicazione importante relativa al percorso mettendoci in guardia dalla presenza di molto fango, specialmente nella seconda parte del tracciato,in modo da farci essere più prudenti.Ore otto e trenta,si parte.Un giro del centro abitato su superfice asfaltata e poi inizia lo sterrato,si guada un ruscelletto e s'inizia a salire.Lo scenario cambia in continuazione,sentieri di bosco lasciano il passo a viottoli rocciosi,ancora asfalto,pietre e erba... Tutto così a coprire l'intera distanza e tutto così meravigliosamente affascinante.Fotografi sparsi lungo l'itinerario della corsa immortalano le nostre gesta e i nostri visi così impegnati in alcuni tratti ma anche spensierati quando la strada lo permette.Arrivo ad un certo punto dove anche camminare è diventato difficile vista la pendenza molto accentuata,quasi m'arrampico.Mi volto un attimo per vedere se vi fosse qualcuno più veloce in modo da "dargli strada" e mi accorgo che sono su una parete fatta di roccia e erba sospeso ,quasi,nell'aria e tutta in basso la vallata...Uno spettacolo da mozzare il fiato e più mi guardo intorno e maggiormente resto estasiato.Io che non sono abituato a questi scenari ,per me,che quando mi alleno i miei occhi mettono a fuoco solo una lingua d'asfalto e una riga bianca che delimita la strada, è una "boccata di paradiso".A metà parete non posso che prendere la macchina fotografica e fissare quegli attimi.Aspetto che arrivi un altro atleta e gli chiedo,cortesemente,se può scattarmi una foto,facendomi diventare per sempre presenza in quel quadro stupendo.Arrivo al punto più alto e trovo una croce,anch'essa non sfugge al mio obiettivo fotografico.In tutto questo susseguirsi di scatti perdo qualche minuto. "Ma cosa vuoi che sia rispetto all'immensità",mi dico.Da qui parte una stradina di sola roccia,molto ripida,scivolosa e stretta che mi fa capire che s'inizia a scendere dalla"cima Coppi" (usando un termine ciclistico) dell'ecomaratona.Ok,inizia la discesa,ma questo non vuol dire che siano finite le salite.Adesso lo scenario che mi si para davanti è fatto di sola roccia,una sola distrazione potrebbe essere fatale ma è troppo bello.Si corre un centinaio di metri lungo il crinale del monte e poi ancora rocce.In mio aiuto,però,qua mi vengono delle corde fissate nella roccia da chiodi da scalata,scendo tenendomi al cavo...Che avventura! Dalla roccia si ripassa ad un sentiero boschivo e vado giù che è un piacere,ad un certo punto però devo fermarmi perchè tra me ed il percorso c'è una staccionata con del fil di ferro. "Non posso mica scavalcarla",mi chiedo e così prendo una stradina parallela che però ad un certo punto finisce di essere tale e devia,mi accorgo di essere fuori strada.Intelligentemente torno dietro ed aspetto."Passerà qualcuno,spero!!!" E' il mio pensiero.Qualche minuto dopo arrivano degl' altri amici-atleti che mi dicono di scavalcare,"Perchè è così ", ripetono in coro.Detto,fatto.Mi butto giù lungo il sentiero,i piedi e le gambe già pieni di fango con l'aumentare della mota s'impasticciano sempre di più e porto con me una zavorra di qualche chilo.I piedi bagnati dall'inizio portano con loro ancora un altro problema e cioè quando l'appoggio a terra è più lungo c'è l'insorgere di crampi che però riprendendo subito riesco a far in modo che la situazione si normalizzi.Bene,avanti così!!! Ci sono,lungo il tragitto,solo delle piccole lingue di terra che emergono da quelle piccole paludi,sulle quali è possibile passare,oppure quando non ci sono neppure queste devo stare sul bordo,aiutandomi con gli alberi,praticamente aggrappandomi.Riprendo velocità,ed in velocità le decisioni vanno prese in un attimo specialmente dove è difficile se non impossibile frenare lo slancio.Arrivo in un punto dove decido,in una frazione di secondo,di saltare per evitare d'impantanarmi,mai errore fu più fatale.Il punto di atterraggio che poi mi sarebbe servito automaticamente per staccare ancora,cede.Vado dentro fino a metà gamba,solo la mia prontezza di riflessi,il mio allenamento e la mia agilità m'aiutano a restare in equilibrio ed a fare in modo che la gamba non si spezzi.Superata indenne anche questa insidia continuo nel mio incedere.Poco dopo,colpa di una frustata di un ramo mi accorgo di avere un dolore ad un tendine d'achille ,mi punge ed è fastidioso.Solo alla fine,dopo la doccia scoprirò d'avere un livido di circa tre,quattro centimetri ed una spina conficcata.Vado ,corro comunque felice in compagnia del mio i-pod (lo so che non si può...),la mia testa è leggera così come lo sono diventate anche le gambe.Arrivo al ristoro,sempre ben fornito come tutti,ed i ragazzi mi dicono che sono al trentaduesimo chilometro.Mi fermo un pò,bevo,scherzo con loro,scattiamo qualche foto con la bandiera dell'Inter ed intanto arriva la prima donna con altri tre atleti,tutti molto simpatici.Si riparte insieme,si chiacchiera un pò perchè, il percorso,che adesso è una distesa d'erba regolare,lo permette.Siamo in un "mare verde" e non vediamo però una pietra che c'indica il tracciato,così percorriamo una quarantina di metri prima di accorgerci d'aver sbagliato,ritorniamo sui nostri passi e prima di rimarciare nella giusta direzione fischiamo per richiamare l'attenzione di un altro atleta che non si è accorto dell'errore.Ormai mancano solo dieci chilometri,quelli che sono piu' avvezzi di me a questo tipo di corse vanno avanti,giustamente.Arrivo così agli ultimi quattro chilometri e l'alternarsi tra asfalto,dove vado giù a scheggia e riprendo quelli che prima erano andati via e lo sterrato scivoloso,dove devo frenare la corsa,diventa più regolare.E' proprio questo susseguirsi di superfici,questo cambio repentino di stile di corsa che mi crea qualche problema ai muscoli posteriori delle cosce.Ad un chilometro e mezzo dalla fine arrivano i crampi ad entrambe le gambe che però con intelligenza,fortuna ed esperienza riesco a gestire,rallentando un pò e rilassandomi fisicamente e anche mentalmente.Ultimi cin quecento metri di strada ,supero un altro paio d'atleti,curva di novanta gradi a destra,cinquanta metri di salita ancora,tiro fuori il mio vessillo bianco nerazzurro e taglio il traguardo felice in ventiquattresima posizione in 4h49'10".Medaglia,foto ricordo e tante risate.Arriva la prima donna che avendo anche lei la mia stessa fede calcistica mi chiama per farsi scattare delle foto insieme con la bandiera.Bell'atmosfera,tutti contenti.Mi tolgo le scarpe e le butto via,ripromettendomi però di comprarne delle apposite per questo tipo gare e non d'usare più quelle d'allenamento consumate e vecchie per non provare quella sensazione di guidare l'auto sul ghiaccio senza catene.Ritiro borsone veloce,doccia e pasta party.Qui ancora una piacevole sorpresa.Ditemi voi cosa ne pensate,si poteva scegliere tra pennette e risotto,tra polenta ai funghi e polenta con gorgonzola,frittura di calamari,carne,a seguire patate fritte finendo con gelato o mousse alla fragola,acqua o vino per chi lo desiderava.Il pomeriggio trascorre aspettando le premiazioni e chiacchierando con gli amici Santo,Federica ed Amedeo.Quelle nuvole nere che erano state la mia prima visione e fonte di preoccupazione della prima mattinata fanno capolino a Casali di Morfasso.Decido così che è arrivato il momento di riprendere il pullmino e ritornare giù a Morfasso.Ancora il tempo di un caffè con un amico conosciuto prima della partenza e poi in macchina verso casa.Cosa mi resta di questa giornata? Sicuramente il ricordo di una bella esperienza,la visione di scenari stupendi,la certezza di aver fatto un buon allenamento e la contentezza di essere stato in compagnia di tanti amici che giorno dopo giorno aumentano sempre di più.Spero che questo mio entusiasmo traspaia dalla lettura del mio racconto e che possa arrivare a quelle persone che colpevolmente snobbano questa gara solo perchè è corsa a ferragosto,preferendole lunghe code in autostrada e stress da ombrellone.L'ultimo pensiero come sempre lo rivolgo agli organizzatori.Li ringrazio ,prima di tutto e gli dico di continuare così che la strada intrapresa è quella giusta.Devono migliorare secondo me solo in tre cose per diventare perfetti:2) Perchè non segnare i chilometri magari ogni cinque? Aiuterebbe noi atleti che non possiamo regolarci con i ristori che giustamente vista la particolarità non possono essere precisissimi;
3) Perchè far pagare cinque euro per il servizio navetta? Trovate qualche sponsor,non credo ci sia bisogno di una grossa cifra.
P.s. A questi tre punti,devo essere onesto,l'organizzatore ha risposto in modo esauriente nella mail che mi ha mandato dopo aver ricevuto la mia con i ringraziamenti ad appunto queste annotazioni.Posso già dire che dall'anno prossimo saranno ancora migliori.
lunedì 26 luglio 2010
4^ Golden marathon Rimini extreme:Il racconto di una gara da dimenticare...
Non sempre e come faccio spesso si può raccontare di una gara corsa in modo brillante,senza problemi ed organizzata alla perfezione.Quando accade il contrario è anche giusto aver l'umiltà,il coraggio e l'onestà di raccontarlo affinchè le critiche possano servire da pungolo per fare meglio.Questo vale per me come atleta e per gli organizzatori delle manifestazioni.La 4^Golden marathon Rimini extreme è stata,dal punto di vista fisico, la mia peggiore corsa che abbia mai fatto ed anche dal punto di vista organizzativo ha palesato diverse lacune.Partiamo dall'inizio cercando di capire la genesi di questa mia debacle,questo però non deve fornirmi una giustificazione o servire da alibi ma deve essere il punto d'inizio,un momento dal quale ripartire cercando di capire,analizzare l'errore compiuto in modo che esso non si perpetri in futuro.Sveglio dalla mattina alle quattro per andare a lavorare e dopo aver mangiato della pasta ed un panino col crudo verso le tredici,mi reco ,in treno,verso Rimini,luogo dove si terrà la manifestazione collocata all'interno della 5^ 100km Rimini extreme che negli ultimi anni ha visto vincitore sempre il grande Ivan Cudin.Mi permetto di aprire una parentesi su Ivan,ragazzo sempre disponibile e prodigo di consigli verso tutti,sempre umile,nonstante sia un Campionissimo e sempre sorridente nonostante i problemi fisici che ultimamente l'attanagliano... Chiusa parentesi.Arrivato a Rimini,verso le 17,nell'attesa da Milano del mio amico Claudio ,mangio dei biscotti e bevo una coca cola (primo errore in assoluto da non ripetere piu'!!!). Ci rechiamo alla nuova darsena dove c'è il centro maratona e l'intera organizzazione,ritiriamo il pettorale ed il pacco gara in modo veloce (finalmente una maglietta della misura giusta... Bravi), rispondono alle nostre domande in modo chiaro e con fare gentile e poi chi vuole riposare un pò,può farlo su dei lettini messi a disposizione.I saluti con gli amici di sempre,il nostro sembra ormai un circo itinerante,ci si conosce tutti... Battute,foto,risate e commenti rendono l'atmosfera ancora più piacevole e riempiono l'aria e l'attesa per la partenza.Arriva l'ora del pasta party... Tardi e scarso,tanto che alle rimostranze di qualche atleta ci viene concesso un altro "giro".Da ogni angolo sbuca la simpaticissima Denise con la sua macchina fotografica sempre pronta ad immortalare gli attimi,le scene più simpatiche,le piu' originali,diciamo la verità se non ci fosse dovrebbero inventarla!!! Verso le 21.30 si parte in corteo verso l'arco d'Augusto,praticamente una passeggiata di un paio di chilometri per arrivare alla partenza.Ore 22.00 si parte...Subito dopo lo start ,neanche dopo un minuto di corsa,mi accorgo d'avere problemi allo stomaco... Accidenti!!! Dovendo fare un allenamento e partito tranquillamente per correre la maratona noto che non ci sono degli atleti fortissimi sulla distanza ma siamo tutti più o meno dello stesso livello,quindi un pensierino alla vittoria lo faccio,promettendomi però che avrei preso in considerazione l'ipotesi solo se continuando così fossi stato nelle prime posizioni verso la mezza maratona.Raggiungo subito un bel gruppetto di atleti,il passo è regolare,tranquillo e sono tra i primi... Bene.Ristoro del quinto chilometro,come sempre prendo un bicchier d'acqua,perdo qualche secondo che pero' subito recupero.Ristoro del decimo chilometro,qui commetto un altro grave errore,non mi accorgo,perchè non mi viene detto,che nel bicchiere che stavo prendendo ci fossero i sali,che mi fanno star male e non la sola acqua o il te.Ormai però è tardi,l'ho già buttato giù ed il patatrac è compiuto,aggiungendo un altro tassello al mio malessere gastro intestinale.Verso il ventesimo chilometro,credo,c'è una discesa,una folata di vento gelido... Un blocco,inizio a vomitare e sarà così per altre sei volte.Pensare che parlavo di ciò con Ivan proprio prima della partenza,mi aveva messo in guardia del problema riguardo alla Spartathlon... Consigli preziosissimi dei quali farò tesoro e perchè me li ha dati Lui e perchè adesso so cosa significhi.Passa il tempo e ormai svuotato cammino un pò in compagnia di un amico toscano.Purtroppo è notte,si sale di quota ed inizio ad avere freddo.Mi passano in tanti,c'è chi mi riconosce e m'incoraggia,chi invece è perso nella sua corsa.Arriviamo però a quattro chilometri dal traguardo ed ai piedi di una bella e ripida salita vengo preso da un moto d'orgoglio ed inizio a correre velocemente e con regolarita come se niente fosse successo,superando una dozzina di atleti arrivo al traguardo della maratona neanche poi tanto stanco.Buono il ristoro. Qui ancora però una pecca organizzativa... Non si possono far aspettare per qualche ora gli atleti sfiniti in un ambiente piccolo,freddo e senza doccia.No,questo no !!! Per concludere vorrei elencare ancora delle cose che non mi son piaciute:
1) I chilometri segnati in malo modo e poco visibili;
2) Il profilo altimetrico che ci avevano dato non corrispondeva alla realtà;
3) Il percorso non era segnato in alcuni punti in modo chiaro,sono stato testimone di arrivi della 100km di atleti che giungevano da strade diverse e non parlo di atleti che viaggiavano nelle retrovie (con tutto il rispetto) ma parlo anche di chi e' arrivato tra i primi dieci;
4) Il ristoro finale della 100km era scarsino;
5) La medaglia per i finisher della maratona era con la scritta 100km Rimini
extreme;
6) Hanno classificato nella maratona gli atleti della 100km che si sono farmati al 42,195 km quando questo non era esplicitato nel regolamento (se fossi stato primo in gara basandomi sul colore dei pettorali e poi m'accorgevo al traguardo di essere arrivato ,che ne so,secondo perchè uno della cento chilometri aveva deciso di ritirarsi? A quale scopo allora i numeri di colore diverso???)
Comunque spero che anche gli Organizzatori ,così come ho fatto io con i miei errori,possano trarre delle indicazioni utili per il futuro,affinchè la manifestazione possa migliorare e allora sarò il primo ad applaudirli,a rallegrarmene e a raccontarlo !!!FORZA RAGAZZI,SI PUO' E SI DEVE MIGLIORARE,VALE PER ME E VALE PER VOI,IN BOCCA AL LUPO!!!
1) I chilometri segnati in malo modo e poco visibili;
2) Il profilo altimetrico che ci avevano dato non corrispondeva alla realtà;
3) Il percorso non era segnato in alcuni punti in modo chiaro,sono stato testimone di arrivi della 100km di atleti che giungevano da strade diverse e non parlo di atleti che viaggiavano nelle retrovie (con tutto il rispetto) ma parlo anche di chi e' arrivato tra i primi dieci;
4) Il ristoro finale della 100km era scarsino;
5) La medaglia per i finisher della maratona era con la scritta 100km Rimini
extreme;
6) Hanno classificato nella maratona gli atleti della 100km che si sono farmati al 42,195 km quando questo non era esplicitato nel regolamento (se fossi stato primo in gara basandomi sul colore dei pettorali e poi m'accorgevo al traguardo di essere arrivato ,che ne so,secondo perchè uno della cento chilometri aveva deciso di ritirarsi? A quale scopo allora i numeri di colore diverso???)
Comunque spero che anche gli Organizzatori ,così come ho fatto io con i miei errori,possano trarre delle indicazioni utili per il futuro,affinchè la manifestazione possa migliorare e allora sarò il primo ad applaudirli,a rallegrarmene e a raccontarlo !!!FORZA RAGAZZI,SI PUO' E SI DEVE MIGLIORARE,VALE PER ME E VALE PER VOI,IN BOCCA AL LUPO!!!
giovedì 15 luglio 2010
Ecomaratona del Ventasso.La "DURA"bellezza di correre nella natura.
P.s. Altra tappa di avvicinamento alla Spartathlon superata.
giovedì 3 giugno 2010
100 km del Passatore : Gli stati d'animo di una battaglia !!!
In questi due giorni sentendomi con Franco Lanfredi su FB sono stato spronato a scrivere le emozioni mentali della mia "passeggiata"al Passatore. Eccovi il racconto pubblicato su Nati Per Correre: http://www.natipercorrere.itScrivere di corse,di tempi e di folklore legato ad una manifestazione podistica è una bella cosa. Analizzare in modo razionale con i freddi numeri cercandone di capire "I MOTIVI" è tutt'altro. Non è più difficile ma solo altro esercizio. Il mio "Passatore" volendolo sintetizzare numericamente si riassume nella tabella che segue:
Rilevamento Km T.tot media tot p.tot Km T.fraz media fraz pos fraz
Borgo San Lorenzo 31,50 2:37:19 s 12,01 Km/h 41 31,50 2:37:19 12,01 Km/h 41
Colla di Casaglia 48,00 4:27:36 s 10,76 Km/h 44 16,50 1:50:17 8,98 Km/h 54
Marradi 65,00 6:23:47 s 10,16 Km/h 96 17,00 1:56:11 8,78 Km/h 356
San Cassiano 76,00 8:03:44 s 9,43 Km/h 158 11,00 1:39:56 6,60 Km/h 622
Brisighella 88,00 9:09:30 s 9,61 Km/h 110 12,00 1:05:45 10,95 Km/h 21
Faenza 100,00 10:01:07s 9,98 Km/h 85 12,00 0:51:37 13,95 Km/h 7
Volendolo compendiare in tre parole invece: SOGNO,INCUBO e REALTA'.
SOGNO,perchè correndo non puoi non pensare a quello che è stato il Passator cortese;
INCUBO,per la crisi che ho avuto;
REALTA',perchè subito dopo il traguardo si ritorna al presente,si analizzano i dati e si mette a fuoco la prossima avventura.
Non solo dal racconto che seguirà ma anche dalla tabella precedente,si evince di come abbia avuto una prima parte di gara ,almeno fino alla distanza canonica della maratona,abbastanza tranquilla ,senza problemi e con la mente sgombra,i cui due principali lavori erano mettere a fuoco i paesaggi che si avvicendavano lasciando Firenze inerpicandoci per gli appennini e monitorare il fisico. Seguita da una seconda parte di corsa fino a San Cassiano in piena emergenza anche se comunque sempre lucido ed un terza frazione di manifestazione corsa come se la gara stesse iniziando in quel momento ,con la sensazione di avere le ali ai piedi e di sentire la bellezza della corsa nell'anima.Prima di partire ,mentalmente un primo traguardo me l'ero posto al Passo della Colla,però a partire dal 42 imo km iniziavo a sentire i primi sintomi di una crisi che poi si sarebbe protratta per 33 km ,fino al 75 imo km.Un black out anche abbastanza brutto.Un secondo traguardo doveva essere Marradi,la fine del discesone ed il terzo,il traguardo,l'arrivo a Faenza. Veniamo ora a capire i perchè di questa crisi e del come abbia fatto a gestirla e a superarla.A differenza della 100km della Brianza,alla quale era stata dedicata una preparazione, fisica e mentale,specifica perchè non potevo sbagliare (C'era in ballo la qualificazione alla Spartathlon) ,il Passatore è stato corso come allenamento e quindi mentalmente "preso" in modo diverso.Non sottogamba,perchè gli allenamenti li eseguo sempre con serietà e scrupolo ma non avevo quella condizione di "Dentro o fuori" che aveva caratterizzato la corsa lombarda. Verso la distanza canonica della maratona la mia mente ha iniziato a capire che il corpo non reagiva al pienamente."Ok,mi dico,arrivo alla Colla e poi vedo" Un pò cammino,un pò corro ed arrivo su in 4 h 27 min,da li in poi però nonostante una ripida discesa di circa 15 km tutto diventava più difficile e duro.Il cervello dava degli impulsi che le gambe ed il fisico recepivano solo in parte,era in atto un ammutinamento e la testa prendendo atto di ciò iniziava ad elaborare piani alternativi per ovviare alla situazione che si faceva sempre più difficile e drammatica.Mi ripetevo:"Corro 5 km all'ora,così arrivo in 15 ore".Non male come ipotesi. "Mi fermo un pò e poi riparto",scartata subito,rischiavo un blocco totale."Continuo così e poi vedo se cambia qualcosa?".Questa opzione veniva prima presa in considerazione e poi dopo qualche km attuata.Il buio cominciava ad arrivare ,il freddo anche e non avendo mezzi per ovviare a ciò perchè nei posti deputati non avevo visto dove fossero ubicati i nostri cambi, non per poca lucidità ma perchè proprio non li ho visti,andavo incontro all'incognito consapevole di andare proprio li, in quella direzione e comunque sicuro di trovare una soluzione.Fisico e mente come presi da un istinto di sopravvivenza mi suggerivano di continuare nel mio incedere,mi suggerivano alcune piccole cose, solo che i km che prima correvo ,adesso li cammino.I tempi di percorrenza al km si allungavano,nei tratti nei quali camminavo non staccavo le braccia dal corpo per evitare di avere più superfice raffreddata dall'aria della notte. Nonostante tutto ciò ero contento perchè consapevole del fatto di star lottando e che questo mi sarebbe servito in futuro per la Spartathlon.Galleggiavo nella notte come una piccola barca in balia di una tempesta con una sola pompa del timone funzionante ma comunque sempre col la prua verso il sereno aspettando che il tutto potesse passare.Mi superano in tanti,troppi...Sembravano delle lucciole quando mi affiancavano e degli aerei quando mi superavano,con le loro lucine ed i loro inserti catarifrangenti ALL'IMPROVVISO PERO'... Ristoro del 75 imo km incontro un amico che mi riconosce e m'incoraggia.Da quel momento è tutt'altra storia.La mente riprende possesso delle gambe e del corpo tutto,l'ammutinamento è rientrato,mi dico:"Beh,mancano solo 25 km,li faccio e vado a casa".Sono un'altra persona,al netto dei ristori corro leggermente sotto i 4'00'' al km,sono rilassato,ripasso un bel pò di atleti che mi guardano allibiti facendomi i complimenti,stavolta sono io il marziano,spingo sempre di più,i miei due ultimi parziali dicono 21 imo tempo e 7 imo tempo... FANTASTICO. Arrivo dal buio della notte ,da lontano una luce gialla.E' la strada che poi sfocia nella piazza del traguardo,mi dico: "Che bello sembra di andare contro il sole,contro la luce".Entro in quella strada,sono solo,sono contento,felicissimo,prendo il mio bandierone,sono orgoglioso di me stesso.Davanti a me e dietro di me sempre nessuno mi sento il padrone ,gli applausi della gente sono tutti per me,senza ombra di dubbio,ecco lo striscione,lo passo felice.Da questo attimo inizio già ad analizzare la corsa e sono felice d'aver avuto ,gestito e superato quei 33km di crisi,d'altronde speravo di avere qualche problema simile per combatterlo e fortificarmi anche se la previsione era di una 15 ina di km di crisi verso la fine e non oltre trenta a metà.
lunedì 31 maggio 2010
Correndo tra IL SOGNO e L'INCUBO... E poi ritornare alla Realtà.Il mio "Passatore" 2010.
Inizio chiedendo:" Secondo Voi è normale che una persona scelga di correre,per fare un allenamento,una gara di 100km dura come IL PASSATORE e sperare di andare in crisi qualche km per gestire l'emergenza?".Secondo me non tanto !!! Come dice sempre mio padre in dialetto napoletano :"Chell cà vò Maria 'o trov pà via ( Quello che Maria vuole lo trova per la strada),in questo "Passatore" ho proprio trovato quello che volevo,solo che la crisi stata ben più lunga del previsto,circa 32/33km.Uèn mese e mezzo fa subito dopo aver smaltito la 100km di Seregno ho deciso col mio allenatore di provare a correre questa corsa storica e affacinante.UNA PIETRA MILIARE del pianeta 100km...QUINDI CORRERE IL SOGNO!!! Il sogno del Passator cortese attraverso un itinerario appenninico che partendo da Firenze ,s'inerpica sugli appennini per poi ridiscendere a Faenza dopo 100km,tutto tra la natura e borghi caratteristici.L'avventura inizia sabato mattina.L'arrivo a Firenze e l'incontro con l'amico Dino che già aveva ritirato pure il mio pettorale.Piazza Santa Croce sembrava vivere due realtà diverse: Quella della corsa,con gli atleti,i loro riti pre gara,gli stand ecc.e quella dei turisti che erano allibiti dall'inconsueta e multicolore realtà della piazza. Data l'ora della partenza,primo pomeriggio,c'era il tempo per le foto di rito e per incontrare i tantissimi amici che attraverso il tam tam mediatico di facebook si sapeva di trovare li.Si c'erano proprio tutti gli amici,Andrea Accorsi con la sua Monica Barchetti,la mitica Carlin,il grande Enrico Vedilei,Emanuele,Mauro,Stefano,Gianluca, Sabry,Marco,Fabio (uno di quei "pazzi",ma non era l'unico che aveva partecipato alla Nove colli la settimana prima). Ci spostiamo tutti verso piazza della Signoria da dove poi in una strada adiacente si sarebbe partiti.C'era gente sdraiata,persone sulla fontana,tutti erano venuti li da ogni dove con la propria motivazione che li spingeva a correre questa avventura.Ore 15.00: Si Parte. Il serpentone si lancia per le strade di Firenze,qualche km e poi s'inizia a salire.Strada facendo mi raggiunge Claudio di Milano,una splendida persona ,un grande atleta,il quale ancora molto nervoso mi racconta di alcune sue peripezie nell'arrivare in tempo alla partenza.I primi km come sempre servono per i saluti,per le chiacchiere.C'è chi mi riconosce dall'immancabile bandiera dell'Inter,chi mi conosce personalmente,solite battute,insomma tutto bello.Con l'amico meneghino decidiamo di andare insieme per un pò poi la differenza di fisico fa in modo che io lo stacchi in salita e lui mi riprenda in discesa.Arrivo al 42 imo km,sento che c'è qualcosa che non va,per arrivare alla Colla mancano ancora 6 km,stringo i denti alternando passo svelto e corsa . Arrivo su scherzando con delle persone in macchina della mia regione che "accompagnavano" un atleta... Però la crisi era già sbocciata e stava per prendere corpo...VIVERE L'INCUBO.Arrivo su,sempre molto lucido e cerco con lo sguardo il cambio indumenti,non lo vedo... Allora penso:"Va bene,ho lasciato un altro cambio a Marradi farò tutto lì ". Inizia la discesa,i metri che prima correvo adesso li cammino,la cosa stava per precipitare... Niente, avanti così.Mi si avvicina Gianluca ,un amico di Reggio Emilia che accompagnava Dino per chiedermi se avessi dei problemi,gli rispondo che era quasi tutto ok e che riuscivo a gestire il tutto.Su un tratto di discesa si avvicina Andrea Accorsi,corre con me 50m e mi dice che giù c'è un temporale ma che probabilmente passerà e mi consiglia di mettere qualcosa che mi permetta di affrontare il freddo della notte.Arrivo a Marradi dove avevo previsto l'altra sosta e neanche li riesco a scorgere il posto deputato al cambio,così riparto.La mia testa inizia a valutare tutte le ipotesi sul prosieguo della gara e così decido di andare avanti finchè la crisi non passi,al massimo avrei finito in 15 ore,poco importava.Il buio ,il freddo abbracciano gli appennini e gli atleti che vi passano .Io completamente al buio,non avendo neanche potuto prendere gli inserti catarifrangenti,vago come una piccola imbarcazione in una tempesta con una sola pompa del timone funzionante,attaccato solo alla lucidità che mi era rimasta.Gli altri atleti sembra che volino,vedo le loro luci che mi passano e vanno via... Mi si accosta una signora con un suv e vedendo la mia bandiera dell'Inter,per spronarmi abbassa il finestrino e alzando il volume dello stereo mi fa ascoltare la canzone Pazza Inter,che è poi l'inno della squadra,scambio di battute con la donna,poi Lei va e le tenebre mi riavvolgono.Quando tutto sembra perso e si fa già i conti di come arrivare al traguardo comunque a testa alta e riducendo al massimo le perdite,ecco che arrivo al ristoro del 75 imo km.Lì incontro un altro amico che mi sprona un pò.In quel momento si accende la luce,inizio a correre e faccio gli ultimi 24/25km al netto dei ristori leggermente sotto i 4' al km .Stavolta ero io che venivo da un altro pianeta,passavo tutti con una facilità estrema,mi guardavano sbigottiti.Vedendo gli ultimi due parziali dal 76imo km all'88 imo ho fatto registrare il 21 imo tempo e dall'88 imo al 100 imo udite udite il settimo miglior tempo... Praticamente mostruoso.Tutto ciò mi permetteva di arrivare in 10 h 01' in 85 ima posizione.Capitolo a parte merita l'arrivo.Si veniva dal buio... In lontananza una bella strada illuminata che sfociava in una stupenda piazza dov'era allestito l'arrivo... Ero solo,prendo il mio bandierone,inizio a sventolarlo,rivedo tutti quei filmati nella mia mente che avevo ammirato su youtube,quelli degli arrivi di Calcaterra e di Fattore... Sono solo,gli applausi della gente sono tutti miei non li divido con nessuno,si sono tutti per me,bello,bellissimo ,emozionante.Taglio il traguardo e la prima cosa che penso è che la crisi che ho avuto e superato sicuramente mi servirà alla Spartathlon ed il modo di come l'abbia gestita mi riempie d'orgoglio. Da lontano una voce mi chiama,una donna,le vado incontro perchè da lontano riesco poco ad identificarla,si presenta... E' un mio contatto di facebook,un'amica che da virtuale diventa reale ,dopo tutto il tempo trascorso a chiacchierare nascosti dietro dei freddi monitors. Mi dice che all'arrivo, con la bandiera dell'Inter potevo essere solo io e così aveva provato a chiamarmi... Siamo rimasti li qualche minuto a chiacchierare... GRAZIE MIRELLA E' STATO UN PIACERE INCONTRARTI DI PERSONA !!!Intanto anche il mio amico Claudio è arrivato,col pullmino andiamo alle docce,ci facciamo fare dei massaggi e poi prendiamo possesso di due brandine e delle coperte messe a disposizione dall'organizzazione per far trascorrere la notte agli atleti.La mattina dopo ritorniamo all'arrivo per riprendere gli effetti lasciati alla Colla e a Marradi... Ci sono atleti che ancora arrivano... BRAVI,BRAVI A TUTTI.Si va via e si ritorna alla REALTA' quotidiana.Grazie "Passatore" per tutto quello che mi hai regalato ma ancor di più per quei 32km di crisi dalla quale sono uscito molto più consapevole che il mio personale "TRIPLETE" (come dice il mio amico Andrea) posso centrarlo.Dopo la 100km di Seregno,dopo il "Passatore" adesso tocca alla Spartathlon che così' com'é stata la Champions league per la mia Inter e cioè il traguardo più diffficile sono sicuro di poter raggiungere e la gioia sarà la stessa del 22 maggio quando presente al Santiago Bernabeu abbiamo vinto dopo 45 anni l'ambito trofeo.Come faccio sempre voglio ringraziare la mia Famiglia,la mia società (Reggio Event's),il mio allenatiore Vincenzo Esposito,gli amici,tutti i tifosi che ho e che mi spronano sempre ed il sito che ospita sempre i miei scritti.GRAZIE, E' PER VOI !!!
giovedì 20 maggio 2010
Mente e motivazioni durante una mia corsa... (Articolo pubblicato anche su Nati Per Correre)
Nei giorni scorsi ho avuto oltre al piacere di conoscere Franco Lanfredi alla Maratona di Custoza,anche la soddisfazione di parlare con lui di argomenti interessanti. Da lì è scaturita la richiesta di scrivergli un articolo su come sviluppa la mente il processo di una gara lunga.
L'artcolo potete leggerlo anche sul sito Nati Per Correre a questo link:www.natipercorrere.it
Durante e dopo la maratona del Custoza,corsa ad un ritmo medio blando,circa 4'21"km,mi sono accorto,attimo dopo attimo,che nella mia mente e nel mio animo c'erano state delle trasformazioni che m'avevano fatto vivere la gara in modo particolare,diverso rispetto a quando correvo le maratone con l'assillo del cronometro.Da un pò di tempo sono passato alle ultramaratone e utilizzo le gare da 42.195km per allenarmi e,ripeto,facendo tutto ad un ritmo più lento rispetto a quando iniziai riesco a vedere,a sentire cose che prima neanche immaginavo.Tempo fa per me correre una maratona era come uno sprinter correre una gara di 100 m... La mente volta al traguardo,quasi in apnea,unico obiettivo il tempo finale;ciò che mi circondava non esisteva, praticamente ero in trance.Ho fatto delle corse dove alla fine neanche ricordavo da dove fossi passato,tale era la concentrazione che avevo. Oggi no,quando corro una maratona lo faccio con gusto però non è che corra col freno a mano tirato perchè comunque sarebbe uno sforzo...
... Correre così mi serve per consumare meno zuccheri e risorse mentali quando sono in una gara di endurance.Corro lasciando andare le gambe tranquillamente,rilassato fisicamente e mentalmente e così facendo nella mia testa prendono forma progetti,sogni,rivivo dei posti che vengono fuori dagli angoli più nascosti della memoria.La cosa più bella però è che riesco a "sentire"gli odori.Si,gli odori.Facendo ciò faccio il giro del mondo. Mi spiego meglio. Ho avuto la fortuna di girare il pianeta in lungo ed in largo e la mia mente ha fatto un gioco strano... Ha abbinato un luogo ad un odore e così, in un batter d'occhio, passo dalla verde Irlanda al Brasile,dalla Turchia al Togo e intanto faccio il periplo del mondo. Vivo molto bene questa sensazione e mi piace,perchè so che è mia e solo mia. Mi fa stare li e contemporaneamente a decine di migliaia di chilometri di distanza.Quando in una ultramaratona i chilometri iniziano ad essere tanti e la stanchezza inesorabilmente inizia a fare capolino,entra in gioco la motivazione.Inizio a caricarmi,dico a me stesso il motivo per il quale sono li e cosa mi ha spinto a fare ciò.In questo modo ottengo due benefici: Mi motivo e resto lucido mentalmente. Solo così riesco a gestire il tutto.Un'altra cosa che mi rilassa e mi aiuta quando corro è la musica,porto sempre con me l'i-pod,questo è il mio fedele compagno di viaggio.Nei momenti particolari a volte basta una strofa di una canzone,una melodia per riaccendere il motore e ripartire.Sempre con la musica che mi accompagna accade un'altra cosa strana... Il cervello agisce come un equalizzatore e cioè in alcuni momenti la musica è la principale protagonista della mia corsa poi un attimo dopo passa in secondo piano,fino a quasi sparire, quando un flash colpisce dall'esterno il mio pensiero portandomi a vagare con la mente in altri lidi.L'apoteosi è però quando riesce a miscelare il tutto: Note musicali,ambiente esterno e fantasie mentali varie.Concludendo dico che se vuoi correre e bene una gara di endurance devi avere una fortissima motivazione,una grandissima preparazione atletica,fisica e mentale ed il leitmotiv deve essere "SE CE L'HA FATTA QUALCUN ALTRO POSSO FARLO SICURAMENTE ANCH'IO"...Quindi iniziare a lavorare duramente... Perchè ricorda :" Se fai una buona gara e corri rilassato le maratone è perchè in settimana sudi e sputi sangue."
L'artcolo potete leggerlo anche sul sito Nati Per Correre a questo link:www.natipercorrere.it
Durante e dopo la maratona del Custoza,corsa ad un ritmo medio blando,circa 4'21"km,mi sono accorto,attimo dopo attimo,che nella mia mente e nel mio animo c'erano state delle trasformazioni che m'avevano fatto vivere la gara in modo particolare,diverso rispetto a quando correvo le maratone con l'assillo del cronometro.Da un pò di tempo sono passato alle ultramaratone e utilizzo le gare da 42.195km per allenarmi e,ripeto,facendo tutto ad un ritmo più lento rispetto a quando iniziai riesco a vedere,a sentire cose che prima neanche immaginavo.Tempo fa per me correre una maratona era come uno sprinter correre una gara di 100 m... La mente volta al traguardo,quasi in apnea,unico obiettivo il tempo finale;ciò che mi circondava non esisteva, praticamente ero in trance.Ho fatto delle corse dove alla fine neanche ricordavo da dove fossi passato,tale era la concentrazione che avevo. Oggi no,quando corro una maratona lo faccio con gusto però non è che corra col freno a mano tirato perchè comunque sarebbe uno sforzo...
... Correre così mi serve per consumare meno zuccheri e risorse mentali quando sono in una gara di endurance.Corro lasciando andare le gambe tranquillamente,rilassato fisicamente e mentalmente e così facendo nella mia testa prendono forma progetti,sogni,rivivo dei posti che vengono fuori dagli angoli più nascosti della memoria.La cosa più bella però è che riesco a "sentire"gli odori.Si,gli odori.Facendo ciò faccio il giro del mondo. Mi spiego meglio. Ho avuto la fortuna di girare il pianeta in lungo ed in largo e la mia mente ha fatto un gioco strano... Ha abbinato un luogo ad un odore e così, in un batter d'occhio, passo dalla verde Irlanda al Brasile,dalla Turchia al Togo e intanto faccio il periplo del mondo. Vivo molto bene questa sensazione e mi piace,perchè so che è mia e solo mia. Mi fa stare li e contemporaneamente a decine di migliaia di chilometri di distanza.Quando in una ultramaratona i chilometri iniziano ad essere tanti e la stanchezza inesorabilmente inizia a fare capolino,entra in gioco la motivazione.Inizio a caricarmi,dico a me stesso il motivo per il quale sono li e cosa mi ha spinto a fare ciò.In questo modo ottengo due benefici: Mi motivo e resto lucido mentalmente. Solo così riesco a gestire il tutto.Un'altra cosa che mi rilassa e mi aiuta quando corro è la musica,porto sempre con me l'i-pod,questo è il mio fedele compagno di viaggio.Nei momenti particolari a volte basta una strofa di una canzone,una melodia per riaccendere il motore e ripartire.Sempre con la musica che mi accompagna accade un'altra cosa strana... Il cervello agisce come un equalizzatore e cioè in alcuni momenti la musica è la principale protagonista della mia corsa poi un attimo dopo passa in secondo piano,fino a quasi sparire, quando un flash colpisce dall'esterno il mio pensiero portandomi a vagare con la mente in altri lidi.L'apoteosi è però quando riesce a miscelare il tutto: Note musicali,ambiente esterno e fantasie mentali varie.Concludendo dico che se vuoi correre e bene una gara di endurance devi avere una fortissima motivazione,una grandissima preparazione atletica,fisica e mentale ed il leitmotiv deve essere "SE CE L'HA FATTA QUALCUN ALTRO POSSO FARLO SICURAMENTE ANCH'IO"...Quindi iniziare a lavorare duramente... Perchè ricorda :" Se fai una buona gara e corri rilassato le maratone è perchè in settimana sudi e sputi sangue."
mercoledì 12 maggio 2010
Emozionarsi con un libro...
Carissimi amici,molte volte scrivo per raccontarvi delle mie corse e delle emozioni che provo durante una gara. Oggi invece voglio sempre raccontarvi di belle sensazioni ma non provate correndo ma… Leggendo. Si avete letto bene… Leggendo. Ho appena finito di divorare il secondo libro di Andrea Accorsi,” Fino all’ultimo fiato”. Andrea è uno di noi,uno che corre e suda sulle strade di tutto il mondo insieme alla sua amata Monica. Questo personaggio ha un dono che è quello di far emozionare e far restare incollati alle pagine dei suoi libri le persone che inizialmente lo leggono magari con superficialità ,come ahimè è successo a me col suo primo libro. Questo suo scritto ha in comune con quello d'esordio la corsa però mentre il primo,fantastico, era autobiografico,dodici ore di corsa nelle quali era scandita e condensata la sua esistenza,in questo,invece racconta la storia di un atleta abbastanza forte che vive fasi molto concitate nella sua vita di sportivo e di uomo.Una persona che saprà rinascere dalle ceneri di una vita che stava per buttar via. Una bella storia con finale a sorpresa che non svelo.Non ho scritto queste righe perchè Andrea è una cara persona ed un amico ma perchè spero che sia da stimolo alle persone che se pure avessero dei problemi,lottando, ne possono venir fuori. A me ha regalato belle emozioni. GRAZIE ANDREA.
lunedì 10 maggio 2010
Maratona del Custoza 2010... Che bella !!!
Quando,qualche settimana fa,m'iscrissi alla maratona del Custoza,lo feci solo con lo scopo di fare un allenamento non tenendo conto delle belle recensioni che si leggevano su di essa."Sarà la solta corsa in campagna con un pò di saliscendi e nient'altro",mi dicevo... Dopo averla corsa posso dire che mi ero sbagliato clamorosamente. All'arrivo ho avuto la sensazione d'aver "vissuto una bella sensazione",assaporata passo dopo passo,gustata attimo dopo attimo.Questa sensazione è diventata poi certezza la domenica sera;quando ero tranquillamente a casa,ancora,pensavo ai bei colori visti lungo il percorso,agli odori "assaporati" passando nella natura ed ai bei luoghi attraversati.Paesaggisticamente fantastica ed organizzata molto bene,nonostante un percorso molto nervoso e vario,questa maratona mi ha fatto correre rilassato talmente tanto che pensavo a tutto tranne a quello per cui ero andato li e cioè allenarmi.Per questo motivo la consiglio ai tanti amici che oltre alla corsa,cercano anche delle emozioni.Sono arrivato molto presto a Sommacampagna,domenica mattina,stavano ancora perfezionando alcune cose ma mi sono subito accorto che la location dell'arrivo/partenza era in un contesto molto bello e spazioso.I parcheggi,gli spogliatoi con le docce ed il deposito borse,lo stand per il ritiro del pettorale e quello della riconsegna del chip e consegna pacco gara erano tutti lì,nel giro di centocinquanta/duecento metri...Tutto molto comodo.Con lo scorrere dei minuti la zona adiacente alla partenza iniziava a popolarsi di atleti,accompagnatori,persone addette ai vari stand ed altri ancora...Tanti dialetti,tanti colori e molto calore.Il ritrovare vecchi amici,complici di tanti chilometri corsi insieme,il ritrovare persone che ti conoscono con le quali è sempre bello e piacevole chiacchierare prima e dopo la gara,specialmente quando si parla di viaggi e di esperienze accumulate in giro per il mondo,il conoscere "amici che sono tali perchè contatti di facebook,rendeva l'atmosfera frizzante,l'aria profumava di vita... Una vita sana!!!.Prima della partenza le solite foto,con l'onnipresente Antonio Rossi,la mia maglietta che spopolava venendo fotografata da decine di amici,i soliti discorsi sui ritmi da tenere in gare,la solita tensione... Insomma si era pronti per partire.Verso le otto e quindici:La punzonatura.Si entra nella zona di partenza. Ore otto e trenta:Sparo...Si parte,inizia l'avventura!!! Comincia il viaggio attraverso i sensi che verrano risvegliati man mano,strada facendo lungo il meraviglioso percorso.I primi chilometri li ho corsi con l'amico Gianluca che però poco dopo mi ha chiesto se potevo andar via in quanto lui non era in perfette condizioni fisiche.Detto fatto.Vengo raggiunto dal mio amico Claudio ma lo lascio andare perchè io devo solo fare un buon allenamento e nient'altro.Dopo un pò raggiungo Stefano che fa sempre il solito errore e cioè quello di partire troppo veloce rispetto a quello che dovrebbe essere il Suo passo normale... Purtroppo si stacca in salita.Passano i chilometri,oltrepassiamo Custoza,Valeggio,Borghetto,costeggiamo il fiume Mincio con i pescatori che trascorrono la loro giornata coltivando il loro hobby.Durante il percorso le solite battute col pubblico e con gli altri podisti"colpa" della bendiera dell'Inter che ho sempre dietro alle mie spalle e che mi accompagna lungo tutte le strade del mondo... Il tutto sempre nell'ambito della goliardia. Ad un certo punto mi si avvicina una persona in scooter,che poi scopro essere l'amico Franco,la quale mi incita,mi scatta delle foto chiacchieriamo per cinque/seicento metri ma tutto in assoluta tranquillità pure essendo la strada in salita e correndo a 4'23"km .Finisco la corsa in 3 ore e tre minuti ,correndo sempre la seconda parte più veloce di circa tre minuti e volando gli ultimi tre chilometri alla media di tre e quaranta al km... Un bell'allenamento,niente da dire.Bella la medaglia di partecipazione,ottimo ed abbondante il pasta party,pacco gara non male.Sono andato via da Sommacampagna contento verso le tre del pomeriggio quando la mia "fatica" era finita alle undici e trenta.Adesso il prossimo appuntamento sarà il Passatore,un altro allenamento se pur di cento chilometri,un altro tassello del mosaico che avrà come Suo ultimo pezzo la SPARTATHLON. Come faccio sempre voglio ringraziare la mia Famiglia,la mia società (Reggio Event's),il mio allenatiore Vincenzo Esposito,gli amici,tutti i tifosi che ho e che mi spronano sempre ed il sito che ospita sempre i miei scritti.GRAZIE, E' PER VOI !!!
mercoledì 28 aprile 2010
Avventura Spartathlon 2010... Tutto iniziò...
l' avventura Spartathlon.Partecipo alla Ultrak marathon a Salsomaggiore (quinto assoluto 3h18'),corro la maratona di Reggio Emilia in scioltezza chiudendo in progressione così come farò per le altre che seguiranno e chiudo l'anno a Calderara il 27 dicembre ancora con una 42,195m. Inizia il 2010,per andare in Grecia devo qualificarmi e per farlo ,tra le varie opzioni,devo correre una 100km in meno di dieci ore e mezzo e la scelta cade sulla 100km della Brianza.Intanto sempre inserito nel lungo programma che ancora sto seguendo e che culminerà con la partenza della corsa in Grecia,parteciopo all'ultratrail sul fiume Lamone a gennaio (settimo assoluto) ed è li che approfondisco la conoscenza,che poi si trasformerà in amicizia, col grande Andrea Accorsi e della fantastica Monica Barchetti,devo presentare anche loro???Andrea,correndo insieme a me per diversi chilometri, mi dirà subito il tempo che da li a qualche mese farò a Seregno... Mi disse:"Secondo me starai tra le otto ore e le otto ore e quindici"... Il risultato lo volete sapere??? Otto ore e sette minuti. Da quel momento anche Andrea e la Monica diventeranno miei tifosi e mi sproneranno sempre dandomi anche dei consigli molto preziosi.Il tempo passa,vado a San Benedetto del Tronto per la 50km sulla sabbia (secondo assoluto),seguiranno le maratone di: Verona,Salsomaggiore e Piacenza. Una settimana senza gare e poi si andrà a Seregno.Li compio un capolavoro,una gara preparata nei minimi particolari e corsa come volevo io. Non potevo fallire ,dovevo,volevo iscrivermi alla Spartathlon e quello era il mio passaggio obbligato.Acquisito il minimo, ho corso la 50km di Romagna ,tranquillamente e senza dannarmi l'anima,farò la maratona del Custoza,il Passatore,l'ecomaratona del Ventasso,l'ecomaratona della Valdarda e poi vedrò dove andare per potermi preparare al meglio per questa avventura. Di sicuro io non mollerò... Dopo la Spartathlon ancora un'altro sogno ma è prematuro parlarne.REALIZZIAMO QUESTO!!!
P.s. La fonte e' sul sito Nati Per Correre
lunedì 26 aprile 2010
50 km di Romagna 2010
Come ormai i più sanno, a settembre, andrò a correre la mitica Spartathlon e per riuscire nell'intento sto utilizzando tante corse per allenarmi all'impresa,la 50km di Romagna è stata una di queste.Una gara fantastica come percorso ed organizzazione.L'avventura inizia alle sei del mattino,dopo una notte trascorsa a lavorare. Col mio amico Dino partiamo alla volta di Castelbolognese dove troveremo e saluteremo tantissimi amici: Sabry,Gianluca,Stefano,Enrico,Andrea, Monica,Antonio,Maurizio,Roby ed altri. Come da programmsa m'impongo un'andatura tranquilla,forse troppo,ma va bene.Corro i primi dodici,tredici km con Tallarita e Montagner (due atleti che non hanno bisogno della mia presentazione...),si ride,si scherza,si chiacchiera e va bene così.Dopo un pò allungo leggermente ed inizierò a fare gara da solo fino al traguardo. Salite,discese e pensieri che vanno e vengono lungo questo percorso fantastico fatto di tanti colori.Corro sempre in tutta scioltezza,mi fermo a tutti i ristori bevendo del te o della coca cola,ogni tanto rallento per prendere i miei integratori e via così.Lungo il percorso incontro spesso Monica Barchetti e Luisa che avendo già visto passare i loro compagni m'incitano;scambio di battute,come faccio sempre e via. Lungo il tracciato ci sono anche Denise e Maurizio che immortaleranno la gara con le loro stupende foto,sempre pronti a cogliere le sensazioni degli atleti istante dopo istante.Sono arrivato al traguardo in tre ore e cinquantuno minuti ,sempre sventolando il bandierone dell'Inter,in estrema scioltezza e poi tenendo conto che non avevo dormito...Sono stato felicissimo di veder arrivare Sabry con le mani alzate e sorridente e sono stato molto contento, leggendo la classifica, della prestazione di Enrico Vedilei. I dispiaceri me li hanno dati altri amici che erano partiti per fare bene ma poi chi per un motivo,chi per un altro sono stati ripresi da me lungo il percorso e dovete credermi, non e' stato bello.
lunedì 5 aprile 2010
Verso la Spartathlon 2010
Dopo due settimane di scarico,i sedici km corsi ieri a 4'47"km con fastidi vari,inizia la "corsa" verso la Spartathlon 2010. Col mio allenatore abbiamo deciso di andare a partecipare anche alla 100km del Passatore che si terrà a maggio e, guardando pure a quelli che sono gli impegni lavorativi, di correre anche la maratona del Custoza l'otto maggio e poi un altro paio di ecomaratone nel periodo estivo.In questi sei mesi che mi separano dalla gara in terra ellenica tanti chilometri dovranno essere "macinati"ma,ciò,non mi fa paura...anzi!!!Due sono le cose importanti:Gli allenamenti e gl'infortuni. Una pero' la cosa fondamentale:LA TESTA.GLI ALLENAMENTI: Sicuramente dovrò abbassare il ritmo di corsa e questo lo farò probabilmente da dopo il Passatore.Altro fattore importante negli allenamenti sarà la maniacalità nel condurli,ma anche questo non mi spaventa perchè già lo faccio!!!.
GLI INFORTUNI:Sono sempre in agguato ed infidi però dosando bene gli allenamenti e seguendo bene i segnali del fisico,spero di tenerli alla larga.
LA TESTA:L'elemento secondo me fondamentale.Ho fatto un grande sforzo mentale ,più che fisico, per raggiungere il tempo minimo per la Spartathlon.A Seregno ma diciamo già durante tutta la preparazione per la 100km della Brianza,ho costruito tutto con "LA TESTA"e così dovrò fare da qui in avanti.Non dovrò cadere nell'errore che avendo già raggiunto l'obiettivo,molli.
QUESTI GIORNI D'INIZIO PREPARAZIONE SARANNO CRUCIALI.
lunedì 22 marzo 2010
100km della Brianza... Finalmente,ho ottenuto il tempo minimo per l'iscrizione alla Spartathlon.
Per continuare a cullare il mio sogno (Spartathlon) dovevo assolutamente passare dalla 100km della Brianza e fare il tempo minimo di qualificazione cioè 10h 30'.OBIETTIVO RAGGIUNTO FACILMENTE,DOPO ESSERMI BEN ALLENATO... 08H 07',FANTASTICO!!!Tutta la preparazione da dicembre fino al sabato prima della corsa era volta a questo scopo.La corsa lombarda presentava un circuito di 50km da ripetersi due volte passando dal meraviglioso parco di Monza Il percorso molto nervoso tra cavalcavia,sottopasso,discrete salite e discese attraversava quattordici comuni della Brianza e gli organizzatori con uno sforzo non indifferente hanno fatto in modo che tutte le rotonde e tutti gli incroci fossero presidiati da almeno due persone.I ristori ben forniti e una segnaletica precisa hanno aiutato gli atleti ha compiere l'impresa.Un dopo gara fatto di docce calde e spogliatoi puliti e riscaldati ha fatto il resto.Mentalmente ho diviso la corsa in tre parti: Una prima di 50km in scioltezza,una seconda,l'arrivo al parco di Monza intorno al km 75 e una terza,l'uscita dal suddetto parco destinazione arrivo.Per quanto riguarda le soste col mio allenatore ci siamo regolati in questo modo: Stop a tutti i rifornimenti a partire dal primo per bere un bicchier d'acqua,te oppure coca cola.Altra sosta al 50imo km per cambio abbigliamento,scarpe comprese, in modo da poter ripartire asciutto e fresco mentalmente per un'altra gara da 50km.Così è stato fatto,anche se ho aggiunto una sosta supplementare ogni ora per bere,dal ristoro personale, acqua e integratore in una miscela composta al 50% dell'uno e al 50% dell'altro e per non incorrere nella fame mangiare un pò di crosta di pane (consiglio di Roberto Rondoni) con bresaola. Tutto ciò è stato fatto fino alla quinta ora di corsa poi dopo mi era difficile ingerire qualcosa di solido. In più soste fisiologiche quando avvertivo la necessità senza aspettare che in tutto sono state quattro o cinque.Devo dire che tutto ha funzionato alla perfezione.Il mio allenatore,Vincenzo Esposito, ha saputo dosare bene i miei sforzi negli allenamenti ed aveva deciso di non lavorare sui lunghissimi (ho fatto solo una 50km seppur sulla sabbia a S.Benedetto del Tronto) ma di fare una serie di maratone consecutive partendo piano e poi finendo in progressione.Lungo tutto il percorso il mio amico Marco mi ha seguito con lo scooter ed è stato perfetto nei suoi interventi,perchè essendo un podista anch'egli sapeva lasciarmi solo quando avevo il bisogno di stare solo ed essermi vicino nei momenti in cui volevo fare due chiacchiere...E' STATO GRANDE !!!Sono stato regolarissimo nella mia corsa fino al ristoro del km 90 ,poi anche non essendo stanco,le gambe hanno iniziato a girare dai 30 ai 45" in più al km,la mia lucidità ha fatto in modo d'assecondare le gambe senza forzare l'andatura col rischio poi di crampi o quant'altro.Alla fine ho fatto il solito show con la bandiera dell'Inter lungo i 300 m del rettilineo del traguardo,quando sventolando il vessillo ho tagliato la linea d'arrivo, deliziando poi la folla e i fotografi con un passo di samba.Ad aspettarmi oltre a Marco che mi ha seguito lungo tutti i cento km (a lui il primo abbraccio dopo l'arrivo facendo un salto da paura) c'erano anche due amici e tifosi speciali...Mauro e Alessia.Quest'ultima,diciamo così sulla fiducia aveva gia' preparato una torta con la scritta "Ciro,100km"...FANTASTICI. A dire il vero la giornata non è che fosse iniziata sotto i migliori auspici.Occhiali spaccati (meno male ne avevo due paia) e I-pod che non funzionava bene.Alla fine però è finito in gloria 08h 07'.Durante la corsa sono stato mentalmente una ROCCIA... Alcuni atleti quando vedevano i cartelli dei km si abbattevano perchè erano segnati anche quelli del giro successivo,così al ventesimo km uno ha letto ed ha esclamato:"Mamma mia,siamo ancora qui??? Quanta strada ancora manca...".Io gli ho risposto:"Leggilo così ,la prossima volta che passiamo di qua già saremo al km 70 e ne avremo da fare solo altri 30". Praticamente il ripassare da li significava aver corso prima altri 50km con più stanchezza e minor lucidità ma,mentalmente per me, non esistevano...IO ERO GIA' LI AL KM 70... GRANITICO !!!
Per concludere scusatemi devo fare dei ringraziamenti,sono la parte più importante di tutto e lo meritano le persone:
1- Al mio allenatore Vincenzo Esposito...QUANTA PAZIENZA;
2- A Marco che mi ha seguito in scooter ed alla sua famiglia che ha permesso di sentirmi a mio agio nel soggiorno lombardo;
3- Agli amici Mauro e Alessia...SEMPRE FANTASTICI (La torta era buonissima);
4- Ai grandissimi Antonio Tallarita ed Enrico Vedilei che mi hanno spinto ed invogliato a queste avventure ultra;
5- A tutti gli amici di Facebook che mi hanno incoraggiato sempre e mi sono stati vicino;
6- Alla mia società (Reggio Event's) che mi fornisce tutto il materiale che serve;
7- Al sito che sta ospitando questo mio post;
8- A Roberto Rondoni... Suo il consiglio del pane... Geniale;
9- Agli amici della podistica Correggio e dei Road runners di Poviglio,da sempre miei amici e tifosi.
Dopo tutto ciò la cosa più facile da fare era correre... L'ho fatto divertendomi in tutta tranquillità.
Dedicato a Me stesso ed alla mia famiglia.
Per concludere scusatemi devo fare dei ringraziamenti,sono la parte più importante di tutto e lo meritano le persone:
1- Al mio allenatore Vincenzo Esposito...QUANTA PAZIENZA;
2- A Marco che mi ha seguito in scooter ed alla sua famiglia che ha permesso di sentirmi a mio agio nel soggiorno lombardo;
3- Agli amici Mauro e Alessia...SEMPRE FANTASTICI (La torta era buonissima);
4- Ai grandissimi Antonio Tallarita ed Enrico Vedilei che mi hanno spinto ed invogliato a queste avventure ultra;
5- A tutti gli amici di Facebook che mi hanno incoraggiato sempre e mi sono stati vicino;
6- Alla mia società (Reggio Event's) che mi fornisce tutto il materiale che serve;
7- Al sito che sta ospitando questo mio post;
8- A Roberto Rondoni... Suo il consiglio del pane... Geniale;
9- Agli amici della podistica Correggio e dei Road runners di Poviglio,da sempre miei amici e tifosi.
Dopo tutto ciò la cosa più facile da fare era correre... L'ho fatto divertendomi in tutta tranquillità.
Dedicato a Me stesso ed alla mia famiglia.
venerdì 19 marzo 2010
Vigilia della 100km di Seregno...
FINALMENTE...!!! Dopo circa quattro mesi di duri allenamenti e passando dalle maratone di: Reggio Emilia,Calderara,Verona,Terre verdiane,Piacenza,dal trail sul fiume Lamone a Bagnacavallo (46km), dalla ultramaratona sulla sabbia di S.Benedetto del Tronto (50Km),sono giunto alla vigilia della mia prima 100km,che servirà per qualificarmi per la Spartathlon,gara da 246 Km che si tiene ogni anno in Grecia a settembbre.Le sensazioni sono ottime anche perchè mi sono allenato in modo meticoloso e molto bene.Solo un fastidioso dolore al collo che ne impedisce il movimento mi affligge da qualche settimana ma poi per il resto è tutto ok. L'unica nota stonata potrebbe venire dal meteo,in quanto le previsioni indicano pioggia intensa e non è bello e comodo correre 100km sotto l'acqua memore anche del naufragio di Treviso dello scorso anno.All'inizio della preparazione mi sarei accontentato di finire sotto le 10h 30' (tempo minimo per qualificarmi alla gara in terra ellenica) ma poi strada facendo ho visto che potrei stare intorno alle 8h se non leggermente sotto.Tutto questo dicono i numeri degli allenamenti,in gara potrebbe essere diverso...MA NON SARA' DIVERSO.Mi sento addosso una certa tensione come quella che avevo quando per la prima volta mi apprestai a correre una maratona (Carpi 2004),anche in quella occasione mi ero allenato per far un buon risultato (3h00'00") che poi puntualmente arrivò, 2h59'45".Quelli erano i miei tempi eroici,quando per prepararmi scaricai una tabella di allenamento dal sito della maratona d'Italia e via...Adesso le cose sono cambiate un pò,ho un allenatore personale,un fisioterapista,un addetto stampa... Diciamo che sono cresciuto e poi qualcuno per le strade d'Italia comincia a conoscermi ,fosse solo per la bandiera dell'Inter che mi segue spillata alla canottiera ormai da anni.Ritornando alla gara di domani,durante il percorso sarò seguito da un amico in bicicletta che mi aiutera' con i rifornimenti e da altri che mi faranno da traino lungo il tragitto.Tanti tifosi mi aspetteranno al traguardo e tantissimi ancora aspetteranno il mio risultato seduti comodamente a casa...AMICI NON VI DELUDERO'!!!
lunedì 15 marzo 2010
17 febbraio 2010: INSEGUENDO UN SOGNO... Passando dalla 50km sulla sabbia di San Benedetto del Tronto
Inseguendo un sogno... Passando da San Benedetto del Tronto. L'ultimo atleta è arrivato... Bravissimo anche lui Cala il sipario sull'ottava maratona sulla sabbia di San benedetto del Tronto che quest'anno ha visto la nascita anche della prima ultramaratona sull'arenile marchigiano.Tutto è nato per caso,inseguendo il mio sogno chiamato Spartathlon e dovendo fare un allenamento lungo in preparazione della 100km di Seregno mi son detto "Quasi quasi vado a correre a San Benedetto del Tronto,così colgo anche l'occasione di vedere un pò di amici".Detto... Fatto!!! L'atmosfera è molto cordiale e noto subito che Francesco,l'organizzatore,si fa in quattro per farci stare tutti a nostro agio,mi risolve un problema con l'iscrizione,ed e' sempre con noi.La cena del sabato ,fantastica,vede quasi tutti gli atleti insieme com'era capitato alla corsa di Enrico qualche settimana prima. Risate,applausi e Denise che fotografava tutti,insomma bello bello. La mattina della gara tutti in spiaggia a prepararsi: chi ascoltava musica,chi fotografava,chi chiacchierava,chi aveva i suoi riti scaramantici. Gli unici che lavoravano per noi erano Francesco ed il suo gruppo intenti a farci trascorrere una piacevolissima mattinata come poi così è stata.Giornata ideale per correre,tranne verso la fine quando si è alzato un fastidioso vento ma è dettaglio.Grandi nomi alla partenza come il pluridecorato SuperMario Fattore,il grande Marco Olmo,il mitico Enrico Vedilei ed altri.. Io facevo parte del gruppo degli sconosciuti.Pronti via,i primi giri sono stati i giri dei saluti perchè incrociandoci ci si salutava ,si battenva il cinque... Insomma era l'inizio.Mi metto sul mio passo mentre gli altri sfrecciano come bolidi e non riesco mai ad avere la cognizione della classifica,anche se sapevo di essere abbastanza avanti perchè poi un pò d'occhio vedendo gli altri correre ce l'ho,però non sapevo chi facesse la maratona e chi corresse la ultra e poi perchè gli Organizzatori avevano dato l'opportunità agli ultramaratoneti di fare un giro in meno se avessero avuto dei problemi,in modo tale da essere classificati nella maratona.Tutto bene,tutto procede perfettamente,gente simpaticissima ai ristori dove mi fermo sempre facendo due chiacchiere per poi ripartire ritemprato (l'ho fatto sempre),quando passavo dal traguardo duettavo con lo speaker perchè avendo la bandiera dell'Inter alla canottiera ero ormai diventato il bersaglio numero uno.Intanto i chilometri passavano e i volti erano sempre più sofferenti. Raggiungevo Stefano e lo spronavo,raggingevo Gianluca e cercavo di invogliarlo a continuare,raggiungevo Fabio e gli davo dei consigli su alcuni suoi comportamenti in gara.Tutti tirati tranne me che ad un passaggio sul traguardo mi son pure fermato,ho fatto qualche passo di samba stile Ronaldinho e tra gli applausi dei presenti sono ripartito.Altri chilometri ancora e la gente sempre li a correre,non ho mai negato un incoraggiamento a chi vedevo in forte difficoltà e anche colui che poi avrebbe vinto la gara quando è stato spronato da me quando ci siamo incrociati all'ultimo passaggio però non sapevo di seguirlo da vicino.Ho saputo di essere secondo all'ultimo controllo,quando scherzando con l'addetta le avevo detto:" Giuro che da qui non passo più" e lei mi fa :"Dai impegnati,sei secondo ce la fai". Onestamente,c'era poco spazio per un ulteriore recupero forse se ci fosse stato un altro giro, vedendo i parziali, avrei potuto anche fare un tentativo.Ho tagliato il traguardo sempre felicissimo e la signora per giunta si è pure sbagliata a darmi la medaglia,quando gliel'ho fatto notare mi fa:"Hai corso la cinquanta? Hai gia' finito?" E giù una gran risata da parte di tutti... FANTASTICO.Concludendo devo fare i complimenti agli Organzzatori e gli auguro che possano avere numeri sempre maggiori d'iscritti.Grazie e Grazie ancora.Un ottimo allenamento,un'ottima gara ,una stupenda organizzazione.Una sola cosa la posso dire? :"France',mannaggia a te il premio del secondo classificato alla 50km era una tuta fantatica ... Un solo problema,andavo dentro tre volteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee" Comunque siete stati grandi e grande sono stati tutti gli atleti e le persone che erano presenti lì.
Inseguendo un sogno... Passando da San Benedetto del Tronto. L'ultimo atleta è arrivato... Bravissimo anche lui Cala il sipario sull'ottava maratona sulla sabbia di San benedetto del Tronto che quest'anno ha visto la nascita anche della prima ultramaratona sull'arenile marchigiano.Tutto è nato per caso,inseguendo il mio sogno chiamato Spartathlon e dovendo fare un allenamento lungo in preparazione della 100km di Seregno mi son detto "Quasi quasi vado a correre a San Benedetto del Tronto,così colgo anche l'occasione di vedere un pò di amici".Detto... Fatto!!! L'atmosfera è molto cordiale e noto subito che Francesco,l'organizzatore,si fa in quattro per farci stare tutti a nostro agio,mi risolve un problema con l'iscrizione,ed e' sempre con noi.La cena del sabato ,fantastica,vede quasi tutti gli atleti insieme com'era capitato alla corsa di Enrico qualche settimana prima. Risate,applausi e Denise che fotografava tutti,insomma bello bello. La mattina della gara tutti in spiaggia a prepararsi: chi ascoltava musica,chi fotografava,chi chiacchierava,chi aveva i suoi riti scaramantici. Gli unici che lavoravano per noi erano Francesco ed il suo gruppo intenti a farci trascorrere una piacevolissima mattinata come poi così è stata.Giornata ideale per correre,tranne verso la fine quando si è alzato un fastidioso vento ma è dettaglio.Grandi nomi alla partenza come il pluridecorato SuperMario Fattore,il grande Marco Olmo,il mitico Enrico Vedilei ed altri.. Io facevo parte del gruppo degli sconosciuti.Pronti via,i primi giri sono stati i giri dei saluti perchè incrociandoci ci si salutava ,si battenva il cinque... Insomma era l'inizio.Mi metto sul mio passo mentre gli altri sfrecciano come bolidi e non riesco mai ad avere la cognizione della classifica,anche se sapevo di essere abbastanza avanti perchè poi un pò d'occhio vedendo gli altri correre ce l'ho,però non sapevo chi facesse la maratona e chi corresse la ultra e poi perchè gli Organizzatori avevano dato l'opportunità agli ultramaratoneti di fare un giro in meno se avessero avuto dei problemi,in modo tale da essere classificati nella maratona.Tutto bene,tutto procede perfettamente,gente simpaticissima ai ristori dove mi fermo sempre facendo due chiacchiere per poi ripartire ritemprato (l'ho fatto sempre),quando passavo dal traguardo duettavo con lo speaker perchè avendo la bandiera dell'Inter alla canottiera ero ormai diventato il bersaglio numero uno.Intanto i chilometri passavano e i volti erano sempre più sofferenti. Raggiungevo Stefano e lo spronavo,raggingevo Gianluca e cercavo di invogliarlo a continuare,raggiungevo Fabio e gli davo dei consigli su alcuni suoi comportamenti in gara.Tutti tirati tranne me che ad un passaggio sul traguardo mi son pure fermato,ho fatto qualche passo di samba stile Ronaldinho e tra gli applausi dei presenti sono ripartito.Altri chilometri ancora e la gente sempre li a correre,non ho mai negato un incoraggiamento a chi vedevo in forte difficoltà e anche colui che poi avrebbe vinto la gara quando è stato spronato da me quando ci siamo incrociati all'ultimo passaggio però non sapevo di seguirlo da vicino.Ho saputo di essere secondo all'ultimo controllo,quando scherzando con l'addetta le avevo detto:" Giuro che da qui non passo più" e lei mi fa :"Dai impegnati,sei secondo ce la fai". Onestamente,c'era poco spazio per un ulteriore recupero forse se ci fosse stato un altro giro, vedendo i parziali, avrei potuto anche fare un tentativo.Ho tagliato il traguardo sempre felicissimo e la signora per giunta si è pure sbagliata a darmi la medaglia,quando gliel'ho fatto notare mi fa:"Hai corso la cinquanta? Hai gia' finito?" E giù una gran risata da parte di tutti... FANTASTICO.Concludendo devo fare i complimenti agli Organzzatori e gli auguro che possano avere numeri sempre maggiori d'iscritti.Grazie e Grazie ancora.Un ottimo allenamento,un'ottima gara ,una stupenda organizzazione.Una sola cosa la posso dire? :"France',mannaggia a te il premio del secondo classificato alla 50km era una tuta fantatica ... Un solo problema,andavo dentro tre volteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee" Comunque siete stati grandi e grande sono stati tutti gli atleti e le persone che erano presenti lì.
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